Togliere il pannolino: come fare

Come fare a togliere il pannolino? Come fare a gestire questo cambiamento tanto atteso?

MammeCheFatica vi invita, se portate i vostri bimbi al nido, a seguire tutti i suggerimenti del vostro nido di riferimento per cercare di fare meno fatica, e mantenere una sorta di coerenza educativa che è fondamentale in questa avventura! Nonostante l’enfasi e la voglia da parte dei genitori di anticipare le tappe,prima di procedere è bene valutare se il bambino è obbiettivamente pronto e in grado di affrontare questo step. Ricordiamoci che i cambiamenti non avvengono mai in un giorno, ma necessitano di tempo.

  • anticipare al bambino che inizierà a togliere il pannolino per un po’ di tempo (15-30 min) la prima volta è sufficiente
  • sostenere il passaggio con un libretto che affronta la medesima tematica
  • non stressare il bambino con continue domande del tipo: “andiamo in bagno? ti scappa la pipì?” vi garantiamo per esperienza che la pipì non scappa mai se non dopo che ci si è bagnati concretamente, allora sì il piccolo realizza che la pipì è scappata sul serio. (“percezione dell’esperienza”)
  • è l’adulto che accompagna il bambino in bagno senza far troppo pesare questo gesto (altrimenti che entusiasmo potrà avere il bambino stesso nel fare la pipì in modo autonomo?”)
  • non vi è bisogno nè di premi nè di privazioni per affrontare il passaggio pannolino-water. Deve essere e diventare nel tempo un rituale il più spontaneo e naturale possibile.
  • procedete per gradi, senza fretta, e mantenete il pannolino per il pisolino pomeridiano e la fase notturna.
  • è sempre importante e mai scontato sostenere il bambino restituendogli fiducia ed energia (per lui è un momento nuovo che essere fonte di timori,paure come quella di affrontare o cadere nel water, come spieghiamo in altri post del blog)

“Forza, vestiti: è tardi!”

“Quante volte vi sentiamo pronunciare queste frasi la mattina presto! Siamo d’accordo, anzi d’accordissimo, sul fatto di aiutare i bambini a fare da soli (seguendo il motto montessoriano) ma questo è valido nel momento in cui predisponiamo per tempo tutto il necessario e li prepariamo a svolgere in autonomia le prime mansioni. Non possiamo pretendere che si vestano in due minuti e che scelgano dall’armadio i vestiti (altrimenti qualcuno sceglierebbe il costume da bagno o il tutù da ballerina anche in pieno inverno!). Vi consigliamo di preparare con loro i vestiti la sera prima per iniziare a responsabilizzarli e far capire loro dove posizionarli. (se i bambini sono piccoli è bene utilizzare una cesta o un contenitore sistemato vicino al letto in modo che possano prendere i vestiti scelti da soli). L’ esperienza del vestirsi da soli fin da piccoli è una delle prime conquiste. Aiuta a gestire la frustrazione e migliora il senso pratico e organizzativo. È ovvio che se li vastissimo noi faremmo prima, ma crediamo sia giusto lasciar loro uno spazio d’autonomia fin dai 15-24 mesi per far capire loro come si fa e poter imitare nel tempo.

Forzaaa che è tardi!

 

Come preparare i piccoli al rientro…

Per preparare i bambini al rientro è bene prima iniziare a preparare noi stessi. Inutile iniziare a stressarsi per date e scadenze ancora lontane però è anche importante organizzare il mese di Settembre che per molti bambini rappresenta l’inizio di una grande avventura: l’inserimento al nido o all’asilo.

Di solito invitiamo i genitori a coinvolgere i piccoli nella raccolta “simbolica” di qualche sassolino, conchiglia o pigna da portare in classe come ricordo vivo dell’estate. Per i bambini rappresenta un momento carico di significati da non sminuire! (è vero che si tratta solo di piccoli oggetti ma hanno un forte contenuto emotivo poiché ci ricordano il tempo trascorso insieme in famiglia, tempo che ora bisogna imparare a gestire anche senza, trovando il piacere del gruppo e la scoperta di giochi  e rituali nuovi). Mentre ci si concentra sulla raccolta dei materiali si spiegano al piccolo le novità e i cambiamenti che avverranno. Parlarne e spiegare riteniamo sia il modo più efficace per comunicare e prepararsi mentalmente. Come diciamo sempre agli incontri ( mentre parliamo a lui rassicuriamo anche noi stessi). Leggete e sfogliate insieme qualche libretto sull’Asilo e preparate la sacchetta insieme! Sono tutti momenti che aiutano a contenere l’ansia per la grande novità e il cambiamento che sta per avvenire.

Tornare all’ asilo o a scuola: come prepararsi..

back 2 workManca poco e si ricomincia..come fare a preparare i nostri bambini alla classica routine sveglia-asilo-lavoro!???!

Ma soprattutto come preparare noi adulti al tragico rientro????!!! Don’ t be panic..

Siamo convinte che i vostri piccoli tornino con piacere all’ Asilo dove ritroveranno le loro Educatrici di riferimento, i compagni di gioco e un ambiente rassicurante che li aiutera’ ad orientarsi velocemente. La mamma e il papa’ possono nel frattempo:

  • ricominciare ad introdurre l’ argomento nido/Asilo
  • preparare insieme la sacchetta e l’ occorrente per l’ inizio
  • portare un piccolo ricordo dalla montagna o dalle vacanze in generale
  • mettere in conto un eventuale pianto nella fase del Distacco e quindi considerare un’ eventuale momento critico da superare insieme alle Educatrici

Detto questo non ci resta che augurarvi un buon rientro!

Cosa fare se e’ la mamma a partire…

Cosa fare ma soprattutto come preparare il bambino (specie se piccolo) alla lunga assenza della figura materna?

In questo post vedremo appunto come preparare il bambino (e di conseguenza noi stessi) per affrontare al meglio questo delicato passaggio. Senza giudicare se sia giusto o meno partire o assentarsi per tanto o poco tempo ma semplicemente analizzando cio’ che un bambino potrebbe aver bisogno. (Questo ci sembra essere il punto fondamentale da condividere con voi!)

  • iniziare a raccontare al piccolo che stara’ per un po’ di tempo con il papa’ o con i nonni o con la Tata..e che la mamma prendera’ l’ aereo per andare in un posto lontano ma in fondo molto vicino a lui. (“Puo’ una distanza materiale separarci dalle persone che amiamo”?! Scriveva tempo fa Bach in “Nessun luogo e’ lontano”)
  • Disegnare insieme un aereo grande da appendere in cameretta (ricordiamo che ai bambini non interessa se il vostro aereo sia esteticamente bello l’importante e’ averlo fatto con lui e sicuramente quell’aereo assumera’ una grande importanza durante la vostra assenza
  • Preparare l’ entourage familiare per agevolare il lavoro e l’ organizzazione delle altre figure
  • Prepararsi e preparare tutti ad eventuali malinconie o capricci da parte del piccolo. Saper accogliere le eventuali mancanze e nostalgie e farsene carico mediante il dialogo e il racconto. Non serve distrarre sempre il piccolo piuttosto raccontargli cio’ che sta accadendo in modo dolce e rassicurante.
  • Il bambino ha bisogno sempre di adulti pieni di fiducia in grado di intuire e rassicurare le sue ansie, i suoi bisogni e i suoi vuoti.
  • Utilizzare skype per salutarsi spesso e mantenere la solita’ quotidianita’ raccontando alcuni dettagli pratici che possono interessare o incuriosire
  • Cantare una canzoncina o una storia sul cellulare e lasciarla in dotazione da far ascoltare nei momenti piu’ critici.
  • Vivere questo momento di forte cambiamento come una possibilita’ (in senso positivo e costruttivo casomai) piuttosto che alimentare senso di colpa che immobilizza i rapporti e le relazioni
  • Bon Courage a tutte le mamme che sono partite o devono prepararsi ad eventuali partenze e lasciare i loro pargoli nel modo piu’ sereno e allegro possibile

L’atteggiamento delle Maestre è proprio significativo…

 

Mammechefatica ricorda con piacere i primi pensieri montessoriani sempre attuali, moderni e poetici sul punto di vista delle Maestre e delle Educatrici.

“Un metodo educativo che abbia per base la libertà deve intervenire per aiutare il bambino a conquistarla, riducendo al minimo l’intervento dell’insegnante,il quale ha il compito di gettare un raggio di luce e passare oltre, impiegando una grande dose di pazienza e una notevole capacità di osservazione.L’educatore deve dare a ciascuno il dono di essere compreso e corrisposto nei bisogni profondi dell’anima.

E’ il maestro che si adatta all’allievo e non viceversa. Egli parla poco e osserva molto.

Questo è un modo per garantire non solo l’emancipazione ma la fioritura del bambino”.

Buona Giornata a tutte le Maestre.