Bimbi e Genitori al mare: paura dell’acqua?!….

Mammechefatica al mare: osservatorio prezioso per poter capire le ansie dei genitori e i bisogni dei bambini. Ci sono molte madri che iniziano ad allertare i bambini ancora prima di andare in spiaggia. È importante dare poche regole e chiare. È importante far capire che bisogna rispettarle poiché il mare è grande e con lui non si scherza. Detto questo crediamo sia giusto anche concedere loro un po’ di “libertà” di giocare con la sabbia, fare una pozza con l’acqua e nascondere i piedi nella sabbia… Se avete molta paura dell’acqua cercate in tutti i modi di non proiettare le vostre ansie sui piccoli. Fatevi aiutare piuttosto coinvolgendo una persona fidata che possa far apprezzare i primi tuffi in acqua oppure state semplicemente a riva attrezzando il piccolo con braccioli o salvagente. In caso di mare mosso evitate il bagno e valorizzate la raccolta di conchiglie o alghe (procurate una valida alternativa o piuttosto inventate una gita). È molto difficile quando si è piccoli accettare la frustrazione del non poter entrare in acqua e capirne il motivo. 

Se invece è il bambino a temere l’ acqua, Mammechefatica consiglia di insistere, ma in modo progressivo e graduale onde evitare un atteggiamento oppositivo da parte del piccolo. A seconda dell’età proponiamo di partecipare a un corso di acquaticità e di nuoto per prendere confidenza e superare la paura con l’aiuto di insegnanti esperti.

Lasciamo che i bambini facciano i bambini!

Cosa intendiamo dire con questo titolo? Che troppo spesso notiamo come gli adulti inconsapevolemnte spingano i bambini ad essere molto più grandi dell’età anagrafica che hanno vestendoli da ragazzini, considerandoli alla pari o ancora affidando loro responsabilità che non dovrebbero avere. Ogni cosa a suo tempo, diciamo  spesso. E’ chiaro che se trattattiamo i nostri bambini come se fossero già adolescenti o giovani adulti che non possono fare certi errori, loro poi manifesteranno in qualche modo un certo disagio e noi faremo fatica a gestirli. Dunque i cosiddetti capricci sono assolutamenti normali, i pianti di notte per venire da noi nel lettone anche, le ginocchia sporche e sbucciate dopo un pomeriggio di giochi idem. Perchè invece delle volte pretendiamo che i bambini siano dei robottini perfetti, che superino le tappe evolutive senza fatiche e che, anzi, siano già in grado di capire temi da adulti quando gli facciamo delle ramanzine inutili e troppo complesse? Forse siamo noi che abbiamo fretta che crescano, abbiamo troppe aspettative su di loro perchè se sono precoci possiamo esserne orgogliosi come genitori? Riflettiamoci bene, ne va del loro benessere futuro.

In estate poca Tv ok?!…

Mammechefatica esorta i genitori a limitare il più possibile l’utilizzo della Tv almeno in estate! Favoriamo al massimo la possibilità di giocare all’ aria aperta (caldo permettendo). La scuola e l’asilo sono finiti, ma non per questo si deve restare in casa davanti alla tv. Anche la città offre diversi stimoli e se invece preferite stare in casa per il caldo eccessivo organizzate un po’di compagnia: un “merendik” con dei compagni di Asilo o di scuola è una valida alternativa! Basta veramente poco per trasformare un pomeriggio noioso in un tempo divertente.

A seconda dell’ età dei vostri bambini potete scegliere un tema e coinvolgerli in varie attività: creare dei costumi o dei travestimenti, mettere in scena un piccolo pezzo teatrale, inventare l’ organizzazione della tavola, o crearsi semplicemente un rifugio per giocare a “fare finta di”. L’ aspetto importante è l’atmosfera di gioco che si viene a creare. Tutto ciò la televisione (seppure utile in tante circostanze) non è in grado di dare! No?!?

 

 

Le provocazioni dei bambini: com’è meglio comportarsi?

Spesso l’oppositività e la provocazione sono associate alla fase adolescenziale, dove i figli stanno crescendo e biologicamente sentono la spinta a rifiutare i genitori e gli adulti in generale. In realtà, a livelli inferiori, anche nei bambini piccoli si possono riscontrare moti di rifiuto, opposizione, rabbia e provocazione. A partire dai due anni circa, infatti, i bambini imparano a capire di essere persone distinte dai genitori, con il potere di affermare la propria volontà. Dunque iniziano i cosiddetti capricci (termine dispregiativo che non approviamo molto), i “No”, le urla e le sfide. In qualche modo è come se il bambino chiedesse provocatoriamente a mamma e papà: “Mi vuoi bene anche se faccio il monello?”. Se la reazione dei grandi è ferma, ma anche comprensiva, i bambini riceveranno quel senso di fiducia fondamentale per poter crescere in armonia. Se invece gli adulti trasmettono un messaggio giudicante, che suona come un’ etichetta indelebile (“Sei un monello, cattivo, intrattabile!”), alla lunga i figli non faranno altro che confermare l’idea che gli altri hanno di lui. Riflettiamo sull’influenza enorme che i comportamenti degli adulti hanno sui bambini in fase evolutiva.

Sapete gestire l’imprevisto con i bambini?

Quando si hanno bambini piccoli o si lavora con essi l’ imprevisto è sempre dietro l’angolo… l’ aspetto importante che sottolineamo sempre negli asili e ai genitori è appunto il fatto di riuscire a tenerlo in considerazione. Tutti i programmi più dettagliati e precisi potrebbero crollare in un nano secondo! Sta a noi e alla nostra capacità di problem solving riuscire a trovare la soluzione più giusta a seconda della circostanza e delle esigenze. Talvolta non è facile poiché non possiamo confrontarci nè condividere le scelte e dobbiamo agire d’istinto: riuscire ad individuare il meno peggio o il piano B  non è sempre immediato. È importante in ogni caso, mantenere un atteggiamento che ci permetta di non arrabbiarci troppo, né ‘andare in escandescenza’ poiché tutto ciò potrebbe far preoccupare i bambini e aumentare di conseguenza il loro stato di ansia e di pianto.

Che si tratti di un imprevisto, di un incidente, di una caduta…cercate di mantenere la calma, e proteggere il bambino e voi stessi. Purtroppo agitarsi ed entrare nel panico in certe situazioni peggiora solo le cose.

 

 

 

Si possono interpretare i disegni dei bambini?

Assolutamente sì, i professionisti del settore considerano il disegno alla pari delle libere associazioni degli adulti: i bambini lo utilizzano per esprimere le proprie emozioni, desideri ed eventuali disagi. Ma quali criteri si devono considerare per valutare un disegno? Senz’altro l’età del bambino, il contesto in cui l’ ha prodotto, i colori utilizzati, il tratto grafico, l’utilizzo dello spazio, le cancellature, il contenuto, la spiegazione verbale che dà alle sue creazioni e molto altro. Ma è bene ricordare che queste valutazioni spettano solo ai clinici, persone competenti che possono integrare questi dati con le informazioni ricavate dalla raccolta dell’anamnesi del bambino, dal colloquio/osservazione di gioco e da altri test. Quindi cosa possono fare i genitori? Possono raccogliere i disegni, osservarne l’evoluzione, commentarli con i bambini, farsi raccontare il contenuto e avvicinarsi al loro mondo interno, magari facendo ipotesi, ma lasciando le conclusioni solo agli adetti ai lavori che si possono consultare quando si ha l’impressione che qualcosa non stia andando bene.

Raccolta differenziata? Sì, ma giocando!

Mammechefatica invita tutti i bambini a giocare alla raccolta differenziata! “In che senso??”, vi starete chiedendo voi.. Non è difficile da spiegare ai bambini, ma crediamo sia importante coinvolgerli in modo attivo per responsabilizzarli e far in modo che buttino via gli avanzi di cibo (speriamo pochi!) nell’umido e il resto nel contenitore del secco e ovviamente separino la carta dalla plastica e dal vetro. La raccolta differenziata per i bambini piccoli si può trasformare in un gioco, o meglio, in un’ esperienza tattile. Mamma, papà, proviamo?! Con un po’ di pazienza e di tempo a disposizione facciamo scoprire al nostro bambino la consistenza della carta e della plastica e indichiamo loro dove bisogna gettare i vari materiali. I più grandicelli potrebbero, invece, in questi giorni di vacanza, fare delle etichette simpatiche da attaccare nella zona apposita e ricopiare lo schemino dell’Azienda che si occupa dei rifiuti su cosa mettere e cosa non mettere nei vari cestini.

L’abbiamo scritto più volte: la raccolta differenziata è importante da far fare ai bambini già da piccoli per renderli futuri cittadini responsabili dell’ambiente.

Ricordiamoci sempre che i bambini più delle parole memorizzano i gesti: se in famiglia si è sensibili e attenti nel separare gli avanzi, la carta e la plastica e così via.. sarà immediato e naturale per loro imitare mamma e papà in questo processo.

Quindi forza, Grandi e Piccini,  Differenziatevi !!!!!!

“Vuoi questo? O quello?”…

“Che cosa vuoi fare? Questo o quello?” Quante volte sentiamo queste domande rivolte ai bambini. Il tema della scelta è complesso e va contestualizzato. Viviamo in un mondo fin troppo ricco di stimoli e di cose da scegliere..e la domanda quindi da parte dell’adulto sorge in modo spontaneo e talvolta anche inconsapevole. Pero’così facendo cosa trasmettiamo ai nostri bambini?Che cosa vogliamo comunicargli? Saper scegliere tra tante proposte è sempre difficile e spesso diventa un’operazione complessa che sfocia in capricci infiniti.

Mammechefatica suggerisce di provare a cambiare strategia e iniziare col tempo a limitare la scelta tra due oggetti per poi arrivare (gradualmente) ad invertire la domanda: “facciamo questo tra poco!”. Se utilizziamo un tono rassicurante i bambini percepiscono fiducia.Se utilizziamo la domanda, i bambini percepiscono ambiguità e fragilità da parte nostra. Valutiamo sempre quanto rappresenta un nostro bisogno (il fatto di chiedere una conferma) e quanto invece rappresenti un bisogno reale e concreto.

Che cosa facciamo, ci proviamo?!!!!!!!?

 

Piccoli rimedi anticaldo..

L’ estate è arrivata, il caldo è esploso…in attesa di portare i bambini al mare o in montagna vediamo come affrontare il problema in città. S,i sa il caldo afoso genera insofferenza anche tra i bambini che spesso interrompono il sonno e in molti casi diminuisce anche l’appetito. Ecco alcune strategie anticaldo:

– vestire i piccoli con indumenti freschi e leggeri, onde evitare l’esplosione di sudamina (in particolare vicino al cuoio capelluto) e cambiare spesso le lenzuola del lettino

– dare loro acqua, tisane a temperatura ambiente (il finocchio piace molto!) e succhi freschi centrifugati o frullati

– proporre più spuntini durante il giorno per chi perde l’appetito e non ha voglia di mangiare (evitando di ricorrere alla tv però!)

– nelle ore calde in cui il parco o i giardini sono inarrivabili proponete loro di giocare con l’acqua! In bagno o sul terrazzo, un po’ di bottigliette di plastica e un imbuto e farete la loro felicità! Oppure lavate qualche bambola o macchinina che aveva bisogno di una bella ripulita!

– evitate di tenere per troppe ore i bambini con l’aria condizionata accesa oppure areate il locale e poi spegnete: non fa molto bene ai piccoli..parola di Mammechefatica!

 

 

 

Il senso del risparmio si può imparare da piccoli?

Assolutamente sì! Come tutte le cose, si apprende in fretta anche a non sprecare soldi e a risparmiarli, innanzittutto dall’esempio dei genitori. Se mamma e papà trasmettono una modalità adeguata di utilizzare i soldi (spendere quando è necessario o quando si vuole fare uno strappo alla regola per una sorpresa o un regalo, ma senza esagerare), i figli imparano presto a dare il giusto valore al denaro. Imparano anche ad essere generosi con chi ne ha bisogno e ad accantonare piccoli risparmi per esaudire un desiderio in futuro. E’ chiaro che per i bambini, soprattutto fino alla fine della scuola primaria, il denaro non deve rappresentare una preoccupazione, un motivo d’ansia o di senso di colpa, qualora ci fossero delle difficoltà economiche in casa, perchè i bambini non vanno coinvolti nelle questioni dei grandi. Tuttavia è importante dare spiegazioni e insegnare loro il valore del nostro lavoro e dello stipendio che guadagniamo con il nostro impegno, senza accettare di comprare qualsiasi cosa desiderino (anche se ce lo possiamo permettere).