Se la babysitter sta a casa e c’è anche il genitore

  • Come fare ad ottimizzare al meglio il tempo quando in casa arriva la Babysitter ma la figura genitoriale deve restare in casa a lavorare/fare altro? Come aiutare il bambino a fidarsi e quindi a stare con lei in modo sereno e naturale senza per questo doversi aggrappare (letteralmente) alla mamma/papà? Non è una dinamica scontata anche perché non è mai semplice rompere certi equilibri e vedere il bambino/i  piangere o comunque non sereno/i. Ai genitori suggeriamo:
  • di creare un’alleanza implicita con la nuova figura educativa, spiegando al bambino chi arriva/quanti giochi nuovi potranno fare insieme
  • di supportare prima e dopo l’arrivo della Babysitter raccontando ai piccoli come sarà divertente conoscere anche un’altra persona e mostrarle i giochi, la cameretta, la casa
  • Alla Babysitter: a seconda dell’età dei bambini è sempre utile proporre delle attività in grado di incuriosire e lasciare una memoria storica della nostra presenza
  • Presentatevi con bottigliette sonore per i piccoli, delle canzoncine, materiale di recupero per collage dai 24-36 mesi e oltre, sagome da colorare con varie tecniche e rotoli di carta igienica da trasformare, storie da leggere o inventare insieme ai vostri nuovi amici
  • Fidatevi: entrare nelle case con delle piccole idee creative è un modo per attirare l’attenzione dei bambini (giustamente anche diffidenti o non vogliosi di conoscervi e staccarsi dalle figure genitoriali) e nel contempo di offrire la massima sicurezza e fiducia al genitore che vi lascia ciò che di più caro ha al mondo. Se siete consapevoli di questo allora ogni nuova famiglia sarà una nuova avventura in grado di consolidare la vostra capacità senza perdere l’entusiasmo e la freschezza
  • Sarà di conseguenza più semplice accettare la presenza di un’estranea anche solo per il pomeriggio o la sera e anche il genitore stesso potrà veramente godere a pieno di questo tempo sfruttandolo al massimo altrimenti non nascondiamo che è veramente difficile mediare e se si sta col bambino la babysitter stessa è sprecata e risulta essere una presenza alquanto inutile…quindi parliamone sempre prima con lei per metterla nelle migliori condizioni e aiutarci ad aiutare il piccolo!

Lettera a Babbo Natale

 Tra gli appuntamenti classici di questo periodo vi è l’imperdibile Lettera a Babbo Natale! È giusto che ogni bambino possa scriverne una, o farsi aiutare ovviamente per dare forma ai propri sogni. Certo poi va spiegato e rispiegato che Babbo Natale magari non porta esattamente l’elenco della nostra lettera.. perché comunque ha tantissimi impegni e case in cui andare..ad ogni modo sta già iniziando a recuperare tantissimi regali. Tra i tanti regali che potete fare ai vostri piccoli vi suggeriamo: il sito Okoshop, un negozietto alle porte di Vicenza dove la saggia Francesca vi darà tantissimi suggerimenti! Se prenotate online potete chiamare il negozio se avete dubbi a riguardo! Anzi nella pagina date un occhio ai saldi…(tanti modelli di cucinette per bambini in legno per tutti gli stili! E non perdetevi le mitiche Bobux Soft Sole in offerta! Sappiamo che alcune di voi le stiano ordinando! Sono una garanzia per i primi passi in sicurezza dei piccoli! Pensate per il nido, la scuola materna e per casa! E poi tantissimi tipologie di giochi funzionali a seconda dell’età del vostro bambino. È stata davvero una scoperta preziosa! Ricordatevi di pensare a dei giochi intelligenti in grado di potenziare la creatività del bambino e del suo pensiero magico. Date la priorità a materiali grezzi come il legno, e a prodotti come giochi d’incastro, cucinetta come gioco imitativo, tappeto come spazio per fare le prime esperienze a terra, bicicletta senza pedali per prendere confidenza e equilibrio, una  tenda come esigenza di rifugio e di spazio in camera per sperimentare le prime forme di autonomia. In questo senso il Natale deve essere un momento di magia e atmosfera in grado di offrire ai bambini dei momenti di gioco profondo e di spensieratezza all’interno dei quali poter sperimentare nuove forme di divertimento con il supporto dei genitori ma anche in modo autonomo. Iniziamo a pensarci su!!!!!

 

 

 

Giornata internazionale sul diritto all’infanzia

 

 

Il 20 Novembre si celebra la giornata internazionale sul diritto all’infanzia. Qualcosa che dovrebbe essere scontato ma sappiamo bene, che in molti posti alcuni anche non così lontano dai nostri occhi, niente è sottinteso. Far ricadere l’attenzione dei media e recuperare quella sensibilità di fondo a partire dai nidi, dalle scuole dell’infanzia e primarie ecc.. è un dovere e un piacere fondamentale per continuare a divulgare certi concetti chiave del nostro lavoro che parte sempre un profondo rispetto per i bambini in generale e per una più ampia cultura dell’infanzia. 

Nel nostro piccolo quotidiano ognuno può fare la differenza anche solo con un cartellone o una foto che offrono una testimonianza, un segnale, una mano tesa ma soprattutto un momento di riflessione da parte di noi adulti su quanto lavoro ancora vi sia da fare…

Le testimonianze sono si scuola Pingu’s San Giuliano, Asili nido Grillo 1 e 2 Milano, Associazione Scarabocchiando a Casa di..

 

Raccontare favole ai piccoli: ecco perché

 

Raccontare favole ai bambini fin da piccoli si sa è da sempre un mestiere antico e molto suggestivo. Se per l’adulto può essere solo un semplice modo per addormentare o intrattenere il bambino,  per quest’ultimo invece rappresenta qualcosa di più: è una preziosa possibilità per apprendere, ampliare la propria visione,costruire mondi nuovi ma soprattutto imparare a farsi delle domande. Non sottovalutate mai la possibilità di momenti come questi dove non è solo il racconto della favola in sé ma anche ovviamente la magia dell’incontro e  della relazione adulto-bambino. La lettura e il racconto di favole può avvenire in tanti momenti della giornata: anche al mattino presto, o nei lunghi pomeriggi invernali che ci attendono così come rituale prima di andare a letto. Iniziate fin dai primi mesi ad abituare il piccolo alla vostra voce narrante, ai suoni e alle pause. Iniziate a sorprenderli ed incantarli per fare in modo che possano poi nel tempo apprezzare e mantenere il rapporto con la lettura. “La favola è il luogo di tutte le ipotesi” diceva G.Rodari. Sta a noi adulti offrire momenti di scambio attraverso il racconto, ponendo l’interazione al centro. Dedicarvi del tempo ma soprattutto tanta cura: dal modo in cui apriamo il libro, al tono della nostra voce che deve incantare ma anche saper produrre continui significati.

Ovvio a seconda dell’età è bene diversificare le esigenze e le aspettative.

  • Ai piccolissimi occorre un momento veloce ma intenso con voce che produce e alterna contrasti e rumori (meglio se seduti accanto o in braccio)
  • Ai più grandi invece è opportuno un momento più lungo e articolato che preveda dopo anche delle domande ‘aperte’ a cui rispondere insieme oppure perché no, inventare poi un disegno che permetta la rielaborazione dell’ascolto
  • Di questo e altro ancora ne parleremo prestissimo con Babalibri Edizioni!   Non sveliamo altro!!!!!!

 

 

Carrello Portabimbi Fuxtec: ideona!!!!!

 

Che ne dite di un Carrello Porta Bimbi?  A noi sembra un’ottima idea per il trasporto (modalità green, che di questi tempi poi assume ancora più importanza!) di uno o più bambini piccoli. In termini di sicurezza ovviamente il carrello è più stabile, meglio delle corde o addirittura delle mani adulte a cui spesso sfuggono i piccoli impazienti! In termini di divertimento: non immaginate quanto possa piacere essere trasportati per il quartiere, o da casa al nido per esempio. Evita tutta una serie di complicate trattive e mediazioni mattutine a cui i genitori devono sottoporsi…

Si tratta di una soluzione pratica e funzionale pensata anche per il trasporto di più bambini (da qui l’idea e l’esigenza di proporla anche ai nidi e micronidi che conosciamo per ottimizzare in termini di sicurezza gli spostamenti. Considerando poi che in questo periodo post pandemia tutte le strutture educative hanno potenziato il concetto outdoor e quindi si cerca di privilegiare e favorire il poter giocare e svolgere attività all’aperto. Quindi un Carrello diventa lo strumento quasi essenziale per fare anche meno fatica e avere la situazione sotto controllo!

A noi è piaciuto davvero, l’abbiamo scelto grigio del brand tedesco Fuxtec. Spedizione super veloce e super efficiente. Pieno di tasche tecniche e pensato per il trasporto di bambini ma anche di prodotti o per una gita o un picnic!

Se vi interessa, fino a Natale (come idea regalo è originale!!) c’è uno sconto del 10%codice IT- MAMMECHEFATICA per i privati e le famiglie  e  IT-IDEANIDO riservato al campo educativo. Davvero una bella idea, questa estate ci metteremo sopra anche il kytesurf ed è fatta! Tutto in un unico carico!

 

 

 

 

Smartphone ai piccoli: come aiutarli nel divieto e nel limite

 

Come aiutare i piccoli e piccolissimi alle prese con i vari devices tra cui smartphone e tablet: piuttosto che dare loro tante negazioni “ti ho detto di no” perché non provate voi a proporre un’attività alternativa in casa? Se il bambino è abituato che quando si torna a casa, poi ci si rilassa davanti alla TV, tablet smartphone sta a noi adulti impostare in modo diverso il tempo. Proponiamo subito di fare un gioco preciso oppure introduciamo una piccola novità simbolica: recuperiamo un cartone e utilizziamolo per inventare una tana,un rifugio, una piccola casetta nel quale nascondersi. Un grande collage su un foglio di carta da pacco con un vecchio catalogo Ikea (mamme tranquille basta prendere una colla Stick e il parquet è salvo!!!). Dei travasi seduti al tavolo con legumi o pasta cruda. Del dido’ naturale da preparare insieme. Se fossero più grandi 3-5 anni far sperimentare loro con ago e filo. Aumenta la concentrazione e migliora la manualità fine. Adatto a bambini e bambine. (Lo stereotipo l’abbiamo noi grandi loro per fortuna no!). Insomma di cose da fare e inventare ve ne sono davvero tante e la maggior parte a costo zero. Occorre però avere il coraggio di cambiare rotta e introdurre nuove esigenze nel bambino specie se è abituato ad un intrattenimento di tipo passivo. Se limitate l’utilizzo dei devices ma nel contempo aumentate le proposte ludiche anche le loro richieste di voler guardare i cartoni si ridurranno gradualmente perché attratti e incuriositi da un altro tipo di gioco inevitabilmente più sano e costruttivo. 

 

 

 

 

La scoperta della sessualità nei bambini

 

Nei bambini piccoli, in particolare nella fascia di età che va dai 3 ai 5 anni vi è tra le varie fasi di scoperte e domande universali quella inerente alla dimensione sessuale. Vi suggeriamo di non “scappare” da queste domande talvolta  imbarazzanti ma piuttosto di capire il punto di vista dei piccoli: chiedono perché hanno bisogno di capire per costruire nel tempo una propria identità sessuale che possa poi accompagnarli da adolescenti e da grandi ad avere partners e relazioni con i quali vivere la sessualità nel modo più naturale e sereno possibile. Laddove il bambino non trova le risposte che va cercando in famiglia sarà costretto a cercarle altrove mediante la scuola, le amicizie e i vari confronti che si hanno. Poterne parlare in modo tranquillo con un tono sereno invita il piccolo a capire che pur trattandosi di intimità è importante conoscere e sapere per non spaventarsi o irrigidirsi. Ricordiamoci che i bambini costruiscono nel loro immaginario in base a ciò che vivono e sperimentano in famiglia: quindi il nostro esempio anche quando andiamo banalmente in bagno è fondamentale! Inoltre non avendo vissuto certe malizie o pensieri non vivono in modo pericoloso o pauroso questi sono pensieri e preoccupazioni adulte che non devono arrivare a loro soprattutto quando sono piccoli e chiedono per sapere.

Torneremo su questi temi vista la richiesta! E voi cosa ne pensate? Sulla nostra pagina Mamme Che Fatica fb e MammeCheFatica IG i video!

In casa: gestione del tempo con un bambino piccolo

Come gestire al meglio il tempo in casa? Perché vuole stare sempre con me? Perché non riesco a combinare nulla? Queste sono alcune delle vostre domande delle consultazioni online di questa lunga settimana. Vediamo di analizzarle insieme.

  • Stiamo parlando di bambini piccoli, e molto piccoli per cui è scontato che abbiano bisogno delle nostre continue attenzioni e cure
  • Il tempo in casa è ben diverso dal mondo la’ fuori. Le case solitamente sono piccole, poco spazio,tanti stimoli, per cui non è sempre facile e immediato che il bambino giochi. Perché di solito il bambino piccolo preferisce noi al gioco in sé: occorre tempo e costanza perché si abitui e perché trovi anche una certa soddisfazione che gli permette di allungare i tempi di concentrazione
  • Se però lo abituiamo e predisponiamo lo spazio con lo stretto indispensabile (un tappetino come ci ha insegnato la Montessori per delimitare e contenere lo spazio, delle ciotoline o vasetti yogurt, dei tappi degli omogeneizzati o di sughero, un collage ecc.) non appena il piccolo entra in quel nuovo contesto sarà attratto dal gioco e noi potremo dedicarci ad altro chiamandolo di tanto in tanto per supportare la sua attività
  • così facendo anche la nostra energia fisica e mentale è diversa: non siamo noi a “correre dietro” al bambino ma possiamo interagire con lui anche facendo altre cose
  • di tanto in tanto con la voce proviamo a sorprenderlo, a supportarlo, a fargli capire che ci siamo anche se stiamo facendo un’altra cosa
  • se mantenete questo atteggiamento vi accorgerete che il bambino riuscirà a vivere lo spazio in modo meno ansiogeno e riuscirà anche tra una vostra conferma e l’altra a ritagliarsi dei brevi spazi di autonomia indispensabili per crescere
  • Fateci sapere come va a casa!

 

Come insegnare la calma al mio bambino?

 

Capita a tutti – dai siamo sinceri – avere a che fare con dei momenti o delle fasi di turbolenzacon i bambini specie se piccoli. Come insegnare e trasmettere loro un atteggiamento di calma soprattutto dopo la tempesta? Non sembra ma è fondamentale mostrare loro un comportamento il più possibile tranquillo e sereno per far capire che poi è possibile riprendersi e uscire da questa sensazione di possibile rabbia,sconforto, delusione,frustrazione ecc. In questi lunghi anni abbiamo incontrato tantissimi e diversissimi modi di affrontare il conflitto, il capriccio e la crisi con il proprio bambino. Di sicuro la modalità punitiva non serve e soprattutto non contribuisce per nulla ad ottenere ciò che probabilmente l’adulto vorrebbe. Investite piuttosto tempo ed energie per un buon dialogo (vale per tutte le fasi di crescita) accompagnato da esempi pratici e concreti se i bambini sono piccoli: 

  • prendete un orsacchiotto,una bambola, un dinosauro  o quello che avete a disposizione e  provate a fare dire a quest’ultimo il motivo del disagio, del capriccio o della sfida in atto: giocateci su, fate voci nuove anche un po’ arrabbiate e osservate lo stupore del vostro piccolo osservatore
  • provate a creare insieme il barattolo della calma per riportare un senso di armonia e di equilibrio: basta poco: un barattolo, dei brillantini ad esempio e un po’ di acqua. Per il bambino il gesto di agitare il barattolo è un modo per concentrarsi e focalizzare le sue energie piuttosto che disperderle nell’aria con la voce senza senso
  • fermiamoci a pensare un attimo: è un messaggio rivolto ai più grandi (3-5 anni) dove vi è maggior margine di ragionamento. Attenzione: aiutare a formulare un ragionamento significa guidare il bambino evitando la modalità giudicante e ponendo sempre l’attenzione verso l’atteggiamento/comportamento e mai verso il bambino stesso
  • continuate a seminare limitando le vostre aspettative: prima o poi arriveranno anche i frutti del vostro lungo e affascinante lavoro in vista di un bambino che poi diventerà un preadolescente e che poi diventerà un giovane adulto con un suo pensiero sempre in crescita e sempre in divenire