Come fare a smettere di allattare?

Il post di oggi tratta un argomento molto delicato,intimo e personale. Smettere di allattare per una madre ha molti significati e per questo crediamo fortemente in un sostegno non invadente e non giudicante dove ognuna può prendere ciò che più le serve per se stessa, il suo bambino e per la loro relazione. Detto ciò, come smettere di allattare e far capire al mio bambino che non c’è più latte oppure che è abbastanza grande per questo? In primis questi pensieri dobbiamo rivolgerli a noi stesse. Solo dopo averli elaborati, pensati nuovamente e ancora ripensati saremo in grado di condividerli anche con il nostro bambino, e saremo quindi in grado di sostenere anche il suo pianto e la sua possibile rabbia e frustrazione nel non poter più disporre del seno della mamma. L’importante è provare a sperimentare un nuovo rapporto e una nuova forma d’amore col proprio bambino che ovviamente in questo delicato passaggio va preparato e sostenuto. Smettere di allattare non significa smettere di voler bene o smettere di avere quell’esclusivita’ tipica della diade madre-bambino. Se siamo disposte a trovare una nuova chiave di lettura, senza sensi di colpa, saremo più predisposte a vivere e far vivere questo cambiamento in termini positivi. Un pensiero va a tutte le mamme e neomamme che si sono confrontate su questo tema e che sono alla ricerca della loro strategia.

 

Mi leggi una storia?!

 

“Mi leggi una storia?!” e’ la classica domanda dei più piccoli, che nei momenti a volte più improbabili, hanno voglia di sentirsi raccontare una storia e sfogliare un libro. Leggere, lo ricordiamo,non significa solo poter arricchire il proprio lessico e imparare parole o concetti nuovi, ma e’ fondamentale sul piano relazionale, poiché aumenta e rafforza il rapporto umano adulto-bambino. All’interno dello scambio comunicativo  il bambino ascolta, apprende e rielabora a modo suo la storia. Leggere diventa un’occasione preziosa da coltivare e mantenere viva anche da adulti. (“Un bambino che legge è un adulto che pensa”). In commercio vi sono tantissimi libri per ogni fascia di età ed esigenza specifica. Spesso li consigliamo e utilizziamo anche con i più piccoli per affrontare le difficoltà legate alle tappe della crescita (il distacco,la nanna,il No,i capricci,il pannolino,la scuola materna,la gelosia..). Possono essere uno strumento importante per far capire al bambino che anche altri (personaggi o animali) possono avere proprio le stesse difficoltà. É iniziato,tra l’altro, il countdown per il grande appuntamento internazionale a proposito di libri e letteratura per l’infanzia..si avvicina la settimana della Children’s Book Fair di Bologna. Se siete appassionati,curiosi,o addetti ai lavori merita sempre! Per la vivacità culturale e internazionale che si respira e per tutte le novità che l’editoria per l’infanzia ci regala ogni anno.

Dalla parte dei Genitori: Convegno a Piacenza

 

Cari Genitori, Mamme, Papà,ma anche educatori che ci seguite vi ricordiamo sempre il prossimo appuntamento pedagogico da non perdere: il convegno nazionale organizzato dal CPP guidato da Daniele Novara (una delle voci più autorevoli nel panorama italiano pedagogico). Il tema di quest’anno “Dalla parte dei genitori” ha l’obiettivo di coinvolgere e sensibilizzare i genitori nel loro ruolo: servono dei limiti chiari e ben definiti per crescere dei figli, un insieme di regole e di responsabilità che vanno trasmesse nel tempo. La giornata sarà ricca di stimoli e spunti interessanti anche perché tra i vari ospiti, oltre a Daniele Novara (fondatore storico del CPP) e Paolo Ragusa (formatore e pedagogista del CPP) Silvia Vegetti-Finzi, nota psicologa dell’età evolutiva e scrittrice, Bruno Tognolini autore di numerosi libri per bambini, Susanna Mantovani, Pedagogista e tanti altri.

Perche’ ne parliamo? Crediamo sia fondamentale,visti i tempi che corrono, avere un’occasione di confronto e condivisione con una serie di professionisti che porteranno la loro esperienza trentennale in campo educativo per avere idee e strumenti concreti per sostenere una buona crescita con i propri figli. 

Vi aspettiamo! Per un Sabato un po’ diverso, ricco di concetti e pensieri intensi da condividere e rielaborare nel tempo.

 

 

MammeCheFatica a Marzo ci trovate..

Nel mese di Marzo ci trovate (per gli appuntamenti pubblici in cui possono partecipare tutti, genitori interni ed esterni ai vari asili).

Roma: 6 Marzo ore 17.00 presso l’asilo Scarabocchiando, via L.Luciani 6/A, zona Parioli. Ci sarà un incontro formativo sul tema dei Capricci e di come gestirli. Info & iscrizioni: asiloscarabocchiando@libero.it    06-3224768

Roma: 13 Marzo ore 17.00  Raccontami una storia! presso l’asilo State Buoni se Potete, via Martino V n.28 , zona Boccea. L’incontro è per tutti i genitori e i loro bambini. Faremo una lettura animata e canzoncine per coinvolgere tutti i piccoli dai 12 ai 36 mesi. Info & iscrizioni: info@statebuonisepotete.it    06- 66082199

Milano: 18 Marzo ore 17.00 presso l’asilo Bau..Sette,via Soderini 21, zona Lorenteggio. Ci sarà un incontro rivolto ai genitori dedicato al tema della lettura e ai libri per la Prima Infanzia. Info & iscrizioni: bausette2001@tiscali.it    02- 472696

Milano: 20 Marzo ore 18.00 presso la Scuola Green Dada’, corso Italia 66, zona Missori. Faremo un incontro dedicato ai genitori dal tema: “Genitori & figli: come fare a creare una buona sintonizzazione tra regole,limiti,richieste e desideri senza farci divorare dal senso di colpa”.  Info & iscrizioni: nidodada@libero.it 3667091314

Vi aspettiamo!!! Saranno occasioni per fare nuovi incontri e tornare in asili che ci hanno visto crescere!

 

Paghetta: giusta o sbagliata?

 

L’altro giorno, durante un nostro incontro in un’azienda a Milano, dedicato al Parenting-Sostegno alla Genitorialità, un genitore ci ha chiesto se fosse giusto o sbagliato il concetto di paghetta. In fondo a noi adulti nessuno ci paga per la spesa, il lavoro e le faccende domestiche! Può essere uno strumento per invogliare e coinvolgere i ragazzi/e che altrimenti non smuoverebbero un dito (quindi “se vai a prendere due cose al super, riceverai un piccolo compenso per il contributo che offri “) anche se crediamo sia importante far capire loro che ad una certa età devono andare oltre l’idea della paghetta di per sè e imparare a fare le cose per il gusto di farle, sentendo anche un po’ di responsabilita’ personale che ogni adolescente deve comunque sperimentare per crescere e maturare nel tempo.

La paghetta serve anche per iniziare ad avere un rapporto più diretto e concreto nella gestione del denaro che immaginiamo venga negoziata e poi condivisa in casa. Non tanto come forma di controllo, piuttosto come modo per dare un senso al denaro e quindi il fatto di non sprecarlo inutilmente. È sempre interessante per noi osservare e capire le vostre strategie e iniziative in merito! Fateci sapere cosa ne pensate!

 

Perché mia figlio/a vuole solo me?

 

 

Vi é mai capitata la fase in cui il piccolo desidera stare quasi esclusivamente solo con la figura materna e non accetta altri riferimenti? Come possiamo fare a gestire questo momento? Accontentiamo le sue richieste oppure no? Partendo sempre dal presupposto che ogni bambino e’ un mondo a se’ e dal fatto che ogni legame e’ diverso dall’altro, possiamo in generale provare a dare qualche suggerimento alle mamme e ai papà che ci fanno queste domande.

  •  rassicuriamo il bambino (anche quando non ce lo chiede) sul fatto che la mamma è li con lui. Facciamogli capire che può anche essere piacevole (col tempo) provare a stare con il papà,la zia,la nonna,la tata ecc.
  • quando piange disperato perche’ vuole essere preso in braccia dalla mamma sarebbe importante consolarlo e contenere questo suo forte dispiacere e solo dopo provare con altre figure.
  • la figura paterna puo’: fare da trait d’union tra il figlio e la partner, rassicurando il piccolo e dimostrandogli che la mamma ‘e’ qui in questo momento e non devi avere cosi’ paura’.
  • insieme potreste: utilizzare il vecchio gioco del “bubu’ settete” (mi nascondo,oppure nascondo la mamma e insieme scopriamo che invece e’ ancora qui). Questo gioco che sicuramente abbiamo fatto chissa’ quante volte tutti noi da piccoli, e’ fondamentale per sperimentare la distanza tra noi e il mondo e realizzare dopo tante volte che la mamma/altri si nascondono (quindi non ci sono) e poi pero’ tornano!
  • valorizzare i momenti anche se brevi in cui il bambino riesce a stare sereno e condividere nuove emozioni anche con altre figure

 

 

Come fare a togliere il ciuccio..

Come fare a togliere il ciuccio?  Sappiamo quanta fatica si cela dietro alla fatidica domanda. Teniamo conto che il ciuccio per un bambino ha un valore simbolico universale e rappresenta un bisogno primario di consolazione molto importante. Detto ciò, se avete intenzione di toglierlo per vari motivi, preparate il piccolo per tempo onde evitare che diventi un gesto troppo forzato. Nella fase di preparazione, vi suggeriamo, ad esempio, di leggere insieme un libro che affronta questa tematica. Noi siamo affezionate al Ciuccio di Nina! ma ve ne sono anche altri. Provate inoltre a porre dei limiti chiari con un tono tranquillo ma deciso: “il ciuccio lo tiriamo fuori quando arriva la stanchezza o la nostalgia” per il resto proviamo a giocare insieme,forza!”. Una frase invece che sentiamo spesso da genitori o nonni e’: “togli il ciuccio se no non capisco”. Ecco non essere capiti non è un gesto rassicurante..per un bambino che sta iniziando a parlare e’ importante invece potersi esprimere senza essere corretti o giudicati. Provate ad inventare insieme un gioco o un rituale da fare per togliere il ciuccio e passare all’attività proposta. Non servono premi o regalini per togliere il ciuccio anche solo per poco! Deve essere un movimento naturale per favorire il piacere dell’interazione.

Come aprire un asilo (parte seconda)

Oggi vedremo invece che tipo di location scegliere. Individuare lo spazio giusto con tutte le caratteristiche crediamo sia la parte più complessa che mette a dura prova anche il livello di motivazione che sta alla base delle nostre scelte. Invitiamo coloro che si avventurano in questa esperienza a non fermarsi mai al primo stabile o annuncio.

La struttura è bene che sia collocata al piano terra (anche se vi è la possibilità per il nido famiglia ad esempio di svolgerla anche ai piani alti) e possibilmente dotata di spazio esterno. Se fosse luminosa e con luce naturale tanto meglio. Nella scelta della location ideale valutate anche la strada e il contesto in cui è inserita. (I genitori avrebbero spazio a sufficienza per trovare parcheggio o dovrebbero lasciare la macchina in doppia fila?). La struttura è isolata o è inserita all’interno di un condominio? Se così fosse chiedete sempre l’autorizzazione dell’Amministratore a procedere onde poi trovarvi a sostenere cause contro il condominio. Purtoppo per esperienza vi garantiamo che in grandi città come Milano o Roma ad esempio, i cani creano meno problemi che i bambini. Più volte abbiamo visto grossi problemi di convivenza tra il nido e il condominio. Nella scelta della struttura giusta fatevi aiutare da un buon architetto per la corretta distribuzione dei metri quadri e dello spazio rispettando i canoni prestabiliti della vostra Regione altrimenti potreste avere problemi successivi col Comune/Asl di competenza. Mentre procedete con la ricerca dello spazio vi suggeriamo di muovervi in parallelo con la formazione della vostra équipe educativa. Non è affatto semplice o scontato, la scelta delle persone giuste è determinante per il tipo di servizio che vorrete offrire. Abbiamo il piacere di spaziare tra tanti tipi di asilo con diversi approcci educativi ma vi garantiamo che la vera differenza è fatta in termini umani dalle persone che quotidianamente vi lavorano. 

*Vi aspettiamo con il prossimo post in merito a quest’ultimo tema.

 

 

 

Paura del water? Ecco come affrontarla

La paura del water è uno dei post più seguiti e amati dal 2010!!!! Rispondiamo qui a tutte le mail ricevute cercando di affrontare insieme tutte le difficoltà che i vostri bambini possono riscontrare. Preferiamo parlare di difficolta’ e non di problemi, anche perché è importante trasmettere ai piccoli l’dea generale che gli ostacoli si possono superare insieme; crescendo quelle che erano delle paure possono invece diventare delle opportunità. Per quanto riguarda nello specifico la paura del water vi lasciamo qualche suggerimento:

  • cosa può fare un genitore/figura adulta: 
  • affrontare la paura/terrore del water con il bambino, senza ignorare questo segnale.
  • trasmettere naturalezza quando si e’ in bagno, coinvolgendo il piccolo in varie mansioni: carta igienica, sistemazione di creme o prodotti vari
  • mostrare il bagno e il water: toccarlo,pulirlo con una spugnetta e cercare di “affrontare il nemico” piuttosto che evitarlo. Anche il semplice gesto del tirare l’acqua rappresenta nella mente del bambino è  un modo per imitare i grandi ed entrare progressivamente in sintonia con l’oggetto temuto
  • portare in bagno dei peluche/bambole e rassicurarli. “Venite anche voi in bagno, e a turno vi mettiamo vicino al water. Non dovete avere paura, ci siamo noi con voi,forza!”.
  • parlate e affrontate il discorso senza minacce né premi: deve essere un traguardo naturale che ognuno affronta a modo suo
  • cosa può fare il bambino che ha paura del water:
  • cercare di trascorrere del buon tempo in bagno (senza paure,senza piangere)
  • salutare il water: per acquisire maggior confidenza con l’oggetto
  • cercare di sedersi e accettare di provare a fare come le mamme e i papà
  • giocare o guardare un libretto in bagno provando a salire sul water in modo sempre più autonomo e sicuro

 

 

 

Come aprire un asilo (parte prima)

 

Come aprire un asilo? Ci scrivono spesso chiedendoci consigli e informazioni a riguardo, ne approfittiamo per condividerli online. In primis rifletteremo sulla motivazione, che cosa ci spinge a realizzare questo sognoperche’ vogliamo stare con i bambini e farne una professione. Ogni volta affronteremo un tema diverso:

  •  location
  •  stile educativo
  •  bisogni dei bambini
  •  bisogni dei genitori
  • formazione dell’équipe educativa
  • scelta dell’arredo
  • Cercheremo di scrivere cogliendo molti dettagli e riferimenti del nostro lavoro quotidiano sul campo, tra i bambini, le educatrici e le aspettative dei genitori. Collaboriamo con tanti partners e ogni settimana conosciamo nuove realtà educative ma i bisogni e le esigenze così come le risorse e le criticità spesso sono le stesse. Cercando di essere oggettive, di solito non neghiamo mai che si tratta di un impegno serio e faticoso che ci coinvolge da piu’ punti di vista. Non è un’attività per ‘fare del buon business’come talvolta si crede. Occorre anche una preparazione adeguata non solo sulle esigenze specifiche del bambino ma sulla cultura dell’infanzia piu’ in generale e cioè un giusto mix tra studio ed esperienza quotidiana sul campo. Al di là della parte burocratica che include permessi e autorizzazioni Asl, del Comune di Residenza e della Regione di appartenenza, occorre soffermarsi sull’aspetto psicosociale dell’attivita’ per fare in modo che tale attività possa essere un’esperienza ludico-sociale importante e di qualità per i suoi bambini, genitori e personale educativo dato e considerato l’alto livello di responsabilita’. Senza questi pensieri non ha senso iniziare l’avventura!