Nido e Scuola dell’infanzia si riparte

 

Qualcuno ha già iniziato, altri bambini ricominceranno nei prossimi giorni tutti a stretto giro. Quest’anno però tornare a scuola e all’asilo assume un significato nuovo. Rappresenta un atto di coraggio e valore dopo così tanti mesi di assenza. Per tutti: per le educatrici e insegnanti che si espongono, per i piccoli e per le loro famiglie. Si è alla ricerca di un nuovo equilibrio, di una nuova organizzazione familiare pronta all’occorrenza a cambiare piani in caso di febbre o primi sintomi influenzali. Si è alla ricerca di un nuovo modo di giocare e di stare al nido senza far pesare troppo ai piccoli il peso di questi cambiamenti…per questo occorre un’alleanza implicita tra genitori ed educatori in grado di aiutarsi e capirsi per un fine collettivo: il benessere dei bambini innanzitutto!. Giocate con prudenza ma giocate sempre e comunque.

Pronti per la ripartenza?!

Si riparte? Quasi pronti? Tra un’incertezza e l’altra…continuiamo a preparare i piccoli all’idea del grande ritorno a scuola e al nido. Ormai la mascherina è un oggetto familiare e quotidiano che non fa più paura a nessuno. Piuttosto potrebbe preoccupare il distacco dalle figure genitoriali dopo tanti mesi insieme. Come fare sul piano pratico ad affrontare questo tema così delicato? Il distacco va preparato ed elaborato nel tempo nella mente del genitore e poi in quella del bambino. Sarebbe utile concentrarsi in questi ultimi giorni di attesa parlando ai bambini e raccontando loro del prossimo ritorno al nido e a scuola. Come? Attraverso esempi concreti che permettano loro di farsi un’idea della futura routine. Fondamentale: rassicurare i piccoli sul fatto che ci si ritrova a fine giornata, e che sarà una bella occasione invece  per ritrovare/conoscere i compagni e giocare insieme e non solo con mamma e papà. Non nascondere o negare la realtà dicendo che sarà tutto fantastico, perché i bambini fin da piccoli apprezzano la nostra onestà. “Sarà faticoso ma sarà comunque un’esperienza importante per tutti”. Ne riparleremo nei prossimi post e video!.

Agosto è per:

 

Siamo arrivati ad Agosto, mese della pausa estiva anche se quest’anno è tutto molto particolare…quindi in vista della ripresa al nido, alla scuola dell’infanzia e alla primaria utilizziamo il tempo che ci rimane per ‘lavorare’ su alcuni punti cruciali come ad esempio:

  • preparare i bambini al distacco dopo tanti mesi (parlare con loro, raccontare con parole semplici e chiare che a Settembre inizia una nuova avventura e che occorre il giusto tempo per sentirsi pronti)
  • non spaventare i piccoli sui pericoli del virus piuttosto insegnare loro come lavarsi le mani e praticare una sorta di distanziamento ( un salto,due salti e teniamo le distanze quando necessario)
  • concentrarsi sulla conquista dell’autonomia (quindi provare e riprovare a vestirsi da soli, a fare il lettino, a mettere via i giochi e non ultimo a prendere più confidenza possibile con il water che talvolta è fonte di criticità)
  • concentrarsi sul linguaggio e la scelta dei vocaboli. Cantare molto e leggere loro storie ad alta voce è da sempre un ottimo rimedio che a lungo andare porta a buoni risultati oltre che stimolare l’immaginazione
  • tra le altre cose: riposatevi …anche i piccoli hanno bisogno di genitori rilassati e un po’ spensierati

 

L’incertezza dello 0-3

Siamo quasi alla fine di luglio ormai e non sono ancora giunte le linee guida per l’apertura delle varie realtà educative 0-3 anni. Questo porta inevitabilmente ad un forte sconforto e senso di disorientamento tra le varie figure educative ma anche tra le famiglie che non sanno con esattezza quando e come riapriranno i nidi dei loro bambini. Nonostante questo clima di continua incertezza e confusione suggeriamo di non far passare questa sensazione ai piccoli i quali hanno bisogno di punti di riferimento chiari e precisi. Hanno già sofferto e patito abbastanza in questi mesi di isolamento. Da un punto di vista mentale poi è fondamentale dare e darsi un obbiettivo aspettando Settembre soprattutto in un periodo storico  così delicato e fragile come quello che stiamo vivendo. Sta a noi crederci e continuare a stimolare la loro curiosità e immaginazione quotidiana. Proponendo giochi, attività e visite in grado di saziare il bisogno di socialità. Continuate quindi  a collezionare ricordi in questa strana estate da portare (un giorno!?!) a scuola e al nido: servono a scandire il tempo, saranno utili per ricordarsi di alcuni momenti trascorsi insieme.

 

 

Parental Burnout: come prevenirlo

Si parla spesso in questo periodo post-covid di Parental Burnout: vediamo di cosa si tratta nello specifico e di come prevenirlo. La categoria dei genitori è stata parecchio penalizzata in questi lunghi mesi, ha dovuto con le proprie risorse arrangiarsi (in senso letterario del termine) e trovare un modo per gestire i figli a casa e nel contempo lavorare. Questa organizzazione ha portato non poco stress e affaticamento in particolare è ricaduto sulla figura materna che ha sentito il peso e le pressioni principalmente sulle proprie spalle come confermano le ricerche di quest’ultimo periodo. Quando però non si tratta solo di forte stanchezza e stress ma si fa fatica a delegare e condividere le scelte, si percepisce un senso di insoddisfazione e insofferenza, si perde la voglia e il piacere di costruire la relazione con i figli, ci si sente distaccati da quest’ultima, allora qualcosa non va ed è importante saper chiedere aiuto.

  • Riconoscere di essere in una zona delicata e fragile è il primo passo fondamentale da fare per contenere la situazione
  • Accettare l’aiuto di una figura esperta è il secondo passo decisivo: in grado di sostenere e condividere il senso di inadeguatezza e il peso che ci accompagna
  • Ritrovare lentamente nel tempo le giuste risorse interne per affrontare al meglio la crescita dei propri figli ristabilendo le varie priorità e facendosi aiutare dal partner e dalla rete amicale/parentale perché ognuno possa dare il suo contributo rappresenta un altro step fondamentale
  • Concedersi ogni tanto ma in modo costante nel tempo dei momenti per ricaricare le energie senza sensi di colpa e fare un’attività in grado di farci stare bene
  • Darsi tempo: ora può trattarsi di un periodo faticoso e negativo ma si può tornare a intravedere la luce; Anche queste fasi sono importanti per conoscere l’altra faccia del nostro sé

 

 

Le paure dei piccoli post Covid

 

La Fase 2 Post Covid ha lasciato alcuni segni profondi in particolare nei piccoli: c’è chi agli occhi dei genitori sembra regredito ed è tornato a mettere il dito in bocca, o ad avere episodi di enuresi o a manifestare segnali di malessere e paura. In ogni caso sono espressioni dello stress che hanno percepito attraverso il mondo adulto e tutti i cambiamenti sociali che abbiamo vissuto in questo periodo: primo tra tutti il fatto di aver lasciato improvvisamente l’asilo, la scuola, senza possibilità di ritorno… Inevitabilmente il fatto di aver sospeso la solita routine e i luoghi di socializzazione ha portato a delle ripercussioni da un punto di vista sociorelazionale. Il nostro suggerimento? Accogliere le loro paure e i loro bisogni senza negarli. Evitiamo frasi come ‘non è niente’ ‘ ma dai che sei grande’ ‘non puoi tornare all’asilo così’  tipiche del linguaggio parlato quotidiano; Evidentemente dietro al pianto può esserci un disagio e piccolo o grande che sia va capito e contestualizzato, per permettere al bambino di acquisire maggiore fiducia e sicurezza.

  • Parlare e spiegare ai bambini fin da piccoli 
  • tradurre i loro stati d’animo è un’azione fondamentale in campo educativo in grado di aiutarli a riconoscere e poi capire le varie emozioni che li accompagnano
  • non serve spaventarsi piuttosto stare accanto al bambino e affrontare nel proprio piccolo la criticità del momento dandosi tempo
  • evitare di scaricare le colpe su qualcuno (colpa della scuola chiusa,il covid,smartworking ecc.) poiché non fa altro che aumentare il nostro nervosismo e  senso di frustrazione togliendo le energie per dedicarci concretamente ai bisogni dei nostri piccoli

 

Diamoci un obiettivo estivo…

L’estate, anche se molto strana quest’anno, ormai è arrivata e con essa anche il caldo, la stanchezza, la mascherina ecc. Nonostante tutto suggeriamo di provare a darsi un obiettivo estivo da affrontare con i vostri bambini. Potrebbe essere utile dato il periodo pieno di incertezze e timori provare a lavorare insieme su un piccolo obiettivo che deciderete in base all’età e alle potenzialità. Sarà un modo per rafforzare la relazione e trascorrere del buon tempo insieme senza la tipica frenesia che ci contraddistingue ovunque sarete! Costruire un rituale sarà un espediente utile per ritrovarsi e trovare un momento per stare insieme e impegnarsi in quell’attività…   Ad esempio:

  • concentrarsi sulla lettura di storie ad alta voce (anche con bambini molto piccoli)
  • cantare insieme
  • passaggio dal pannolino al water (trovate tanti post in merito!)
  • maggior autonomia nei movimenti
  • giocare e costruire un rifugio insieme
  • inventare cacce al tesoro
  • esercizi di prescrittura con la sabbia al mare
  • provare a cucire o ricamare: è un ottimo esercizio antico che affina la capacità di concentrazione (nell’immaginario collettivo si crede che i bambini di 5/6 anni non siano capaci..e invece vi stupiranno!)
  • Dipingere un vecchio lenzuolo insieme
  • Riordinare: aprire e svuotare cassetti o mensole piene di giochi talvolta dimenticati piace sempre ai bambini!

Povera Scuola…

Povera Scuola, povero il nostro sistema scolastico..ha bisogno di una nuova rinascita…questo periodo non è facile per le famiglie che sono state lasciate sole e abbandonate a sé stesse (partiamo dal presupposto che la didattica a distanza non potrà mai competere con il valore della quotidianità “sul campo”). Non è però una fase semplice neanche per gli insegnanti, le maestre ed educatrici che ancora ad oggi hanno poche certezze su come e quando riaprire e nel concreto come fare a riorganizzare la didattica post Covid nel modo più disinvolto possibile senza di certo farlo pesare ai bambini e ragazzi che da mesi aspettano di tornare a scuola. Ci vorrebbe una scuola con un sistema più snello, più flessibile, in grado di adattarsi alle reali necessità senza per questo essere di ostacolo alle famiglie che aspettano ormai da mesi un segnale, un feedback che ancora non c’è. Ricordiamoci che a rimetterci, in primis, sono i  bambini e i ragazzi i quali non hanno avuto la possibilità di tornare a scuola, e poter concludere l’anno educativo. Sono rimasti appesi ad un filo di speranza per mesi, e poi hanno visto riprendere gradualmente tutto tranne il loro posto, il loro rifugio sicuro. Le scuole hanno riaperto ovunque tranne che in Italia. Hanno saputo trovare soluzioni alternative e privilegiare le dinamiche relazionali senza ovviamente tralasciare il fattore sicurezza.

Facciamo presto e rinnoviamo la scuola prima che sia troppo tardi. 

Si ricomincia…

 

  • A tutte le strutture socioeducative che da oggi riapriranno i battenti per accogliere i bambini, va il nostro pensiero. Da oggi più che mai occorre un forte senso di organizzazione, prudenza, senza far mancare ovviamente un po’ di sana emozione e di entusiasmo che ogni ripartenza ci regala. Non preoccupatevi se i bambini possono sembrarvi un po’ emozionati o irrigiditi è comunque trascorso tanto tempo, e ritrovarsi sarà inevitabilmente un’esperienza strana, quanto preziosa.
  •  Alle educatrici,educatori e maestre diciamo: buon rientro, carico di fiducia, serietà, e senso di responsabilità. Cercate di mantenere un atteggiamento positivo, accogliente e rassicurante nonostante la mascherina. Dovrà essere uno stimolo per fare di più e affinare i propri limiti. Ricordiamoci sempre che l’esempio lo diamo spesso inconsapevolmente attraverso i nostri gesti e il nostro atteggiamento non verbale. Dobbiamo essere in grado di contenere non di agitare.
  • Ai genitori diciamo: nonostante il periodo e la situazione cercate di non proiettare ansia e timori nei bambini che invece hanno bisogno di tornare a giocare in modo spensierato e naturale. Condividete le regole e rispettatele insieme: è importante che i bambini capiscano che è ‘per il bene di tutti’.
  •  Ai bambini : fate scorta di giochi e di emozioni collettive, di canzoni e di esperienze nuove da raccontare a casa!

 

 

 

 

 

 

Centro Estivo: si o no?

 

Il 15 Giugno potranno ripartire almeno i Centri Estivi dedicati alla fascia dai 3 anni in sù. Molti genitori ci stanno scrivendo per sapere un nostro parere in merito. Premesso che la decisione è molto soggettiva e dipende da una serie di fattori quali l’età del bambino, il contesto in cui vive, il lavoro e gli impegni dei genitori, non ultimo il livello di preoccupazione e ansia nella gestione della fase due e del relativo controllo del virus. Siamo favorevoli alla ripartenza di una socialità condivisa e organizzata dove i bambini possano gradualmente e in sicurezza tornare a giocare e fare i bambini. Se ne avete la possibilità poiché le strutture a cui vi affidate organizzano il Campus e se siete d’accordo e abbastanza tranquilli allora si, potete coinvolgere i vostri bambini in questa nuova avventura (si tratta davvero di un’avventura!) responsabilizzandoli (a seconda dell’età) per quanto riguarda il distanziamento sociale, mascherina e igienizzazione mani. Il tutto in modo scherzoso, divertente, senza che risulti pesante però…insistiamo sul tono ironico perché con i bambini è molto più incisivo uno scherzo e un tono di voce diverso da quello noioso e monocorde dell’adulto… soprattutto quando si tratta di far passare concetti importanti come questi!. Non preoccupatevi per l’eventuale crisi da distacco: è giusto che i piccoli possano avere momenti di fragilità dato tutto questo tempo a casa. Gli adulti accanto devono saper intuire e prevedere tutto ciò parlandone prima insieme e rassicurandolo il giusto. Se invece avete parecchie resistenze e non siete del tutto convinti, prendetevi del tempo per capire meglio perché in ogni caso deve essere un momento di svago e non di ansia totale e dato che queste sensazioni vengono implicitamente trasmesse al bambino è bene valutare a priori la questione per fare in modo che nonostante tutto possa essere una piacevole esperienza per tutti gli attori coinvolti.