Letture sotto l’ombrellone..

L’estate è la stagione migliore per dedicarsi alla lettura, alla fantasia e al racconto. MammeCheFatica propone una serie di letture originali, divertenti, ma che trasmettono sempre dei valori che noi riteniamo pedagogicamente importanti.

  • Spiaggia magica di Crockett Johnson, ed. Orecchio Acerbo racconta di due bambini che scrivono dei desideri sulla sabbia e…magicamente si realizza!
  • Le regole dell’estate di Shaun Tan ed. Rizzoli parla di due bambini australiani che  devono seguire 17 buffissime regole e faranno incontri particolari con robot, animali giganti, mostri ecc..
  • Vacanze da Ufo di Clea Dieudonnè, ed. Terre di mezzo. Il libro piace moltissimo prima di tutto perchè ha un formato speciale: si legge in verticale allungandosi fino a 3 metri! Inoltra racconta l’arrivo di tanti turisti nella Grande Città, tra cui anche un certo alieno..
  • Per fare il ritratto di un pesce di Petite Pascalè, ed. Orecchio Acerbo. Sono due storie: quella di alcuni bambini che pescano e quella di un pittore in attesa di ritrarre un pesce perfetto.
  • Sulla collina di Sarah Linda e Davies Benji ed. Marco Polo. Anche se non ha un tema tipicamente estivo, ve lo suggeriamo caldamente in questo vincitore del Premio Andersen 2016 come miglior libro per bambini dagli 0 ai 6 anni. Il libro racconta l’evolversi di un’amicizia a due, la gelosia e la condivisione. Bellissime illustrazioni!

Dunque..relax, crema solare e…buona lettura! 🙂

Cosa raccontare ai bambini di questo periodo difficile…

Cosa raccontare ai bambini di questo tragico luglio? Non è troppo presto parlare di atti terroristici, rabbia e violenza? A seconda dell’età, spiegate ai bambini ciò che sta succedendo mantendo un tono rassicurante che infonda fiducia. I bambini avvertono per primi le nostre ansie e le nostre paure. Evitate di far vedere loro il telegiornale e se sono grandi invece commentate i fatti insieme: rappresenta un ottimo modo per condividere anche le immagini più forti e strazianti. Cerchiamo sempre di offrire delle spiegazioni concrete e realiste utilizzando parole semplici e chiare. E offriamo loro considerazioni che possano far germogliare un senso critico verso la società di cui facciamo parte. Non parlarne in casa può  essere una scelta, ma crediamo sia più giusto che possano apprendere le notizie e le informazioni (soprattutto le più brutte) proprio dai genitori e non in modo indiretto dalla scuola e dai compagni. I genitori hanno il compito di rassicurare in questi casi e di restituire al proprio figlio la serenità perduta e trasmettere il più possibile il senso di civiltà partendo dalle piccole cose. È importante capire piuttosto che giudicare. È importante attivare un atteggiamento di tipo empatico e “mettersi nei panni di” piuttosto che ignorare la realtà che ci circonda.

Potrebbe essere un ottimo strumento per i futuri cittadini del mondo che stiamo crescendo. 

 

 

Le ricette di Aurora!

Mettete una cena super che riunisce amici e parenti nella campagna imperiese. Tra una portata e l’altra la nostra cugina Aurora (appassionata e esperta di dolci) ci racconta di una serie di dolci da proporre ai bambini. “Perché in estate si può sperimentare tra i fornelli e magari si trova anche qualche aspirante chef o pasticcere”. Lei ci propone: La torta ai “sette vasetti”

Ecco l’occorrente: 1 vasetto di yogurt (da usare come unità di misura, facile anche per i piccoli!), 2 vasetti di zucchero, 3 vasetti di farina, 1 vasetto di olio, 3 uova intere, 1 pizzico di sale, scorza di un limone,1 bustina di lievito, frutta a piacere.

Mescolare tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo (per ultimo il lievito sciolto in un po’ di latte). Unire all’impasto la frutta (le fragole vanno benissimo) lasciandone da parte due manciate. Ricoprire una teglia con carte da forno e versarvi il composto. Aggiungere la frutta rimasta. Infornare a forno caldo a 180 gradi per 30 min. (La torta risulterà cotta quando uno stuzzicadenti inserito nel dolce risulterà asciutto e pulito. Una volta raffreddata procedere con una spolverata di zucchero a velo!

Amaretti con mascarpone e cocco!

Occorrente: 250 gr. di amaretti duri, 250 gr. di mascarpone, farina di cocco q.b., caffè (caffettiera media).

Preparare il caffè e metterlo in un recipiente. Quando è freddo immergere due alla volta gli amaretti in modo che non si sbriciolino e mettere su un amaretto (nella parte piatta) un po’ di mascarpone e chiudere con l’altro amaretto imbevuto nel caffe’ come i  baci di dama per intendersi. Infine girarlo nella farina di cocco!  Procedere così fino al termine degli amaretti. Sistemare i dolcini su un vassoio e riporlo in frigo per 2/3 ore prima di servire. 

I bambini a seconda dell’età vi aiuteranno a preparare e mescolare gli impasti. L’idea di fare qualcosa e poi di essere assaggiato insieme riscuote sempre molto successo! Buon divertimento e a presto con nuove sfiziose ricette!

Grazie Aurora!!!

Bimbi e Genitori al mare: paura dell’acqua?!….

Mammechefatica al mare: osservatorio prezioso per poter capire le ansie dei genitori e i bisogni dei bambini. Ci sono molte madri che iniziano ad allertare i bambini ancora prima di andare in spiaggia. È importante dare poche regole e chiare. È importante far capire che bisogna rispettarle poiché il mare è grande e con lui non si scherza. Detto questo crediamo sia giusto anche concedere loro un po’ di “libertà” di giocare con la sabbia, fare una pozza con l’acqua e nascondere i piedi nella sabbia… Se avete molta paura dell’acqua cercate in tutti i modi di non proiettare le vostre ansie sui piccoli. Fatevi aiutare piuttosto coinvolgendo una persona fidata che possa far apprezzare i primi tuffi in acqua oppure state semplicemente a riva attrezzando il piccolo con braccioli o salvagente. In caso di mare mosso evitate il bagno e valorizzate la raccolta di conchiglie o alghe (procurate una valida alternativa o piuttosto inventate una gita). È molto difficile quando si è piccoli accettare la frustrazione del non poter entrare in acqua e capirne il motivo. 

Se invece è il bambino a temere l’ acqua, Mammechefatica consiglia di insistere, ma in modo progressivo e graduale onde evitare un atteggiamento oppositivo da parte del piccolo. A seconda dell’età proponiamo di partecipare a un corso di acquaticità e di nuoto per prendere confidenza e superare la paura con l’aiuto di insegnanti esperti.

Lasciamo che i bambini facciano i bambini!

Cosa intendiamo dire con questo titolo? Che troppo spesso notiamo come gli adulti inconsapevolemnte spingano i bambini ad essere molto più grandi dell’età anagrafica che hanno vestendoli da ragazzini, considerandoli alla pari o ancora affidando loro responsabilità che non dovrebbero avere. Ogni cosa a suo tempo, diciamo  spesso. E’ chiaro che se trattattiamo i nostri bambini come se fossero già adolescenti o giovani adulti che non possono fare certi errori, loro poi manifesteranno in qualche modo un certo disagio e noi faremo fatica a gestirli. Dunque i cosiddetti capricci sono assolutamenti normali, i pianti di notte per venire da noi nel lettone anche, le ginocchia sporche e sbucciate dopo un pomeriggio di giochi idem. Perchè invece delle volte pretendiamo che i bambini siano dei robottini perfetti, che superino le tappe evolutive senza fatiche e che, anzi, siano già in grado di capire temi da adulti quando gli facciamo delle ramanzine inutili e troppo complesse? Forse siamo noi che abbiamo fretta che crescano, abbiamo troppe aspettative su di loro perchè se sono precoci possiamo esserne orgogliosi come genitori? Riflettiamoci bene, ne va del loro benessere futuro.

In estate poca Tv ok?!…

Mammechefatica esorta i genitori a limitare il più possibile l’utilizzo della Tv almeno in estate! Favoriamo al massimo la possibilità di giocare all’ aria aperta (caldo permettendo). La scuola e l’asilo sono finiti, ma non per questo si deve restare in casa davanti alla tv. Anche la città offre diversi stimoli e se invece preferite stare in casa per il caldo eccessivo organizzate un po’di compagnia: un “merendik” con dei compagni di Asilo o di scuola è una valida alternativa! Basta veramente poco per trasformare un pomeriggio noioso in un tempo divertente.

A seconda dell’ età dei vostri bambini potete scegliere un tema e coinvolgerli in varie attività: creare dei costumi o dei travestimenti, mettere in scena un piccolo pezzo teatrale, inventare l’ organizzazione della tavola, o crearsi semplicemente un rifugio per giocare a “fare finta di”. L’ aspetto importante è l’atmosfera di gioco che si viene a creare. Tutto ciò la televisione (seppure utile in tante circostanze) non è in grado di dare! No?!?

 

 

Le provocazioni dei bambini: com’è meglio comportarsi?

Spesso l’oppositività e la provocazione sono associate alla fase adolescenziale, dove i figli stanno crescendo e biologicamente sentono la spinta a rifiutare i genitori e gli adulti in generale. In realtà, a livelli inferiori, anche nei bambini piccoli si possono riscontrare moti di rifiuto, opposizione, rabbia e provocazione. A partire dai due anni circa, infatti, i bambini imparano a capire di essere persone distinte dai genitori, con il potere di affermare la propria volontà. Dunque iniziano i cosiddetti capricci (termine dispregiativo che non approviamo molto), i “No”, le urla e le sfide. In qualche modo è come se il bambino chiedesse provocatoriamente a mamma e papà: “Mi vuoi bene anche se faccio il monello?”. Se la reazione dei grandi è ferma, ma anche comprensiva, i bambini riceveranno quel senso di fiducia fondamentale per poter crescere in armonia. Se invece gli adulti trasmettono un messaggio giudicante, che suona come un’ etichetta indelebile (“Sei un monello, cattivo, intrattabile!”), alla lunga i figli non faranno altro che confermare l’idea che gli altri hanno di lui. Riflettiamo sull’influenza enorme che i comportamenti degli adulti hanno sui bambini in fase evolutiva.

Sapete gestire l’imprevisto con i bambini?

Quando si hanno bambini piccoli o si lavora con essi l’ imprevisto è sempre dietro l’angolo… l’ aspetto importante che sottolineamo sempre negli asili e ai genitori è appunto il fatto di riuscire a tenerlo in considerazione. Tutti i programmi più dettagliati e precisi potrebbero crollare in un nano secondo! Sta a noi e alla nostra capacità di problem solving riuscire a trovare la soluzione più giusta a seconda della circostanza e delle esigenze. Talvolta non è facile poiché non possiamo confrontarci nè condividere le scelte e dobbiamo agire d’istinto: riuscire ad individuare il meno peggio o il piano B  non è sempre immediato. È importante in ogni caso, mantenere un atteggiamento che ci permetta di non arrabbiarci troppo, né ‘andare in escandescenza’ poiché tutto ciò potrebbe far preoccupare i bambini e aumentare di conseguenza il loro stato di ansia e di pianto.

Che si tratti di un imprevisto, di un incidente, di una caduta…cercate di mantenere la calma, e proteggere il bambino e voi stessi. Purtroppo agitarsi ed entrare nel panico in certe situazioni peggiora solo le cose.

 

 

 

Si possono interpretare i disegni dei bambini?

Assolutamente sì, i professionisti del settore considerano il disegno alla pari delle libere associazioni degli adulti: i bambini lo utilizzano per esprimere le proprie emozioni, desideri ed eventuali disagi. Ma quali criteri si devono considerare per valutare un disegno? Senz’altro l’età del bambino, il contesto in cui l’ ha prodotto, i colori utilizzati, il tratto grafico, l’utilizzo dello spazio, le cancellature, il contenuto, la spiegazione verbale che dà alle sue creazioni e molto altro. Ma è bene ricordare che queste valutazioni spettano solo ai clinici, persone competenti che possono integrare questi dati con le informazioni ricavate dalla raccolta dell’anamnesi del bambino, dal colloquio/osservazione di gioco e da altri test. Quindi cosa possono fare i genitori? Possono raccogliere i disegni, osservarne l’evoluzione, commentarli con i bambini, farsi raccontare il contenuto e avvicinarsi al loro mondo interno, magari facendo ipotesi, ma lasciando le conclusioni solo agli adetti ai lavori che si possono consultare quando si ha l’impressione che qualcosa non stia andando bene.

Raccolta differenziata? Sì, ma giocando!

Mammechefatica invita tutti i bambini a giocare alla raccolta differenziata! “In che senso??”, vi starete chiedendo voi.. Non è difficile da spiegare ai bambini, ma crediamo sia importante coinvolgerli in modo attivo per responsabilizzarli e far in modo che buttino via gli avanzi di cibo (speriamo pochi!) nell’umido e il resto nel contenitore del secco e ovviamente separino la carta dalla plastica e dal vetro. La raccolta differenziata per i bambini piccoli si può trasformare in un gioco, o meglio, in un’ esperienza tattile. Mamma, papà, proviamo?! Con un po’ di pazienza e di tempo a disposizione facciamo scoprire al nostro bambino la consistenza della carta e della plastica e indichiamo loro dove bisogna gettare i vari materiali. I più grandicelli potrebbero, invece, in questi giorni di vacanza, fare delle etichette simpatiche da attaccare nella zona apposita e ricopiare lo schemino dell’Azienda che si occupa dei rifiuti su cosa mettere e cosa non mettere nei vari cestini.

L’abbiamo scritto più volte: la raccolta differenziata è importante da far fare ai bambini già da piccoli per renderli futuri cittadini responsabili dell’ambiente.

Ricordiamoci sempre che i bambini più delle parole memorizzano i gesti: se in famiglia si è sensibili e attenti nel separare gli avanzi, la carta e la plastica e così via.. sarà immediato e naturale per loro imitare mamma e papà in questo processo.

Quindi forza, Grandi e Piccini,  Differenziatevi !!!!!!