Quando mangiare da soli preoccupa…

Tra i 9 e i 12 mesi generalmente i piccoli iniziano a mangiare ed apprezzare anche i cibi più solidi.

Come gestire però le nostre ansie a riguardo? Dal nostro punto di vista possiamo dire che è importante che il bambino sperimenti e assaggi un po’ tutto (spicchio di mela,grissino,pane etc) poiché solo in questo modo imparerà a masticare e deglutire bene, dall’ altro lato invitiamo sempre a far assaggiare i cibi in modo corretto onde evitare problemi. Il bambino deve stare seduto sul seggiolone (meglio sedi fronte a noi) e qualora mettesse tutto in bocca in modo esagerato l’adulto deve essere pronto e (lucido mentalmente) a toglierlo dalla bocca.

Fate spicchi o pezzetti piccoli e se offrite qualcosa di intero (come un biscotto ad esempio) controllate che tutto proceda bene senza essere troppo in ansia altrimenti si perde il gusto di imparare a  mangiare. Mangiare in modo autonomo rappresenta una conquista fondamentale nello sviluppo psico-fisico del bambino. Ricordiamo che si tratta di un passaggio naturale che abbiamo affrontato tutti. Solitamente se il bambino mangia o prova a mangiare da solo si sente meno frustrato e più soddisfatto. Ai più affamati date loro poco cibo per volta però!!!!

 

Come preparare i piccoli al rientro…

Per preparare i bambini al rientro è bene prima iniziare a preparare noi stessi. Inutile iniziare a stressarsi per date e scadenze ancora lontane però è anche importante organizzare il mese di Settembre che per molti bambini rappresenta l’inizio di una grande avventura: l’inserimento al nido o all’asilo.

Di solito invitiamo i genitori a coinvolgere i piccoli nella raccolta “simbolica” di qualche sassolino, conchiglia o pigna da portare in classe come ricordo vivo dell’estate. Per i bambini rappresenta un momento carico di significati da non sminuire! (è vero che si tratta solo di piccoli oggetti ma hanno un forte contenuto emotivo poiché ci ricordano il tempo trascorso insieme in famiglia, tempo che ora bisogna imparare a gestire anche senza, trovando il piacere del gruppo e la scoperta di giochi  e rituali nuovi). Mentre ci si concentra sulla raccolta dei materiali si spiegano al piccolo le novità e i cambiamenti che avverranno. Parlarne e spiegare riteniamo sia il modo più efficace per comunicare e prepararsi mentalmente. Come diciamo sempre agli incontri ( mentre parliamo a lui rassicuriamo anche noi stessi). Leggete e sfogliate insieme qualche libretto sull’Asilo e preparate la sacchetta insieme! Sono tutti momenti che aiutano a contenere l’ansia per la grande novità e il cambiamento che sta per avvenire.

Che libri consigliare ad una futura mamma?

MammeCheFatica propone una serie di libri interessanti, professionalmente validi, ma con un linguaggio accessibile per le future mamme, ma anche per papà, nonni, zii o appassionati della materia. Alcuni sono dei grandi classici, altri meno famosi, ma tutti ugualmente ben scritti. Fateci sapere se li avete letti e concordate con noi! Ecco la nostra TOP FIVE:

  1. “A piccoli passi” di Silvia Vegetti Finzi con Anna Maria Battistin
  2. “Come allevare un bambino felice” di Francoise Dolto
  3. “La bella stagione: dieci lezioni sull’infanzia e l’adolescenza” di Fulvio Scaparro
  4. “Il bambino nascosto” di Alba Marcoli
  5. “Educare alla libertà” di Maria Montessori

Se viaggiate con i piccoli…

Se viaggiate con i bambini piccoli in aereo o in treno/in nave è bene tenere presente alcune “regoline” per far sì che l’avventura diventi tale e non si trasformi in un incubo!

Mammechefatica consiglia di: – rassicurare il piccolo nella fase di decollo (allattarlo se prende il latte materno) o dargli  comunque il ciuccio. Se sono più grandi rassicurarli con la voce bassa e dando loro la mano.

– utilizzare sempre un tono di voce basso cercando di non imporre troppi divieti al bambino ma valorizzare piuttosto ciò che può fare: un disegno, un collage, ritagliare con le forbicine, giocare con un pupazzo..

– in caso di capricci e pianti cercate di mantenere un atteggiamento calmo e rassicurante senza innervosire ulteriormente il bambino e voi stessi. Proponetegli una valida alternativa in modo convinto. “Guarda guarda cosa c’è…aspettava proprio te” evitate le domande: “vuoi questo o quello? Cosa vorresti?” Vi garantiamo che in un momento di instabilità emotiva è meglio non avere alternative e potersi concentrare solo su un gioco.

Buon viaggio!!!

 

Dieci cose da fare questa estate con i nostri bambini

Ecco le dieci cose da fare assolutamente questa estate con i nostri bambini:

  1. Rilassiamoci veramente e insieme a loro (vi sembrerà strano, ma ci stupiranno!!)
  2. Respiriamo aria nuova
  3. Creiamo un album dei ricordi
  4. Torniamo un po’ bambini anche noi
  5. Facciamo almeno una volta con loro il nostro gioco preferito di quando eravamo piccoli
  6. Sporchiamoci le mani impastando/pitturando/incollando.. senza preoccuparci troppo della pulizia della casa (siamo in vacanza anche noi, no??!)
  7. Coccoliamoci tanto
  8. Leggiamo e/o inventiamo molte storie fantasiose
  9. Cuciniamo insieme
  10. Strappiamo qualche eccezione alle regole (sempre sacrosante, per carità, ma in vacanza possono essere lievemente più morbide se lo ritenete opportuno)

Come crescere un bambino sicuro di sé?

Questo è un dilemma per tutti i genitori che -naturalmente- desiderano il meglio per il loro figlio…Purtroppo nessuno è in grado di infondere magicamente sicurezza e serenità nei bambini, ma senz’altro ci sono comportamenti da parte degli adulti che possono contribuire a favorire una crescita sana ed equilibrata. Se mamma e papà sono sicuri, fiduciosi e ottimisti per primi, il figlio non può che risentirne positivamente, ad esempio. Infatti fin dai primissimi giorni di vita i bambini assorbono il clima emotivo in casa e le relazioni fra gli adulti che lo circondano, facendole proprie. Inoltre i piccoli si specchiano nel viso della mamma- in particolare- per sapere come interpretare una situazione, quindi, a seconda dell’espressione materna, il bambino avrà una certa reazione piuttosto che un’altra. Infine, più che le parole d’affetto (importanti, naturalmente), contano i gesti, le espressioni, il contatto fisico. Le coccole e gli abbracci contengono fisicamente il bambino, lo rassicurano e lo fanno sentire accolto e importante. Ad una prima lettura tutto questo può sembrare facile, ma non lo è perché i genitori sono esseri umani, compiono degli errori, hanno mille motivi per essere arrabbiati, delusi, frustrati e tristi e non sempre riescono ad essere teneri e calorosi (anche perché in alcuni casi da bambini non hanno ricevuto questi gesti e non sanno ora come metterli in atto). Ci vuole pazienza, poche pretese da sé, ma è necessario essere sempre pronti ad interrogarsi e mettersi in discussione.. ricordiamoci tuttavia che i figli sanno essere molto indulgenti con i genitori imperfetti e continuano ad amarli e idealizzarli.

Ancora violenza al nido..

Ancora violenza al nido, questa volta in un asilo privato a Milano. La domanda viene spontanea: come fare a capire se la struttura e il personale educativo sono idonei e socialmente adatti a svolgere questo lavoro? Purtroppo non è una questione di telecamere o meno..ci sono aspetti ben più profondi e difficili da affrontare come ad esempio il continuo controllo del personale educativo che deve essere sempre alla ricerca di un costante equilibrio, sia dal punto di vista professionale, sia dal punto di vista umano. Da qui nasce il bisogno e l’importanza della supervisione psicopedagogica che noi per prime offriamo: il poter condividere le fatiche del lavoro educativo (vi garantiamo, porta a livelli di stress notevoli), il non sentirsi soli davanti ai problemi dei genitori o dei bambini, il fatto di poter esser affiancato da figure professioniste in grado di rielaborare, offrire stimoli e punti di vista nuovi.  Crediamo fortemente che se già avvenisse questo lavoro in tutte le strutture, ci sarebbero sicuramente altri problemi, ma meno gravi. di questi. Ricordiamo sempre che il nido nasce come struttura educativa con l’ obbiettivo di aiutare la donna-madre lavoratrice a conciliare lavoro e famiglia. Cosi’ facendo, di questi tempi, l’immagine del nido suscita ansia e diffidenza. Cerchiamo di valorizzare le strutture che credono fortemente nel senso e nei valori educativi. Cerchiamo di contenere il panico e l’ansia (che inevitabilmente proiettiamo sui bambini). Creiamo punti di ascolto e di condivisione attiva. 

 

 

Chi c’è dietro MammeCheFatica??

Talvolta per chi ci segue dal blog o dai social è difficile dare un volto e un ruolo a MammeCheFatica, se non ci ha mai incontrato personalmente. Abbiamo deciso quindi di ripresentarci una ad una perché, in fondo, il nostro lavoro si basa su una relazione umana. Siamo due sorelle, Marta Stella e Sara Luna, con la passione della pedagogia e della psicologia infantile. Marta, la maggiore, ha una lunga esperienza nella gestione di asili nidi, di supervisione di èquipe educative e laboratori creativi e di letture animate. Sara, la più piccola, è psicologa e psicoterapeuta e si occupa di bambini, adolescenti, ma anche di adulti. Insieme, da tempo, proponiamo progetti a sostegno della genitorialità presso aziende, asili, scuole, associazioni, librerie ecc.. formando genitori, operatori, educatrici e baby-sitter (andate alla pagina delle collaborazioni per farvi un’idea). Il blog dal 2011 raccoglie una serie di riflessioni sulla fatica di allevare serenamente un bambino piccolo, sull’essere genitori o educatori, alternate ad una serie di proposte originali di incontri per adulti o laboratori per bambini.

Siamo sempre più contente del lavoro che svolgiamo (con entusiasmo, coerenza e professionalità) e avere il feedback positivo delle persone che incontriamo ci dà ancora più energia per continuare questo percorso! Grazie a tutti voi che ci seguite quotidianamente e, come sempre, siamo a disposizione se ci volete scrivere a info@mammechefatica.it!!!!

Letture sotto l’ombrellone..

L’estate è la stagione migliore per dedicarsi alla lettura, alla fantasia e al racconto. MammeCheFatica propone una serie di letture originali, divertenti, ma che trasmettono sempre dei valori che noi riteniamo pedagogicamente importanti.

  • Spiaggia magica di Crockett Johnson, ed. Orecchio Acerbo racconta di due bambini che scrivono dei desideri sulla sabbia e…magicamente si realizza!
  • Le regole dell’estate di Shaun Tan ed. Rizzoli parla di due bambini australiani che  devono seguire 17 buffissime regole e faranno incontri particolari con robot, animali giganti, mostri ecc..
  • Vacanze da Ufo di Clea Dieudonnè, ed. Terre di mezzo. Il libro piace moltissimo prima di tutto perchè ha un formato speciale: si legge in verticale allungandosi fino a 3 metri! Inoltra racconta l’arrivo di tanti turisti nella Grande Città, tra cui anche un certo alieno..
  • Per fare il ritratto di un pesce di Petite Pascalè, ed. Orecchio Acerbo. Sono due storie: quella di alcuni bambini che pescano e quella di un pittore in attesa di ritrarre un pesce perfetto.
  • Sulla collina di Sarah Linda e Davies Benji ed. Marco Polo. Anche se non ha un tema tipicamente estivo, ve lo suggeriamo caldamente in questo vincitore del Premio Andersen 2016 come miglior libro per bambini dagli 0 ai 6 anni. Il libro racconta l’evolversi di un’amicizia a due, la gelosia e la condivisione. Bellissime illustrazioni!

Dunque..relax, crema solare e…buona lettura! 🙂

Cosa raccontare ai bambini di questo periodo difficile…

Cosa raccontare ai bambini di questo tragico luglio? Non è troppo presto parlare di atti terroristici, rabbia e violenza? A seconda dell’età, spiegate ai bambini ciò che sta succedendo mantendo un tono rassicurante che infonda fiducia. I bambini avvertono per primi le nostre ansie e le nostre paure. Evitate di far vedere loro il telegiornale e se sono grandi invece commentate i fatti insieme: rappresenta un ottimo modo per condividere anche le immagini più forti e strazianti. Cerchiamo sempre di offrire delle spiegazioni concrete e realiste utilizzando parole semplici e chiare. E offriamo loro considerazioni che possano far germogliare un senso critico verso la società di cui facciamo parte. Non parlarne in casa può  essere una scelta, ma crediamo sia più giusto che possano apprendere le notizie e le informazioni (soprattutto le più brutte) proprio dai genitori e non in modo indiretto dalla scuola e dai compagni. I genitori hanno il compito di rassicurare in questi casi e di restituire al proprio figlio la serenità perduta e trasmettere il più possibile il senso di civiltà partendo dalle piccole cose. È importante capire piuttosto che giudicare. È importante attivare un atteggiamento di tipo empatico e “mettersi nei panni di” piuttosto che ignorare la realtà che ci circonda.

Potrebbe essere un ottimo strumento per i futuri cittadini del mondo che stiamo crescendo.