Paura del water nei bambini: come affrontarla

La Paura del water nei piccoli è uno dei post più cliccati da anni. E dato che il tempo passa, ma le domande restano, torniamo volentieri sull’argomento. Di seguito qualche suggerimento:

  • prendetevi il giusto tempo per proporre il passaggio pannolino-water. Non date retta ai consigli degli altri, ma sintonizzatevi sulle esigenze specifiche del vostro bambino
  • ognuno ha i suoi tempi e i suoi ritmi e vanno capiti e rispettati
  • cercate di incuriosire e coinvolgere il bambino verso la zona bagno (anche la pulizia del water stesso è un ottimo strumento per prendere confidenza!)
  • fate portare in bagno qualche gioco per fare in modo che il bambino possa invitare loro sul water e incoraggiarli a fare pipì o cacca
  • evitate di promettere regali o premi: puntate invece su un maggiore coinvolgimento
  • non stressate troppo il bambino chiedendo se deve andare in bagno. Ai bambini non scappa mai la pipì..nel senso che non ve lo diranno mai, soprattutto all’inizio dell’avventura! 
  • offrite loro la mano e accompagnateli verso il bagno: prendete voi l’iniziativa, senza aspettative
  • lo scopo ultimo è quello di promuovere l’autonomia degli sfinteri mantenendo un atteggiamento il più naturale e disinvolto possibile senza traumi, blocchi e paure
  • Per approfondire l’argomento, ecco il nostro video

Imparare ad andare a letto presto..

 

Insegnare ai piccoli ad andare a letto presto è un’impresa che tocca ai genitori ma come tutte le cose, se imparate da piccoli diventano meccanismi naturali e automatici. “Mia figlia prima delle 23.00 non si spegne, è impossibile!”. Quante volte ascoltiamo frasi di questo genere. Di seguito riportiamo alcuni punti che secondo la nostra esperienza sono fondamentali per impostare nuovi atteggiamenti educativi utili a migliorare la relazione:

1. Cari genitori la parola impossibile non esiste: col tempo, con perseveranza e con il ragionamento si possono fare grandi cambiamenti da un punto di vista educativo

2. Non è il bambino a decidere quando andare a nanna, ma è l’adulto che deve intuire quando è il momento adatto, creando dei rituali che aiutano il piccolo, senza tensioni e ricatti.

3. È importante mantenere un atteggiamento coerente e non cambiare idea in base alle reazioni del bambino. Andare a nanna non deve essere una tragedia, né tantomeno deve essere vissuta come una punizione. Si tratta di un bisogno fisiologico da rispettare.

4. Trasformare i possibili lamenti e reazioni contrarie in giochi e scherzi affettuosi in grado di valorizzare la vostra azione e fare in modo che diventi progressivamente veloce e rapida; l’utilizzo della stessa musica o della storia è utile all’ inizio per riconoscere il momento dell’addormentamento.

Avanti, e buon lavoro!

 

L’atteggiamento delle Maestre è proprio significativo…

 

Mammechefatica ricorda con piacere i primi pensieri montessoriani sempre attuali, moderni e poetici sul punto di vista delle Maestre e delle Educatrici.

“Un metodo educativo che abbia per base la libertà deve intervenire per aiutare il bambino a conquistarla, riducendo al minimo l’intervento dell’insegnante,il quale ha il compito di gettare un raggio di luce e passare oltre, impiegando una grande dose di pazienza e una notevole capacità di osservazione.L’educatore deve dare a ciascuno il dono di essere compreso e corrisposto nei bisogni profondi dell’anima.

E’ il maestro che si adatta all’allievo e non viceversa. Egli parla poco e osserva molto.

Questo è un modo per garantire non solo l’emancipazione ma la fioritura del bambino”.

Buona Giornata a tutte le Maestre.