L’infanzia: dimenticata da tutti…

 

Delusione e rammarico per non aver citato nel nuovo decreto neanche un riferimento al discorso (scomodo si sa) relativo all’infanzia e alle sue necessità. Capiamo sia più facile occuparsi dei runners o dei cani, ma anche i bambini e i loro genitori hanno bisogno più che mai di riferimenti e di soluzioni concrete in una situazione emergenziale come questa. Le scuole apriranno a Settembre, ma che ne sarà di noi da qui a Settembre? Chi si prenderà cura dei piccoli e dei loro pensieri e paure? Chi sosterrà i genitori e le famiglie? Speravamo di sentire questo ed altro ancora, invece ancora vuoto totale. Invitiamo tutti a non scoraggiarsi, e cercare, seppur navigando a vista, di offrire il meglio che abbiamo ai nostri bambini, in termini di atmosferarelazione e strumenti. Non molliamo, e continuiamo a costruire giorno dopo giorno, creiamoci più reti di aiuto e sostegno per condividere e non trasferire sui piccoli le nostre rabbie e delusioni…sempre in attesa che qualcuno si possa sintonizzare sui bisogni reali e concreti dei bambini, delle famiglie con figli disabili e di tutti i genitori che stanno faticando da soli in questa lunghissima avventura.

 

 

A tutti gli operatori socio sanitari che lasciano a casa i loro bambini

A Tutti gli Operatori Sociosanitari (Medici, Infermieri, operatori sanitari senza escludere nessuno) impegnati in prima linea in questa emergenza sanitaria oggi va il nostro pensiero. E cioè, più nello specifico, immaginando la loro quotidianità stravolta, i turni che non esistono più, la vita familiare rimasta in sospeso, i figli che inevitabilmente non incontrano da giorni per tutelarli al massimo. Proviamo ad immaginare i pensieri, la fatica, il senso di colpa, di morte, che si portano nei loro camici. Proviamo a pensare cosa possono dire ai loro figli (magari anche piccoli) e giustificare la loro assenza. “Mamma/Papà quando torni? Ma vai sempre in Ospedale? Ma i malati non guariscono mai, uffa?! Perché non stai qui con me?”. Queste domande sono quelle più difficili a cui rispondere perché fanno i conti col senso di colpa e del dovere a cui si è sottoposti. Togliere a se stessi per dare agli altri.

  • Cercate, come potete, di mantenere un contatto con i vostri bambini.
  • Raccontategli la verità: hanno bisogno di non sentirsi traditi da voi
  • Lasciategli (a seconda dell’età) un qualcosa da fare: un gioco, una costruzione, una canzoncina, un indovinello, una piccola caccia al tesoro. È un modo di essere pensati e tenuti in mente quando non è possibile stare vicini fisicamente.
  • Dite a chi si sta prendendo cura di loro (partner,nonni,tate,familiari) di parlare di voi di tanto in tanto, in modo solare (evitando il tono malinconico che non è di certo d’aiuto) per fare in modo che il bambino specialmente piccolo capisca che la sua mamma/papà lo pensa sempre anche se ora sta lavorando e non è lì a giocare con lui.
  • Cercate quando entrate in contatto con i vostri bambini di concentrarvi sulle loro specifiche esigenze (mettendo da parte momentaneamente) tutta la stanchezza psicofisica a cui ora siete sottoposti.
  • L’altra parte quella dei pensieri pesanti lasciatela a noi. Per qualsiasi cosa siamo a disposizione, scriveteci in privato e ci organizziamo a seconda dei vostri turni.
  • Info@mammechefatica.it
  • Dott.sse Marta Stella e Sara Luna Bruzzone, Pedagogista e Psicoterapeuta

Niente paura, è arrivato: www.118bimbi.it

 

Da pochissimo è online il primo sito di emergenza per i bambini rivolto a genitori, nonni, educatori ed insegnanti. Il sito, gestito dall’Associazione 118 bimbi Giorgio Patrizio Nannini- Onlus, ha lo scopo di avvicinare grandi e piccoli al mondo dell’emergenza formando e informando. Ci sembra una buona idea!..