I bambini danesi sono più felici

libro

I bambini danesi sono davvero i più felici? Secondo un lungo studio durato 10 anni sembra proprio di sì. Vediamo come mai: In primo luogo pare che i bambini danesi vivano il tempo libero in modo diverso dai nostri. Stanno all’aria aperta (sempre e comunque) e sono abituati fin da piccoli a giocare (anche senza niente) e in gruppo anche con bambini di diverse età. Perchè poter giocare tanto aumenta la creatività e la fantasia e aiuta il bambino a scoprire e affrontare la dimensione della noia in modo più costruttivo. A scuola i bambini vengono valorizzati a prescindere, al di là del risultato ottenuto.Questa modalità andrebbe applicata da tutte le culture poichè offre un grande sostegno e aumenta il senso di fiducia del bambino e dell’adulto che diventerà. I genitori sono importanti per la crescita e lo sviluppo psicofisico del piccolo ma spronano all’autonomia e all’indipendenza senza lodare all’infinito il bambino anche quando sta compiendo qualcosa di assolutamente normale. Il bambino va seguito e sostenuto in modo concreto mediante l’esempio e il dialogo costante. L’affetto, la condivisione, il continuo gioco di squadra e la famiglia sono tutti elementi preziosi che arricchiscono l’animo secondo gli autori.

Il libro ci è piaciuto perchè: offre uno spaccato di Danimarca positivo e costruttivo che ci mostra come affrontare in semplicità anche le paure più grandi senza dover nascondere o mimetizzare le proprie fragilità e insicurezze. Strumento utile e consigliato per i genitori e gli insegnanti.

Una scuola di mattoncini LEGO

 

Qualche giorno fa in Danimarca hanno annunciato l’apertura ad agosto di una scuola a Billund che unirà il sistema scolastico danese e la creatività della Lego, l’azienda dei famosi mattoncini colorati. L’ideatore di uno dei giochi più famosi al mondo, Kjeld Kirk Kristiansen, si augura che questa scuola possa fungere da esempio per altri istituti futuri e che la città possa diventare presto la capitale dei bambini. Il preside sarà il fisico inglese Richard Matthews che si propone di coordinare una scuola che stimoli un apprendimento incentrato sui quesiti, ma anche sul gioco, sulla fantasia e sulla musicalità.

Quando arriveranno anche in Italia progetti così??!