La violenza sui minori: come prevenirla?

affettoPurtroppo spesso per lavoro veniamo a conoscenza di storie di violenza sui bambini e ci stringe il cuore sentirci impotenti di fronte ai fatti compiuti. Non ci sono parole per descrivere il dramma che molti minori hanno subito e subiscono quotidianamente.E’ un tema delicato, ma è giusto affrontarlo e non negarlo.

In realtà non siamo inermi, tutti noi possiamo fare qualcosa per contrastare la violenza, possiamo ascoltare, possiamo intervenire e soprattutto pre-venire. La prevenzione è sempre lo strumento migliore per una vita più serena (per tutti). Noi adulti infatti, non solo come operatori dell’infanzia o genitori, abbiamo il compito e la responsabilità di agire e arginare questi comportamenti abusanti e minanti uno sviluppo sano. In che modo? Senz’altro promuovendo sin da piccolissimi il rispetto, la tolleranza dell’altro, le differenze (esempio nel corpo dei maschietti e delle feminucce), l’affetto e i sentimenti. Inoltre è importante favorire sempre una buona comunicazione, in particolare sul tema delle emozioni. Non sempre è facile per noi adulti, ma dobbiamo sforzarci di trasmettere un’assoluta tranquillità ai più piccoli rispetto ad un’adeguata espressione delle emozioni, anche di quelle negative.

Infine è fondamentale insegnare ai bambini come distinguere un avvicinamento e un contatto da parte degli adulti adeguato e uno non adeguato, formandoli su come e quando chiedere aiuto.
Se ognuno, nel suo piccolo, si attivasse verso questa direzione, limiteremmo di molto questo fenomeno assurdo e ingiusto.

L’ascolto

ascolto del genitoreCome sta il mio bambino? Cosa mi sta dicendo con quel comportamento?

Sono domande che spesso dovremmo porci per aiutarlo nelle fasi di crescita più delicate. Quando osserviamo che c’è qualcosa di diverso nelle sua modalità, è più irritato, più stanco o più distratto, qualsiasi età abbia, interroghiamoci. I genitori sono le persone che lo conoscono meglio al mondo e, certamente, sapranno trovare dentro di loro una risposta a tali quesiti. Sintonizzarsi sullo stato d’animo del figlio è fondamentale dalla nascita in poi. Vi suugeriamo proprio di prestare attenzione al mondo interno del bambino: ascoltare le sue necessità, i suoi desideri, le sue paure e tristezze. Ciò non significa che dobbiamo invadere il loro spazio, non dobbiamo rispettare i loro “segreti”, ma, trovando la giusta distanza, possiamo permettergli di poter contare su di noi qualunque cosa accada.

Inside out visto da MammeCheFatica

inside outAnche MammeCheFatica non ha resistito nell’andare al cinema al vedere “Inside Out” della Disney Pixar, ecco il nostro pensiero a riguardo…

Di cosa si tratta? Del cartone animato del momento: sulla bocca di tutti, grandi e piccini. Parla delle emozioni che vivono e interagiscono fra loro all’interno di una ragazzina preadolescente alle prese con un momento delicato della sua vita: un cambio di paese, casa e scuola.

Perchè ci piace? Perchè, seppur in modo semplicistico, cerca di descrivere quello che succede nel nostro mondo interiore: il turbinio di emozioni che ci governano e ci guidano nei nostri comportamenti. E’ un tema interessante ed è importante che venga trattato anche in una forma comprensibile per i bambini (anche se abbiamo riscontrato che i più piccini provano paura nella visione del film).

A chi lo consigliamo? Innanzitutto agli adulti che si sono dimenticati di cosa vuol dire provare delle emozioni intense (positive o negative che siano, non dobbiamo infatti pretendere di essere sempre felici) e agli addetti del settore (psicologi, pedagogisti, educatori..) che senz’altro saranno incuriositi dal tema. Buona visione!

Mamma e Papà si separano…

conflitti in famigliaPuò capitare purtroppo che le storie d’amore finiscano, che l’illusione di aver creato la “famiglia perfetta” svanisca per svariate ragioni…Le emozioni coinvolte sono sempre molte, anche opposte fra loro e talvolta prendono il sopravvento facendo dimenticare ai grandi che anche i bambini subiscono questi cambiamenti. Vediamo in estrema sintesi cosa è meglio evitare in queste situazioni complicate:

-mai accusare il partner davanti al bambino, screditarlo o sminuirlo

-mai litigare aspramente

-mai usare i figli per avere un vantaggio personale

-mai far scegliere i bambini con chi preferiscono stare, nè metterli contro l’altro

-mai fare finta di niente e parlare in modo disonesto anche con i più piccoli “perchè tanto non capiscono e non soffrono”

-mai trascinare una storia ormai conclusa “per il bene dei bambini”

Piuttosto ricordiamo loro che in ogni caso l’affetto della mamma e del papà nei loro confronti non cambierà e che non hanno alcuna colpa per quello che sta succedendo.

Sappiamo che avete tutte le carte in regola per affrontare questi momenti bui. Forza!

I libri possono aiutare?

libroNoi di MammeCheFatica ne siamo pienamente convinte. E infatti li usiamo spesso sia in consultazione con i bambini, sia come strumento da suggerire ai genitori (o nonni, educatrici, baby-sitter..) per agevolare una comunicazione difficile. Se, ad esempio, vogliamo spiegare ai bambini che la mamma e il papà si sono separati e non vivranno più insieme, consigliamo un bel libro: “Le mie due case. Dalla mamma e dal papà” di Melanie Walsh, ed. Motta Junior.

Di cosa si tratta: di un bel libro illustrato, semplice e molto sincero

Perchè ne parliamo: pensiamo che non sia corretto, nè rispettoso pensare che un bambino non capisca quello che sta succedendo all’interno della coppia genitoriale, ma sappiamo che si tratta di un tema molto delicato, difficile da affrontare con le “giuste” parole.

MammeCheFatica lo consiglia perchè: un semplice libro può aiutare a trovare il modo più chiaro e diretto per spiegare qualcosa che noi grandi spesso non riusciamo a comprendere, nè a comunicare senza farci travolgere dalle emozioni.

Piccoli e grandi cambiamenti: anche i bambini li avvertono

comunicare con i bambiniNon smettiamo mai di stupirci quando dei bambini, anche molto piccoli, colgono (talvolta anche prima degli adulti) dei cambiamenti in famiglia , piccoli e grandi che siano. Li avvertono a pelle, con una sensibilità inaspettata. Stiamo parlando delle relazioni fra genitori, (semplici discussioni o separazioni in arrivo), traslochi, cambi di lavoro di mamma o papà, preoccupazioni “nell’aria”, arrivo di un fratellino..

I bambini hanno davvero delle “antennine speciali” per cogliere ciò che sta succedendo in famiglia, noi adulti dobbiamo esserne consapevoli e non pensare che “dato che sono piccoli non possono capire, quindi nemmeno soffrire”. Al contrario, capiscono perfettamente e soffrono in silenzio, senza capirne il motivo. I grandi hanno quindi il compito, duro, ma inevitabile, di dialogare, parlare con parole semplici e spiegare loro i motivi di certi cambiamenti. Solo con la parola, infatti, si possono acquietare gli animi e trovare una maggiore serenità. Insegniamo ai bambini ad essere onesti, rispettosi e capaci di esprimere le nostre emozioni (anche se non sono sempre positive).

Piccole sorprese..a Milano!

Carilogo bassa Genitori, Cari Followers di MammeCheFatica, siamo felici di presentare “Piccole Sorprese, la Scatola delle Emozioni”.

Che cos’è Piccole Sorprese? Si tratta di un Cofanetto Regalo, presente ora per la città di Milano e in arrivo anche a Roma, dedicato alla prima infanzia, in particolare ai bambini da zero ai 10 anni. L’idea è quella di regalare un’emozione, un’esperienza di gioco da poter scegliere tra le tante proposte inserite nei Cofanetti Regalo (Mini, Midi, Maxi, Occasioni Speciali e Cofanetto Nascita.

Perchè ci piace: Ci piace l’idea originale di due mamme, Martina & Veronica, che hanno deciso di ‘regalare un’ esperienza’, piuttosto che concentrarsi su un gioco materiale..MammeChefatica condivide la possibilità di vivere dei momenti diversi e di poter fare ai piccoli delle esperienze interessanti e nuove. Abbiamo avuto il piacere di sfogliare in anteprima i Cofanetti Regalo: abbiamo sbirciato tantissime attività speciali che potrete vivere con il vostro bambino. Ce ne sono per tutti i gusti e per tutte le fasce di età!

Perchè ne parliamo: Ne parliamo e ne parleremo anche in seguito perchè potrebbe essere un regalo originale in vista del Natale o di ricorrenze particolari…come la nascita di un bambino, il battesimo, la comunione o semplicemente un regalo da fare per il piacere di offrire un pensiero diverso dal solito e sicuramente originale!!! OccasioniSpeciali.indd

Per info e contatti: www.piccolesorprese.com

info@piccolesorprese.com

Quali sono le parole giuste per dirlo?

comunicarePer alcune situazioni drammatiche e penose non ci sono le parole giuste da utilizzare con i più piccoli. Non ci sono proprio parole quando il dolore sovrasta tutto. Senz’altro, però, ci sono alcuni accorgimenti da seguire. Vediamone alcuni:

-non nascondere mai al bambino, anche se piccolo, ciò che sta accadendo. I bambini colgono tutto, anche le emozioni più profonde e non è vero che non parlando di malattie, lutti, separazioni ecc stanno meglio e non vengono feriti. Anzi. Ogni bambino va rispettato e così i suoi sentimenti

-usare parole semplici e chiare, sottolineando sempre il fatto che quello che sta succendo non dipende da lui, il bambino non ha alcuna responsabilità e dunque non deve sentirsi in colpa

-preparare il più possibile prima il piccolo a quello che succederá, se  il caso anche avvalendosi di un aiuto psicologico di un professionista esterno e informare educatrici, insegnanti e tutte le persone adulte che si occupano di lui per creare una buona rete di sostegno

-gli adulti intorno al piccolo devono sentirsi liberi di mostrare le proprie emozioni senza timori, solo così anche lui potrà sentirsi legittimamente triste e arrabbiato senza la paura di star facendo qualcosa di sbagliato

La maternità per Annamaria

Oggi parliamo de: “La cicogna che voleva diventare mamma“, un libro di Annamaria Dei Provingi (Edizioni Il Ciliegio) con qualche nota scritta proprio dall’autrice.

Di cosa tratta: della cicogna Esmeralda, una cicogna diversa dalle altre..”La fiaba”, spiega Annamaria, “è stata scritta solo per dei bambini, i quali così ascolteranno le mie parole, ma credo che in realtà raccolga un messaggio importante soprattutto per gli adulti, in particolar modo per le mamme che hanno desiderato tanto diventare delle dolci chiocce per i propri cuccioli. Comunque accada, con maternità naturale, adozione, accoglienza, in qualsiasi modo si inneschi quel meccanismo di amore sconfinato, la mamma è la creatura che vive questo miracolo nel modo più intenso, assoluto, persino rabbioso”.

Perchè ne parliamo: i temi affrontati sono vari: il viaggio, l’affetto materno, il desiderio di diventare madre con tutte le emozioni che coinvolgono questa fase importante nella vita di una donna. Inoltre, continua l’autrice, “i disegni sono stati realizzati da un’illustratrice per l’infanzia con molta esperienza. Vi devo confessare una cosa. Quando ho visto i disegni, mi sono commossa. Quella ragazza non solo ha interpretato le mie sensazioni e le emozioni che provavo nel mettere al mondo quella creatura di carta, ma ha addirittura sviluppato idee nuove, con entusiasmo, iniziativa e persino umorismo! È stata la dimostrazione che quella favola è magica ed è servita da catalizzatore per generare ancora più gioia e amore”.

MammeCheFatica lo consiglia perchè: scritto in caratteri maiuscoli grandi, è ideale per quei bimbi, dai 6 anni in su, che iniziano a leggere per le prime volte in autonomia. Inoltre ordinando il libro online si possono ricevere suggerimenti per giochi didattici interdisciplinari e attività da svolgere anche in gruppo coordinati da un adulto.

copertina del libro

Perchè i bambini piccoli piangono?

 

Per i bambini, specie se molto piccoli e non sanno ancora parlare, il pianto diventa l’unico strumento per comunicare qualcosa che “turba” il loro stato di benessere. Se ci pensiamo bene, è un gran dono per l’essere umano essere in grado di esprimere un sentimento difficile e scomodo attraverso un qualche canale di comunicazione. Crescendo i bambini capiscono che a quel comportamento corrisponde un intervento dell’ambiente (la mamma, il papà, i nonni, la tata..) e impareranno ad usarlo in modi sempre più maturi per raggiungere i loro scopi.

Dunque, care Mamme primipare, anche se talvolta sembra impossibile, è bene incominciare a pensare al pianto del vostro piccolo anche come risorsa. Non solo come segnale d’allarme. Riflettiamo sul perchè ci causa delle reazioni di un certo tipo in alcuni momenti e pian pianino cerchiamo di tollerarlo e, parafrasando un importante psicoanalista, Bion, a restituire le angosce del bambino “digerite”, senza sommarle alle nostre.