Il Covid, la socialità e le regole da rispettare

Il periodo post Covid ha modificato rapidamente la vita di noi tutti, partendo inevitabilmente da un punto critico che fatichiamo ad accettare a tutte le età, e cioè la limitazione della socialità e del poter stare insieme. Ci preoccupiamo dei bambini, anche se loro dal nostro punto di vista psicopedagico se la cavano meglio. Sono più disinvolti e nonostante tutto non hanno perso la loro vitalità e voglia di giocare, correre e saltare. Sono anche attenti e concentrati nel far rispettare le regole.. I bambini della scuola dell’infanzia poi sono meravigliosi: non hanno l’obbligo della mascherina, ma spesso la chiedono. Per sentirsi un po’ più vicini a tutti noi e per provare ad imitare il mondo dei grandi. Chi ne risente maggiormente invece sono proprio i genitori, consapevoli dei rischi, stanchi dei limiti e seriamente preoccupati per i figli e i genitori a loro volta. Se c’è una piccola cosa che possiamo fare è sicuramente quella di provare (non è per nulla facile) a non proiettare sui piccoli le nostre ansie e tensioni a riguardo senza per questo negare l’evidenza. I bambini anche se piccoli hanno il dono dell’intuito. E sanno. Magari poi non chiedono per non ferirci.

Fateci caso. 

Il sonno nei piccoli: perché e’ un problema

 

E ora tenetevi forti perché affrontiamo un tema sempre molto caldo…il sonno nei piccoli. Perché è un problema? Perché solo 1 bambino su 5 ha un sonno notturno senza risvegli? Come fare a provare (lo sappiamo si tratta di tentativi) nuove modalità più efficaci? In generale, il genitore si rivolge a noi dopo averle provate un po’ tutte. Tante volte ci si concentra maggiormente sul bambino e il suo comportamento, tralasciando un particolare interessante e pur sempre significativo: il nostro atteggiamento nei confronti del bambino e dell’ambiente in cui è inserito. È vero- lui piange- ma noi cosa facciamo? Come reagiamo al suo pianto? Siamo in grado di accoglierlo e di capirlo? Oppure dormiamo con un piede nel letto e l’altro per terra perché tanto si sveglia? In educazione se vogliamo introdurre dei cambiamenti dobbiamo partire dal nostro. 

  • Quindi dobbiamo da una parte comprendere che il vero sonno si acquisisce lentamente nel corso degli anni generalmente verso i 6-7 anni
  • Nel frattempo occorre offrire loro tutto il bisogno di sicurezza che vanno cercando anche nel sonno
  • Non stravolgere le abitudini di vita in funzione del piccolo ma saperle adattare
  • Accogliere il pianto quando serve
  • Ripetere anche durante il giorno che anche se la notte fa paura insieme la si può affrontare
  • Darsi nel tempo dei piccoli obiettivi concreti come ad esempio addormentarlo nel lettino e non nel lettone (se lo si crede giusto) e imparare a contenerlo mentalmente con la propria voce per far sempre capire al piccolo che non è mai lasciato solo anche se dorme nel suo lettino

Asilo e sonno agitato

Rispondiamo pubblicamente a diverse domande di questa settimana: “Da quando ha iniziato l’asilo si sveglia di notte più volte” cercando di rassicurare i genitori che ci leggono e che si trovano in questa situazione. Può essere ed è assolutamente normale che il piccolo possa avere un sonno più movimentato e richiedere quindi la presenza fisica del genitore. Ha bisogno di essere rassicurato. L’aspetto importante però consiste anche nel riuscire ad affrontare il delicato argomento anche di giorno, parlandone a casa e all’asilo, mantenendo una modalità non giudicante e mai arrabbiata, ricordando sempre che per consolare occorre capire e ascoltare i messaggi metacomunicativi che ci invia il piccolo. I cambiamenti hanno bisogno di tempo. Anche se durante il giorno accetta di giocare e di andare al nido, di notte potrebbe emergere la paura e la fatica del distacco dalle figure genitoriali e dal proprio ambiente.

 

Ricongiungersi dopo la giornata in asilo

Adesso che la maggior parte dei bambini hanno trovato la loro dimensione e si sono ambientati negli asili e nei nidi subentra talvolta una nuova difficoltà: la capacità di ricongiungersi e salutarsi bene dopo la lunga giornata al nido o alla scuola dell’infanzia. Il bambino, specie se piccolo, realizza di aver trascorso la giornata lontano dai genitori solo nel momento specifico in cui li rivede. Quindi è sempre molto importante, soprattutto in questo primo periodo dell’anno, presentarsi all’uscita della struttura e dedicarvi il giusto tempo per far capire al vostro bambino che ora vi ritrovate e starete un po’ insieme. Se dovesse emozionarsi, è perché rivede una persona importante e speciale che siete voi.  Raccontate voi la vostra giornata e poi il piccolo proverà a suo modo. Se dovesse nascondersi o non voler uscire dall’asilo e’ il suo modo per dirvi” vieni a prendermi tu,mi sei mancata molto oggi”. Molti genitori aspettano che siano i bambini ad andare da loro: insistiamo invece perché sia il contrario: è l’adulto che deve intuire il distacco, e la possibile difficoltà del bambino ad accettare il nuovo ambiente. È il genitore che accompagnato mentalmente dalle figure educative torna dal suo bambino, si ricongiunge e ritrova il suo mondo. Come avrebbe detto Recamier: “perdersi per ritrovarsi”.

Poi ci sarà il tempo per chiedere come è stato e cosa ha mangiato, ma prima un forte abbraccio è fondamentale come segnale di rassicurazione.

 

I Cambiamenti: tra necessità e crescita

Questa settimana tornano gli ECM a Cremona, presso il Civico 81. Sì ricomincia col tema del Cambiamento all’interno dell’equipe, con un primo focus sul significato del cambiamento da una prospettiva interna, perché si sa, in educazione prima di poter proporre un cambiamento agli altri (bambini o adolescenti) dobbiamo avere il tempo per capirlo e interpretarlo noi. Il cambiamento negli educatori offre sempre nuove prospettive, occasioni e opportunità ma non è mai un passaggio scontato e può avvenire nella misura in cui vi è una “condizione di apertura e flessibilità”. E poi ancora altra formazione sempre sul tema del cambiamento, ma rivolta alle educatrici dei nidi, con nuove esigenze da ascoltare cercando di mantenere sempre uno spirito e un atteggiamento il più pratico e concreto possibile. Nel frattempo ci chiediamo: come avranno reagito i bambini che hanno cambiato scuola e asilo quest’anno? Che accoglienza avranno ricevuto? E le famiglie? Saranno tranquille o vivranno con diffidenza il posto nuovo? Perché ogni cambiamento, si sa, ci occupa parecchi pensieri ed energie..e vorremmo andassero subito tutti a buon fine, anche se cambiamento fa sempre rima con tempo: non dimentichiamolo nella fretta quotidiana…

Piange ancora: strategie di ambientanento

 

In questo primo mese di ripresa, stiamo girando come al solito per diverse realtà educative. Non abbiamo motivo di nascondere che molti bambini stanno facendo un po’ di fatica ad accettare il nuovo ambiente, alcuni sono passati dalla fase dell’entusiasmo dei primi giorni alla classica e giustissima crisi, poiché hanno realizzato che non si tratta più di una giornata particolare, bensì di una nuova routine. In questi momenti delicati e intensi da un punto di vista socio-emotivo, vi invitiamo a: continuare a dare fiducia e sicurezza al piccolo, anche nei momenti di apparente tranquillità e parlare tanto del nido o della scuola dell’infanzia anche a casa: perché è fondamentale che il piccolo

  • percepisca dalla voce dei genitori che il nido è un buon posto in cui stare e poter fare esperienze ricche e di condivisione.
  • È importante che senta però un’ alleanza concreta educatrici-genitori in grado di andare nella stessa direzione 
  • non occorre darsi tempo se all’interno di questo tempo non si affrontano le criticità e si sperimentano nuove strategie adatte ad ogni individuo
  • non scoraggiatevi se siete in questa fase, ma reagite poiché il bambino impara anche dal vostro comportamento non verbale. Se si sente autorizzato e giustificato, se percepisce il senso di colpa adulto, inevitabilmente un po’ se ne approfitta..ma giustamente: chi non lo farebbe?!

 

Piange al nido: come fare

Periodi di ambientamenti e inserimenti in cui i piccoli piangono. Piangono forte, alcuni senza lacrime, altri con tutta la forza che hanno. Una cosa che non viene mai detta abbastanza e che ripetiamo ogni anno invece e’ che la fase dell’inserimento è lunga e impegnativa per un bambino che deve adattarsi al nuovo ambiente, per nulla semplice e scontato anche se è abituato a stare con tutti e in posti diversi. Questo per far capire che i bambini piangono e talvolta anche per un lungo periodo, soprattutto quando il nido o la scuola dell’infanzia rappresentano un cambiamento forte. Per far accettare il nuovo occorre un lavoro e un’alleanza tra famiglia ed educatrici che devono valorizzarsi nel quotidiano offrendo una continua fiducia e sicurezza al piccolo anche e soprattutto quando non è richiesta da quest’ultimo. Per lavoro ed alleanza intendiamo: capacità di spiegare in modo chiaro e concreto con giochi e parole che

  • il nido ora è faticoso ma può diventare anche piacevole e persino divertente
  • le mamme e i papà tornano                           sempre
  • ci si deve impegnare nel piangere sempre un po’ meno per provare ad ascoltare e osservare quello che ci viene proposto
  • Questi concetti vanno ripetuti, cantati e giocati insieme a scuola e a casa un’infinità di volte anche quando i bambini sono apparentemente tranquilli e secondo l’immaginario collettivo non pare ne abbiano bisogno
  • Non mollare il colpo, mai!
  • Monitorare l’andamento delle giornate e del pianto del piccolo con un continuo dialogo non giudicante e partecipazione attiva tra scuola e famiglia

 

Buona scuola a tutti

 

 

Buona scuola a tutti! Ai piccoli che hanno già ricominciato l’anno e ai bambini della Primaria e adolescenti delle Medie e Superiori. Che sia una prima settimana piena di speranze ed emozioni nonostante tutto! Confidiamo nei bambini, che possano trovare il bello anche in una situazione surreale come quella attuale, che siano in grado di andare oltre le mascherine e il distanziamento sociale al quale dobbiamo attenerci. Bambini diciamo a voi: divertitevi e riappropriatevi delle vostre scuole! Lavorate di fantasia e immaginazione dato che quest’ anno le classi saranno spoglie di giochi e materiali: sara’ però un’occasione unica per volare alto e crescere insieme: dai bambini, ai genitori passando per gli insegnanti. 

 

 

 

 

Parlate di Willy e della violenza ai bambini e ai pradolescenti

In questi giorni la cronaca ci riporta ad un fatto che ci sta facendo riflettere: la morte del giovane Willy di Colleferro (in provincia di Roma) che ha cercato di intervenire in una rissa violenta…sentendo il bisogno di proteggere e difendere un suo amico, che davanti ai suoi occhi stava subendo un’aggressione.

  • Crediamo sia fondamentale commentare insieme ai bambini e ai ragazzi questa vicenda perché la violenza va spiegata e raccontata a parole senza timori, gli va data una forma e un significato preciso per evitare di desiderarla e  tantomeno subirla. 
  • Deve essere un pretesto per capire e cercare risposte del perché tutta quella ferocia e cattiveria da parte del branco
  •  “E tu, ti sei mai sentito con tutta quella rabbia addosso? Cosa avresti fatto se..?” 
  • Farsi delle domande è sempre un gesto importante per cercare di capire ma soprattutto per permettere agli adolescenti di immedesimarsi: “se fosse successo a me magari avrei..”
  • deve essere un invito a farsi un’ idea, un’immagine più concreta della violenza che circola e che talvolta esplode in modo incontenibile sia individualmente che in branco
  • parlatene e parliamone, perché più la si affronta sul piano verbale e comunicativo la si gestisce meglio anche sul piano emotivo
  • ma soprattutto più se ne parla fin da piccoli più si avranno a disposizione gli strumenti utili per crescere degli uomini e delle donne migliori che non hanno bisogno di ricorrere a certi gesti disumani per trovare la loro grandezza

Inserimento fra nido e scuola d’infanzia

Sono iniziati questa settimana i primi inserimenti e ambientamenti presso le varie strutture educative pubbliche e private. Qualche piccolo suggerimento da condividere per fare in modo che sia voi che il vostro bambino/a possiate entrare in asilo e salutarvi nel migliore dei modi possibili, tenendo sempre conto delle mille variabili e imprevisti che caratterizzano la fascia di età 0-36 mesi!.

 

  • create un rituale di saluto: offre sicurezza ai piccoli e gli permette di intuire subito per cosa ci si sta preparando
  • siate forti,sicuri e coerenti anche se il vostro bambino non vuole entrare o piange
  • spiegategli in modo chiaro che il nido/l’asilo è un posto dove potersi anche divertire e fare dei giochi nuovi
  • È difficile all’inizio accettare un posto nuovo, è difficile lasciare le mamme/papà ma quando ci si ritrova sarà ancora più bello stare insieme e raccontarsi cosa si è fatto durante il giorno
  • è difficile anche per tutte le mamme e i papà del mondo salutare i propri bambini e doversi congedare, ma se si crede che sia una buona opportunità lo si fa!
  • È importante che i bambini sappiano che salutarsi è difficile anche per gli adulti
  • pensare sempre che anche dopo un pianto disperato il bambino può essere in grado di giocare e stare bene
  • pensare che il piccolo anche se in mani diverse dalle vostre potrà stare bene e fare nuove esperienze costruttive
  • nutrire tanta fiducia e rispetto per il personale educativo che specie in questo periodo sta cercando di fare il meglio possibile
  • il nido e l’asilo non tolgono anzi sono pensati per dare: non solo al bambino la giusta autonomia per crescere e trovare il suo posto nel mondo ma anche alle famiglie per essere e crescere come genitori