Togliere il ciuccio…

Aprile e Maggio nell’immaginario delle mamme sono i mesi dei cambiamenti: via il pannolino e via il ciuccio! Dal nostro punto di vista psicopedagogico però invitiamo i genitori a procedere con cautela onde evitare piccoli traumi e dover tornare indietro poiché il bambino entra in crisi. Il ciuccio ha un significato molto forte per il bambino che lo utilizza, ha un potere calmante e rassicurante che non può essere tolto da un momento all’altro, come tutti i cambiamenti va preparato nel tempo.

Iniziate per gradi a:

– diminuirne l’utilizzo, e lasciare il ciuccio solo nei momenti di forte bisogno

– fare in modo che il bambino diventi autonomo nel mettere via il suo ciuccio nell’apposito contenitore. (Iniziare durante il giorno, lasciare invece il ciuccio per il riposino pomeridiano e per la notte)

– far notare al bambino come parla bene quando non ha il ciuccio che gli      impedisce di esprimersi correttamente.

– sfogliare e leggere una storia sul ciuccio che aiuta il bambino (e l’adulto) ad affrontare il momento di passaggio.

– evitare regalini e doni poiché rappresenta una fase evolutiva di crescita obbligata. Il vero piacere sarà rappresentato dal senso di scoperta e di conquista di nuovi oggetti.

 

Gelosia del fratellino?

gelosia-fratellinoCome affrontare la gelosia della sorellina o fratellino in arrivo? Come comportarsi e come prevenire determinati comportamenti?

Sono queste le domande più frequenti che ci fate voi mamme quando siete in attesa del secondogenito. Riteniamo sia importante parlarne insieme e non sottovalutare i segnali che ci inviano i nostri bambini. I piccoli fin da subito hanno la capacità di percepire che c’è qualcosa di nuovo in arrivo anche se non capiscono esattamente di cosa si tratti. In questa delicata fase hanno bisogno di essere rassicurati e capiti (essendo abituati da figli unici ad avere una sorta di esclusività nei rapporti sociali). La paura più grande è appunto quella di temere di non essere più amati come prima e di non avere più a disposizione tutta la mamma per sè ma di doverla condividere con il nuovo nato. Si tratta di paure implicite che di solito si manifestano con numerosi e insoliti capricci, pianti e voglia di stare solo con la propria mamma.

Ne parleremo con la nostra Dott.ssa Sara Luna Bruzzone, Psicologa e Psicoterapeuta presso Peekaboo  a Milano il 22 Novembre alle 9.15. L’incontro è rivolto a tutti i genitori interessati, iscrizione obbligatoria, costo 10€.

info@peekaboomilano.it

Vi aspettiamo!

 

 

Nuove avventure educative…

bambino che piange al nidoAnche se sono iniziate da poco la Scuola materna o il nido, gia’ danno qualche problemino o difficoltà. Le mamme lo sanno, avevano preventivato tutto, ma comunque il colpo lo si avverte lo stesso,perche’ vedere il tuo bambino piangere e disperarsi all’ ingresso della Scuola è sempre una scena difficile e delicata da gestire e soprattutto non priva di sensi di colpa che ci si porta dietro la scrivania in ufficio.

Come fare se il mio bambino piange e non vuole entrare all’ asilo?

  • Provate ad accompagnarlo senza appesantire il distacco con le classiche frasi: “dopo la mamma ti compra un giochino”. Altrimenti sembra che stare a scuola rappresenta un’ azione negativa.
  • Salutate sempre il vostro bambino, rassicuratelo in modo deciso dicendogli che ” la mamma torna sempre” e che a scuola ci sono tanti giochi e attività da scoprire insieme.
  • Lasciatevi guidare dai tempi della vostra educatrice o maestra (rispettare i tempi significa aiutarla nel rapporto con il vostro bambino)
  • Cercate di non mostrarvi troppo ansiose poiché il vostro bambino percepisce  l’ansia da distacco fin da subito anche se molto piccolo
  • Non stressatevi troppo per i pianti e i distacchi disperati. Col tempo, la quotidianità e la costruzione di un buon rapporto di fiducia anche il vostro bambino apprezzerà la Scuola come momento di socializzazione.
  • Valorizzate sempre il lavoro che si svolge a scuola: è importante conoscere e sapere cosa fanno i bambini e riportarlo a casa. Il nido costituisce un ottimo strumento di crescita e condivisione anche per i genitori.

Quando cadono…la paura e lo spavento..

caduteE’ tanto tempo che non affrontiamo il tema delle paure e degli spaventi soprattutto collegati alle cadute che i bambini piccoli fanno accidentalmente nella fase della deambulazione. Quando stanno iniziando a fare i primi passi sperimentano anche le prime cadute e i primi spigoli. Come fare a gestire questi attimi in cui noi adulti spesso e volentieri andiamo totalmente nel panico?

In primo luogo, dovremmo (e’ sempre molto difficile,quindi e’ meglio scrivere dovremmo!) cercare di mantenere la calma onde evitare di spaventare ulteriormente il piccolo. I bambini percepiscono subito la nostra ansia e piangono maggiormente. Poi valutiamo se e’ il caso di mettere del ghiaccio, se esce del sangue oppure no. Il ghiaccio e’ un potente alleato ma dobbiamo essere pronti a tollerare il pianto del bambino che aumenta sempre in presenza di questo strano oggetto misterioso..

Mammechefatica consiglia di far conoscere in forma preventiva il ghiaccio al bambino, e spiegargli a cosa serve. E’ sempre affascinante osservare i cubetti di ghiaccio che si sciolgono pian piano. E’ un modo per rassicurare anche noi stessi e prepararci a gestire l’ imprevisto.

L’uso del water nei bambini piccoli..come fare?..

bambini e wcTrattiamo spesso questo argomento, ma viste le continue mail e consulenze su questa tematica, decidiamo di riproporvi qualche spunto.

In base a ciò che ci scrivete o raccontate osserviamo sempre una forte preoccupazione e ansia riguardo a questo problema. Invitiamo però i genitori coinvolti ad esserne consapevoli, altrimenti il rifiuto del vostro piccolo nei confronti del water aumenterà di conseguenza. I bambini piccoli, se percepiscono timore, paura e incertezza nell’adulto diventano insofferenti e in questo caso manifestano il disagio durante l’esperienza del water/riduttore. MammeCheFatica suggerisce quindi un atteggiamento più naturale e meno ansioso da parte delle figure adulte.

L’atto della pupù e della pipì deve diventare un gesto naturale come mangiare, piangere, dormire e giocare. Noi dobbiamo trasmettere questo messaggio in modo semplice e chiaro. Senza ricorrere a premi, minacce o punizioni.

Provate a portare dei libretti o un gioco in bagno per fare in modo che ‘l’attesa’ sia più piacevole. Lasciate il vostro bambino da solo in bagno con la porta aperta e rassicuratelo di tanto in tanto con la vostra voce.

Infine potete ascoltare insieme una canzone ad hoc intitolata “la cacca” inventata tanti anni fa da R.Piumini e musicata da G.Caviezel, ai bambini piace molto!