Estate: togliere il ciuccio? Meglio salutarlo!

 

L’estate come dicevamo nei post precedenti è un’occasione per sperimentare tanti avvenimenti significativi nelle varie tappe di crescita. Se pensiamo ad un bambino/a di tre anni potremmo anche iniziare a pensare di salutare il ciuccio. Si esatto salutare è meglio che “togliere”. È un modo più gentile per aiutare il bambino anche in questa nuova separazione. Per gli adulti in generale si fa presto a togliere, ma poi bisogna fare i conti con le loro abitudini e i loro tempi. Quindi, come per il pannolino, predisponete la strada,create le giuste circostanze. E ricordate: quando si saluta un oggetto non si torna indietro. Per questo motivo suggeriamo caldamente di “stare sul tema” parecchio tempo, quello giusto affinché sia il bambino a salutare il ciuccio e non il contrario. A questo proposito c’è un vecchio libro sempre attuale “Il Ciuccio di Nina” Ed.- Il Castoro – che solitamente piace molto ai bambini. Il libro però è un piccolo aiuto ma non sostituisce il vostro lavoro di regia e di supporto in questa fase delicata.

Il bambino da queste tappe di crescita deve uscirne sicuro e meno frustrato possibile. 

Primo ciclo mestruale come fare…

 

L’estate può anche essere il periodo in cui arriva il primo ciclo mestruale e con esso tutta una serie di cambiamenti e trasformazioni che portano le preadolescenti ad essere più insicure, insofferenti verso questa cosa così strana all’inizio. Forse l’aspetto più difficile da tollerare per loro è come fare a conciliare l’arrivo del ciclo con lo scorrere della vita quotidiana, gli incontri, gli amici che a questa età hanno un valore simbolico molto forte. Eppure poi col tempo si impara a gestire tutto, a tollerare il dolore, e persino ad accettare le mestruazioni come parte femminile che ci caratterizza e segna il passaggio verso l’età adulta. A chi sta accanto alle ragazze in questa delicata fase è bene ascoltarle,osservarle, tendere una mano quando è necessario ma anche provare a fare vivere con ironia questo momento dal quale volenti o nolenti ci si deve convivere per il buon resto della vita femminile e che poi si apprezza col passare del tempo perché fa parte dell’essere donna.

Vacanze da soli: esperienza fondamentale

 

L’estate è l’occasione giusta per fare delle esperienze importanti come ad esempio le prime vacanze in autonomia senza la presenza dei genitori. Le primissime occasioni possono anche essere dei giorni con i nonni o con la tata, poi quando sono un po’ più grandi si parla di una settimana via, con altri pari in mezzo alla natura o al mare. Si tratta di un’iniziativa fondamentale per crescere, sperimentare le prime forme di autonomia, e soprattutto imparare a gestire i distacchi dai genitori. Per non parlare della notte fuori casa: può essere un po’ difficile all’inizio ma poi ci si abitua e si sperimentano nuove dimensioni.  Non preoccupatevi se dovessero piangere o commuoversi in una telefonata (mai farle di sera con i piccoli!) e non precipitatevi al loro “vienimi a prendere,voglio andare via,qui non mi piace”. Crescere significa anche fare fatica e accettare anche questo. Evitate di fare domande aperte del tipo “come va?/ Ti stai divertendo?” Piuttosto raccontate loro qualcosa della vostra quotidianità che possa rassicurarli facendo capire loro che è tutto come prima. Spiegate sempre le ragioni della vacanza e del fatto che è importantissimo poter fare queste esperienze. Andare lontano non significa perdere qualcosa ma anzi tornare più maturi e cresciuti al ritorno con tantissimi ricordi da tirar fuori dalla valigia poco a poco!

Avanti bambini buon viaggio!

Estate: tempo di crescita per tutte le età

 

L’estate è arrivata e con essa arriveranno un insieme di momenti importanti e significativi che scandiranno le varie tappe della crescita di ciascun bambino. Chi imparerà a stare seduto, ad assaggiare la mela, a togliere il pannolino, a dire le prime paroline, a pagare da solo il gelato, a fare un pezzo di strada in autonomia, a togliere le rotelle, ad accettare le prime mestruazioni per le preadolescenti e così via. Estate è un tempo lunghissimo adatto ai cambiamenti, alle conquiste, al raggiungimento di una certa autonomia che porterà il bambino a settembre inevitabilmente più cresciuto e pronto per affrontare nuove sfide quotidiane.

Quest’estate prepareremo una serie di post ad hoc!

 

 

Lione: bimba 11 mesi muore in asilo

Avremmo voluto parlare d’altro, scegliere una tematica meno pesante ma la cronaca ci riporta una notizia drammatica che non possiamo ignorare. Una bimba, di origini italiane, alla quale viene dato dell’acido muriatico dall’ educatrice per calmare i suoi terribili pianti. Il fatto terribile è avvenuto in una garderie di Lione. Ma l’attenzione collettiva va spostata sull’educatrice. Cosa ha portato ad un gesto del genere? Un senso di vuoto? Di burnout avanzato? Dove era il resto dello staff? Probabile che la bimba già piangesse molto perché percepiva probabilmente tutta la rabbia e la frustrazione dell’educatrice. Questo ci spaventa e preoccupa molto: l’invisibilita’ del dolore e della frustrazione educativa sul campo di chi svolge un lavoro di cura così importante e significativo. Ribadiamo il nostro continuo appello a percorsi di supervisione e formazione continua, a monitoraggi delle varie realtà, a continui processi di condivisione. Se tutto questo viene svolto con regolarità e professionalità non si arriva a questi eventi drammatici. Ma deve esserci dietro un lavoro continuo di rete e di squadra che aiuta, fortifica e struttura le menti anche più fragili e in difficoltà.  Chi ci conosce e frequenta le ns supervisioni sa bene quanto tempo investiamo su questi argomenti e sul tema pianto. Chi lavora in campo educativo deve conoscere il pianto del bambino ma soprattutto conoscere il proprioSolo chi acquisisce una piena consapevolezza di sé e dei propri limiti può pensare di lavorare con e per gli altri. Purtoppo queste dinamiche invisibili non vengono mai percepite come fondamentali.

  • Alle educatrici diciamo: fatevi aiutare, sappiate mettervi in discussione e fermarvi prima di essere divorate dall’indifferenza,dal vuoto. Tenetevi in costante ricerca.
  • Ai genitori: chiedete e pretendete nelle strutture educative in cui portate i vostri bambini che vi sia una costante Regia Educativa in grado di monitorare lo staff. È un diritto di tutti avere a disposizione realtà socioeducative preparate e pensate per accogliervi. Il lavoro con la Prima Infanzia deve essere percepito come una grande responsabilità collettiva. 

 

 

 

 

Caso Martina Patti: non giudichiamo please

La cronaca ci impone di fermarci un attimo su un caso, quello dell’infanticidio della bimba Elena Del Pozzo.  È un fatto violento, durissimo da accettare se si pensa poi che è stato creato e pensato dalla persona che l’ha messa al mondo, ma in queste situazioni soprattutto, così delicate, è bene evitare analisi o critiche superficiali e astenersi dal giudicare: chi siamo noi per sapere il livello invisibile di dolore e solitudine che questa madre portava con sé e che si  trascinava da chissà quanto tempo prima di esplodere in un gesto fuori controllo. Ci chiediamo quante madri invisibili vi siano in giro e cosa è possibile fare in concreto per evitare gesti del genere. Le madri non devono essere lasciate sole nella crescita dei figli, non devono sentire il peso del mondo sulle spalle, devono e dovrebbero stare all’interno di una rete di relazioni e aiuti per le quali si sentono utili e adeguate, tenute in mente e pensate. Grazie a tutti i posti pubblici e gratuiti come ad esempio i consultori, i centri anti violenza, le innumerevoli associazioni, il Telefono Azzurro ecc. che si fanno carico di tutte le madri invisibili e che nel quotidiano contribuiscono a prevenire situazioni di disagio.

 

Summertime: ci siamo!

Sarà il caldo esagerato che ci ha spiazzato, la stanchezza che si aggiunge per la fine dell’anno educativo ma è bene pensare e immaginare anche alle vacanze e soprattutto organizzare quelle dei bambini: campus estivi se si resta in città, chi andrà al mare o in montagna invece potrà già cambiare aria e rilassarsi un po’.Gia’ perché anche i bambini sono stanchi e percepiscono il caldo e hanno bisogno di ritmi più lenti, di giornate meno piene da riempire con mille attività. il periodo estivo deve permetterci una gestione più rilassata del tempo per noi e loro, al fine di stare meglio e privilegiare una migliore relazione e un modo di giocare più fresco e spensierato.

Avanti tutta!

 

 

 

 

I bambini nel 2022 hanno paura di…

 

Dalle statistiche generali delle nostre consulenze ci sentiamo di dire che i bambini in questo preciso periodo storico (post pandemia, dopo 100 giorni di conflitto russo-ucraino) hanno alcune paure che vanno accolte e capite. Soprattutto i bambini più grandi della fascia della primaria hanno sentito di questi tempi l’aria che tira e inevitabilmente possono fare domande scomode e preoccupanti sulla vita, sulla morte, sulla nostra salute ecc. Possono preoccuparsi sui nostri spostamenti e viaggi, quando non siamo fisicamente lì con loro perché hanno bisogno di tentare di avere la situazione sotto controllo e non dovere temere nulla di grave per la loro famiglia. Anche se la tendenza è quella di evitare di rispondere in modo diretto per paura di ferire vi suggeriamo di stare sul problema e ragionare in modo tranquillo con loro. Ricordando sempre che se fanno una domanda è perché vogliono conoscere la risposta. Si tratta anche di una forma di rispetto nei loro confronti e nelle persone che diventeranno. Non fate finta di nulla, ma create insieme delle risposte ampie all’interno delle quali ragionare insieme: li state aiutando a prepararsi alla vita.

Per qualsiasi cosa noi ci siamo!

Info@mammechefatica.it oppure ci trovate sull’app ResiliaService!

 

Tornare a casa con un neonato..

Tornare a casa subito dopo il parto è sempre emozionante ma rappresenta un momento molto intenso e faticoso soprattutto per la figura femminile: alla ricerca di un nuovo equilibrio da ristabilire considerando la sua priorità: il piccolo del quale prendersi cura. Includendo tutti gli imprevisti del caso è comunque possibile organizzare e pianificare un rientro consapevole in cui ognuno può dare il suo contributo: fondamentale è il ruolo del partner che dovrà occuparsi di alcuni aspetti pratici e logistici e nel contempo sostenere e supportare le fatiche della neomamma talvolta anticipandole e condividendoli. In coppia o da soli l’aspetto importante è quello del fare squadra e saper fare rete con gli aiuti a disposizione. Evitare di caricarsi di impegni eccessivi, la testa sarà già piena di pensieri e nuove responsabilità che potrebbero mandare in confusione e provocare un senso di fragilità. Non allontanate o rimuovete questi pensieri: fateli uscire e fatevi aiutare nel dare loro un nuovo significato. Talvolta una consulenza specifica può offrire in termini di sicurezza un piccolo contributo concreto in grado di restituire il senso di fiducia che il neogenitore va cercando. Si tratta di definire una nuova quotidianità e ancora di più una nuova dimensione in sintonia con i bisogni primari del proprio neonato senza dimenticare i propri spazi fondamentali per sentirsi bene e in grado di nutrire l’altro.

Per info,prenotazioni e buoni regalo scriveteci in privato! Info@mammechefatica.it

 

 

 

Cosa si aspettano i bambini da noi?!

 

Qui vi proponiamo un cambio di prospettiva: cosa si aspettano i bambini da noi? Sapevate che è proprio nei momenti difficili, quando i bambini sono insofferenti e incapaci di dire cosa provano che hanno bisogno della vostra presenza? Talvolta più sono arrabbiati, incapaci di giocare, di relazionarsi coi pari e più hanno estremamente bisogno della funzione genitoriale per sentirsi contenuti e rassicurati. A modo loro stanno cercando di dirvi:” mamma, papà mi siete mancati”. È fondamentale intuirne la necessità e creare dei momenti di gioco insieme senza aspettative e senza programmare nulla. Talvolta creare un rituale insieme, può essere utile per cambiare l’atteggiamento.E’ questo ciò che si aspettano da noi: la nostra presenza attiva, la nostra capacità di giocare e scherzare con poco, facendo uno sforzo e un compromesso con la nostra stanchezza adulta che talvolta ci stronca in toto. Mamma, Papà – mi siete mancati- sembrano dire a modo loro!