La capacità ludica..

Cosa significa saper giocare? Quanto è importante mantenere vivo il bambino che è in noi durante la routine con i piccoli? Sono domande importanti che ogni educatrice deve tenere in mente durante tutto l’anno, anche quando inizia a farsi sentire un po’ di stanchezza non solo fisica ma anche mentale. Riteniamo da sempre che sia fondamentale parlarne e condividere piuttosto che dire “va tutto bene”. Ne parliamo apertamente con tutti, genitori ed educatrici poiché l’unico modo per lavorare sull’alleanza scuola-famiglia è quello di aprirsi al dialogo e spiegare il proprio punto di vista. Per chi lavora tutti i giorni sul tappeto con i bambini inizia ad arrivare un momento di forte stanchezza e ‘apatia intellettuale’ che va capita e nutrita con nuovi stimoli formativi e culturali. Invitiamo chi si trova in questa situazione a reagire, iscrivendosi ad un corso di formazione, facendo rete con le colleghe di altre strutture per condividere e sentirsi capite. Talvolta anche un buon libro o uno spettacolo di teatro per bambini sono piccoli stimoli significativi per rompere lo schema della solita routine.

Avanti! Abbiate cura di voi e del vostro prezioso lavoro!

Autoerotismo infantile

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza..

Di cosa si tratta? Dai tempi di Freud sappiamo che anche i bambini hanno una loro naturale sessualità che si sviluppa in diversi fasi (orale, anale, fallica per poi diventare genitale).

Perché agli adulti fa così paura questo concetto? I grandi come sempre aggiungono significati maliziosi, adulti, incompatibili con la genuinità dei bambini. In realtà anche i più piccoli in modo assolutamente sano e naturale esplorano il loro corpo, si toccano e delle volte scoprono che alcuni movimenti procurano piacere e dunque li ripetono, soprattutto in quelle situazioni di “vuoto”, noia, ansia o malinconia.

Quando questo comportamento nasconde qualche disagio nel bambino? Quando dura a lungo e l’intensità pare così eccessiva da distrarre totalmente il bambino da qualsiasi altra attività per lui piacevole.

Cosa fare quando capita di frequente? Avvicinarsi al bambino e con tono molto dolce e comprensivo dirgli che non c’è nulla di male nel farlo, ma che è una cosa talmente intima che va fatta in un situazione di privacy: in bagno o nella propria cameretta, non davanti a tutti. Anche distrarlo proponendogli un’ alternativa può essere efficace.

Cosa non fare assolutamente? Sgridare il bambino e farlo sentire in colpa, metterlo in castigo, commentare la cosa con altri in sua presenza, farsi vedere imbarazzati.

La formazione continua..

Alle Educatrici e Maestre che ci seguono, a tutti coloro che vivono e frequentano bambini nonché giovani adulti del Domani, ricordiamo l’importanza della formazione: da giovani per acquisire maggiori competenze e dimistichezza con questo mestiere così difficile (lavorare con le emozioni non è immediato e richiede tempo). Ma il percorso formativo deve continuare anche quando si è raggiunta una certa esperienza, perché davvero “più sai e più sai di non sapere”. La formazione poi in questo periodo storico così fragile diventa un must poiché ci consente di:

– confrontare le nostre opinioni

– ampliare il nostro sguardo educativo

– ridimensionare il nostro ego (in campo educativo si pensa sempre di essere nel giusto e di fare al meglio invece non ci si deve mai dimenticare di rivedersi, riascoltarsi e provare ad attivare sempre nuove strategie educative)

Vi aspettiamo Sabato 14 Aprile a Milano  in occasione del Convegno Nazionale “La lezione non serve” organizzato dal Centro Psicopedagogico per l’Educazione e la  Gestione dei Conflitti di Piacenza per condividere una giornata altamente pedagogica.

Come far fare la Nanna al mio bambino..

Il problema dell’addormentamento e della Nanna in generale rappresenta una delle maggiori difficoltà riscontrate dai neogenitori. Ne riparliamo anche in occasione del prossimo incontro di venerdi 9 Marzo alle 17.30 presso Coco-Mat a Milano in via San Prospero 4 (incontro gratuito, prenotarsi a info@mammechefatica.it).

Come far dormire il mio bambino senza doverlo addormentare in braccio ogni volta? Come gestire i numerosi risvegli notturni? Non è facile offrire un metodo poiché crediamo che ogni genitore abbia il suo, ma sosteniamo l’idea di offrire al bambino una modalità continuativa e rassicurante che ripete sempre gli stessi gesti, in grado di accogliere il suo pianto, ma anche di contenerloQuesto e’ uno dei segreti del mestiere che ci han fatto addormentare tanti tanti bambini. Vi aspettiamo numerosi per condividere questa tematica!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fare i compiti…

 

Fare i compiti si sa non è mai stato piacevole, non tanto per i compiti in se’ ma piuttosto per l’obbligo che rappresentano. Talvolta però ricevere l’aiuto di una persona esterna, puo’ essere un valido aiuto e magari diventare anche un punto di riferimento per i giovanissimi. Quando il momento dei compiti diventa difficile da gestire occorre responsabilizzare i bambini verso quello e’ il loro ‘lavoro’. La possibilità di condividere del tempo con dei ragazzi più grandi che aiutano i più piccoli può essere un momento trainante, dove si apprendono modalità diverse da quelle degli adulti e quindi sembra essere tutto più’ facile e perche’ no divertente!. Da adulti però possiamo coinvolgere i ragazzi in modo attivo senza quasi intervenire nella loro gestione del tempo. Non e’ la mamma che deve guardare nello zaino per intendersi, ma è il ragazzo stesso che aggiorna in casa ciò’ che è accaduto in classe e quello che dovra’ preparare a scuola. Questo perché non possiamo pretendere che diventi grande, quindi autonomo, se non facciamo un passo indietro creando lo spazio e il senso di libertà necessaria che la crescita comporta.

 

Campus con Berlitz!

 

 

Si avvicina il pensiero verso la lunga estate 2018..cosa far fare ai bambini/ragazzi della fascia di età tra i 7 e i 14 anni? Se siete a caccia di idee stiamo collaborando attivamente ai Campus organizzati da Berlitz, presso le sedi di Fiavé in Trentino e Montalto di Castro nel Lazio. Quest’anno le settimane saranno a tema: da Harry Potter ai Flinstones, passando per i Pirati. Sarà un’occasione importante per imparare la lingua inglese e fare nuove amicizie in un’atmosfera speciale. L’obiettivo è quello di imparare e migliorare la conoscenza dell’inglese a seconda del livello di partenza. I teachers sono tutti madrelingua, pronti a trasmettere l’entusiasmo per l’inglese anche agli adolescenti più pigri!!  Ci sara’ la possibilità di fare una o due settimane, a seconda della disponibilità. Se volete informazioni o venire a trovarci nelle sedi di Milano e Roma siete i Benvenuti! Scriveteci e ci organizziamo con piacere! Per info visitate il sito www.campiestiviinglese.it

We keep in touch!

 

 

 

“La lezione non serve”: prossimo appuntamento con il CPP

Anche quest’anno Mammechefatica parteciperà con entusiasmo al Convegno Nazionale “La lezione non serve”, promosso dal CPP, diretto dal pedagogista Daniele Novara, il 14 Aprile a Milano. Il tema, che verrà affrontato dai più noti esperti del settore, Vegetti Finzi, Oliviero Ferraris, Ragusa e tanti altri, è quello della didattica tradizionale della lezione frontale. Si approfondirà l’argomento osservando gli effetti sull’apprendimento di bambini e ragazzi e le differenti modalità che potrebbero essere messe in atto dai docenti di ogni ordine e grado. Il CPP da tempo propone infatti un metodo maieutico che poggia le basi su una vera sintonizzazione con i bisogni degli alunni. Siamo curiose di ascoltare pareri di professionisti diversi rispetto a questa tematica sempre più attuale, se si tiene presente l’ aumento esponenziale delle certificazioni per disturbi di apprendimento, iperattività e difficoltà di concentrazione. Anche il mondo dell’educazione infatti deve cambiare e adeguarsi!

N.B. Fino al 15/2 c’è uno sconto per chi desidera iscriversi: fatelo subito! 😉

Alleanza genitori-insegnanti: è crisi

Ancora un nuovo episodio di violenza contro un insegnante da parte di un genitore. Ancora una volta l’alleanza genitori-insegnanti è fallita in pieno. Se un tempo ciò che diceva l’insegnante era oro colato e i genitori lo sostenevano indirettamente, ora invece se l’insegnante si permette di rimproverare l’alunno rischia anche di essere aggredito dall’alunno stesso o dai genitori. Allora qui ci chiediamo: dove è finito il senso educativo della scuola come istituzione? Perchè così tanta violenza gratuita? Che messaggio stiamo restituendo agli adolescenti di oggi? Non è forse giunto il momento di pensare ad una scuola come luogo aperto, di crescita e di confronto, evitando e riducendo al minimo l’aspetto competitivo? Occorre un coinvolgimento emotivo delle famiglie alle attivita’ scolastiche, per conquistarsi quel senso di fiducia che purtroppo ora non vi è più. Occorre un continuo dialogo anche laddove non vi è partecipazione. I genitori invece devono essere sostenuti e aiutati, nel difficile processo di crescita dei loro figli, in modo incisivo ma non giudicante. Devono essere capiti e rispettati in primis i vari ruoli. Va speso molto tempo per cercare di tornare ad un nuovo equilibrio dove le varie parti possano collaborare e condividere anziché addossarsi colpe su colpe senza poi affrontare il vero problema alla base.

Ci interessa il vostro punto di vista: da genitori,insegnanti ed educatori. 


 

Professione Coccodrillo

 

Venerdì pomeriggio eravamo da The Little Reader a Roma, una libreria-caffe’ per bambini e adulti nel quartiere Esquilino, dove è stato presentato il libro Professione Coccodrillo, raccontato da Nadia Terranova,scrittrice e dall’ illustratrice MariaChiara Di Giorgio, la quale ha spiegato a tutti i passaggi dei vari disegni che poi portano a quelli definitivi del libro e infine ha firmato e disegnato tutte le copie! (Inclusa la nostra!). È stato un piacevole pomeriggio, pieno di grandi e piccini curiosi che ascoltavano e commentavano la storia. Già perché il libro è un libro senza parole,  sono le immagini a scandirne il ritmo!

di cosa parla: il libro racconta la quotidianità di un coccodrillo, che si alza, va in bagno (cosa farà?!..che puzza?!), sceglie i vestiti per la giornata, va in metropolitana, passeggia nel quartiere Esquilino, tra un maritozzo di Regoli e un mazzo di fiori alla fine si dirige…(non vi sveliamo il finale!).

perche’ ci piace: il libro ci è piaciuto perché non avendo un testo ognuno può animare la storia come meglio crede! Inoltre rappresenta un ottimo esercizio di fantasia  per i bambini e gli adulti un po’ arrugginiti (quelli che dicono che non hanno fantasia per intenderci).

Professione Coccodrillo e’ edito da Topipittori. Sta avendo un successo incredibile, anche in Cina, Francia e Spagna.

A tutti quelli che si sentono un po’ coccodrillo, buona storia!