Gelosia tra fratelli: il ruolo del primogenito

Il sentimento di gelosia tra fratelli è del tutto naturale e umano. Se poi vi è poca differenza di età tra i due, come vuole la tendenza in questi ultimi anni, è ancora più comprensibile. Spesso è il primogenito a soffrirne maggiormente poiché deve imparare a fare un po’ di spazio e accettare progressivamente l’arrivo (definitivo!) del fratellino/sorellina. Non è semplice poiché fino a quel momento è sempre stato al centro dell’attenzione e dei pensieri di tutti e vedere che improvvisamente la mamma (soprattutto) si prende carico anche di qualcun’altro fa insorgere una serie di reazioni che poi di solito vengono ridimensionate nei confronti del fratellino/sorellina e si spostano invece sulla figura primaria. Cosa si può fare per aiutare soprattutto il primogenito? In primis evitare di ricordargli che è grande, deve essere paziente e capire che il fratellino è piccolino…perche’ in quei momenti lui ha bisogno di tornare piccolo e sentirsi proprio come il fratellino per avere sempre l’esclusività della mamma e del papà. Responsabilizzarlo ma senza troppe aspettative cercando invece di fare in modo che possa trovare una nuova armonia e un nuovo equilibrio accettando il nuovo nato senza mai sentirsi escluso. 

Il ciuccio: da quando?

Da che periodo è bene utilizzare il ciuccio? Il ciuccio può essere utilizzato fin dalla nascita come nel caso dei ciucci Mam, appositamente pensati per essere utilizzati fin dai primi mesi di vita del neonato perché dotati di tutta la sicurezza necessaria (neonatologi e pediatri studiano il processo di suzione del piccolo per fare in modo che succhiando possa ricevere la sensazione di benessere e sicurezza che va cercando). Il ciuccio serve a rassicurare il bambino nei vari momenti di criticita’ come ad esempio le classiche coliche del neonato, la sua possibile insofferenza quando è troppo stanco e non riesce a dormire. il ciuccio è utile sia per contenere e offrire sicurezza al piccolo che a rassicurare il genitore: non e’ facile sopportare il dolore del piccolo e non riuscire a calmarlo. Soprattutto se si tratta di neonati dove vi è ancora in corso una forte simbiosi tra adulto e bambino. Il ciuccio è poi un ottimo compagno di viaggio anche per i 12-24 mesi senza ovviamente sostituire la relazione con gli adulti e i pari e senza crearne inutili dipendenze. Se utilizzato con cognizione di causa è un ottimo strumento consolatorio per gestire i primi distacchi e le prime frustrazioni della vita. Non preoccupatevi per il dopo e per come lo si lascerà come tutte le cose si troverà una soluzione adatta alla circostanza.

 

“Lo faccio per me” S.Andreoli

 

Oggi parliamo del nuovo libro della psicoterapeuta Stefania Andreoli in uscita a partire da oggi 29 marzo “Lo faccio per me”.Ed.Rizzoli pag 256, 16 euro.

Ne parliamo perché: affronta il tema della maternita’  in chiave contemporanea provando a delineare un nuovo tipo di madre con meno sensi di colpa e più consapevole in grado di fare delle scelte pensando anche a sé stessa senza doversi necessariamente sacrificare in virtù della prole. Ci piace perché: e’ un tema a noi molto caro, quello della maternità come scelta, ma soprattutto come opportunità per provare a fare il nostro meglio con tutti i limiti del caso portando un grande rispetto per chi non è madre e chi magari non può o non vuole figli. Perché sentirsi madre è un sentimento complesso che va al di là del fatto di avere o meno dei figli. “È solo facendolo per sé che la maternità diventa qualcosa di unico per la crescita dei propri figli e della società stessa”.

Se avete occasione e piacere è da leggere e tenere sul comodino, è rivolto a tutti: alle mamme, alle non mamme,ai papà che vogliono uno sguardo introspettivo sulla figura materna. Fateci sapere cosa ne pensate!

 

 

 

Se vuole solo me…

 

Cosa fare se il piccolo vuole stare solo ed esclusivamente con la figura materna (oppure paterna) e fa fatica ad accettare altre figure?  Capita spesso di trovarsi in situazioni analoghe l’importante è non scoraggiarsi e far accettare l’altro adulto ricordandolo più e più volte durante il giorno, anche mediante l’utilizzo di foto e immagini. Il bambino deve sentire attraverso l’adulto di cui si fida che a sua volta può costruire un rapporto anche con questa nuova figura: il papà,la nonna,la tata. Il gioco del bau sette “ci sono- non ci sono” è sempre un rituale simbolico molto potente per un bambino piccolo. La nuova figura che deve progressivamente stare più a lungo con il bambino deve entrare in modo incisivo con fare deciso ed essere più forte del suo possibile pianto. (cosa per nulla facile da attuare!). Nel momento in cui costruisce un nuovo rituale che può essere una canzoncina, un gioco, un libro ecc. consente al bambino di avere a disposizione un vissuto da condividere. Insistete con dolcezza e vedrete che modificando il vostro atteggiamento cambierà lentamente anche la prospettiva del piccolo.

 

 

 

 

Auguri a Tutti i Papà…

 

Auguri a Tutti i Papà possibili. Ma soprattutto a coloro che non possono godersi il proprio bambino nella quotidianità perché lontani, dall’altra parte del mondo, magari in viaggio, magari spaventati dalla paternità hanno deciso di sottrarsi a questo ruolo. Auguri a tutti specie se può essere un’occasione per chiedersi: che tipo di padre sono? mi riconosco in questa dimensione? Che padre ho avuto? Cosa mi ha trasmesso? Domande esistenziali e necessarie in cerca di risposte vere e sempre in divenire. Chiedetevi sempre che tipo di rapporto state costruendo e dove vi sta portando. E qualora vi fossero delle criticità siate saggi e fatevi aiutare. Raccontatelo ai vostri figli perché possano capirne l’importanza. Vi auguriamo di giocare con loro il più possibile, di poterli osservare crescere e fare ogni giorno conquiste nuove ma anche di riuscire a trasmettere loro il senso delle regole e della norma, di crescere dentro dei confini chiari e precisi.

Buona festa del papà a tutti!

 

 

 

 

La guerra: che brutta cosa…

Non so se anche anche voi fate fatica a vedere i tg e leggere le notizie in questi giorni…se la volta scorsa parlavamo di come spiegare la guerra ai bambini oggi ci verrebbe da dire: “come ci spieghiamo noi adulti questa situazione che sembra non avere via d’uscita? come possiamo conciliare il sorriso dei nostri bambini con la rabbia e la desolazione dei piccoli che stanno vivendo questo strazio? “. Non è facile accettare che mondo stiamo consegnando ai bambini, futuri adulti del Domani. Proviamo nel frattempo a reagire, aiutiamoci ad aiutare. Servono ancora medicinali e viveri e alimenti per la prima infanzia. Facciamoci avanti perché potremmo essere noi al loro posto. E questo deve farci riflettere su quante poche certezze vi siano e che tutto può sgretolarsi in un secondo…

 

Auguri a tutte le bambine future donne

Non ci piacciono le feste comandate, ma se la data dell’8 Marzo può diventare un pretesto per parlare di educazione al rispetto della figura femminile in generale di certo non ci tiriamo indietro. Auguri quindi a tutte le bambine, future donne del domani che possano crescere libere e serene accanto a maschi capaci di amare, valorizzare,ascoltare e quando necessario in grado di lasciar andare senza nessuna pretesa di possedere niente e nessuno. Non stancatevi mai di ripetere questi concetti ai bambini scanditi in modo fermo e chiaro. Siamo in un modo un po’ così, dove purtroppo ancora valori come il rispetto, la diversità ecc non sono mai dati per scontato. Siamo in una situazione un po’ così, sospesi tra una guerra, appena usciti da una lunga pandemia, tanti pensieri fragili a cui dare un senso. A maggior ragione investiamo su un ritorno di valori e principi forti da offrire ai piccoli. Il piacere di crescere insieme, di confrontarsi, di litigare e di amare senza il bisogno di distruggere o distruggersi per amore.

PS.  Per quanto riguarda i fiori è sempre bello riceverli tutto l’anno, al di là delle ricorrenze!!!! Fresie, ranuncoli, ortensie,rose calle scaldano sempre le nostre scrivanie e ci tengono compagnia nelle consulenze con voi.

 

 

 

 

La guerra: come rassicurare i più piccoli

Dopo due anni difficili di pandemia siamo purtroppo ancora in tempi di guerra. Una folle guerra che non guarda in faccia a nessuno. Non ci sono parole per spiegare il significato di un conflitto militare ai bambini perché è qualcosa davvero senza senso. Può capitare che i bambini anche in età prescolare vedano accidentalmente immagini forti, non filtrate dagli adulti. Come tamponare eventuali preoccupazioni? Come rispondere di fronte a domande molto chiare?

Chiaramente non si può mentire ai bambini fingendo che vada tutto bene, ma, prima di spiegare è opportuno chiedere cosa sa lui/lei. “Come mai mi fai questa domanda?”, può essere infatti che il bambino abbia già delle informazioni da altri e non è il caso di confonderlo.

Inoltre si deve dare una risposta semplice, coerente e rassicurante aggiungendo il fatto che certe cose accadono lontano da noi, che, ad esempio, la maggior parte delle persone vuole la pace e che si sta lavorando per questo. Riportare al qui ed ora “Comunque adesso noi siamo qui insieme e ne stiamo parlando”.. per riorientare al presente.

Altra cosa fondamentale è quella di riconoscere ed accogliere lo stato emotivo proprio e del bambino, senza negare.

Infine è essenziale mantenere la possibilità in futuro di poter tornare sull’argomento se il piccolo ne avrà desiderio, mantenere con lui una vicinanza fisica autentica e mantenere una routine normale perchè rassicurante.

Svezzamento : quando e perché?

I pediatri consigliano di non iniziare prima del IV mese, nè dopo il VI, infatti dopo la 26° settimana l’introduzione complementare degli ingredienti solidi garantisce l’apporto necessario di energia, ferro, proteine e vitamine A e D non più assicurata dal solo allattamento al seno. Se volete seguire lo svezzamento tradizionale, si consiglia di iniziare con cereali, brodo di verdure e olio e poi carne per garantire un apporto bilanciato tra proteine e calorie. È importante anche aspettare che il bambino soa in grado di stare abbastanza dritto sul seggiolone per poter deglutire correttamente.

Iniziare troppo presto significa voler far crescere troppo in fretta il bambino, renderlo grande quando è ancora cucciolo. Allo stesso tempo, iniziare più tardi dimostra il desiderio materno di tenersi ancora attaccato a sè il proprio bambino ostacolando la sua evoluzione naturale. Senz’altro l’ambito alimentare scatena molte ansie ed emozioni contrastanti nelle madri, ma non è il caso di allarmarsi: basta esserne convinte e seguire passo passo le indicazioni del pediatra. Sarà una gioia vedere il vostro bimbo sul seggiolone che cerca di mangiare da solo!

Ci vuole pazienza e fiducia nei nostri piccoli!!

Non sostituitevi ai figli: stategli accanto

 

Un altro pensiero ricorrente che emerge spesso dalle varie consulenze che svolgiamo è “come fare a non sostituirsi ai figli in vari momenti della quotidianità-dai compiti, al fare la doccia, all’allacciare le scarpe – ma piuttosto sapergli stare accanto”. È ovvio che se facciamo noi le cose per loro facciamo prima..basti pensare al tempo che un duenne può impiegare per mettersi le scarpe (dritte) o un cinquenne che non vuole lavarsi e quindi preferisce farsi lavare comodamente. Ma e c’è un ma: dobbiamo sempre pensare a come aumentare e stimolare il senso dell’autonomia fin da piccoli e saperli incuriosire nel fare da soli.  Perche’ sapersi destreggiare col docciaschiuma e sapersi lavare è importante tanto quanto saper fare altre azioni quotidiane ed è fondamentale anche per raggiungere una maturità generale anche per quanto riguarda i rapporti interpersonali e per gestire al meglio i distacchi da voi. Chiediamoci sempre: quanto fa comodo a noi e quanto invece è fondamentale per il loro processo di crescita. Questo ragionamento non è una questione di fretta ma di consapevolezza! Un conto è rendersene conto un altro è non pensarci proprio..proviamo se possibile a lasciare degli spazi in cui costruire la loro autonomia.