State già pensando al Natale?!

 

E’ ancora presto ma si sa, ormai nei supermercati c’è già da tempo il panettone sugli scaffali e in giro iniziano a montare le luminarie. L’atmosfera natalizia è alle porte e sicuramente starete già pensando a che regali fare..  Se possiamo darvi un suggerimento: non riempite i figli con mille regali, regalate loro piuttosto del tempo e delle esperienze da fare insieme o in autonomia a seconda dell’eta’. Sono queste le cose vere che restano quando si cresce! È un peccato poi perché si sa dopo lo scarto e il classico rituale i bambini quando ricevono troppi regali fanno fatica a concentrarsi e a dare valore e importanza a ciò che ricevono. Ma abbiamo ancora un po’ di tempo per pensarci per fortuna! Scegliete bene e con cura, non acquistate per forza tutto ciò che i bambini chiedono dalla mitica letterina, tanto alla fine è Babbo Natale che sceglie!? No?!!

 

 

 

Il rispetto per le donne? Va trasmesso fin da piccoli..

In occasione della Giornata contro la violenza sulle donne crediamo (soprattutto di questi tempi) di non dare mai per scontato concetti chiave come il rispetto. Rispetto che si impara da piccoli, tramite la famiglia, ma anche a scuola, dal nido alle superiori, dovrebbe essere un concetto ben interiorizzato. Purtroppo invece la cronaca ci riporta ad una sconcertante realtà in cui la donna ancora non trova modo di reagire alla violenza per paura, perché si sente giudicata, perchè ci sono ancora troppi stereotipi, perché spera che tutto passi e per tanti altri motivi. Dobbiamo trasmettere alle generazioni future partendo dai bambini di oggi che un maschio violento non è da perdonare, né da salvare a tutti costi, ma è simbolo di un uomo debole e pieno di frustrazioni. Dobbiamo abituare e incoraggiare i piccoli al dialogo, all’ascolto e soprattutto all’empatia. Dobbiamo seminare e investire fin dalla primissima infanzia perché come diceva Nelson Mandela bisogna partire dall’educazione per iniziare a cambiare mentalità e cultura tra i popoli. Quindi Mamme, Papà, Nonni, Educatrici,Insegnanti qui siamo tutti coinvolti- senza scuse- se vogliamo dare un piccolo grande contributo educativo a chi ci sta accanto. 

Come parlare ai bambini piccoli? In modo adulto…

La domanda di oggi è: “Come parlare ai bambini piccoli?”
La risposta, come confermano gli esperti del settore, è semplice e ferma: “Bisogna iniziare fin da piccoli a trasmettere al bambino un linguaggio ricco e articolato”, evitando quindi di imitare e copiare le sue paroline, piuttosto insegnargli e proporgli quelle corrette; col tempo inizierà ad utilizzarle. Spesso ai genitori piace ripetere le parole del bambino per comunicare con lui, ma così facendo non si contribuisce all’arricchimento del suo vocabolario linguistico.
Quindi niente più brum brum, totò, titta, pappa, ninna,’tello e così via…ma se proprio non riusciamo a farne a meno, riduciamone drasticamente l’uso e iniziamo a pensare che utilizzando una corretta proprietà di linguaggio contribuiremo a favorire l’ampliamento del bagaglio linguistico dei nostri bambini, sviluppando in loro forte curiosità. Verbalizziamo ogni nostro e suo gesto, diamo spazio a libri, racconti e storie e vedrete che..come per magia il vostro bambino parlerà sempre meglio!

Capricci? Ne parliamo il 20 Novembre a Milano

Se siete nella fase (sempre interessante per noi!) dei cosiddetti Capricci vi aspettiamo!!!!

Martedì 20 Novembre alle 17.30 presso la Libreria dei Ragazzi in via Tadino 53 a Milano. Conducono: Marta Bruzzone, pedagogista e Daria Bertoni libraia e autrice.

Info e prenotazioni: info@lalibreriadeiragazzi.it   tel. 02- 29533555 Costo:5€

Sarà un incontro speciale, all’interno del quale parleremo delle reazioni dei bambini e dell’atteggiamento dell’adulto che da genitore o educatore  deve accogliere e gestire la richiesta del piccolo. Ne parleremo da un punto di vista pedagogico cercando di offrire spunti pratici e concreti (altrimenti tante belle parole..e poi?!) e letterario indicando i libri piu adatti che affrontano questa tematica per provare anche attraverso le storie a parlare dei temuti capricci!. L’incontro è rivolto e pensato per i genitori con figli dell’età compresa tra 0-5 anni e per educatrici o maestre alle prese quotidiane con i capricci più intriganti e furiosi.

 

 

 

“Cambiare la scuola si può” di D.Novara

 

In questi tempi bui, tra sedie che vengono lanciate ai prof e genitori poco partecipativi al processo di crescita dei loro figli, Daniele Novara, scrive un bel libro sul possibile e necessario cambiamento della scuola, partendo dalle risorse di ognuno: insegnanti,genitori ed alunni. L’autore, una delle firme più autorevoli della Pedagogia di oggi e fondatore del Cpp di Piacenza, spiega ancora una volta come fare a rendere visibile questo cambiamento partendo da piccole strategie quotidiane. Lezione frontale, compiti a casa e studio mnemonico sono un esempio di come il sistema scolastico sia statico da tempo. Novara propone il metodo maieutico che valorizza la scuola come “comunità di apprendimento” all’interno della quale si apprende dai pari, si sperimenta, e dove il ruolo di insegnante e’ quello di un regista che valorizza e mette al centro i suoi allievi.

Perche’ è importante leggerlo: per sensibilizzare e ancor più coinvolgere gli insegnanti e i genitori in questo processo di cambiamento, perché è possibile una scuola nuova dove ci si aiuta, si condivide e ci si diverte anche!

Perche’ ne parliamo: Daniele Novara rappresenta uno dei volti più noti nel panorama psicopedagogico italiano, e conferma il bisogno e la necessità di immaginare e vivere una nuova scuola dove la partecipazione e la condivisione siano alla base di tutto.

Incontriamo l’autore: Daniele Novara presenterà il suo ultimo libro a Milano il 19 Novembre presso la libreria Mondadori in via Marghera 28 alle ore 20.30 e a Roma il 21 Novembre presso la Città dell’Altra Economia  alle ore 20.30. Ingressi gratuiti fino ad esaurimento posti.

Noi ci saremo!

 

 

 

 

 

La scuola materna..non è come il nido..

La scuola materna? Non è come l’asilo nido.. È un ambiente più ampio che mette a dura prova i piccoli treenni, che nel primo periodo devono confrontarsi con la grande novità. Non sempre si tratta di un passaggio facile e immediato nonostante la preparazione mentale svolta durante l’estate. Il rapporto con le nuove maestre, i nuovi compagni di gioco, le nuove regole di convivenza, per non parlare dei saluti e dei distacchi dalle figure primarie (mamma e papà). Se al nido tutto ciò sembrava assodato, può capitare che si debba fare un’elaborazione ulteriore, nonostante sia trascorso già del tempo dall’inizio di Settembre. Probabilmente due mesi non sono sufficienti per una completa sintonizzazione tra il bambino e l’ambiente. Proviamo a vedere sul piano pratico invece come fare:

– non parliamo sempre della scuola, ed evitiamo di chiedere “Come e’andata oggi?” Piuttosto raccontiamo al bambino la nostra giornata e le nostre difficoltà. Sarà più semplice per lui organizzare un discorso, ed è utile per capire che anche i grandi hanno le loro difficoltà con le quali confrontarsi

– cerchiamo di capire dai racconti e con la collaborazione preziosa delle Maestre cosa effettivamente non piace al bambino. (Sappiamo che di solito una cosa non piace al bambino quando non è al centro dell’attenzione,o quando non riesce come gli altri, o quando ha delle aspettative che non è in grado di soddisfare)

– trasformiamo in situazione positiva il/i momento/i  descritti come brutti e insopportabili facendo capire che è capitato anche a noi quando eravamo all’asilo ai tempi..

– utilizziamo il gioco come chiave di lettura e di cambiamento: perché non creare un gioco dell’oca sull’asilo o il lavoro e ogni sera lanciare il dado? (Non concentratevi sul gioco e la sua struttura, ma su quanto può restituire Fiducia e Sicurezza al vostro bambino)

Non mollate e tenete duro anche nei momenti di maggiore sconforto. I cambiamenti richiedono tempo..