Fratelli e sorelle a confronto

fratelliSpesso ci capita di venire a conoscenza di dinamiche particolari in famiglia composte da più figli, sia maschi, sia femmine.

I genitori si trovano inevitabilmente a fare dei confronti tra figli maggiori e minori, ma chi ci “rimette” sono sempre i bambini/ragazzi perchè, a seconda dei casi, o si sentono non capiti, messi in secondo piano, o, al contrario si sentono ipervalorizzati e dunque provano l’ansia “da prestazione” per raggiungere sempre le aspettative di Mamma e Papà. E’ chiaro che ogni figlio susciti nei genitori reazioni, comportamenti ed emozioni diversi: siamo infatti tutti diversi, ognuno con la sua storia e la sua personalità. Quindi non ci si deve preoccupare di questo, ma anzi è importante riconoscere e rispettare le diversità di ogni membro della famiglia e non pesare tutto con il “bilancino” (“Se faccio fare danza a lei, devo farla fare anche alla sorella” ecc..).

Vedrete che ogni figlio vi insegnerà ad essere il genitore più giusto per lui stesso!

Una mamma può arrabbiarsi??

mammaDomanda provocatoria: ovviamente sì!! Anche le mamme hanno il sacrosanto diritto di arrabbiarsi e talvolta di desiderare di scappare lontano da casa. Perchè ne parliamo? Perchè spesso le mamme, soprattutto se neomamme, si sentono terribilmente in colpa nel pensare di essere arcistufe di fare questo complicato “lavoro”. Sono stanche, talvolta tristi, affaticate, sole e si sentono per di più giudicate da nonni, amiche, partner ecc poco sensibili. Tutte le donne hanno delle aspettative altissime riguardo il loro ruolo materno e durante la gravidanza idealizzano il proprio bambino, restando in qualche modo “spiazzate” una volta catapultate nella realtà, alla prese con un bambino reale che non si conosce, che piange, non dorme, rifiuta il latte, ha la coliche ecc ecc..

Dunque spesso durante le consultazioni noi ricordiamo alle mamme che la loro rabbia è assolutamente legittima, che va riconosciuta, accolta ed elaborata con il pensiero, per evitare che invece venga “agíta” pericolosamente.

Mio figlio è dislessico: come posso aiutarlo a studiare?

Si sa, tra genitori e figli sorgono spesso piccoli conflitti durante il momento dei compiti. Gli adulti, infatti, hanno delle aspettative e i bambini si innervosiscono molto facilmente soprattutto in quelle situazioni particolari dei disturbi specifici dell’apprendimento (dislessia, disortografia,discalculia e disgrafia). Se è fattibile, la soluzione migliore sarebbe quella di far aiutare i figli da un’altra persona, estranea (ma fidata, ovviamente) che non inneschi quelle consuete dinamiche familiari tanto odiate da tutti. Ad esempio, al Cobaby di Piano C ci sono delle psicologhe esperte in grado di svolgere un sostegno nei compiti, favorendo l’apprendimento di un metodo di studio e, a seconda dell’età, di una graduale autonomia. Il lavoro, basato sull’ utilizzo di metodi compensativi e tecniche cognitive specifiche, è individuale affinchè l’attenzione dell’operatore sia incentrata solo su quel bambino, che ha necessità e difficoltà diverse da ogni altro.

 

Per maggiori informazioni: 346-6892154; info@mammechefatica.it 

Che fatica organizzare una festa di compleanno!

 

Certo, perchè noi pensiamo che il bambino abbia bisogno di un party esclusivo in un locale da sogno con decorazioni e torta a tema, giochi stratosferici, tanti invitati e milioni di regali. Invece i bambini, soprattutto se piccoli, si divertono maggiormente se coinvolti in giochi dinamici sì, ma semplici e creativi. Non è necessario affittare uno spazio apposta di 300 mq, basta la sua cameretta e qualche invitato a cui è molto legato. Anche su i regali e il buffet si può senz’altro risparmiare: vostro figlio sarà comunque felice e soddisfatto. Quanti festeggiati avete visto con il broncio, il desiderio di fuga e l’ansia da prestazione? Moltissimi senz’altro perché gli adulti tendono a caricare di aspettative altissime i propri figli dimenticandosi la cosa più importante: la serenità per aver trascorso un pomeriggio da ricordare. Non è solo una questione di “vizio”, ma anche di educazione scorretta che non tien conto dei veri bisogni di un bambino cioè di sentirsi amato e accolto. MammeCheFatica vi suggerisce, quindi, per esperienza, di evitare di ricordare di continuo ai bambini che il giorno della sua festa si sta avvicinando perchè si sta solo proiettando su di lui le proprie angosce..viviamocela con serenità!.

Detto questo, buon divertimento a tutti!!!!

Come fare a gestire i distacchi e le separazioni…

 

Come fare a gestire e vivere serenamente (o quantomeno tentarci) i distacchi e le separazioni? Già, sembra facile ma non lo è per niente invece nella vita quotidiana..complici mille fattori e condizionamenti esterni…e poi tutto il ‘materiale emotivo’ che ognuno di noi si porta con sè…

Detto questo però quando si tratta di dover salutare o lasciare per qualche ora o giorno (o per un periodo più lungo) il proprio bambino, vi è un’esigenza da parte nostra: Lasciarsi Bene.

Perchè si sa, dover andar via e sentire il pianto del nostro bambino ci riempe di sensi di colpa e ci fa sentire piccoli piccoli…

– E’ sempre importante però prepararsi e preparare (di conseguenza) il proprio bambino, come per tutte le cose.

– fare in modo che la persona che subentra nella cura del piccolo sia in grado di consolarlo e spiegargli in modo fermo e deciso che (la mamma o il papà tornerà, e nel frattempo gli prepareranno insieme qualcosa da mostrare..)

– Mai illudere o peggio tradire le aspettative del piccolo. I bambini capiscono sempre e afferrano le cose, anche se piccoli e non parlano ancora.

Anzichè distrarre il piccolo, Mammechefatica propone di coivolgere il bambino in un’ attività o una lettura o una canzoncina…accettando il suo pianto e la sua tristezza. (non è una missione facile..ci vuole impegno e lavoro su sè stessi..ma essrene consapevoli aiuta..)

Le aspettative dei grandi…

 

Quanto incidono sullo sviluppo armonioso di un bambino le aspettative dei genitori? Molto; per questo motivo noi adulti (madri, padri, tate, educatrici ed insegnanti) dobbiamo sempre ridimensionare i desideri che abbiamo sul bambino. Innanzitutto ricordandoci che lui/lei è una persona autonoma e diversa da noi, con una storia diversa, con esigenze e volontà diverse. Lasciamo che possa esprimere la sua personalità liberamente, senza paura di essere sbagliato o diverso. Inoltre non pretendiamo troppo da lui/le:, ognuno ha bisogno del suo tempo per crescere, imparare e maturare. Spesso poi al giorno d’oggi si punta molto sul successo,sulla prestazione infallibile, sulla capacità multitasking..tutte cose impegnative per un adulto, figuriamoci per un bambino! Non sovraccarichiamolo di impegni ogni giorno (musica, danza, teatro, basket, nuoto, calcio, catechismo ecc..), ma lasciamogli il tempo anche di inventare giochi, leggere o imparare a tollerare la noia!