Bozen: una città a misura di famiglia..

Il centro storico

Avete in programma un week end con i pargoli ma non sapete dove andare? Siete alla ricerca di una meta semplice e organizzata? MammeCheFatica vi consiglia in assoluto una cittadina perfetta per bebè e bambini: Bolzano/Bozen. Facilmente raggiungibile col FrecciaArgento da Milano e Roma può essere una buona occasione per un week end diverso dal solito. Il centro storico è piccolo, molto curato e pieno di passeggini! Avrete il piacere di passeggiare sotto i portici, apprezzare Piazza Walther e Piazza delle Erbe con il suo mercatino di frutta e verdura e prodotti tipici.

Hotel Stadt

Il fiume Talvera

Per una bella passeggiata e un tocco di natura potete esplorare la zona del torrente Talvera, distesa di prato organizzata dove i bambini (dai piccoli ai grandi) possono sbizzarrirsi tra giochi, sabbiere, scivoli, pista di skate e persino il primo Parco Giochi Inclusivo d’Italia (inaugurato a Settembre 2016) studiato specificatamente per i bambini disabili dove vi è la possibilità di sperimentare l’altalena (dalla Svezia con apposito schienale e poggiatesta) e altri giochi per stimolare la deambulazione. MammeCheFatica ha provato la calorosa accoglienza dell’Hotel Stadt che affaccia direttamente su Walther Platz (non perdetevi il centro benessere per una pausa rigenerante!) e la colazione a buffet (super!) tra dolci tipici e pane di segale fatto in casa (quanto ci mancherà!). Per chi preferisce la soluzione dell’appartamento vi consigliamo invece il residence Fink sempre in pieno centro! Per una merenda golosa un salto da Peter Cafè per assaggiare i dolci tipici dell’Alto Adige o un gelato artigianale (tutto con latte bio).

Dolci speciali di Peter cafè

Se siete con i bambini, una scivolata nel negozio di giocattoli Gutweniger è d’obbligo..sarà difficile farli uscire: preparatevi!

Se la giornata è accompagnata da un brezel, una buona birra artigianale, un assaggio di speck e di canederli ancora meglio! Bolzano e la magia dell’Alto Adige con la loro Accoglienza tipica (con la A maiuscola) vi aspettano e vi faranno sentire come a casa!.

p.s. da queste parti sono talmente abituati ai bambini che appena ne arriva uno in un locale verrete accolti col seggiolone d’ordinanza per il piccolo ospite!  Per maggiori informazioni e dettagli vi consigliamo il sito dell’azienda di soggiorno e turismo bolzano-bozen.

a presto!

 

 

 

“Piccoli bulli e cyberbulli crescono”

MammeCheFatica sente il bisogno sempre attuale di tornare a parlare di bullismo e dei suoi atteggiamenti violenti attraverso un libro: “Piccoli bulli e cyberbulli crescono” di Anna Oliviero Ferraris,( ed. Bur Rizzoli) nota psicologa e psicoterapeuta che con i suoi saggi offre da anni un ottimo contributo all’interno del panorama psicopedagogico italiano.

Ci piace perché: offre uno strumento valido e concreto agli adulti genitori e insegnanti per capire la dimensione reale in cui vivono certi bambini e adolescenti che sono vittime di atti di violenza e aggressività, non solo fisica, ma anche virtuale. Nel libro vengono descritti numerosi esempi e testimonianze che sono, a nostro avviso, fondamentali per capire e analizzare il contenuto di certe azioni anche violente. Interessante è il capitolo sulla Prevenzione che appunto inizia in Famiglia. L’autrice spiega quanto sia importante attivare una comunicazione autentica e un dialogo costante con i propri figli fin da piccoli. “Un clima rigidamente gerarchico e autoritario dove il controllo viene esercitato con dure punizioni fisiche, così come all’opposto, la mancanza di limiti e regole, produce facilmente bambini con scarse capacità relazionali e sociali che si lasciano guidare da reazioni causali e comportamenti antisociali”.

Vi invitiamo a leggere il libro e a condividere anche se i figli sono ancora piccoli e pensate che “non sia ancora giunto il momento”. Il tempo aiuta ad iniziare a pensare a come affrontare il problema.

 

Che bell’esempio..leggete qui..

L’avrete letto anche voi, nei giorni scorsi, la notizia (bella finalmente) di un’azienda di Zanè in provincia di Vicenza gestita dal presidente Roberto Brazzale che ha deciso di offrire ai suoi dipendenti uno stipendio in più a chi decide di allargare la famiglia e diventare genitore. È ovvio che il problema economico non si risolve con uno stipendio ma ci sembra essere un buon incoraggiamento e un modo per farsi carico di certe responsabilità. Sappiamo bene che comunque un gesto concreto di questo tipo può rappresentare un valido aiuto anche dal punto di vista mentale. È incoraggiante sapere che c’è qualcuno che si prende cura di te e del tuo bambino. È un bel gesto di Genitorialità Condivisa se vogliamo di cui si parlava l’altro giorno, e ci auguriamo che possa essere preso come esempio anche da tante altre aziende.

 

“Diamo voce ai Papa’”: il sondaggio di Piano C

Mammechefatica torna a parlare della campagna nazionale lanciata da PianoC (con la partnership di Alley Oop- il Sole 24 Ore, maam-maternity as a master, Generali Italia, Ikea, Doxa) sul tema della Paternità. Ieri eravamo alla Camera dei Deputati ad assistere alla Conferenza Stampa. Oltre all’enorme soddisfazione “E’ stata una fatica intervistare tanti papà, scavare in profondità e concedere loro tempo e ascolto, ma anche una scelta comunicativa forte quella di tenere per mesi l’immagine di un papà in un contesto prettamente femminile come Piano C”, così spiegava la Direttrice Generale del Coworking di Milano, Sofia Borri. Dall’analisi dei dati emerge nel complesso un forte bisogno di rappresentare questo concetto di Paternità e di renderlo concreto anche sul piano lavorativo. La maggior parte dei padri intervistati esprimono il bisogno e la volontà di occuparsi dei loro figli piccoli per condividere la crescita dei bambini insieme al partner. Dal nostro punto di vista psicopedagogico la ricerca condotta da Piano C è stata e sarà molto utile per restituire il senso di consapevolezza attorno a questa parola forse ancora troppo astratta. Con l’augurio che appunto venga valorizzata e compresa da tutti: dalla politica alle aziende, alle famiglie e ai bambini contenti di avere dei padri che (senza sensi di colpa) si occuperanno anche della loro crescita socioemotiva. 

Ps il sondaggio continua fino a Giugno, papà consapevoli restate sintonizzati!

Anche le bambine ribelli hanno le loro storie della buonanotte

Tutti ne parlano e anche MammeCheFatica non poteva trattenersi dal leggere un libro per l’addormentamento dedicato alle “bambine ribelli”. Stiamo parlando di “Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie“, di Francesca Cavallo ed Elena Favilli, ed. Mondadori (224 pp).

Di cosa si tratta? Del bestseller per bambini e ragazzi del momento: un libro che narra di 100 donne, grandi e piccole, che in qualche modo, con la loro volontà e il loro coraggio hanno cambiato il mondo. Nel libro inoltre sono presenti delle illustrazioni create da 60 donne provenienti da diversi paesi che ne arricchiscono il contenuto.

Perché ne parliamo? Perché dagli otto/nove anni si può iniziare a sognare sul proprio futuro con l’esempio di queste donne reali, ma straordinarie, che, invece di sperare passivamente nel Principe Azzurro, si sono rimboccate le maniche e hanno contribuito a rendere migliore il mondo.

A MammeCheFatica piace perché è importante sostenere sin da piccoli il ruolo della donna, alla pari di quello dell’uomo. Trasmettere l’idea che tutti hanno pari valore e  dignità è fondamentale per crescere con serenità, ma è altrettanto importante capire quali successi si possano ottenere con la passione, l’impegno e il coraggio delle proprie idee, anche se “ribelli”.

..Sogni d’oro!..

Il Cambiamento…

Come gestire un cambiamento improvviso di rotta? Capita a tutti dover far fronte ad uno (o più ostacoli) non calcolati nella quotidianità..Come fare ad affrontare il cambiamento e soprattutto come proporlo ai bambini? In primo luogo dobbiamo essere in grado di affrontare questa nuova sfida in chiave positiva e sforzarsi di concepire il cambiamento come possibilità fino a prima magari neanche considerata. Cambiare e accettare il cambiamento come risorsa ci sembra la modalità giusta di accostarsi ad esso e anche quella da trasmettere al nostro bambino. Così facendo, egli intuisce che ci sarà qualcosa di nuovo ma non avvertirà paura e smarrimento poiché si sentirà in qualche modo protetto e rassicurato. Ancora una volta parlare e spiegare ai piccoli è fondamentale; chiedete sempre la collaborazione delle educatrici o delle maestre che saranno un valido aiuto per capire e gestire questa nuova fase che vi attende. Cambiare e dover modificare le proprie abitudini è sempre un processo faticoso e intenso ma è anche indice di crescita e di evoluzione.

Incontro per i papà a Roma..

MammeCheFatica organizza un incontro formativo dedicato ai Papà sul ruolo della crescita dei propri figli. Come è cambiato il rapporto tra padri e figli? Che funzioni ricoprono? Come stanno con i loro bambini?

Vi aspettiamo numerosi Martedì 15 Marzo alle 18.00  presso il Nido la mia Casetta in via del Mascherino 75, (Ottaviano).

Ingresso: 15 euro prenotarsi scrivendo a: info@mammechefatica.it

 

Mamme? Che Fatica!

Noi siamo partite da qui, ormai sei anni fa.. dalla fatica dell’essere madri nella nostra società dove non si può parlare anche degli aspetti difficili della maternità. Dove bisogna sempre essere sorridenti e la depressione post partum è una cosa che non esiste; dove, se chiedi aiuto, non sempre avrai una risposta (di certo non dal Governo); dove se a trenta o quarant’anni non hai un lavoro stabile, o rinunci a creare una famiglia o devi chiedere ancora aiuto ai genitori con la frustrazione che ne consegue. Dove non ci sono asili per tutti i bambini e sei costretta a inserire tuo figlio in un nido privato pagando uno sproposito. Dove tutti sono pronti a giudicarti perché tuo figlio si è sporcato, non dorme, fa troppi capricci, vuole stare sempre in braccio e sta troppo poco tempo con i genitori.

Si può parlare anche di questo: condividere con altre persone come noi la fatica, il senso di colpa, le paure e le incertezze ci fa bene. Ci fa sentire meno isolate e meno “pazze” se qualche volta abbiamo pensato: “Io ora mollo tutti e me ne vado!”. Confrontiamo le nostre esperienze di madri (e padri), non perfetti, ma sufficientemente buoni via mail o sul blog. #MammeCheFatica

E le parolacce?..

Già come la mettiamo con le parolacce? Come comportarsi se a pronunciarle sono i piccoli? Capita a volte di sentire dei bambini tra i 24 e 36 mesi che ripetono le parolacce a scopo puramente imitativo. Ovviamente non comprendono il significato ma intuiscono il senso trasgressivo che la parola può dare. In questo caso invitiamo l’adulto a far finta di niente, senza dare importanza e valutare se questo gesto svanisce presto oppure no. Cerchiamo di limitare e controllare anche il nostro lessico quando parliamo o siamo alla guida..Se invece a dire parolacce sono i bambini più grandi o preadolescenti il discorso cambia ed è giusto intervenire in modo incisivo facendo capire loro che non sembrano più grandi se dicono le parolacce casomai appaiono più fragili e insicuri: una persona sicura non ha bisogno di esprimersi con parolacce o di riempirsi la bocca con termini aggressivi e offensivi. Non limitiamoci a riprendere i ragazzi ma spieghiamo loro il senso per far sì che possano condividere e capire senza fare finta di nulla.

Troppa ansia…

Essere genitori non è un ruolo semplice soprattutto di questi tempi. Immaginare di lasciare il proprio bambino in posti nuovi o con altre persone suscita sempre delle domande interiori molto forti del tipo:” riusciranno gli altri ad intuire ciò di cui avrà bisogno?” “Ce la farà a stare senza di me?”. Sono tutti pensieri che un genitore (spesso la madre) fa inevitabilmente. L’aspetto importante è cercare di contenere l’ansia e non farla trasparire quando non è necessario. A volte basta ascoltarsi quando parliamo con i bambini e capire quanta ansia trapela dalle nostre ripetizioni..Ricordiamo che ai piccoli servono gli esempi e i gesti concreti dei genitori che valgono più di mille parole e che si porteranno con sé da adulti.

Proviamoci insieme.