Scuole chiuse:come sopravvivere

Ancora scuole,asili e nidi chiusi..come sopravvivere nei prossimi giorni aspettando il breve break dei giorni di Pasqua..Non sono tempi facili per le famiglie e i genitori lasciati soli e con la gestione dei figli a casa H24. È in queste situazioni che si riscopre il valore della rete, di quegli aiuti familiari,amicali,tramite le scuole dove ci si viene incontro incastrando le varie esigenze. Scambi e favori reciproci per aiutarsi e supportarsi in situazioni come queste dove occorre ricreare una nuova normalità. Prendete tutti gli aiuti possibili, per non sovraccaricarvi e delegate laddove possibile: il fatto di non staccare mai non deve essere fonte di stress ulteriore. 

  • Cercate di organizzare qualche telefonata piacevole per mantenere un contatto con il mondo esterno che possa essere un piccolo contributo per distrarvi/condividere le fatiche del periodo
  • Ricordate sempre che i bambini assorbono il nostro nervosismo che aleggia nell’aria, ma non è colpa loro se se i servizi socioeducativi sono chiusi
  •  Datevi obbiettivi semplici, senza strafare, e senza troppe aspettative
  • L’importante è riuscire a organizzarsi tra lavoro e casa, possibilmente provando a stare bene, facendo fare ai bambini attività e giochi semplici in grado di incuriosirli onde evitare di trascorrere (troppo) tempo davanti allo schermo…
  • Ricordatevi  e ricordate ai bambini che si tratta di un periodo (presto) le scuole riapriranno e si tornerà in presenza e la giornata riprenderà il suo ritmo: è giusto avere dei pensieri che possano aiutarci nei momenti di difficoltà e anche solo ipotizzare delle vacanze ci fa sentire meglio!
  • Cercate se possibile di sfruttare con i bambini i momenti all’aria aperta: quando si esce, tutto assume una dimensione diversa e più leggera, rispetto al dover stare in casa. Anche i bambini piccoli piangono oggettivamente meno quando sono fuori e questo migliora l’umore adulto e la sua riserva di energia!

Mamme imparate a delegare..è vacanza anche per voi..

 

Care Mamme,

imparate a delegare e per questa estate 2013 concedetevi e regalatevi un raro momento di dolce far niente…anche se avete bambini molto piccoli, e non potete/volete staccarvi troppo è salutare anche solo qualche ora..

Nel frattempo il piccolo può stare col papà, oppure con i nonni o la baby sitter.

Iniziare a ritagliarsi un po’ di spazio per sé stesse è fondamentale per recuperare le energie, riattivarsi a livello sociale, e sentirsi meglio a livello psicologico.

Non importa cosa farete, anche una buona dormita o una corsa sono rimedi preziosi e salutari. L’importante è fidarsi quando lasciate il vostro bambino, e spostare l’attenzione e lo sguardo su di voi, per un attimo senza sensi di colpa!

Teneteci aggiornate, sapete che siamo sensibili in materia..ne riparleremo..

 

Mammechefatica e l’autismo…

 

Mammechefatica è molto sensibile all’autismo e alle patologie ad esso legate.

In passato ci è capitato di lavorare con bambini autistici e di poter esplorare un mondo nuovo..talvolta senza parole..fatto di intensi sguardi e occhi che ancora ricordiamo..Si parla ancora troppo poco di autismo e di quotidianità con l’autismo. Occorre indirizzare i genitori, orientarli verso la strada da prendere, senza lasciarli soli.Trasformare, capovolgere gli stereotipi più comuni, lottare e vincere gli sguardi dei curiosi per strada.

C’ è ancora tanta strada da fare..ma forse rispetto a prima c’è più coraggio e consapevolezza nel parlarne e affrontare l’argomento..e rendersi conto che non si è soli…

Alle Mamme e ai Papà: non tormentatevi con continui sensi di colpa, rivolgetevi a gruppi, centri,associazioni e professionisti. Scrivete, parlateci,raccontateci le vostre giornate e delegate quando ve la sentite. E’ importante per voi stessi, per il bambino, per la vostra famiglia.

Regalategli esperienze ed emozioni forti.

Offritegli la possibilità di nuotare, del contatto con l’acqua e con gli animali se apprezza. Offritegli musiche intense e momenti speciali in cui possa esprimere la propria creatività.

Valorizzate il suo talento silenzioso e fatelo emergere.

Date agli altri la possibilità di capirlo, di giocarci e scherzarci  insieme.

 

 

Regalatevi anche voi dei momenti di relax, senza sensi di colpa.

 

 

 

La mamma perfetta? Non esiste. ve lo dice anche Kristine Carlson…..

 

Mammechefatica l’ha annunciato nel primissimo post del blog…lo ripete sempre negli incontri rivolti alle figure genitoriali: la mamma perfetta non esiste! e oggi lo riscrive dopo aver letto il libro di Kristine Carlson (“La mamma perfetta non esiste” – 99 consigli per non impazzire e ritrovare la serenità in famiglia – ed. Kowalski)

Di cosa tratta: l’autrice spiega come superare la fase della perfezione in tutto e per tutto, imparando a delegare e a mirare ad un lavoro di squadra piuttosto che individuale. Sottolinea inoltre che anche se il lavoro e l’impegno materno è il più importante in assoluto, è bene che la mamma si possa realizzare anche in altre dimensioni e contesti, altrimenti si corre il rischio di identificarsi troppo nel ruolo.

A chi è rivolto: a tutte le mamme moderne che si pongono il problema e l’obiettivo della perfezione…in tutto e per tutto…

Perchè ne parliamo: Mammechefatica ne parla poichè rappresenta uno spaccato dei nostri  tempi e delle nostre difficoltà da un punto di vista femminile.

MammeCheFatica e la domanda: figli o carriera?

 

Mammechefatica riflette sul dibattito sempre aperto riguardo la scelta figli o carriera…prendendo spunto dalla scelta e dalla bella lettera autentica che Anne Marie Slaughter (53 anni, ex direttrice del Dip.di Stato di Obama) ha scritto sull’Atlantic.
Mammechefatica: Copertina The Atlantic Why Women still can't have it all

“Le donne,sostiene Anne-Marie, non possono ancora avere tutto” e ci dimostra in modo schietto e sincero che è impossibile conciliare sempre lavoro  e famiglia e che il prezzo da pagare è altissimo, poichè si fanno i conti a casa coi figli, i loro disagi e quel calore umano che non si riesce più a trasmettere.Se una donna si dedica al lavoro, 10 ore al giorno e più, deve escludere la possibilità di crescere i propri figli, poter risolvere i loro problemi, ma anche aggiungiamo noi volentieri, potersi ritagliare del tempo per sè. Così Anne-Marie a un certo punto ha detto “No”, desiderava condividere la responsabilità familiare e la quotidianità perduta occupandosi dei suoi figli adolescenti.

E’ sempre difficile dare un parere su questa tematica, Mammechefatica si limita ad ascoltare e osservare le mamme-lavoratrici cercando semplicemente di far notare che i figli, in quanto tali, hanno bisogno delle loro madri (senza sensi di colpa) per un buon percorso di crescita dal punto di vista socio-affettivo.