Come aprire un asilo (parte seconda)

Oggi vedremo invece che tipo di location scegliere. Individuare lo spazio giusto con tutte le caratteristiche crediamo sia la parte più complessa che mette a dura prova anche il livello di motivazione che sta alla base delle nostre scelte. Invitiamo coloro che si avventurano in questa esperienza a non fermarsi mai al primo stabile o annuncio.

La struttura è bene che sia collocata al piano terra (anche se vi è la possibilità per il nido famiglia ad esempio di svolgerla anche ai piani alti) e possibilmente dotata di spazio esterno. Se fosse luminosa e con luce naturale tanto meglio. Nella scelta della location ideale valutate anche la strada e il contesto in cui è inserita. (I genitori avrebbero spazio a sufficienza per trovare parcheggio o dovrebbero lasciare la macchina in doppia fila?). La struttura è isolata o è inserita all’interno di un condominio? Se così fosse chiedete sempre l’autorizzazione dell’Amministratore a procedere onde poi trovarvi a sostenere cause contro il condominio. Purtoppo per esperienza vi garantiamo che in grandi città come Milano o Roma ad esempio, i cani creano meno problemi che i bambini. Più volte abbiamo visto grossi problemi di convivenza tra il nido e il condominio. Nella scelta della struttura giusta fatevi aiutare da un buon architetto per la corretta distribuzione dei metri quadri e dello spazio rispettando i canoni prestabiliti della vostra Regione altrimenti potreste avere problemi successivi col Comune/Asl di competenza. Mentre procedete con la ricerca dello spazio vi suggeriamo di muovervi in parallelo con la formazione della vostra équipe educativa. Non è affatto semplice o scontato, la scelta delle persone giuste è determinante per il tipo di servizio che vorrete offrire. Abbiamo il piacere di spaziare tra tanti tipi di asilo con diversi approcci educativi ma vi garantiamo che la vera differenza è fatta in termini umani dalle persone che quotidianamente vi lavorano. 

*Vi aspettiamo con il prossimo post in merito a quest’ultimo tema.

 

 

 

Paura del water? Ecco come affrontarla

La paura del water è uno dei post più seguiti e amati dal 2010!!!! Rispondiamo qui a tutte le mail ricevute cercando di affrontare insieme tutte le difficoltà che i vostri bambini possono riscontrare. Preferiamo parlare di difficolta’ e non di problemi, anche perché è importante trasmettere ai piccoli l’dea generale che gli ostacoli si possono superare insieme; crescendo quelle che erano delle paure possono invece diventare delle opportunità. Per quanto riguarda nello specifico la paura del water vi lasciamo qualche suggerimento:

  • cosa può fare un genitore/figura adulta: 
  • affrontare la paura/terrore del water con il bambino, senza ignorare questo segnale.
  • trasmettere naturalezza quando si e’ in bagno, coinvolgendo il piccolo in varie mansioni: carta igienica, sistemazione di creme o prodotti vari
  • mostrare il bagno e il water: toccarlo,pulirlo con una spugnetta e cercare di “affrontare il nemico” piuttosto che evitarlo. Anche il semplice gesto del tirare l’acqua rappresenta nella mente del bambino è  un modo per imitare i grandi ed entrare progressivamente in sintonia con l’oggetto temuto
  • portare in bagno dei peluche/bambole e rassicurarli. “Venite anche voi in bagno, e a turno vi mettiamo vicino al water. Non dovete avere paura, ci siamo noi con voi,forza!”.
  • parlate e affrontate il discorso senza minacce né premi: deve essere un traguardo naturale che ognuno affronta a modo suo
  • cosa può fare il bambino che ha paura del water:
  • cercare di trascorrere del buon tempo in bagno (senza paure,senza piangere)
  • salutare il water: per acquisire maggior confidenza con l’oggetto
  • cercare di sedersi e accettare di provare a fare come le mamme e i papà
  • giocare o guardare un libretto in bagno provando a salire sul water in modo sempre più autonomo e sicuro

 

 

 

Biancamore

 

MammeCheFatica ha conosciuto e provato le creme e i prodotti Biancamore di  Paestum, ideati anni fa da Daniela Senatore e da suo fratello Pasquale. Daniela ci racconta che  i suoi prodotti sono nati da un’ esigenza specifica: durante il periodo della gravidanza, in attesa del suo primo figlio, era in cerca di un emolliente naturale che potesse lenire e ammorbidire la sua pelle molto sensibile e irritata. Si fece procurare del latte di bufala come le suggeri’ sua nonna e fece più bagni caldi. Da lì è nata l’idea di approfondire il discorso fino ad arrivare a creare una linea di prodotti naturali per pelli anche sensibili rivolta a tutta la famiglia e “trasformare questo antico rimedio naturale in una promessa di benessere per tutti”.

Ne parliamo perché: ci è piaciuta molto la storia, l’idea di lavorare in famiglia con il fratello, di creare una linea nuova, di nicchia, dal gusto artigianale che racchiudesse il sapore della terra di origine.

Ci piace perché: abbiamo provato diversi prodotti tra cui la crema corpo e la crema viso. Lasciano effettivamente la pelle morbida al tatto, oltre che un delicatissimo profumo. Se siete in cerca di prodotti per la cura del viso e del corpo Biancamore vi incuriosira’! Alle mamme che sono sempre di fretta un po’ di crema che profuma di buono lascia anche una buona energia! Vi invitiamo a dare uno sguardo al sito e farvi coccolare come il latte di bufala sa fare!

Come aprire un asilo (parte prima)

 

Come aprire un asilo? Ci scrivono spesso chiedendoci consigli e informazioni a riguardo, ne approfittiamo per condividerli online. In primis rifletteremo sulla motivazione, che cosa ci spinge a realizzare questo sognoperche’ vogliamo stare con i bambini e farne una professione. Ogni volta affronteremo un tema diverso:

  •  location
  •  stile educativo
  •  bisogni dei bambini
  •  bisogni dei genitori
  • formazione dell’équipe educativa
  • scelta dell’arredo
  • Cercheremo di scrivere cogliendo molti dettagli e riferimenti del nostro lavoro quotidiano sul campo, tra i bambini, le educatrici e le aspettative dei genitori. Collaboriamo con tanti partners e ogni settimana conosciamo nuove realtà educative ma i bisogni e le esigenze così come le risorse e le criticità spesso sono le stesse. Cercando di essere oggettive, di solito non neghiamo mai che si tratta di un impegno serio e faticoso che ci coinvolge da piu’ punti di vista. Non è un’attività per ‘fare del buon business’come talvolta si crede. Occorre anche una preparazione adeguata non solo sulle esigenze specifiche del bambino ma sulla cultura dell’infanzia piu’ in generale e cioè un giusto mix tra studio ed esperienza quotidiana sul campo. Al di là della parte burocratica che include permessi e autorizzazioni Asl, del Comune di Residenza e della Regione di appartenenza, occorre soffermarsi sull’aspetto psicosociale dell’attivita’ per fare in modo che tale attività possa essere un’esperienza ludico-sociale importante e di qualità per i suoi bambini, genitori e personale educativo dato e considerato l’alto livello di responsabilita’. Senza questi pensieri non ha senso iniziare l’avventura!

 

EasyNido: ecco cos’è

Mammechefatica oggi vi parla di EasyNido. Abbiamo conosciuto il team di EasyNido a Roma che si occupa di far ottimizzare i tempi e semplificare la macchina organizzativa e burocratica che spesso vi é dietro alla regia di un asilo. Si tratta di un gestionale pensato e progettato per chi lavora nelle realtà educative come gli asilo nido ad esempio. È utile per varie funzioni tra cui: aggiornare il diario di bordo, segnare le presenze, ma anche per tutto ciò che riguarda la fatturazione, l’organizzazione dei turni dell’équipe. Per i genitori è importante perché possono visualizzare le attività della giornata del proprio bambino, sapere cosa e come hanno mangiato, guardare le foto e accelerare la comunicazione nido-famiglia per fare in modo che al momento del ricongiungimento il genitore possa dedicarsi esclusivamente al suo bambino. Per chi volesse aggiornare il proprio sistema organizzativo, e dare alla struttura un nuovo strumento tecnologico (e sostituire l’amato cartaceo) può contattare EasyNido che lavora e collabora con tante strutture in tutta Italia, dai nidi famiglia, ai micronidi, agli asili aziendali, scuole dell’infanzia e babyparking.

Vi lasciamo i contatti:via Pietro Rosa,48b – Roma  tel. 06- 83361840

EasyNido è prodotto da iRoma S.r.l.

 

Convegno Nazionale “Dalla parte dei Genitori”: vi aspettiamo!

Siamo sempre molto contente di parlare e annunciarvi la data del Convegno Nazionale del CPPP (Centro Psicopedagogico per l’Educazione e la Gestione dei Conflitti), “Dalla parte dei Genitori“, che si terrà a Piacenza il 13 Aprile 2019.  Quest’anno il tema centrale sarà appunto relativo ai Genitori. Si parlerà di quanto sia difficile e dispersivo fare il genitore oggi. Di quanto ci si affidi ad altro piuttosto che alle proprie risorse interiori. Vi saranno diversi relatori e tutti di notevole spessore tra cui: Daniele Novara (pedagogista e fondatore del CPP di Piacenza), Paolo Ragusa (pedagogista e formatore del CPP), Silvia Vegetti Finzi (psicologa e autrice di diversi testi), Alberto Pellai (psicoterapeuta e scrittore), Susanna Mantovani (pedagogista), Bruno Tognolini (autore e poeta) solo per citarne alcuni.

Ne parliamo perché: crediamo sia fondamentale (specie di questi tempi) un confronto autentico con figure esperte per riportare i genitori al loro ruolo educativo. Per aiutarli e sostenerli nel processo di crescita dei loro figli. Per non sentirsi soli e senza strumenti. Partecipare, da genitore o educatore, è un modo per condividere, ascoltare,prendere spunti nuovi per affrontare la difficile impresa della crescita. Per questo vi aspettiamo! 

*ps fino al 15 febbraio la quota di adesione è di 60€. Info e contatti: info@cppp.it / segreteria:

 

 

 

 

 

Mangiare che fatica..

 

L’atto del nutrirsi non è sempre un momento piacevole per tutti i bambini. Vi sono anche piccoli che fanno fatica, mangiano controvoglia e non trovano nel cibo quel conforto desiderato. Come fare dunque quando ci si trova in situazioni di questo genere? Occorre insistere o meglio lasciar perdere? In generale invitiamo i genitori a considerare il momento del pasto come un momento piacevole cercando di evitare stress e nervosismo (anche se sappiamo quanto sia difficile accettare questo). Mantenete per tutto il pasto un tono di voce basso (e’ piu’ rilassante per tutti). Provate con un sottofondo musicale o a canticchiare voi una canzoncina. Il tablet o la TV distraggono il piccolo ma solo in apparenza. Non risolvono il problema dell’appetito né della relazione! Dato che l’atto nutritivo rappresenta un momento difficile e stressante per il piccolo (ma anche per voi) fate in modo di non arrivare troppo stanchi. Datevi degli obbiettivi quotidiani e settimanali e all’occorrenza segnatevi la quantità mangiata e chiedetevi sempre “come ha mangiato oggi?” “Ha pianto un po’ meno e accettato con più naturalezza il pasto?” Col tempo noterete dei miglioramenti e dei segnali positivi che inevitabilmente vi restituiranno anche una maggior fiducia.

Imparare l’inglese fin da piccoli..

 

È giusto o sbagliato apprendere una seconda lingua? I bambini fanno confusione poi? Rispondiamo ad un quesito di alcuni genitori e lo condividiamo. In primis, l’apprendimento della seconda lingua non è obbligatorio ma dal nostro punto di vista può essere un valore aggiunto; Studi confermano le capacità del cervello di un bambino piccolo di imparare con una maggiore facilità e naturalezza rispetto ad un adulto. Pensiamo poi ad un bambino bilingue che ascolta fin dalla nascita due suoni e due lingue. E’ importante piuttosto fare in modo che si possa imparare ma in chiave ludica. Quindi all’interno di un corso specifico, oppure utilizzando la musica e una serie di libri colorati pronti a incuriosire. I genitori spesso però nutrono forti aspettative. E’ bene dar loro tempo, non importa se rispondono o meno e poi come per tutte le cose l’esercizio quotidiano fa la differenza! Loro sanno e capiscono che può esistere anche un’altra lingua per comunicare anche se probabilmente non la classificano come inglese. Crediamo non sia mai nè troppo presto né tardi per una nuova lingua, anzi! Rappresenta un’occasione di scoperta e di arricchimento a qualunque età! Fate sempre in modo che sia un gioco assolutamente non competitivo e non riprendete il piccolo mentre prova ad esprimersi. La correzione nel caso va fatta in modo dolce e naturale.

 

Le telecamere in asilo? Non servono! Occorre invece..

Avevamo già scritto in merito alla questione relativa alle telecamere negli asili, ma purtroppo la cronaca di questi giorni ci riporta ad un nuovo caso di maltrattamenti nella provincia di Roma. Il vero problema, dal nostro punto di vista psicopedagogico, non consiste tanto nel posizionare le telecamere in asilo o meno, occorre piuttosto chiedersi cosa porta quelle persone a comportarsi così, e sfogare la loro rabbia e frustrazione su dei bambini. Questi comportamenti aggressivi e vigliacchi nascondono alle spalle un lavoro con un carico di frustrazione e di solitudine immenso. Se a tutte le educatrici venissero forniti i giusti strumenti, la giusta formazione e supervisione, non si arriverebbe a tanto, anzi loro per prime riconoscerebbero i primi segnali di malessere e si farebbero aiutare dalla rete di persone e colleghe che le circondano, poiché saprebbero di essere tenute in mente dal gruppo di lavoro.

Un’educatrice seguita sa di potersi fidare e soprattutto é consapevole ogni giorno e ogni anno di più della responsabilità umana e sociale che depone con il suo modo di lavorare e di giocare. Le telecamere possono essere uno strumento di indagine e apparentemente una maggiore sicurezza per i genitori, ma per esperienza vi assicuriamo che non saranno mai la soluzione definitiva. Occorre lavorare e far crescere i gruppi di educatrici/educatori/maestre/insegnanti dando loro tempo e fiducia, monitorando costantemente la loro modalità operativa e condividendo con i genitori e le famiglie le fatiche dell’educare. Il processo educativo è in quest’ottica una crescita collettiva che riguarda tutti: il bambino, la sua famiglia e l’educatrice che lo accompagna nella sua prima esperienza di socializzazione strutturata.

 

Buona Ripresa…

 

Tornare all’asilo e a scuola dopo le festività non è mai semplice. Le giornate di questa settimana potrebbero essere impegnative per i genitori che lasciano e per le educatrici che accolgono talvolta i piccoli in lacrime e disorientati dal cambio di routine. L’aspetto positivo è che dopo un primo momento di ambientamento i bambini ricordano perfettamente il contesto e le voci e riescono a giocare e partecipare alle attività con maggiore facilità e disinvoltura. Il genitore può: accettare questa fase di fragilità emotiva e incoraggiare il bambino (di qualsiasi età) a rivedere l’ambiente-scuola-gioco che sicuramente un po’ gli sarà mancato in questi lunghi giorni di festa. Rassicurarlo del fatto che un po’ di ansia ed emozione nel tornare a scuola/asilo la provano tutti i bambini, anche i più grandi anche se non piangono. Dal nostro punto di vista psicopedagogico non vi è bisogno di promettere regali e ricompense (quanti ne avranno ricevuti a Natale?!) piuttosto accettare questo momento e garantire loro che presto tutto si risolverà al meglio, basterà avere un po’ di fiducia e tra una canzone e un gioco l’ambiente tornerà familiare.