Vacanze da separati: come gestirle al meglio

Uno dei temi caldi dell’estate è sempre quello della gestione dei figli durante le vacanze per le coppie di genitori separati che devono affrontare la prima o ennesima vacanza da soli con i figli. Come preparare al meglio i bambini e come prepararsi per fare in modo che ovunque andrete possa essere una piacevole esperienza?

  • alla base di tutto occorre un’ottima organizzazione da parte di entrambi i genitori: non solo di colui/colei che partirà ma anche dell’ ex partner che dovrà sostenere e supportare la partenza,il distacco,la lontananza,le telefonate ecc.
  • una forte collaborazione tra i due ex coniugi è fondamentale per poter creare le basi di una nuova armonia mettendo sempre le esigenze e i bisogni primari del bambino al centro
  • se uno dei due genitori coinvolti risulta poco collaborativo anziché criticarlo subito fate sempre in modo di offrire un buon esempio mettendo in atto un atteggiamento non competitivo e umano
  • I bambini imitano e assorbono i nostri comportamenti e modi di fare: in questo senso abbiamo una forte responsabilità nei loro confronti proprio perché vogliamo proteggerli e garantire loro il meglio
  • valorizzare la vacanza con l’altro genitore non è un gesto semplice ma è segno di grande maturità: è un modo per rassicurare il bambino e il genitore stesso
  • puntare sempre l’accento sul senso di famiglia e di unione anche se da separati: l’obiettivo è proteggere e rassicurare il bambino e inventare una nuova dimensione all’interno della quale ognuno possa sentirsi riconosciuto e valorizzato nel ruolo materno  e  paterno
  • insegnare e trasmettere un forte senso di rispetto per tutti i componenti della famiglia anche nelle fasi più critiche e buie
  • fatevi aiutare: un punto di vista esterno può essere un’ottima risorsa anche per voi: per alleggerire e condividere pensieri talvolta troppo pesanti da sopportare

Speciale Primi Mesi

 

Torna lo Speciale Primi Mesi dedicato ai futuri neogenitori. Oggi parliamo di un oggetto molto conosciuto e utilizzato: la Cuddle Band di Koala Babycare, la fascia che può essere utilizzata fin dai primi giorni e mesi di vita del neonato che ha la possibilità di sentirsi ben avvolto e protetto respirando il vostro calore e la vostra energia. Probabilmente in generale si tende ad associare la fascia alle prime passeggiate, quindi al contesto outdoor anche se dal nostro punto di vista psicopedagogico la consigliamo vivamente anche per l’ambiente domestico: consente al piccolo di mantenere la sensazione di continuo contenimento e ai neogenitori di avere sotto controllo il loro bebè, e nel frattempo di avere le mani libere e poter comunque sbrigare qualche faccenda domestica (che non è poco!).  Anche solo passeggiare in casa, canticchiando una ninna nanna rappresenta un’occasione importante per la relazione madre/bambino. Inoltre confermiamo il fatto che il piccolo che sperimenta questo prodotto tende a piangere meno e ad avere meno episodi di insofferenza perché sufficientemente avvolto e protetto, cuore a cuore con il proprio genitore. Provatela e diteci come vi trovate (è facile da indossare, l’abbiamo provata per voi! Ha un supporto per la schiena dell’adulto pensato ad hoc per sostenere il peso del piccolo senza troppi sforzi).  Oppure può essere un’ottima idea regalo davvero funzionale e in grado di migliorare il processo di sintonizzazione con l’ambiente così delicato nel primissimo periodo di vita.

 

 

E il piccolo Eitan?

 

Ci stavamo chiedendo: “che ne sarà del piccolo Eitan un domani quando si riprenderà?”.  Come potrà ricostruire una sua vita normale e infanzia felice nonostante tutto il peso con cui dovrà convivere e conciliarsi? E i compleanni della sua mamma, del suo papà e della sorellina? Che ne sarà di lui e della zia che se ne farà carico, quando l’attenzione mediatica non sarà più incentrata su di loro? Gli auguriamo veramente con tutto il cuore di poter trovare tanto affetto e senso di protezione che gli permetta di capire che non è colpa sua, che potrà ,con uno sforzo titanico,ricostruire tutti i pezzetti di vita condivisi con loro e tenerli con sé. Gli auguriamo di trovare una Comunità forte, compatta e consapevole che gli possa dare tutto ciò di cui ha bisogno soprattutto nei momenti di solitudine più critici. Perché è vero che si chiama Eitan, che in ebraico significa coraggio, ma qui deve esserci il coraggio di tutti che in qualche modo se ne fanno carico. Perche’ su quella funivia (Stresa-Mottarone) in quel momento,poteva esserci ognuno di noi. Non dimentichiamocelo.

 

 

 

 

La funzione materna

Il ruolo e la funzione materna vanno celebrati ogni giorno e non solo il 9 Maggio!  Funzione primaria nel processo di cura e di crescita dei propri piccoli, mediante la capacità nutritiva (non solo fisica ma soprattutto mentale). Quella capacità del prendersi cura, di preparare, accudire, allestire e mentalizzare lo sviluppo del bambino. Alle Mamme auguriamo di essere: abbastanza forti per poter tenere un po’ tutto insieme, abbastanza fragili per riuscire sempre a sorprendersi. Fatevi aiutare da tutti, non caricatevi tutto il peso sulle vostre spalle perché un figlio deve essere visto come figlio della Comunità Intera e ognuno può dare il suo contributo. Fermatevi ogni tanto: chiedetevi come state, osservatevi. Condividete e fate rete, mettete a disposizione le vostre risorse. Ricordate che non è importante non cadere mai, ed essere infallibili o wanderwoman, piuttosto sapersi rialzare e reinventare nel tempo a seconda delle necessità. Il mito della Mamma Perfetta che tanto piace alla pubblicità non esiste, e non ha neanche senso: il bambino per crescere non ha certo bisogno di perfezione, piuttosto di sentirsi amato e pensato da piccolo come da grande. 

  • Per dirla con un profumo: Mylo di Laboratorio Olfattivo e Histoire d’Oranger di Artisan Parfumeur. Etoile di Fragonard (per le mamme under 35!) Parola di 50 ml  Profumi di Nicchia Milano!
  • Per un bijoux di design: Nous Atelier!
  • Per delle pantofole indoor e outdoor: le Friulane di More and More!
  • Per leggere insieme: “Il pisolino delle Mamme” ediz. Clichy libro delizioso che racconta con saggezza tutte le fatiche quotidiane delle Mamme!

 

Come affrontare una separazione

 

Affrontare e gestire una separazione non è mai semplice: si tratta di un lungo periodo complesso ed emotivamente intenso per entrambi i partner che inevitabilmente coinvolge anche i bambini.

  • Qualora fosse possibile cercate di pianificare la nuova dimensione facendovi supportare da un professionista esterno
  • Cercate laddove è possibile di mantenere una certa serenità anche nella fase di transizione che è sempre molto delicata
  •  Non fate finta di niente per paura di non proteggere abbastanza i vostri bambini: verbalizzate loro con la massima calma ciò che sta succedendo esplicitando che la mamma e il papà si vorranno comunque bene anche se sceglieranno strade diverse e che il bambino sarà sempre al centro dei loro pensieri e attenzioni
  • Anche se in case ed ambienti differenti sarà comunque possibile restare uniti e sentirsi parte di un progetto di famiglia: questo è il nodo cruciale di ogni separazione e resta anche l’obbiettivo più difficile da mantenere per i partners che comunque dovrebbero restare genitori responsabili anche se separati
  • Cercate nel tempo di mantenere vivo l’aspetto della coerenza: provate a puntare sull’alleanza piuttosto che sulla rivalsa o distruzione del partnernon coinvolgere mai il figlio se vorrete proteggerlo concretamente
  • Sono punti dolorosi e per nulla immediati da mettere in pratica ma fondamentali se si ha l’obiettivo di crescere e far crescere i figli alla ricerca di una nuova serenità
  • In questo periodo storico così complesso stiamo affrontando diversi casi di separazione anche tra genitori di bambini dell’età del nido e della scuola dell’infanzia: la pandemia ci ha messo a dura prova e  molte situazioni già compromesse sono esplose. Ora il cammino più difficile e doloroso: prendere la decisione migliore rispettandosi sempre e mettendo al centro le esigenze dei bambini alla ricerca di una nuova dimensione
  • Info@mammechefatica.it per consulenze online/telefoniche private

Auguri a Tutti i Papà!

Auguri davvero a Tutti i Papà di ogni tipo e modello di Famiglia. Ci auguriamo possiate essere dei papà presenti, giocosi ma nel contempo dispensatori di regole e norme per consentire al bambino un primo sguardo sul mondo e iniziare a farsi così una prima idea. Papà presenti, per proporre ma anche per ascoltare e osservare il processo di crescita dei piccoli. Papà in grado di mettersi in gioco,di stringere alleanze e compromessi ma anche di rivedersi e rivedere la propria infanzia e le proprie origini. Papà che trasmettono e promuovono una cultura del rispetto delle Donne e della figura femminile, Papà in grado di sostenere il partner e di fare senso di squadra. Perché anche se i papà non allattano sanno fare una miriade di cose: ma ovvio va offerto loro spazio e soprattutto fiducia. Ad esempio: sapete che belle storie che inventano o che leggono?! Provate!

Di seguito alcuni libri a tema come ci avete richiesto per celebrare la funzione paterna:

  • “Ci pensa il tuo papà” ed. Babalibri
  • “La bambina con due Papà” ed. De Agostini
  • ” Ti voglio bene papà” ed.Mondadori
  • ” Chiedimi cosa ti piace” ed. De Agostini

 

Burnout Genitori: come fare

  • Ci risiamo. Scuole e asili chiusi, bambini in casa tutto il giorno o quasi e nel contempo organizzare il lavoro, la DAD, ma non solo la gestione della casa, dei pranzi e delle cene (quindi doppio carico) e di tutto il resto. In poche parole: i genitori devono capire come sopravvivere e che strategie mettere in atto onde evitare di scoppiare, nel senso letterale del termine. Non è facile veramente barcamenarsi e non è neanche giusto che siano solo le famiglie a dover cercare una soluzione per cercare di fare tutto ancora una volta da soli (senza nulla togliere alla DAD ma lo ripetiamo ancora una volta non ha nulla a che vedere con la possibilità di condividere l’atmosfera e l’esperienza dello stare insieme a scuola). Ai genitori che ci seguono e che stanno affrontando quest’altra tempesta diciamo:
  • fate ciò che potete in base alla situazione e agli aiuti di cui potete disporre
  • cercate di non fare pesare ai bambini/preadolescenti la situazione critica delle scuole e asili chiusi: non è colpa vostra e tantomeno dei bambini
  • cercate anche nei momenti più difficili e critici di usare l’ironia e trovare il tempo di farci una battuta. Sembrerà banale ma è fondamentale poter buttare fuori un po’ di ansia e trasmettere nel contempo ai bambini un modo di fare che tenga insieme un po’ tutto
  • Fate alternare ai bambini la modalità DAD con la possibilità di giocare e svagarsi in modo libero e creativo. E’ molto faticoso per loro affrontare le giornate davanti al tablet o al PC con un tipo di interazione limitata e hanno bisogno di creare una forma di evasione mediante la capacità ludica
  • Delegate e accettate ogni tipo di aiuto: occorre saper accettare i propri limiti e condividere se possibile le fatiche e il peso della gestione quotidiana dei problemi e delle possibili soluzioni
  • Non giudicate la giornata, non guardate le cose ancora da fare (montagna di cose da stirare e cucina da pulire sono solo un esempio!..) concentratevi su ciò che avete fatto e su come potrete rifarlo i giorni successivi spendendo meno energie
  • Fate sentire i bambini di qualsiasi età parte della vostra squadra: anche se con ruoli e mansioni differenti è importante che possano sentirsi uniti a voi e che non pensino di sentirsi sbagliati o causa di problemi per i loro genitori

Come scegliere l’asilo o la scuola giusta

 

È tempo di Open days online o in presenza per molti asili e scuole in vista del prossimo anno educativo. Qualche dritta per aiutare i neogenitori a scegliere e individuare quella che può essere la scuola ideale e giusta per ogni esigenza. La scuola perfetta intanto non esiste, esistono diverse strutture educative ognuna con il suo punto di forza, e stile educativo ma soprattutto ci piace pensare che esistono dei grandi Educatori/Educatrici e Maestre/i che contribuiscono con la loro esperienza e quotidianità a renderla tale. Detto ciò poi la scelta della scuola o del nido deve anche tenere presente del fattore comodità. Sembrerà banale ma soprattutto il nido meglio se è vicino e funzionale. Non è sano per un piccolo dover stare tanto tempo in macchina e nel traffico cittadino, meglio optare per una soluzione vicina all’interno del proprio quartiere (almeno laddove è possibile). Quando visitate la struttura, fatevi un’idea della sensazione generale che vi trasmette. Cosa vi è piaciuto/cosa vi ha deluso. Non credete mai a chi vende un prodotto, piuttosto a chi prova a farne un resoconto il più reale possibile, parlando anche delle criticità che un bambino può incontrare, ma soprattutto del percorso che viene fatto insieme non solo del risultato finale. Una buona scuola in generale (riferito in particolare al nido e alla scuola dell’infanzia) è quella che permette a tutti i componenti della famiglia di essere accompagnati in una delle avventure più belle: la crescita. Crescita che deve essere pensata e condivisa mediante una serie di attività non solo per i piccoli ma anche per i genitori. La struttura oltre ad avere un piano di offerta formativa con le varie attività e proposte ludico-didattiche deve promuovere determinati valori e permettere ai piccoli di fare appunto un’esperienza: non solo di gioco, ma soprattutto esperienza di relazioni che permettono nel tempo al bambino di strutturarsi, di acquisire maggior sicurezza per muoversi nel mondo. 

 

Come spiegare la morte e la perdita ai bambini

In questo lungo e faticoso periodo storico post Covd uno degli argomenti più richiesti è stato ed è tutt’ora quello riguardante il concetto della perdita e della morte di una persona cara. Come spiegare tutto questo ad un bambino piccolo? Aspetto che mi faccia la domanda e intanto passa il tempo oppure glielo dico? E se poi soffre di più? Questi e altre ancora sono gli interrogativi più ricorrenti. Premesso che trattare questo argomento non è mai semplice, perché comunque porta anche l’adulto su un piano di sofferenza e di dolore, crediamo sia fondamentale spiegare e raccontare al bambino a seconda della sua età con l’intento di dire sempre la verità senza dover nascondere la realtà circostante offrendo nel contempo un forte sentimento protettivo. Nella pratica suggeriamo di:

  • parlarne insieme in un tono sempre tranquillo
  •  accogliere tutte le domande anche le più strane e misteriose
  • leggere insieme un libro che tratta questo argomento
  • spiegare che si tratta di un evento universale che ci riguarda tutti in quanto esseri umani
  • non vergognarsi di piangere o manifestare tristezza
  • salutare la persona cara in foto o al cimitero  e parlarle talvolta è un modo per sentirla sempre vicino
  • rassicurare e offrire protezione nei gesti e nella quotidianità nonostante la situazione
  • mettere in conto un periodo un po’ più difficile ed emotivamente complesso per tutti, piccoli e grandi necessario e fondamentale per elaborare il lutto

Pedibus: un’esperienza da imitare

Si stanno moltiplicando le iniziative da parte di gruppi di genitori che decidono di promuovere l’esperienza Pedibus quindi creare una sorta di percorso sicuro per bambini e ragazzi che devono raggiungere la scuola a piedi scortati dai genitori stessi che a turno supervisionano il gruppo.

Si tratta di un’esperienza ricca di risvolti positivi sul piano sociorelazionale: in questo periodo storico così delicato soprattutto per la socialità, poter stare insieme e sentirsi parte di un gruppo è un sentimento importante anche da un punto di vista fisico (spesso i bambini non sono abituati a camminare, offrire loro la possibilità di camminare quotidianamente in fila è un valido esercizio). Speriamo di veder nascere tanti gruppi di Pedibus anche nelle realtà cittadine perché veder invadere le città di carovane di ragazzi ha effetti positivi per tutti. Il poter fare un pezzo di strada insieme a qualcun altro è sempre un’esperienza più divertente che farla da soli, e si riesce inevitabilmente a camminare più a lungo. Raggiungere un luogo o una meta a piedi è sempre più stimolante piuttosto che sedersi in macchina in modo passivo: è un’occasione per osservare il mondo con occhi diversi. E voi, cosa ne pensate? È un’idea fattibile nel vostro quartiere?