L’importanza della cena: insieme

È molto importante riuscire a cenare insieme ai vostri figli. Se sono piccoli, la cena rappresenta un momento di unione. Pensate che vi hanno aspettato per tutto il giorno! Saranno ben contenti di vedervi a tavola e poter anche assaggiare qualche cibo nuovo dal vostro piatto! Se sono più grandi quindi più autonomi sarà significativo il racconto della giornata per tutti. A scuola come al lavoro per imparare a capire i vari punti di vista e le diverse esigenze. Di solito durante il momento della cena ci si concentra sull’aspetto della convivialità (aiuta anche a mangiare con più facilità e interesse) senza dover ricorrere alla TV che inevitabilmente distrae. Per i bambini più timidi e poco propensi a parlare proponetegli di farvi una serie di domande su cosa avete fatto di preciso e se è stata una buona giornata per voi. (Anziché fare domande a loro, provate a responsabilizzarli in questo modo!). E’ un valido esercizio per migliorare le proprie capacità linguistiche e imparare ad attirare l’attenzione di tutti, sperimentando in famiglia senza quindi sentirsi a disagio o intimoriti.

 

 

 

Che fatica allattare!

Ieri ci è arrivata una mail di una neomamma addolorata perché non riesce ad allattare al seno il suo bimbo: abbiamo pensato di risponderle pubblicamente essendo questo un argomento che interessa molte persone. È importante ricordare che non tutte le donne possono allattare in modo naturale il proprio piccolo perché non hanno latte, perché soffrono per vari motivi (ragadi ecc..) o sono troppo debilitate dopo il parto. Questo non significa che siano meno adeguate delle madri che invece riescono a farlo senza difficoltà. L’allattamento è un momento molto delicato, intriso di emozioni forti e talvolta contrastanti. Tanto amore certo, ma anche paura e talvolta angoscia causata da un’ inconsapevole fantasia di venire in qualche modo “divorate” dal proprio bambino che richiede in continuo il contatto con il seno. In questo caso è importante essere ascoltati da qualcuno di esperto che non giudichi, ma che sappia indirizzare la madre verso la scelta più giusta per lei e per il proprio figlio in quel momento. In fondo anche l’allattamento al biberon può essere un momento magico nella coppia madre-bambino, non sottovalutiamolo!

I nonni: preziosa risorsa

I nonni costituiscono un valido aiuto nella gestione dei nipotini, in particolare se piccoli. Sono una risorsa preziosa e contribuiscono alla gestione della famiglia come possono. Dal nostro punto di vista psicopedagogico è importante e saggio definire i compiti e in che cosa possono contribuire onde evitare fastidiose invasioni di campo che creano scompiglio in famiglia. Molto spesso i genitori rivendicano ai nonni di viziare troppo i nipotini o concedere loro troppe cose ma i nonni, non devono occuparsi della gestione pedagogica, piuttosto hanno il piacevole compito di tramandare il senso delle tradizioni, di raccontare il loro vissuto e di giocare con i nipotini e leggere loro tante storie. I nonni mirano al lato ludico, al piacere di vedere crescere i figli dei loro figli e offrono alla nuova famiglia un aiuto notevole anche dal punto di vista economico! Non sono di corsa, hanno un rapporto con il tempo più equilibrato e hanno aspettative diverse da quelle dei genitori.

A tutti i nonni che conosciamo e abbiamo incontrato in questi anni va tutto il nostro riconoscimento!

È mio! È tutto mio! Esercizi di condivisione tra i piccoli

“E’ mio!” Quante volte sentiamo questa frase se siamo a contatto con i bambini piccoli, in particolare tra i 16-24 mesi. Questa fase è assolutamente comprensibile, per un bambino che vuole indicare il senso di appartenenza e di possesso. È possibile aiutare in modo concreto il piccolo a gestire questa forte emozione?

  • Certamente il nostro sostegno si concretizza nell’esempio e nel gesto. (È mio! È tutto mio! = Proviamo, mantenendo un tono e una modalità scherzosa, a prendere il gioco tanto conteso e a ripetere le sue parole.)
  • Spiegare durante la giornata,in un momento tranquillo, che i giochi anche se nostri, possiamo prestarli per un po’ di tempo. Provate a dividere i giochi insieme, messi infila sul tappeto. Devono visualizzare in modo pratico quello che stiamo dicendo.
  • E’ molto difficile accettare di giocare insieme e accettare queste regole un po’ da grandi e non ancora metabolizzate del tutto.
  • Non serve punire o minacciare (se si continuasse a verificare questa situazione). Piuttosto è più efficace una chiaccherata veloce e sintetica.(I bambini non hanno mai tempo per i discorsi dei grandi!).
  • Non demoralizzatevi, capita a tutti i bambini. L’importante è dare loro un limite per aiutarli a gestire meglio questa nuova sensazione. Tra le tante proposte citiamo il libro “E’ mio!” di Leo Lionni ed.Fatatrac che piace molto ai piccoli lettori. Per garantirvi che anche le rane probabilmente hanno questi problemi!

Parlare con i bambini in modo efficace

La comunicazione con i bambini, qualsiasi sia la loro età, è sempre fondamentale. Apparentemente sembrano piccoli per capire, ma non è così: se anche non conoscono alcuni termini, senz’altro colgono il senso e il tono affettivo usato dall’adulto. Come parlare quindi con loro in modo efficace?

 

  • Attirare la loro attenzione, assicurandosi il contatto visivo e abbassandoci alla loro altezza
  • Usare parole semplici, concrete
  • Evitare discorsi troppo lunghi e contorti
  • Il tono deve essere calmo, ma anche autorevole, se necessario
  • Non utilizzare minacce o ricatti affettivi (“Se continui così non ti vogliamo più bene” oppure “..me ne vado” perché fanno presa sulle angosce infantili peggiori)
  • Verbalizzare tutte le emozioni, anche quelle negative (rabbia, delusione, tristezza..)
  • Non ingannarli, né prenderli in giro
  • Se facciamo una promessa, va mantenuta!

Siete d’accordo con queste indicazioni?

Inserimento al nido e senso di colpa materno

Settembre e’ il mese degli inizi e delle nuove avventure, anche educative. Per chi sta affrontando (o dovrà affrontare) l’inserimento al nido o alla scuola d’infanzia è il periodo dei distacchi e dei pianti. Quei pianti (talvolta intensi e dolorosi dei vostri bambini) che vale la pena condividere per cercare di alleviare il senso di colpa e di inadeguatezza che sperimenta spesso la figura materna. Sono sensazioni che hanno provato tutte le mamme, almeno una volta, se non di più. Sì tratta di un momento difficile da spiegare, più facilmente comprensibile solo da chi lo ha già sperimentato. In ogni caso vi invitiamo a parlarne con le educatrici della vostra struttura, perché si sa che ogni nostra ansia e preoccupazione viene assorbita anche dal piccolo che altrimenti riceve un messaggio poco coerente e non riuscirebbe ad inserirsi e ambientarsi nel nuovo gruppo-vita del nido. Come tutte le nuove sfide, ci vuole tempo e pazienza anche nel tollerare il pianto. Un suggerimento? Dopo il tempo del nido, trascorrere se potete, del tempo insieme senza fare (quasi) nulla di particolare. Il vostro bambino ha bisogno di essere rassicurato e di “ritrovare fiducia e ottimismo per le sfide della vita” avrebbe detto G.Rodari. Raccontategli della vostra giornata e della sua giornata con gli altri bambini e le educatrici. Questo serve per fargli capire (attraverso la voce materna) che lo stare al nido può essere col tempo un’esperienza costruttiva significativa. Anticipate la possibile richiesta dello stare in braccio: non è un vizio, ma un bisogno da accogliere nei primi tempi. Leggete tanti libretti e giocate insieme. (Il classico gioco del “Bau.. Settete” non è altro che un antico rituale sulla relazione: ci sono-non ci sono-torno.

Buon lavoro Mamme & Papà!

 

Come facilitare l’uso del water

Come aiutare il bambino nel delicato passaggio dal pannolino al water, passando per il vasino? Come aiutare i genitori (siete tantissimi e non riusciamo a rispondere a tutti) ad affrontare questo momento nel modo più naturale possibile?Questo post è dedicato a tutti i piccoli alle prese con i primi giorni di asilo e ai loro genitori che sicuramente saranno preoccupati perché non ancora autosufficienti nel gestire la pipì/cacca. Tanti bambini preferiscono chiedere il pannolino per fare la cacca e sentirsi al sicuro. Chiedono all’adulto un rifugio sicuro. In questa fase di solito non accettano ancora il water, anzi lo concepiscono come strumento portatore di ansie e paure e subentra fin da subito un atteggiamento di totale rifiuto. In questi casi suggeriamo di provare a cambiare il nostro atteggiamento. Anziché chiedere al bambino “ti scappa?” “Proviamo ad andare in bagno?” provate a sospendere tutte le vostre richieste e coinvolgerlo piuttosto in modo pratico e attivo nelle dinamiche bagno. Ad esempio chiedendogli di cambiare la carta igienica o pulire con una spugnetta o giocare con bambole o altro. Questo spazio è fondamentale perché permette al bambino di ambientarsi e di sentirsi piu’ sicuro e a suo agio. A chi ci scrive che le ha “provate tutte e non c’è nulla da fare” rispondiamo di sperimentare anche questi suggerimenti e di rivedere e modificare il proprio atteggiamento (giustamente pieno di aspettative). In questi lunghi anni, abbiamo avuto il piacere di incontrare davvero tanti bambini alle prese con lo spannolinamento e vi assicuriamo che tutti, ognuno con i suoi tempi, ha capito tramite l’esperienza ed ha interiorizzato il movimento fino a diventare naturale.

 

 

 

Distacchi: mamma & bambino

L’ingresso o il ritorno al nido, ma anche alla scuola dell’infanzia, sono caratterizzati molto spesso da un periodo intenso di pianti ed emozioni forti da parte del bambino che non vuole e fa fatica a lasciare la mamma o il papà. Ci vuole tempo perché accetti il nuovo ambiente e prenda confidenza con le figure di riferimento. La difficoltà sta nel fatto che si tratta di pochi passaggi, che però devono avvenire in modo chiaro e sicuro, attraverso i quali il bambino intuisce che non verrà abbandonato o lasciato solo. Verrà consolato, e poi lentamente introdotto nel gruppo, sempre mediante il prezioso supporto dell’ educatrice di riferimento. Le figure genitoriali, se aiutate e ben supportate, possono attivare una modalità e un comportamento facilitante e collaborativo, anche se sappiamo quanto sia difficile dover lasciare il proprio bambino in lacrime a qualcun’altro. E qui non c’è libro o consiglio che tenga. C’è solo una forte sensazione di vuoto e senso di colpa che affiora, con la quale sappiamo di dover convivere. Detto questo, però, nei momenti di ricongiungimento è importante nominare il luogo, i nomi degli altri bambini, delle educatrici, e far accettare attraverso la voce materna e paterna il nido come luogo di incontro e di giochi, di esperienze positive e di vita.

 

Letture che fanno bene

Siamo in periodi di inserimenti e distacchi e le emozioni che circolano fra Mamme, Papà e figli sono molto intense (gioia per l’inizio di una nuova avventura, ma anche ansia, senso di colpa, paura..). Perché non comprenderle meglio e provare ad elaborarle attraverso un buon libro? Ecco qui dei suggerimenti bibliografici sul tema..buona lettura!

Per i genitori:

La mamma poi torna- A. Bortolotti

Per chi vuole approfondire da un punto di vista teorico, ecco i manuali d’eccellenza:

Una base sicura- J. Bowlby

Attaccamento e inserimento- S. Mantovani e L. Saitta

Distacchi e altri addii- G. Schelotto

Per i bambini:

A più tardi- J. Ashbè

Cosa fanno le mamme mentre i bambini sono alla scuola materna?- L. Gleeson