Saper dare dei limiti al mio bambino

 

Saper dare dei limiti al mio bambino e non concedergli tutto e’ un atteggiamento fondamentale in educazione ma si tratta di qualcosa di molto difficile da più punti di vista: è complicato spiegarlo, è complicatissimo metterlo in atto nella pratica quotidiana. Di solito quando il bambino (24-36mesi) piange molto, l’adulto cerca in tutti i modi di accontentarlo e assecondare il piccolo. È molto difficile e frustrante assistere di fronte ad un bambino che si dispera per qualcosa. Ma vi garantiamo dal nostro punto di vista psicopedagogico che è proprio in questi momenti che il vostro bambino ha bisogno del vostro limite e confine meglio se esplicitato con un forte abbraccio, che sappia contenere tutte le sue preoccupazioni nonché angosce. In questo preciso momento non serve parlare, serve rassicurare. Dopo in una seconda fase, recuperata la calma si affronta ciò che è successo senza senso di colpa, senza arrabbiarsi con il bambino, incentrando l’attenzione  invece sul suo comportamento e mantenendo un tono di voce calmo e non giudicante: il bambino impara e apprende dai nostri gesti, ricordiamocelo sempre.

Qui trovate il video! 

*Info e prenotazioni: info@mammechefatica.it vi aspettiamo per nuovi consulti preventivi per seminare bene nella prima infanzia e poter raccogliere e gettare le basi per una buona preadolescenza!  Le parole di B.Bettelheim ci sembrano le più indicate:  “La sicurezza del genitore circa il suo essere genitore sarà l’origine della sicurezza del bambino in rapporto a se stesso”.

 

La funzione materna

Il ruolo e la funzione materna vanno celebrati ogni giorno e non solo il 9 Maggio!  Funzione primaria nel processo di cura e di crescita dei propri piccoli, mediante la capacità nutritiva (non solo fisica ma soprattutto mentale). Quella capacità del prendersi cura, di preparare, accudire, allestire e mentalizzare lo sviluppo del bambino. Alle Mamme auguriamo di essere: abbastanza forti per poter tenere un po’ tutto insieme, abbastanza fragili per riuscire sempre a sorprendersi. Fatevi aiutare da tutti, non caricatevi tutto il peso sulle vostre spalle perché un figlio deve essere visto come figlio della Comunità Intera e ognuno può dare il suo contributo. Fermatevi ogni tanto: chiedetevi come state, osservatevi. Condividete e fate rete, mettete a disposizione le vostre risorse. Ricordate che non è importante non cadere mai, ed essere infallibili o wanderwoman, piuttosto sapersi rialzare e reinventare nel tempo a seconda delle necessità. Il mito della Mamma Perfetta che tanto piace alla pubblicità non esiste, e non ha neanche senso: il bambino per crescere non ha certo bisogno di perfezione, piuttosto di sentirsi amato e pensato da piccolo come da grande. 

  • Per dirla con un profumo: Mylo di Laboratorio Olfattivo e Histoire d’Oranger di Artisan Parfumeur. Etoile di Fragonard (per le mamme under 35!) Parola di 50 ml  Profumi di Nicchia Milano!
  • Per un bijoux di design: Nous Atelier!
  • Per delle pantofole indoor e outdoor: le Friulane di More and More!
  • Per leggere insieme: “Il pisolino delle Mamme” ediz. Clichy libro delizioso che racconta con saggezza tutte le fatiche quotidiane delle Mamme!

 

Tempo per sé per ricaricarsi senza sensi di colpa

 

Per mantenere un certo equilibrio psicofisico è fondamentale sapersi ritagliare dei momenti e degli spazi per sé senza doversi giustificare e senza sensi di colpa verso i bambini: saranno felici anche loro nel poter ritrovare dei genitori sereni e disponibili a giocare e passare dal nascondino alla partita a shangai o tris a seconda dell’età. Sappiamo bene quanto è difficile per un genitore in particolare, avere del tempo a disposizione..ma si tratta di un impegno verso sé stessi e gli altri per poter ritrovare un po’ di energia e di disponibilità a giocare con entusiasmo con i propri bambini e poterli osservare con la giusta distanza. Coltivare un hobby,una vecchia passione accantonata, l’attività fisica, una passeggiata, una piega, un gelato,una telefonata: qualsiasi cosa vi faccia stare bene e recuperare un po’ di tranquillità e serenità da poter riportare anche a casa. Non e’ facile per la figura materna sganciarsi senza sensi di colpa soprattutto quando i bambini sono molto piccoli ma si tratta di un esercizio di autonomia e di sintonizzazione con sé stessi fondamentale per poter stare bene con gli altri e trovare un proprio equilibrio pensando a tutti i momenti in cui si viene assorbiti e coinvolti dai bisogni dei piccoli mettendo da parte i propri.

 

Fatica a tornare all’asilo e a scuola…

In questi ultimi giorni parecchi bambini di età diverse stanno avendo un po’ di difficoltà nell’accettare di tornare a scuola, al nido e all’asilo. Nonostante l’entusiasmo nella ripresa, ora si è in una fase controvoglia dove è tutto un po’ difficile. Certo, quest’anno è stato veramente tormentato in termini di chiusure e riprese per tutti anche per i bambini, ma ad ogni modo come possiamo aiutarli a superare questo momento e a godersi poi il resto della giornata? Sappiamo bene che quando sono insofferenti, lo sono tutto il giorno, e del resto tutti ne risentono: i genitori in primis si preoccupano, il nervosismo aumenta e il piccolo piange sempre di più. Perché anziché ripetere “Forza devi andare all’asilo che poi ci vediamo e andiamo al parchetto”, non inventiamo una storia su misura con un personaggio che può attirare la sua attenzione (un grande animale, una bambola, o uno gnomo) che- guarda caso- non vuole proprio andare a scuola in questi giorni, fa fatica a svegliarsi, a vestirsi, dice sempre di No, neanche la colazione con il latte e cacao che aspettano sempre tutte le mattine gli piace più…un vero disastro!..e se poi pensa di tornare in classe…al solo pensiero vogliono scappare via. Raccontare e costruire storie con i bambini è un vero toccasana e funziona moltooo di più che non ripetere a loro tutte le mattine che “tanto dobbiamo andarci”. E’ un modo per fare capire che anche gli altri possono avere le nostre stesse difficoltà e che queste ultime possono essere superate.

 Provate e se volete raccontateci la vostra! 

Etichettiamo con Stikets!

Imparare ad acquisire sempre più autonomia nella gestione del tempo e dello spazio è un obiettivo importante per un bambino perché significa sentirsi grande e inevitabilmente più libero anche nelle decisioni e nei movimenti. Oltre a ciò, è importante anche abituarlo a riconoscere i propri oggetti e indumenti e soprattutto ad averne cura. Con l’utilizzo delle etichette personalizzate Stikets il piccolo può iniziare a individuare il proprio nome e i vari colori visualizzandoli con facilità. Il fatto di etichettare giochi ed effetti personali per evitare di perderli o confonderli, soprattutto se si frequenta il nido o l’asilo, è un modo pratico e funzionale, non solo per le mamme, ma anche per il bambino, che, in modo divertente, impara a riconoscere e a lasciare una traccia di sé. L’utilizzo di Stikets su vari oggetti, tra cui indumenti e giochi, permette al bambino di individuarli con immediatezza e di cercare di mantenere un certo ordine, (anche se ciò rappresenta al momento più un bisogno e una necessità dell’adulto). Le etichette Stikets rappresentano un modo per responsabilizzare il bambino verso i suoi giochi/oggetti di casa, ma soprattutto di scuola. Non sembra, ma, se fin da piccoli si acquisisce una certa mentalità organizzativa, poi sarà più facile districarsi da grandi nell’ordine pratico e mentale. Potersi divertire nel tempo libero e ‘giocare ad etichettare’ le proprie cose e indumenti è un modo per loro di prendere confidenza con gli oggetti, iniziare ad averne cura e provare a metterli in ordine secondo un primo loro criterio di gioco. Provare a mettere le etichette anche sui vestiti e travestimenti con l’aiuto di un adulto- sono termoadesive, basta una passata veloce con il ferro e rimangono attaccate!- è un’attività sempre apprezzata dai bambini che hanno bisogno di trasformarsi e utilizzare la creatività per crescere e sperimentare nuove dimensioni. Noi abbiamo provato il pack a tema animali di diverse dimensioni con 4 colori e ben 114 etichette personalizzate con il nome della bambina: è stata senz’altro una bella sorpresa per lei vedere di poter categorizzare tutti i suoi oggetti più cari (zainetto dell’asilo compreso!). Anche le lavagnette adesive sono piaciute un sacco per poter iniziare a fare i primi disegni su una superficie diversa dal solito!

N.B. Solo per i nostri followers e per le realtà educative con cui collaboriamo c’è uno sconto del 15% scrivendo FATICA15 valido fino alla fine di aprile : non sarebbe un’idea originale approfittarne per un regalo in occasione della Festa della Mamma?!?

Buon divertimento anche a voi!

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La Scuola? Aiuta a pensare…

Magari anche voi eravate in ascolto della bella trasmissione “Quante Storie” in onda ogni giorno all’ora di pranzo su Rai 3. Magari anche voi avete ascoltato le belle parole della celebre scrittrice Dacia Maraini a proposito della Scuola.” Manca l’affetto e l’amore per la Scuola”. L’autrice invita tutti a riflettere sul fatto che è vero che sta andando un po’ tutto male, ma c’è ancora qualcosa da valorizzare e sul quale puntare. Ad esempio, anche noi confermiamo con piacere che sono tanti gli insegnanti, le educatrici e gli educatori che conosciamo che ogni giorno svolgono sul campo un lavoro straordinario con i bambini e i ragazzi. Anziché distruggere e criticare, perché non seguiamo il suo invito nel provare ad osservare anche gli aspetti positivi della nostra Scuola? Perché dunque non proviamo anche ad amarla e a rispettarla un po’ di più? Anche perché se non siamo noi a compiere questo gesto come potremmo pensare che i nostri bambini e ragazzi possano apprezzarla e farla loro? ” La scuola è il luogo dove l’insegnamento diventa struttura, la famiglia è un’altra cosa, ma la Scuola aiuta a pensare”, ribadisce Dacia Maraini. Ci auguriamo che queste parole possano toccare il cuore di altrettanti insegnanti ed educatori e fare in modo che possano essere più contagiose possibili, perché poter incontrare degli insegnanti in gamba è un dono che poi ci si porta dietro per tutta la vita!

Si ricomincia: che emozione!

 

Finalmente si ricomincia! Mercoledì 7 Aprile riapriranno gli asili e le scuole (fino alla prima media) in tutte le regioni, rosse incluse. È un segnale importante per tornare a dare un po’ di respiro anche alle famiglie che ancora una volta si sono occupate H24 dei figli. Siamo convinte che i bambini e i ragazzi siano contenti ed emozionati di poter tornare in presenza! Non preoccupatevi però se notate qualche segnale di ansia la sera prima o la mattina stessa: ritrovarsi in video con la  DAD non ha lo stesso effetto del rivedersi di persona, mettiamo in conto che possa emergere un po’ di ansia da prestazione anche tra i preadolescenti. Per i piccoli del nido potrebbe esservi un momento iniziale di disorientamento, giusto il tempo di riconoscere il volto delle Educatrici, le loro voci e l’ambiente di gioco. Siate saggi nel rassicurare i bambini e al momento indicato salutarli in modo deciso e convinto anche se dovessero piangere e faticare ad accettare di entrare. I bambini sanno comunque riconoscere subito il contesto che li ha accolti, gli spazi, il gruppo dei pari, i giochi. Avranno voglia di stare insieme e ricostruire la routine e l’atmosfera che tanto gli è mancata in questo lungo letargo.  Sara’ fondamentale per tutte le fasce d’età potersi ritrovare, giocare, cantare e perché no anche litigare finalmente INSIEME.. 

Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo

Il 2 Aprile si celebra la giornata mondiale della consapevolezza sull’Autismo. Anche questo appuntamento è un pretesto e un’occasione per parlare e spiegare senza timori, né pregiudizi che cos’è questa sindrome e come conviverci ascoltando le storie degli altri, prendendo spunto, annotando iniziative e idee illuminanti da fare nelle proprie realtà educative. Questa data simbolica deve essere un modo per entrare nelle case di tutta la Comunità, non solo delle famiglie strettamente interessate. Crediamo sia questo l’obiettivo e la sfida principale: provare a coinvolgere anche chi si ritiene lontano anni luce dalla tematica. Provare a chiedergli: “Come faresti se fossi al mio posto? Come ti sentiresti?”.  E poi dare spazio a chi si occupa di Autismo quotidianamente sul campo con i bambini e i ragazzi: investire su una formazione continua in grado di strutturare la moltitudine di Associazioni e Cooperative che si occupano da anni di portare avanti un lavoro di rete e relazioni sui vari territori. Tra le tante citiamo Fabula Onlus, che abbiamo visto crescere e ampliarsi in questi lunghi anni per diventare un punto di riferimento concreto per Milano e la Lombardia. Se dovessimo consigliare un libro speciale infine non potremmo non citare il mitico “il pentolino di Antonino” di I.Carrier (psicologa) di Kyte Edizione, che con una storia semplice pensata per i bambini spiega un qualcosa che così semplice non è mai: saper accettare, saper accogliere e saper valorizzare. Davvero una bella storia che non ci stanchiamo mai di leggere negli anni alle formazioni che svolgiamo. Se avete piacere, leggetelo e poi ci direte.

Chiedere scusa anche ai figli

Saper chiedere scusa è un gesto d’onore anche nei confronti dei bambini o dei propri figli. E’ importante saper ammettere i propri limiti o sbagli anche di fronte ai piccoli. Significa dare loro l’idea che anche i grandi ogni tanto possono perdere la pazienza. Ne parliamo proprio in questi giorni poiché con le scuole e asili chiusi immaginiamo non sia facile la gestione a casa tra lavoro e figli e di conseguenza è più facile innervosirsi, arrabbiarsi, far pesare la situazione. Per questo motivo se si ha la percezione di aver esagerato e perso la pazienza occorre sapersi fermare e chiedere scusa anche ai bambini, avendo la forza e il coraggio di spiegarne il motivo, cercando di far capire quanto sia difficile tenere tutto insieme e pensare all’organizzazione di tutto.  Attenzione però, va spiegato senza far sentire il peso delle difficoltà, e senza dare colpe a nessuno. I bambini devono fare i bambini e, per questo,non devono assorbire il nostro senso di colpa o lo stress adulto troppo presto.

 

Scuole chiuse:come sopravvivere

Ancora scuole,asili e nidi chiusi..come sopravvivere nei prossimi giorni aspettando il breve break dei giorni di Pasqua..Non sono tempi facili per le famiglie e i genitori lasciati soli e con la gestione dei figli a casa H24. È in queste situazioni che si riscopre il valore della rete, di quegli aiuti familiari,amicali,tramite le scuole dove ci si viene incontro incastrando le varie esigenze. Scambi e favori reciproci per aiutarsi e supportarsi in situazioni come queste dove occorre ricreare una nuova normalità. Prendete tutti gli aiuti possibili, per non sovraccaricarvi e delegate laddove possibile: il fatto di non staccare mai non deve essere fonte di stress ulteriore. 

  • Cercate di organizzare qualche telefonata piacevole per mantenere un contatto con il mondo esterno che possa essere un piccolo contributo per distrarvi/condividere le fatiche del periodo
  • Ricordate sempre che i bambini assorbono il nostro nervosismo che aleggia nell’aria, ma non è colpa loro se se i servizi socioeducativi sono chiusi
  •  Datevi obbiettivi semplici, senza strafare, e senza troppe aspettative
  • L’importante è riuscire a organizzarsi tra lavoro e casa, possibilmente provando a stare bene, facendo fare ai bambini attività e giochi semplici in grado di incuriosirli onde evitare di trascorrere (troppo) tempo davanti allo schermo…
  • Ricordatevi  e ricordate ai bambini che si tratta di un periodo (presto) le scuole riapriranno e si tornerà in presenza e la giornata riprenderà il suo ritmo: è giusto avere dei pensieri che possano aiutarci nei momenti di difficoltà e anche solo ipotizzare delle vacanze ci fa sentire meglio!
  • Cercate se possibile di sfruttare con i bambini i momenti all’aria aperta: quando si esce, tutto assume una dimensione diversa e più leggera, rispetto al dover stare in casa. Anche i bambini piccoli piangono oggettivamente meno quando sono fuori e questo migliora l’umore adulto e la sua riserva di energia!