Nasce un bambino, nasce una Mamma…non è così?!

neomammaTorniamo ancora al tema della nascita, mistero che ci affascina sempre.

Torniamo ancora sul punto centrale che ci interessa ribadire: ogni volta che nasce un bambino nasce anche una mamma, che, col tempo imparerà a sintonizzarsi con la sua creatura, intuendo i bisogni e le esigenze primarie.

Per la Neo-mamma inizierà anche una fase molto delicata e intensa. Sarà dedita al suo bambino, giorno e notte, per cercare di capire e intuire ciò di cui avrà bisogno.Non sarà un periodo facile, pieno di dubbi,insicurezze e paure a cui si aggiunge anche una notevole sensazione di stanchezza e spossatezza.Il periodo post -partum rappresenta la fase più sottile e buia, in cui la figura materna può avvertire sensazioni di disorientamento e solitudine nei confronti di un mondo che continua a correre anche senza di lei. Servono intelligenza e buon senso. Serve la volontà di unirsi ad altre mamme che hanno vissuto le stesse esperienze per capire che non si è mai sole, che le medesime preoccupazioni possono essere condivise. Serve appunto l’esperienza della condivisione, delle rapresentazioni e capire che è tutto semplicemente naturale. Serve tempo però per capirsi ed entrare in sintonia e fare in modo che ci sia il giusto ritmo tra voi e loro. Insieme, col tempo.

Auguri alle mamme e ai tanti bimbi nati in questi giorni di fine gennaio!

 

 

Ma quante paure!!?

Siamo in tema di Halloween e oggi desideriamo parlare delle paure dei bambini, specie quelli piccoli, che sembrano essere davvero infinite…

Quelle più conosciute e diffuse sono:

  • paura del buio;
  • paura dei mostri;
  • paura di rimanere da soli;
  • paura di fare la cacca;
  • paura del water;
  • paura dei rumori forti come il suono dell’ aspirapolvere;
  • paura del mare;
  • paura degli sconosciuti

Ma perchè un bambino, ancora così naif e ingenuo ha già sviluppato così tante paure? Non dimentichiamoci che la paura, come l’ansia, è un’emozione condivisa con le altre specie, utile per la sopravvivenza. Fondamentale infatti è per un animale riconoscere questa sensazione per attivare il cervello e scappare dai pericoli. I nostri bambini sapranno però essere rassicurati da adulti affettuosi, sensibili, sintonizzati con i loro bisogni di accudimento e riusciranno a superare questo tipo di emozione così forte  e intensa anche mediante il racconto,la capacità di comunicare, e il pianto;quest’ultimo rappresenta in assoluto la forma e la reazione più spontanea e naturale utilizzata dai bambini durante la prima infanzia.

Cosa fare con un neonato…

 

La domanda è curiosa e interessante: “cosa faccio col mio neonato?”

Mammechefatica invita la NeoMamma e il NeoPapà a non trascurare il piccolo ma potergli offrire le giuste attenzioni e stimoli durante la fase di ‘luce’, ovvero quando è sveglio, ed è sdraiato nella culla o in braccio.

– parlare spesso al proprio bambino, anche in due lingue

– mantenere sempre un tono di voce basso e calmo

– cantare spesso, specie se piace.

– interpretare il pianto, senza ansia, ma rassicurando il piccolo

– leggere storie

– animare, sventolare piccoli pezzi di stoffa o fettucce colorate

– evitare di esporlo davanti al suono della tv e della radio

– prediligere la musica classica (Mozart rende creativi e intelligent secondo parecchie ricerche in merito)

– non tenere sempre il proprio bambino in braccio, ma solo quando occorre, cercando di stabilire un buon equilibrio tra la fase di sonno e quella di ‘luce’

Cercare di sintonizzarsi col proprio piccolo e capire il suo pianto: se si tratta di un pianto dovuto alla fame, a coliche, a disturbi, o insofferenze varie. Parlare al proprio bambino verbalizzando ciò che succede rappresenta da sempre  un ottimo espediente per consolarlo e aiutarlo nella gestione delle prime frustrazioni.

Aspettare un figlio…

 

Aspettare un figlio rappresenta da sempre una grande gioia. La donna incinta, nonostante le trasformazioni del proprio corpo, vive solitamente, un momento magico…in cui è sicuramente al centro dell’attenzione. E’ il tempo dell’attesa,

dei pensieri sognanti, in cui la donna idealizza il proprio figlio a livello mentale…

E’ il tempo della preparazione, dell’organizzazione anche pratica e concreta della nuovo ménage familiare.Tutte le energie vengono spese per i preparativi, per la cura nei dettagli.

Mammechefatica invita tutte le Pance a sintonizzarsi col proprio bambino per condividerne tutti pensieri  e poter trasformare le proprie paure e ansie in immagini più accettabili e tollerabili.

Godetevi questo momento, poi dei problemi ne parleremo più avanti….

 

La dimensione temporale…

 

Mammechefatica pensa al tempo, o meglio alla percezione del tempo che cambia irrimediabilmente, specie se si parla di bambini piccoli. Non è una novità certo, ma è comunque importante evidenziare lo scorrere del tempo e le esigenze materiali che la cura di un bambino impone e richiede.’Il tempo’ con un neonato o un bambino di 10 mesi è completamente differente da altre fasce di età. E’ molto interessante notare come alcune mamme siano completamente sintonizzate col loro bambino, al punto di annullarsi, e ‘rifugiarsi’ nella loro creatura, noncuranti del tempo. Altre invece, possono avere un atteggiamento delegante verso terzi per cercare di recuperare briciole di tempo prezioso per sè stesse.

Comunque sia il binomio tempo-bambino coinvolge e influenza in primis tutte le figure materne e più in generale le figure paterne. Il tempo,con un bambino piccolo, è scandito da una serie di rituali ed esigenze pratiche che in qualche modo assorbono in modo totalizzante la madre, l’oggetto primario.

Se potessimo disporre di una semplice bacchetta magica….quanto ci piacerebbe offrire del buon tempo libero e un po’di ozio a tutte le mamme…

E’ nato! Eccoci avvolti dalla ‘tempesta emotiva’….

 

Finalmente è nato. Ma presto la quiete lascia il posto ad una vera e propria ‘tempesta emotiva’….il piccolo,anzi il piccolissimo con i suoi pianti e le sue grida impone un ritmo di vita ai neo-genitori che talvolta .

Prima tra tutti,la madre,’ l’oggetto primario’ che deve sintonizzarsi col suo piccolo per creare e condividere il loro ritmo tra poppate e nanna. Ma basta che si tratti di un neonato con disturbi legati al sonno, sofferente di coliche o che non si attacca bene al seno che presto gli attimi di magia svaniscono e si trasformano in un vero incubo.

La difficoltà maggiore che incontriamo di fronte ad un neonato consiste nella capacità di interpretare e decodificare i suoi bisogni primari.(solitamente è la figura materna a fare ciò,ma quando il piccolo non si calma neanche con tutto l’affetto e l’amore che gli viene dato tra cocccole,ninne nanne,nenie,in braccio… ecco insorgere mille dubbi e ansie).

L’immagine negativa legata la proprio bambino è un ‘immagine che riaffiora tra lo scarto del bambino immaginario, idealizzato nella mente della madre, e quella invece del bambino reale. Si tratta per lo più di un pensiero sano e comune a tutte le donne divenute madri (insorge nei momenti di difficoltà, paura e forte stress) e si scontra con l’idea idilliaca del bambino perfetto che non c’è.