Un classico da leggere per imparare (e ridere)

ciuccio  Se qualcuno ci dovesse chiedere un consiglio sul libro per bambini più adatto per aiutare ad abbandonare il ciuccio, bè, noi non abbiamo dubbi. Un classico, che da dieci anni aiuta a “svezzare” generazioni di poppanti:  il ciuccio di Nina  di Christine Naumann-Villemi

Ed.Il Castoro, 32 pagg, 12.90€.

Di cosa tratta: di un libretto simpatico che racconta di una bambina intelligente e caparbia molto legata al suo ciuccio. Nina è convinta di tenerlo anche da grande, ma sarà costretta a regalarlo ad un lupo cattivo che incontrerà un giorno. Solo rendendo il lupo mansueto potrà salvarsi.
Perchè ne parliamo: è un classico, rivolto ai bambini da due anni in su.
MammeCheFatica lo consiglia perchè: leggerlo insieme ad un adulto significa per un bambino identificarsi nelle paure della protagonista provando a capire anche i vantaggi dello stare senza ciuccio.

 

“Un gettone di libertà”…da leggere..

libroUn gettone di libertà” di Massimiliano Verga (184 pag. edito da Mondadori, euro 16,50)

Di cosa parla: Questo libro parla della Paternità, una paternità un po’ speciale (quella di un bambino disabile) che ti obbliga a vedere tutto in una nuova ottica, ricostruendo una nuova quotidianità, un nuovo modo di essere anche padre e genitore.

“La paternità non è un fatto di sangue,per come la vedo io, la paternità è qualcosa d’altro: è un susseguirsi di domande e voglia di esserci. Non esiste un manuale d’istruzioni buono per tutte le occasioni.”

Perché ne parliamo: Ne parliamo molto volentieri, dopo aver letto e commentato già due anni fa il suo primo libro “Zigulì”. che abbiamo recensito in passato.Ne parliamo perché siamo convinte che Massimiliano Verga con la sua scrittura forte e incisiva possa indirettamente attirare l’attenzione su un tema ancora troppo scomodo e sottovalutato.

Perché spiegare la disabilità, l’handicap e tutti quei misteri non è un ‘impresa facile.

E chi non la vive, chi non conosce e non sa, non potrà mai rendersene conto, non è così? Solo così è possibile accogliere le speranze, le rabbie, i desideri e le frustrazioni che la genitorialità e il mondo educativo ci riservano…

Buona Lettura

Marta & Sara

“Storia del leone che non sapeva scrivere”

libroA noi piace molto questa storia del leone che non sapeva scrivere..tanto che..ve ne raccontiamo un pezzettino! Mettetevi comodi però!

Di cosa parla: Narra  le disavventure di un leone, che dopo  aver incontrato una leonessa, seduta su un ramo di un albero e intenta a leggersi un bel libro, decide a tutti i costi di dedicarle una lettera d’amore..già ma come fare? il leone non sa scrivere!!! Allora, senza perdersi troppo d’animo, corre dagli altri animali e chiama a raccolta giraffe,scimmie,sciacalli, insetti anche se nessuno di loro riesce ad interpretare veramente i sentimenti del povero leone..alla fine dunque il leone decide di…

Perché ne parliamo: ci sembra un buon libro, da leggere insieme ai vostri bambini. E’ una storia simpatica, piena di tenerezza e solidarietà. (anche il Leone Re della Foresta ha in fondo i suoi guai e ha bisogno degli altri!)

A chi è rivolto:  Dai 3 ai 6 anni è l’età esatta! Bello il pezzo dello scarabeo che parla di escrementi (i vostri bambini ne sentiranno la puzza,ne siamo sicure…)

“Storia del leone che non sapeva scrivere” di Martin Baltscheit, Ed. Motta Junior, 9 euro.

Buona lettura

Iniziamo la settimana con…

libroIniziamo la settimana con un bel libro, quello di Valeria Parrella, intitolato Tempo di Imparare“, (ed. Einaudi, 136 pagine,17 euro).

Perché ne parliamo: è un libro che parla del rapporto di una madre con un figlio disabile, un tema delicato e sottile spesso ignorato e dimenticato. Si tratta di un lungo e faticoso percorso (ad ostacoli) di una madre che lentamente accetta e metabolizza un figlio che è appunto diverso. “Le 12 fatiche d’Ercole che la madre di un bambino disabile deve affrontare”.

Ci è piaciuto perché: Perché ci è piaciuto questo libro? Perché ribalta completamente il concetto generale genitori-figli. Solitamente siamo abituati a pensare che i figli sono coloro che imparano, mentre invece i genitori sono coloro che insegnano; Invece nel mondo delicato della disabilità questo stereotipo viene capovolto: è la madre che deve imparare del figlio, assorbirne i ritmi, accettare i limiti, avere una nuova concezione del tempo.

Se siete sensibili all’argomento, vi invitiamo a leggerlo.

 

Figlio di sua madre

libro

Non abbiamo ancora parlato di questo libro uscito un annetto fa: “Figlio di suo madre-Il legame speciale tra madre e figlio maschio e le sue distorsioni”

di Vèronique Moraldi (Feltrinelli, 17€)

Di cosa tratta: tratta della relazione madre-figlio maschio, le sue dinamiche sane e quelle più problematiche. L’autrice prova a rispondere ad alcune domande cruciali sull’influenza che una madre ha sulla crescita del proprio figlio.

Perchè ne parliamo: è un tema che coinvolge moltissime donne e naturalmente i loro figli. Affronta più aspetti di questo ricco legame cogliendo dei profili tipici in cui ci si può o meno ritrovare.

MammeCheFatica lo consiglia perchè: è un libro da cui trarre degli spunti interessanti senza evitare di incorrere nel “famigerato” senso di colpa materno. Inoltre è ricco di consigli pedagogici concreti.

 

Educazione alimentare e non solo..

 

Se per Natale volete regalare un libro educativo vi proponiamo: “Il cibo attraverso gli occhi di un bambino“, Ed. Coop Lombardia, 7,50e.

Di cosa si tratta: di un libro nato da un’idea del Comitato Soci-Coop e proposto all’Istituto Comprensivo T. Grossi di Milano. Le famiglie delle scuole primarie raccontano e disegnano le loro tradizioni culinarie durante le feste parlando di piatti per loro importanti e in qualche modo speciali.

Perchè ne parliamo: è un progetto nato da una collaborazione insolita che dopo un anno di lavoro ha raccolto “esperienze culinarie”, quindi ricette, ma non solo, anche storie di vita in famiglia.

MammeCheFatica lo consiglia perchè: dà importanza ai legami familiari. Attorno alla tavola infatti si creano relazioni, scambi di emozioni e di storia su cui si sedimentano tradizioni e radici familiari. Troppo spesso oramai i bambini mangiano da soli davanti alla tv, non comunicano e non imparano ad apprezzare il cibo in tavola e questo non è un buon insegnamento. Infine un ulteriore buon motivo per acquistarlo consiste nel fatto che il ricavato del libro sostiene le scuole offrendo fondi per il materiale didattico.

 copertina del libro

Attenti a quei due!!

Cari Amici di MammeCheFatica vi segnaliamo con piacere il primo libro illustrato della collana Archivia dedicata all’architettura per i bambini: “Attenti a quei due a Milano” (Ed. MACRO). Le illustrazioni sono a cura di Barbara Parini, mentre i testi sono frutto del lavoro di Claudia Minnella. I protagonisti di questa storia originale sono Ambrogio e Brunilde, due simpatici bambini, un alieno di nome Gaspare, il cagnolino Ettore e il ragnetto Pietro. Il primo volume è dedicato alle avventure dei buffi personaggi e alla storia architettonica della città di Milano dal punto di vista dei più piccoli.

Sabato 16 Novembre dalle 17 presso lo spazio B**K in Via Porro Lambertenghi, 20 a Milano ci sarà la presentazione del libro con l’ascolto di storie, una buona merenda e tanti colori! L’incontro, rivolto ai bimbi dai 3 ai 6 anni, è gratuito, ma su prenotazione (tel. 02/87063126).

Che bella idea!

Educare è una sfida?

MammeCheFatica oggi desidera far conoscere il nuovo libro di Pellai e Fogliani (ed. Franco Angeli): “Le nuove sfide all’educazione in 10 comandamenti. Per aiutare i figli a crescere“.

Di che si tratta? Con un linguaggio chiaro, rivolto principalmente a chi di mestiere fa il genitore, i due autori affrontano il delicato tema dell’educare. Non un elenco di precetti, ma riflessioni educative, etiche, aggiornate ai nostri tempi.

Perche ne parliamo? Oggi più che mai è necessario che gli adulti riflettano sul significato del loro stare con i figli, aiutarli a crescere e donare loro gli strumenti utili per volare verso altri luoghi senza troppi sensi di colpa e aspettative esagerate.

MammeCheFatica lo consiglia perché: scritto da due professionisti di lunga esperienza che nella loro attività clinica quotidiana raccolgono numerosi esempi di come cresce un bambino e un ragazzo nel ventunesimo secolo.

Forza genitori: non siete soli!

Fateci sapere se piace anche a voi e vi ritrovate nei pensieri scritti.

copertina del libro

Perchè il mio amico ha due papà? Come spiegare ad un bambino le famiglie arcobaleno

 

Come sempre MammeCheFatica risponde ai dubbi dei genitori e degli adulti che si occupano di bambini proponendo una lettura condivisa di un libro pedagogico. Per spiegare ad un bambino cosa siano le famiglie arcobaleno, quelle cioè composte da due mamme o due papà, suggeriamo quindi la lettura di questi libri:

Piccola storia di una famiglia. Perchè hai due mamme?, di Francesca Pardi. Ed. Lo stampatello

Più ricche di un re, di Cinzia Barbero. Ed.

Entrambi con immagini e parole molto semplici spiegano ai bambini dai 6 anni in su come nasce una famiglia con due genitori dello stesso. L’affetto per il nuovo arrivato non cambia benchè ci sia affidati alla procreazione assistita. Questi libri aiutano anche i piccoli lettori a riflettere sul ruolo degli amici e sulle possibili discriminazioni esterne.

Covers dei due libri consigliati

A proposito di Distacchi…

Continuiamo a parlare del tema del saluto e del distacco, in particolare dalla figura primaria, ossia quella materna.

Per ogni bambino, lasciare la propria mamma è sempre un’impresa difficile.Ma noi, di Mammechefatica, aggiungiamo anche che per ogni mamma è difficile lasciare il proporio piccolo, specie se, come al nido o all’asilo, vi sono delle regole e dei tempi scanditi da rispettare. Metabolizzare questi cambiamenti può essere difficile, anche se poi nel tempo saranno d’aiuto. Alle mamme che ci scrivono, e ci chiedono consigli e pareri diciamo loro di aspettare e darsi Tempo. I cambiamenti non sono mai immediati. Col tempo, non solo i vostri bambini, ma anche voi riuscirete a staccarvi bene,senza promettere giocattoli, pizzette e altri premi e soprattutto senza sensi di colpa. Abituarsi ai distacchi significa anche abituarsi a crescere, a sperimentare l’autonomia e gestire un po’ la sofferenza che ne deriva.

Ci vengono in mente le belle parole della psicoterapeuta G.Schelotto che in “Distacchi e altri addii” (ed. Oscar Mondadori) scrive: ” Ogni distacco, però, comporta una sorta di movimento sismico che scombina emozioni, affetti e sofferenze; Non ci si libera facilmente dall’idea di aver lasciato indietro qualcosa o qualcuno. Si ha l’impressione di essere colpevoli, di aver tradito. Così alla sofferenza del distacco si aggiunge il senso di colpa”.