“Bravo, Bravissimo”

 

“Ma sei bravissimo!”. Quante volte durante il giorno sentiamo il bisogno di gratificare il bambino (in particolare il bambino piccolo) anche se in realtà non sta facendo nulla di eccezionale? È giusto gratificarli e lodarli anche senza motivo? Non rappresenta forse un nostro bisogno o una nostra conferma?Quando ci si riferisce ad un bambino piccolo si ha inevitabilmente un atteggiamento indulgente e si comunica attraverso un canale emotivo più intenso,ma ciò non vuol dire doverlo ringraziare e gratificare tutto il tempo per ogni suo gesto. E’ importante dire loro “hai fatto una cosa difficile” piuttosto che insistere sul concetto morale di bravo o non bravo. Apprezzano molto quando l’adulto riconosce la difficoltà dell’azione (ciò fa sentire grandi) specie se davanti a tutti. Dopo averlo valorizzato, il piccolo può tornare a giocare serenamente e continuare le sue scoperte senza doversi sentire ”prigioniero della lode” e senza restare in attesa di un’ altra conferma.

E voi come fate?

 

Let’s go! si parte!

BERLITZ - Scuola di Lingue - Campi Estivi 2018Let’s go! Si parte! Ci stiamo avvicinando alla meta! Eh già perchè anche se si tratta di una vacanza, per alcuni potrebbe essere la prima esperienza in cui ci si allontana da casa e dai propri affetti e potrebbe non essere così semplice e immediato. Anche per le vacanze e per il divertimento occorre una preparazione! Iniziare a pensare al distacco,ai saluti e al fatto che si inizierà un’avventura non è cosa da poco quando si è piccoli, soprattutto perchè si tratta della prima volta in un posto nuovo. E’ giusto iniziare a pensarci in questo periodo, così in modo progressivo e naturale iniziamo a fantasticare e immaginarci là: tra i boschi del Trentino e la pineta di Montalto..e chissà come faremo a comunicare in inglese..ma certo che ce la faremo! e siamo sicuri che trascorreremo dei momenti speciali tra i misteri di Harry Potter e dei suoi amici..non vediamo l’ora di svelarvi tutto ciò che stiamo preparando…

 

 

Paura di non riuscire a…

Questo post è dedicato ai bambini che in questo periodo stanno affrontando le varie verifiche a scuola, i saggi o i test di fine anno di lingua. Insomma quei bambini che stanno provando il classico mal di pancia (che abbiamo avuto tutti) o altre piccole somatizzazioni date dallo stress e dall’ansia del non riuscire ad essere all’altezza e di temere fortemente la prova a cui si è sottoposti oltre ovviamente al discorso delle aspettative. “Come faccio a dire che la prova non è andata bene?”. In questi momenti è fondamentale il supporto dei genitori che possono:

  • rassicurare il bambino, ridimensionando il problema
  • spiegare loro che i saggi, gli esami, le verifiche e le partite fan parte della vita, non sempre si esce vincenti nonostante gli sforzi, ma in ogni caso fanno parte della nostra esperienza e rappresentano tutti momenti di crescita
  • il problema dell’ansia non si risolve certo stando a casa..ma affrontando le piccole grandi sfide quotidiane
  • leggere e condividere dei libri adatti alla loro età in cui si parla di sfide, successi e sconfitte può essere un valido modo per ‘stare sul problema’ senza ignorarlo
  • Un grande in bocca al lupo a tutti i piccoli che stanno diventando Grandi!

I primi saggi e recite..

 

I primi saggi e le prime recite di fine anno sono un’emozione unica, per i bambini che devono entrare in scena e per i genitori che puntualmente si sciolgono in lacrime!  Invitiamo i genitori a contenere le eventuali ansie da prestazione, preparandosi insieme all’evento in modo il più possibile naturale e tranquillo. Talvolta si sa, tra asilo e scuola l’idea del saggio viene enfatizzata ed amplificata e  può suscitare un senso di tensione e paura nel non riuscire ad essere all’altezza. Comunque l’idea del palcoscenico, tanta gente sono tutti elementi che possono contribuire a far salire la tensione e il batticuore! Però, detto questo, si tratta di un piccolo impegno che ogni bambino deve affrontare anche se immaginiamo con tanta emozione! I saggi e le recite di fine anno sono i primi ‘appuntamenti sociali’, ognuno ha i suoi ricordi d’infanzia. Sono comunque utili poiché rappresentano una delle tantissime prove della vita attraverso le quali si cresce, si cambia si matura. Qualsiasi sia il vostro saggio, dalla danza al judo, dal nuoto al canto o al teatro ci auguriamo possa essere una bella esperienza ricca di emozioni da conservare nel tempo.

 

 

Allattamento: quando smettere?

Premesso che la decisione se smettere o continuare ad allattare va condivisa con il pediatra di riferimento che conosce il bambino e la relativa madre, noi possiamo solo dare una spiegazione dal punto di vista psicopedagogico alle diverse mamme che talvolta ci chiedono: “Come faccio a smettere di allattare?”. Solitamente tendiamo a rassicurarle dicendo che il momento giusto è quello in cui si è convinte che è arrivato il tempo di accettare il distacco dal proprio bambino e iniziare un nuovo modo di relazionarsi. Occorre far capire che può iniziare una nuova modalità di amare, non meno intensa. L’importante è aspettare il tempo giusto poiché non deve essere un obbligo, deve essere un gesto il piu possibile naturale che non toglie ma casomai rinforza il legame madre-figlio. Questo tipo di cambiamento di prospettiva va prima accettato ed elaborato dalla figura materna e poi di conseguenza viene trasmesso al piccolo. Per questo motivo  insistiamo sul fatto che ogni madre ha il suo tempo all’interno del quale deve essere supportata anche dalla figura paterna per un nuovo tipo di relazione. Ci teniamo a sottolineare che la madre non deve avere la sensazione di perdere il proprio piccolo, anzi il distacco dal seno deve rinforzare il legame già esistente ed unico che ogni madre ha con il proprio figlio.

Si tratta di uno dei primi distacchi che segna la crescita del proprio bambino che  scatena emozioni molto importanti.

Le fatiche educative..

E’ tanto tempo che non scriviamo per le Educatrici e per tutti coloro che dell’Educazione ne fanno un lavoro o meglio un mestiere. Ci piace utilizzare il termine mestiere perché contiene quell’aspetto artigianale che deve essere recuperato e valorizzato da tutti. Un pensiero quindi va alle Educatrici e Maestre che ci seguono che in questa ultima parte dell’anno devono raccogliere le energie per continuare il percorso iniziato. Di seguito qualche suggerimento:

– fate attenzione alla vostra voce: solitamente quando si è stanchi si tende ad alzarla e ad irrigidirsi perdendo la voglia di scherzare e giocare con i bambini

– imparare a contenere la propria fatica e impegnarsi per creare una buona atmosfera

– pensare e ripensare ai momenti significativi dell’anno vissuto insieme

–  saper recuperare il sentimento di curiosità e voglia di migliorarsi: il confronto e la condivisione in ambito educativo sono strumenti fondamentali

Come diceva Maria Montessori “l’educatore è un raggio di luce” che deve riuscire ad incantare i suoi bambini. E voi come vi sentite?

 

 

Uff..che noia!!

Avete mai sentito pronunciare queste parole dai bambini di oggi? Noi molto poco, purtroppo. Sapete perché? Perché ormai non permettiamo a nessuno di avere anche un piccolo momento di “nulla facenza”; il vuoto ci spaventa. Così come noi adulti mentre aspettiamo l’autobus o siamo in viaggio da soli tiriamo fuori il cellulare, così offriamo ai bambini qualsiasi tipo di stimolo pur di non farli annoiare, altrimenti.. Altrimenti?? Potrebbero perdere la pazienza, piangere, infastidire, dimenarsi ecc…ma è proprio un sentimento così negativo la noia? Assolutamente no, perché dal non far niente nasce la creatività, il pensiero. Quando abbiamo tutto e non ci manca nulla non abbiamo la necessità di fantasticare, di inventare o di sognare ad occhi aperti. Dunque, permettiamo anche ai più piccoli di tollerare la frustrazione della noia e del non saper cosa fare in modo che possano creare un nuovo gioco o delle nuove storie: così facendo li aiuteremo nella crescita.

W il dolce far niente (soprattutto in questi ultimi giorni di vacanza)!

Bullismo:come prevenirlo

Galleria

Questa galleria contiene 1 foto.

  Come prevenire eventuali atti di bullismo? Come possono intervenire genitori ed insegnanti? Queste e altre sono le domande che ci fate in questi giorni, dove la cronaca ci riporta episodi tristi e desolanti di giovani bulli che deridono e […]

…continua… «Bullismo:come prevenirlo»

Campus Estivi con Berlitz!

 

BERLITZ - Scuola di Lingue - Campi Estivi 2018Se siete genitori o nonni con nipoti della fascia di età compresa tra i 7 e i 14 anni i Campus Estivi Berlitz potrebbero essere una valida opzione. È un partner col quale collaboriamo da tempo e ci troviamo bene e in sintonia. Quest’anno seguiamo la regia pedagogica dei Campus, e vivendoli dall’interno respiriamo l’atmosfera di preparazione e attesa dell’estate. I teachers stanno inventando storie e cacce al tesoro (in english of course!) e le varie settimane avranno diversi temi: Harry Potter, Flintstones e Pirates (per la location di Montalto di Castro). L’obbiettivo è quello di offrire ai bambini e ragazzi un’esperienza. Il tono sarà ludico e informale, l’inglese verra’ insegnato all’aria aperta, e ogni momento della giornata sarà utile per imparare e migliorare fluency e vocaboli. E per i followers di MammeCheFatica un piccolo sconto di benvenuto di €75.

Vi aspettiamo a Fiave’ tra i boschi del Trentino oppure a Montalto di Castro nel viterbese a due passi da Roma. Sul sito trovate i dettagli per le varie date e informazioni pratiche. Nei prossimi post affronteremo più da vicino “come prepararsi al viaggio” per cercare di aiutare e coinvolgere  i bambini e ragazzi più timidi, e permettere a tutti (anche ai genitori) di sfruttare al meglio la vacanza, divertendosi e imparando al tempo stesso.

Vi aspettiamo! Manca poco!!!

 

Guerre, terremoti, attentati o altri eventi traumatici: che parole usare con i bambini?

Siamo purtroppo ancora in tempi di guerra, attentati, incidenti e catastrofi naturali. Può capitare che i bambini anche in età prescolare vedano accidentalmente immagini forti in tv o dal pc, non filtrate dagli adulti. Come tamponare eventuali preoccupazioni? Come rispondere di fronte a domande molto chiare?

Chiaramente non si può mentire ai bambini fingendo che vada tutto bene, ma, prima di spiegare è opportuno chiedere cosa sa lui/lei. “Come mai mi fai questa domanda?”, può essere infatti che il bambino abbia già delle informazioni da altri e non è il caso di confonderlo.

Inoltre si deve dare una risposta semplice, coerente e rassicurante aggiungendo il fatto che certe cose accadono lontano da noi, che, ad esempio, la maggior parte delle persone vuole la pace e che si sta lavorando per questo. Riportare al qui ed ora “Comunque adesso noi siamo qui insieme e ne stiamo parlando”.. per riorientare al presente.

Altra cosa fondamentale è quella di riconoscere ed accogliere lo stato emotivo proprio e del bambino, senza negare. Infine è essenziale mantenere la possibilità in futuro di poter tornare sull’argomento se il piccolo ne avrà desiderio, mantenere con lui una vicinanza fisica autentica e mantenere una routine normale perchè rassicurante.