SOS prima vacanza da soli!

Mammechefatica in questi giorni sta ricevendo molte mail private in cui ci segnalate spesso i vostri timori per quanto riguarda le vacanze.
Ci chiedete a che età è preferibile iniziare le vacanze da soli, favorendo il processo d’autonomia, lontano dai genitori per una o due settimane. A queste domande rispondiamo dicendo che dipende da molti fattori, tra i quali l’età del bambino, il luogo e l’ambiente nel quale dovrebbe inserirsi, (ad esempio se va in vacanza qualche giorno con i nonni o in una struttura per soli bambini). Consideriamo sempre che ogni bambino ha una sua storia e un suo modo di vivere e affrontare il distacco. Se si tratta di una vacanza, a maggior ragione, deve essere un momento piacevole e ludico e non deve essere fonte di preoccupazione, né per il piccolo, né per i genitori. Prepararsi lentamente a questa fase di separazione sarà utile non solo al bambino, ma soprattutto alla sua mamma e al suo papà, che soffriranno da ‘sindrome da nido vuoto’ senza di lui!!
Quindi qualche settimana prima, senza troppe ansie, mostrate al bambino il luogo in cui andrà, le foto, alcuni dettagli significativi, che sono utili per iniziare a pensare e fantasticare cosa succederà….e sarà utile anche a voi per elaborare ciò che potrà fare e imparare anche senza di voi..

Dare la “Buona Notte” perché

Possibile che in questi anni non abbiamo ancora parlato dell’importanza della Buonanotte?! Possibile! E grazie alle vostre richieste affrontiamo questo tema. Dare la Buona Notte significa non solo contribuire a creare un rituale che scandisce il tempo, ma anche dare un significato alla giornata vissuta. Per i bambini è importante vedere un genitore o comunque un adulto, che seduto accanto, racconta la giornata che è appena trascorsa e che poi inizia a leggere o raccontare una storia, della Buonanotte appunto. Breve o lunga che sia cio’ che resterà è il gesto, che rimarrà impresso nella memoria dei piccoli. Meglio se scegliete voi il libro e il racconto. (Il bambino è già stanco e magari poco propenso ad andare a letto,quindi ha bisogno di certezze e sicurezze non ha tempo di scegliere e capire di cosa può aver voglia). Concordate per tempo il racconto e poi stategli un po’ accanto  senza necessariamente cedere e raccontare altro. I patti vanno rispettati da entrambe le parti.

 

In casa vuole solo me!

Come fare quando a casa il bambino rivendica a tutti i costi la presenza unica ed esclusiva della figura materna? E cosa può invece fare la mamma per far capire al bambino che invece deve occuparsi anche di altre cose e che in quel momento non ha tempo? Ecco in primis evitate di dire a un bambino “adesso non ho tempo” perché secondo noi rappresenta un rifiuto non facile da elaborare per un duenne o quatrenne che si rispetti. Per l’adulto è una frase così, detta magari di fretta, ma il bambino invece ascoltandola cresce con l’idea che non ci sia mai tempo per lui. Inoltre provate a responsabilizzare il bambino con delle piccole richieste e poi prima che lui venga da voi, andate voi da lui. Questo cambiamento di prospettiva è importante per fargli capire che l’adulto o la mamma sono lì, vicini ma impegnati in attività diverse. Fatevi aiutare e coinvolgete anche il partner che può fare da trait d’union tra voi e il piccolo. “Andiamo a fare questa cosa, poi la portiamo alla mamma,forza!”. Le prime volte non sarà facile ma è importante che il bambino impari fin da piccolo che è possibile condividere uno spazio anche facendo cose diverse. Questa visione gli permette quindi di capire progressivamente che la mamma può anche (talvolta) fare altro e non solo occuparsi di lui.

Il pranzo a casa con il mio bambino

Organizzare il pranzo per un bambino piccolo non è sempre facile e immediato e dipende da una serie di fattori: il tempo a disposizione, la sua disponibilità a mangiare ed assaggiare, la capacità dell’adulto di organizzarsi e fare in modo che possa mangiarvi accanto e condividere questo momento. Spesso l’adulto invece va di fretta, poichè deve riuscire in poco tempo a fare più cose insieme, tra cui il pasto. Laddove avete un po’ di tempo a disposizione vi invitiamo a prestare importanza a questo momento delicato, facendo attenzione anche:

  • alla nostra voce di adulto che talvolta sovrasta quella del piccolo
  • ad offrire al piccolo un cucchiaino e una ciotolina con (poca pappa) la giusta quantità per compiere una prima esperienza tattile e poter toccare ciò che poi porterà alla bocca.
  • il fatto di avere uno strumento in mano come voi piace molto ai bambini ed è importante per sviluppare una certa autonomia e disinvoltura nei movimenti
  • portate pazienza se il seggiolone sarà più sporco del solito ma è importante che fin da piccoli si possano compiere queste esperienze
  • è importante mangiare tutti insieme ed abituare il bambino a questa occasione; Raccontateci se avete dubbi o difficoltà.

Vi presentiamo Kiddin

MammeCheFatica vi presenta Kiddin. Un giovane brand di mobili e camerette per bambini con un design particolare. Ci piace perchè si ispira ai principi montessoriani di fiducia e libertà (non vi sono sbarre nè altri tipi di vincoli) e gli arredi sono studiati per favorire l’autonomia nel bambino che fin da piccolo può imparare ad andare a letto da solo (facendosi aiutare in caso di bisogno). L’idea del progetto Kiddin consiste nell’offrire non solo un letto speciale ma di poter concepire la cameretta come uno spazio all’insegna della creatività e della fantasia in cui giocare e relazionarsi;  Immaginiamo la felicità di un bambino che va nel suo lettino a forma di areo oppure di barca o che deve salire nel suo rifugio magico come se fosse un albero.. chissà che bei sogni!! Presto vi aggiorneremo sui nuovi progetti in corso!

E se inizia a ripetere le parolacce?

Come fare quando un bambino, specie se piccolo, ripete alcune parolacce? È giusto sgridarlo? Noi crediamo sia giusto e doveroso riprenderlo, facendogli capire che sta esagerando e che non c’è nessun bisogno di esprimersi in quel modo. Se il bambino è grande (6-7 anni) può aver sentito certe espressioni e ripeterle con gusto e senso provocatorio per testare l’effetto che suscitano nell’adulto. Se ci mostriamo imbarazzati e arrabbiati il senso di sfida aumenta, al contrario, se siamo fermi e ben saldi e quasi indifferenti di solito il bambino molla la presa e passa ad altro. Solitamente si tratta di un breve periodo, poi ci si stufa presto, non appena si intuisce di non attirare più l’attenzione. Cerchiamo di monitorare la situazione e capire se invece l’uso di parolacce non si manifesti in una richiesta di aiuto e di attenzione da parte del bambino stesso.
Proviamo insieme a togliere quel senso di trasgressione e di proibito che si nasconde nelle parolacce e sostituiamole con espressioni gentili e leggere in grado di coinvolgere tutti, anche i più ribelli! Le parolacce si sentono spesso anche da noi adulti..basti pensare a quando si guida! Nel caso proviamo a spiegare ciò che ci ha fatti innervosire e ammettiamo di aver esagerato. I piccoli capiranno fin da subito che anche i grandi sbagliano..

Gelosia tra fratelli & sorelle

La gelosia tra fratelli e sorelle rappresenta un classico argomento che ci portano i genitori in studio e nelle consulenze presso i vari asili. Non è sempre facile accettare un comportamento di gelosia o invidia nei confronti dei due fratelli, nonostante venga offerto loro un trattamento uguale e  senza preferenze. Cio’ capita spesso quando vi è poca differenza di età tra i fratelli. Cosa può fare il genitore in questa situazione? La Mamma e il Papà possono, attraverso una modalità empatica trasmettere il senso di parità rendendo però unico il rapporto con il proprio figlio. Testimoniare il fatto che si vuole molto bene a entrambi, ma che con ognuno è giusto avere un rapporto differente. Saper valorizzare il legame con ognuno e il rapporto tra loro diventa fondamentale per costruire un valore duraturo e inossidabile nel tempo. Provate ad offrire del tempo per ciascuno, e del tempo per loro. Provate a fare in modo che quando siete con un figlio, pensate e preparate insieme qualcosa anche per l’altro, per il piacere di creare una piccola sorpresa. Di solito sgridare in continuazione non porta mai a grandi risultati, piuttosto leggete un libro insieme che affronta il tema della gelosia facendo in modo che entrambi i fratelli possano immedesimarsi o cogliere ciò che è necessario. Datevi e date loro il giusto tempo pero’.

Open Day da Pingu’s a San Giuliano (Mi)

 


Vi aspettiamo sabato 11 Maggio per conoscere la nuova Pingu’s School a San Giuliano, alle porte di Milano. Si tratta di una nuova scuola, che include nido e materna, che abbraccia diversi approcci pedagogici tra cui il metodo Montessori, Reggio Children e il metodo svedese della Scuola nel Bosco, privilegiando la lingua inglese e valorizzando l’approccio ludico e naturale in tutte le sue forme, come chiave di lettura della Scuola.  Siamo orgogliose di poter dare il nostro contributo pedagogico e di iniziare una nuova avventura!. E’ sempre interessante e stimolante un metodo che accoglie piu’ punti di vista e che si pone l’obiettivo di trasmettere tutto cio’ ai suoi piccoli e alle sue famiglie. Vi aspettiamo per conoscerci di persona, raccontarvi e mostrarvi un po’ della Scuola e di tutto lo staff e dare inizio a questa nuova avventura chiamata crescita.

Spronarli all’autonomia è essenziale per la crescita


Il raggiungimento dell’autonomia e dell’indipendenza del proprio figlio è uno degli obiettivi principali che ogni genitore si pone nel corso della vita. Spronarli all’autonomia non significa lasciar fare ai figli tutto ciò che vogliono, bensì occuparsi di loro e offrire loro gli strumenti per acquistare una maggiore maturità e autonomia, a seconda dell’età. Tante volte, per comodità, per la fretta, sono i genitori, quindi gli adulti a risolvere i piccoli intoppi o problemi quotidiani. Per i bambini invece è fondamentale poter fare delle esperienze anche di frustrazione, quindi vanno potenziate e valorizzate le situazioni in cui i piccoli stanno compiendo delle piccole azioni quotidiane come allacciarsi le scarpe, fare il letto, preparare la tavola, buttare la pattumiera, bagnare le piante, aiutare un altro bambino etc.. Non sono mai troppo piccoli, con loro si può fare tutto! Anzi, se abituati fin dalla prima Infanzia i bambini diventeranno adulti maturi e responsabili e saranno potenzialmente in grado di gestire problem solving perché abituati a gestire  affrontare anche le difficoltà.

I Campus estivi di Berlitz!

Se non avete ancora deciso, per l’estate 2019 vi proponiamo i Campus Estivi Berlitz rivolti a Kids e Teen tra i 7 e i 14 anni. Le location per l’Italia sono in Trentino a Fiave’ e a Montalto di Castro (a due passi da Roma). I soggiorni sono di una settimana oppure di quindici giorni. Durante le mattine i ragazzi approfondiranno la scoperta della lingua inglese in modo easy e a contatto con la natura, mentre nel pomeriggio, tra un’esplorazione e un’attività sportiva sono previsti giochi di squadra e gruppali per cercare di esprimersi in inglese e di ampliare il proprio vocabolario. I teachers sono sempre madrelingua, e cercano sempre di stimolare e incuriosire piuttosto che riprendere o correggere, e sanno bene cosa significhi esprimersi una lingua diversa dalla propria! I Campus Berlitz li conosciamo bene, e crediamo possano essere una significativa esperienza soprattutto per il raggiungimento dell’autonomia del bambino o ragazzo che prova a stare lontano da casa anche per la prima volta. In questa occasione potrà confrontarsi con i pari, migliorare o imparare just a little taste of english e ovviamente divertirsi e fare nuove amicizie!. Vi aspettiamo!