Non è colpa dei bambini di D. Novara

E’ uscito in questi giorni l’ultimo libro di Daniele Novara, (Non è colpa dei bambini ed. Bur Rizzoli, € 14) uno dei maggiori pedagogisti di spessore del panorama italiano a cui siamo da sempre molto legate.  Il libro ci piace perché: analizza in modo approfondito i bisogni (autentici) dei bambini, i quali necessitano di riferimenti forti e costanti e di regole chiare e precise (come ad esempio quelle che riguardano il lettone, i videogiochi, l’ultilizzo di smartphone etc). L’autore suggerisce: “di fronte alle difficoltà di un bambino accertiamoci che abbia una corretta crescita di autonomia“.

tratta di: l’argomento che tratta è complesso e delicato, l’autore invita ad un ragionamento sociale sui bisogni reali dei bambini piuttosto che intervenire sempre con una eccessiva medicalizzazione del problema. Riportiamo all’ educazione e al sapere pedagogico certe considerazioni senza dover catalogare i bambini in modo drastico. “Aggressività, paura, distrazione, disinteresse e regressione sono malattie educative non neuropsichiatriche e puntiamo sul sistema educativo della famiglia“.  Invitiamo alla lettura i genitori, in primis coinvolti nella crescita dei loro figli, ma anche gli educatori, le maestre e tutti coloro che ne sono coinvolti e interessati.

 

 

 

Come gestire la gelosia del fratellino..

Accettare l’arrivo di un fratellino o sorellina non è mai un’impresa semplice per il primogenito/a. È difficile, specie se si tratta di pochi anni di differenza, pensare che ad un certo punto “c’è anche lui” e che stia lì vicino o persino  in braccio alla mamma!. È inevitabile un po’ di gelosia (se non di rabbia) che può esprimersi anche attraverso dei forti capricci, le balbuzie, un’improvvisa regressione (tentativo di imitare il neonato). La rabbia e i capricci più intensi di solito avvengono proprio quando la mamma si dedica al fratello maggiore (“sei brutta,sei cattiva” oppure “No,No e poi ancora No anche senza apparente motivo). Alle famiglie che stanno attraversando questa fase suggeriamo di: – accogliere la rabbia e la gelosia e parlarne insieme al bambino con un tono tranquillo e pacato

– dedicargli del tempo e continuare a farlo sentire esclusivo. “La mamma adesso fa un gioco solo con te”.

– valorizzare i suoi bisogni e i suoi tempi; trasmettergli sempre un messaggio rassicurante e di fiducia proprio in questa sua fase di crescita e insicurezza.

– evitare di ripergli “tu sei grande” perché  non possiamo pensare che si senta grande improvvisamente

L’alleanza con le educatrici

Quando il vostro bambino frequenta il nido o la scuola d’infanzia si inserisce in un contesto sociale costituito da altri bambini e adulti. Le educatrici  (gli educatori maschi sono rarissimi purtroppo!) sono professioniste dell’educazione, spesso di lunga esperienza, con il compito di co-educare con voi i bambini. Conoscendo le dinamiche dall’interno, sappiamo bene quanto possono aiutare i genitori e sostenerli nel loro difficile ruolo. Non in un’ottica giudicante o critica (spesso anche loro sono genitori e capiscono bene cosa si prova in certe situazioni), ma con l’intento di lavorare insieme per il benessere dei bambini. Dunque il nostro suggerimento è proprio quello di affidarvi il più possibile a loro, collaborando in squadra, mettendovi in gioco, non certo delegando loro tutti gli aspetti educativi. Infatti si riescono ad ottenere dei cambiamenti in positivo solo se si procede in modo coerente e condiviso a scuola e in famiglia. Un classico esempio è il momento del passaggio dal pannolino al water: concordate con il nido o la scuola le modalità per provare a stimolare il bambino al controllo sfinterico e attuatele anche a casa. Nessuno purtroppo ha soluzione in  tasca, spesso si deve procedere per tentativi e in modo diverso da bambino a bambino, ma sostenendosi l’un l’altro anche negli eventuali fallimenti si potranno ottenere buoni risultati.

Allattamento al seno e asilo..

Torniamo al tema molto intimo e personale che riguarda l’allattamento al seno. Ci avete chiesto in tante  in questo periodo dedicato agli Inserimenti negli asili nido se fosse giusto o sbagliato interrompere anche l’allattamento al seno soprattutto per i piccoli di età compresa tra i 12 e 24 mesi. Riassumendo potremmo dire che:

1. Non vi è un tempo giusto o sbagliato, ma dipende dalla storia e dalla relazione di ogni coppia mamma-bambino

2. Non sentitevi giudicate, ma cercate di fare ciò che vi rende più tranquille e sicure e ciò che crediate sia meglio per il vostro bambino

3. Cercate sostegno in figure professionali adeguate, in grado di accogliere i vostri timori o paure

4. È vero che sarebbe preferibile che il piccolo non venisse più allattato al seno poiché notiamo che talvolta possono fare più fatica ad accettare la distanza dalla figura materna e possono piangere maggiormente, ma dipende sempre dal tipo di bambino e dal rapporto che ogni madre instaura con lui. Se vi trovate in situazioni simili, affrontate l’argomento con le Educatrici e il vostro Pediatra per valutare insieme come affrontare il problema.

5. Sicuramente, per esperienza, sappiamo che sarà più facile smettere solo nel momento in cui si è affrontato il problema con se stesse e si è decise nel portare avanti questa nuova strada. L’ambivalenza crea confusione e disorienta il piccolo che sarà ancora più insofferente.

 

Troppa tecnologia fa male..

Il dibattito è caldo in questi giorni sull’utilizzo o meno dello smartphone a scuola, dato che ormai si tratta di un oggetto indispensabile per le giovani generazioni. Per quanto riguarda i bambini invece vi invitiamo caldamente a non esagerare e a fare in modo che non acquisti un valore fondamentale.  È triste osservare come i bambini fin da piccolissimi riescano a maneggiare e subire il fascino di questi oggetti, ma la colpa non è certo loro..si tratta di una colpa sociale che riguarda e coinvolge noi tutti. Ormai il continuo bisogno di guardare il telefono, maneggiarlo e navigare è talmente un gesto automatico e naturale che è difficile stabilire un limite per i più piccoli. Perché non dovrebbero utilizzarlo se sono circondati da una comunità adulta che vive perennemente al telefono? Dovremmo riflettere insieme e impostare delle regole sociali condivise in grado di aiutare i bambini e gli adolescenti a capire quanto sia nocivo e dannoso l’utilizzo dello smartphone che in qualche modo ci allontana dal resto del mondo e ci fa dimenticare il piacere di stare insieme. Purtroppo dovendo essere realisti in tanti casi è ormai troppo tardi..ma non perdiamo mai la speranza né la volonta’ di un cambiamento. 

 

 

Inglese? Con Berlitz!

Tempo di corsi e di nuovi propositi..se volete far fare una nuova esperienza al vostro bambino da anni siamo legate al Metodo Berlitz col quale collaboriamo tra Roma e Milano.

Ci piace perché: si tratta di un inglese giocato e divertente, non competitivo ma propositivo che offre la possibilità di compiere un’esperienza: di socializzazione in primo luogo e poi di scoperta della lingua. Il metodo si basa su un continuo feedback dell’insegnante che segue il gruppo di bambini. Gli insegnanti sono madrelingua e preparati ad accogliere i bisogni delle diverse età. Per i piccoli (3-6 anni) c’è il corso Mimi & Me. I programmi sono Primary (3-5 anni) e Starter (5-6 anni) e le lezioni sono basate sul concetto del learning by doing. La lingua inglese viene raccontata e spiegata mediante il continuo uso di canzoncine e filastrocche e giochi di gruppo per rendere la lezione divertente e ricca di stimoli nuovi.  

Provate e sperimentare di persona le prove gratuite per i vari corsi. Vi aspettiamo!

 

 

“Quando arriva la mia mamma?”

“Quando arriva la mia mamma?” non è solo la frase che sentiamo di più in questo inizio d’anno nei tanti asili che seguiamo, ma è anche un piacevole libretto che prova a descrivere lo scorrere del tempo gli occhi di un bambino. Per un bambino piccolo infatti un minuto o due ore possono equivalersi soprattutto se in quell’istante sta sperimentando la distanza dalla mamma o da una figura di forte riferimento emotivo per lui. Ci sembra una buona occasione per leggerlo e sfogliarlo insieme, e nel contempo rivedere insieme tutti quei gesti e rituali che compongono la routine di ogni bambino all’asilo. Letto in compagnia della mamma o del papà è ancora più incoraggiante.  Settembre e Metà Ottobre sono dei mesi emotivamente intensi per chi inizia il nido o affronta il passaggio alla Scuola dell’Infanzia. Come tutti i cambiamenti hanno bisogno di tempo per essere metabolizzati.

Quando arriva la mia mamma?, scritto da Isabella Paglia, Ed. Arka

a  Ed. Arka

 

 

Dito sempre in bocca?

Non preoccupatevi: non siete né i primi, né gli ultimi genitori alle prese con un figlio con il dito perennemente in bocca. E’ giusto però che ad un certo punto decidiate che questa abitudine sta  diventando eccessiva e rischia di rovinare la struttura dei denti del vostro bambino. Come fare per toglierlo definitivamente? Come diciamo sempre non esiste una soluzione magica che vada bene per tutti i bambini , ma si possono fare diversi tentativi per provare a superare il problema. Abbiamo notato che mettere sul ditino peperoncino o altri gusti o odori fastidiosi non porta a molto, se non far arrabbiare il bambino che si sente preso in giro dall’adulto. Anche le spiegazioni razionali non funzionano molto perchè i bambini sono troppo piccoli e sono troppo legati al gesto di succhiare il dito in quanto rappresenta una coccola per loro, un’abitudine che rassicura e contiene le ansie. Provate a spostare la necessità di contenimento con l’utilizzo di un peluche, una bambola o un nuovo giochino al quale il bambino possa affezionarsi. Inventate una storia che parla di un bambino tanto legato al suo ditino che non riusciva a fare a meno di ciucciarlo in ogni situazione e che poi con l’aiuto di una fatina o di un nanetto del bosco impara a non usarlo più. Attraverso le fiabe i bambini si immedesimano nel protagonista e colgono molti aspetti che li riguardano senza però coinvolgersi troppo emotivamente. Anche la lettura dei libri può essere un valido aiuto per superare alcuni “inspiegabili attaccamenti” , ad esempio “Anna e il dito in bocca”, “La principessa con il dito in bocca”…Vedrete poi che con il tempo il bambino crescerà e non avrà più la stessa necessità di trovare un contenimento, ma sposterà l’interesse su molte altre cose (socializzazione, giochi, libri, disegni…).

Papà a Milano!

Aspettiamo Tutti i Papà per un incontro sulla funzione paterna in cui affronteremo il ruolo padre nel percorso di crescita dei propri figli e vedremo insieme come sono cambiati i Papà di oggi e quanto sono importanti all’interno del nucleo familiare. Si tratta di un incontro gratuito in stretta collaborazione con Piano C (che ha condotto il sondaggio nazionale sui papà) Berlitz Milano. Giovedì 28 Settembre presso la Scuola Dada’ in Corso Italia 66, Milano ore 18.30. Vi aspettiamo dopo il lavoro per un fine giornata un po’ diverso dal solito.  Avanti Papà!

Vaccinazioni: perché sono importanti

L’anno educativo è iniziato ed è già caos per quanto riguarda la tematica dei vaccini. Mammechefatica sostiene in modo fermo e convinto l’importanza delle vaccinazioni nei bambini piccoli come forma di tutela e rispetto di sé stesso e della comunità.  Invitiamo i genitori fortemente in dubbio a confrontarsi per avere una visione più completa anche dal punto di vista pratico. Ci dispiace leggere le notizie di cronaca di questi giorni e constatare tristemente che alla fine chi ne paga le conseguenze sono i bambini. Sono loro che non possono frequentare strutture educative e poter compiere le prime esperienze di socializzazione condivisa cosi’ importanti per la loro crescita. Fino a che punto è giusto essere così drastici? Possiamo proteggere i bambini in una campana di vetro? Come si sentiranno i bambini respinti che non potranno continuare a giocare all’asilo perché non vaccinati?Non si tratta di essere buoni o cattivi, si tratta di scegliere di proteggere il proprio figlio e di conseguenza anche il gruppo dei pari di cui fa parte. Ci interessa il vostro punto di vista in merito come genitori o educatrici.