Come gestire le telefonate quando il bambino non è con voi?

Tempo di vacanze…ecco spuntare nuovi problemi o meglio nuove difficoltà. Primo tra tutti, come fare a gestire le comunicazioni quando il bambino è via al campus o dai nonni? Capiamo perfettamente il vostro bisogno di sentire il bambino ma sappiamo anche che non sempre la telefonata rispetta le nostre attese: solitamente il nostro momento giusto non coincide mai con quello del bambino,il quale potrebbe emozionarsi,irrigidirsi e rifiutare la comunicazione. Se possiamo darvi un consiglio: fate leva sugli adulti di riferimento,chiedete loro di inviarvi delle foto (quando possibile) e parlate con loro in caso di reali necessità. Al bambino serve una comunicazione veloce e simpatica, senza troppe domande, meglio se al mattino. Al bambino servono certezze e fiducia per affrontare la sua sfida lontano da casa.


Compiti?! Aspettiamo un attimo..

È appena terminata la scuola, aspettiamo un attimo con i compiti estivi! Capiamo perfettamente il senso del dovere e dell’organizzazione da trasmettere ma vi garantiamo che anche i bambini della primaria e i preadolescenti delle medie avranno sicuramente avuto un anno impegnativo e intenso. Hanno bisogno di tempo per riprendersi, e di godersi le giornate senza quel ritmo frenetico che li accompagna per tutto l’anno. Spesso i genitori, dovendo lavorare e pensare a tutto, non comprendono in profondità questo momento e anzi, cercano di spronare i figli a non perdere tempo e a portarsi avanti. Dal nostro punto di vista psicopedagogico è importante invece accogliere il bisogno del riposo e del tempo libero non tanto come perdita di tempo e poca organizzazione piuttosto come spazio creativo per dare una nuova forma al tempo estivo..noia inclusa!

Come prepararsi alla Scuola dell’Infanzia

 

Come prepararsi alla Scuola dell’infanzia? Cosa possono fare i genitori per fare in modo che questo passaggio sia il più naturale possibile? Queste e altre domande sono quelle a cui rispondiamo quotidianamente negli asili dove ci occupiamo della supervisione pedagogica. In primo luogo è sempre doveroso e mai banale ripetere che ogni bambino ha bisogno di un suo tempo per ambientarsi e accettare il cambiamento che dipende da più fattori collegati tra loro. Anche a casa è possibile e consigliabile parlare della futura scuola materna. Attenzione: parlare ai bambini di quasi 3 anni significa essere molto concreti, concisi e ricchi di particolari. (I dettagli sono fondamentali). Ai bambini interessa sapere cosa faranno di preciso, se possibile il colore/nome della loro classe, cosa mangeranno e che canzoni o giochi impareranno. I genitori possono rispondere contenendo in particolare l’ansia che spesso esprimono tutti i piccoli alle prese con questo primo grande passaggio verso la scuola dei grandi. Fate in modo che se ne parli durante l’estate, ma non deve diventare fonte di stress, per i bambini deve sempre essere un posto di gioco ed esperienze di crescita. Sarà inevitabile un po’ di disorientamento iniziale a Settembre ma col tempo e una buona dose di fiducia da parte dei genitori e dei nuovi riferimenti socioaffettivi i vostri bambini riusciranno ad accettare il nuovo ambiente con l’entusiasmo che solo loro sanno avere. 

Gestire l’ansia..

 

La stagione estiva talvolta può aumentare l’atteggiamento ansiogeno nei bambini poiché devono fare i conti con una nuova routine: senza scuola, con tutta la giornata a disposizione, i genitori che lavorano ecc. Molte volte i bambini ci chiedono:”e dopo cosa faccio?”. Sembra banale, ma non è semplice e immediato ‘riempire’ la giornata: occorre un ingrediente fondamentale: l’organizzazione. Diamo ai bambini un’idea della scansione del tempo utile per contenere e gestire meglio l’ansia che può maturare in situazioni poco definite. Possiamo anche creare un cartellone, un collage che rappresenta le attività da fare o utilizzare la scrittura (laddove sono già autonomi). Non dimenticate di raccontare anche i vostri programmi che sono sempre significativi per loro: “vado in ufficio, poi al ritorno passo in posta, poi vado a prendere il latte e ci ritroviamo al parco questo pomeriggio”. E prima dell’addormentamento invece rivedere insieme il vissuto della giornata e prepararsi alla successiva.

Pingu’s school: la nuova scuola alle porte di Milano

Tra i vari progetti in corso stiamo seguendo i preparativi della nuova Pingu’s English School a San Giuliano,alle porte di Milano. Si tratta di uno spazio interamente ristrutturato e pensato per proporre ai bambini da 0 ai 6 anni un’esperienza ludica a 360 gradi supportata dalla scoperta della lingua inglese. Ci sarà posto per tutti: la struttura è di 800mq con relativo giardino e percorso multisensoriale che circonda l’edificio. Durante le mattine sarà a disposizione il nido e la scuola materna (la scuola abbraccia la filosofia montessoriana,il metodo di Reggio Children e l’approccio svedese della Scuola nel Bosco) nel pomeriggio invece  saranno attivi anche corsi d’inglese metodo Pingu’s per chi fosse interessato. Non vediamo l’ora di iniziare e poter condividere con i bambini, i loro genitori e il team educativo questa nuova avventura!.  Vi aspettiamo!!!!

Info e recapiti: info@pesangiuliano.it/www.pesangiuliano.it

02- 83422649 via Tolstoj 61,San Giuliano Milanese (Mi).

Da Fortura Giocattoli per….

Care educatrici,maestre,insegnanti e genitori vi aspettiamo per un incontro da Fortura Giocattoli a Milano che affronta il delicato tema dell’alleanza   scuola famiglia. Parleremo insieme del punto di vista pedagogico delle figure educative senza tralasciare il punto di vista genitoriale e materno nello specifico, poiché crediamo che l’andare al nido,alla materna o alle elementari sia un’esperienza per tutti: non solo per i bambini ma anche per le loro famiglie.

Martedì 25 Giugno ore 17.30 via Pietrasanta 14, Milano.  Iscrizioni:  info@fortura.it Tel.0255211907   *Contributo 10euro per gli esperti del settore deducibile da un ordine scuola (eseguito entro il 31/8/2019).

Vi aspettiamo!

Dare la “Buona Notte” perché

Possibile che in questi anni non abbiamo ancora parlato dell’importanza della Buonanotte?! Possibile! E grazie alle vostre richieste affrontiamo questo tema. Dare la Buona Notte significa non solo contribuire a creare un rituale che scandisce il tempo, ma anche dare un significato alla giornata vissuta. Per i bambini è importante vedere un genitore o comunque un adulto, che seduto accanto, racconta la giornata che è appena trascorsa e che poi inizia a leggere o raccontare una storia, della Buonanotte appunto. Breve o lunga che sia cio’ che resterà è il gesto, che rimarrà impresso nella memoria dei piccoli. Meglio se scegliete voi il libro e il racconto. (Il bambino è già stanco e magari poco propenso ad andare a letto,quindi ha bisogno di certezze e sicurezze non ha tempo di scegliere e capire di cosa può aver voglia). Concordate per tempo il racconto e poi stategli un po’ accanto  senza necessariamente cedere e raccontare altro. I patti vanno rispettati da entrambe le parti.

 

In casa vuole solo me!

Come fare quando a casa il bambino rivendica a tutti i costi la presenza unica ed esclusiva della figura materna? E cosa può invece fare la mamma per far capire al bambino che invece deve occuparsi anche di altre cose e che in quel momento non ha tempo? Ecco in primis evitate di dire a un bambino “adesso non ho tempo” perché secondo noi rappresenta un rifiuto non facile da elaborare per un duenne o quatrenne che si rispetti. Per l’adulto è una frase così, detta magari di fretta, ma il bambino invece ascoltandola cresce con l’idea che non ci sia mai tempo per lui. Inoltre provate a responsabilizzare il bambino con delle piccole richieste e poi prima che lui venga da voi, andate voi da lui. Questo cambiamento di prospettiva è importante per fargli capire che l’adulto o la mamma sono lì, vicini ma impegnati in attività diverse. Fatevi aiutare e coinvolgete anche il partner che può fare da trait d’union tra voi e il piccolo. “Andiamo a fare questa cosa, poi la portiamo alla mamma,forza!”. Le prime volte non sarà facile ma è importante che il bambino impari fin da piccolo che è possibile condividere uno spazio anche facendo cose diverse. Questa visione gli permette quindi di capire progressivamente che la mamma può anche (talvolta) fare altro e non solo occuparsi di lui.

Il pranzo a casa con il mio bambino

Organizzare il pranzo per un bambino piccolo non è sempre facile e immediato e dipende da una serie di fattori: il tempo a disposizione, la sua disponibilità a mangiare ed assaggiare, la capacità dell’adulto di organizzarsi e fare in modo che possa mangiarvi accanto e condividere questo momento. Spesso l’adulto invece va di fretta, poichè deve riuscire in poco tempo a fare più cose insieme, tra cui il pasto. Laddove avete un po’ di tempo a disposizione vi invitiamo a prestare importanza a questo momento delicato, facendo attenzione anche:

  • alla nostra voce di adulto che talvolta sovrasta quella del piccolo
  • ad offrire al piccolo un cucchiaino e una ciotolina con (poca pappa) la giusta quantità per compiere una prima esperienza tattile e poter toccare ciò che poi porterà alla bocca.
  • il fatto di avere uno strumento in mano come voi piace molto ai bambini ed è importante per sviluppare una certa autonomia e disinvoltura nei movimenti
  • portate pazienza se il seggiolone sarà più sporco del solito ma è importante che fin da piccoli si possano compiere queste esperienze
  • è importante mangiare tutti insieme ed abituare il bambino a questa occasione; Raccontateci se avete dubbi o difficoltà.