Ma quando arriva Natale?!

 

“Ma quando arriva Natale..o meglio Babbo Natale” è la tipica domanda dei bambini che sentiamo fare in questi giorni dai tanti che incontriamo negli asili. In fondo questo periodo coincide col tempo dell’attesa. Non è facile per i piccoli così impazienti accettare lo scorrere dei giorni..per alcuni non basta neanche il calendario dell’Avvento! Ma l’atmosfera natalizia è sempre affascinante per tutti, specialmente per i bambini, anche se aspettare diventa un’impresa..se consideriamo che molti hanno scritto la letterina già a metà Novembre. In ogni caso non resta che aiutarli a contare i giorni mancanti, a preparare un po’ di latte per le renne, e a sistemare la cameretta in ordine..altrimenti Babbo Natale fa più fatica a lasciare i doni se lo spazio è in disordine no?!  Per gli eterni indecisi che all’ultimo vorrebbero apportare una rapida modifica alla letterina..(qui andate di fantasia..”bisogna vedere se gli aiutanti di Babbo Natale riescono ad avvisarlo per tempo..avendo lui tantissimi regali da portare..in ogni caso sarà sempre una bellissima sorpresa!)

Buona attesa a tutti!

 

 

Conta la quantità o la qualità?

Quanti genitori incontriamo in difficoltà rispetto a ciò che si sentono dire da altri (amici, colleghi, parenti..) su come stanno con i loro bambini. Il giudizio degli altri, anche se in buona fede, è in grado di ferire molto i genitori più fragili. Ci teniamo a ribadire che il senso di colpa dei genitori che lavorano tanto nei confronti dei loro bambini non aiuta il legame con loro, anzi, rischia di fare qualche danno. Certo, più ore si trascorrono insieme, più la relazione si rafforza, ma se anche il tempo fosse poco, è importante che sia di qualità. Con questo termine intendiamo dire che non bastano tante ore per dire di aver creato un buon legame o di essere un buon genitore, ma dipende tanto da cosa si fa insieme, da come si sta. Passare le ore davanti ad una Tv o un tablet è ben diverso dal fare un gioco insieme, leggere una storia, fare una passeggiata o la pasta per la pizza. Senza pretendere di fare grandi cose, né di spendere soldi, un piccolo gioco condiviso in cui anche l’adulto davvero si diverte e torna un po’ bambino è un gran regalo che potete fare a vostro figlio e a voi stessi!

Come comportarsi con i bambini quando c’è un lutto in famiglia?

Il lutto di una persona cara in famiglia genera ovviamente grande dolore e a questo, talvolta, si aggiunge anche l’angoscia di doverne dare comunicazione ai bambini. Gli adulti sono molto preoccupati all’idea di ferire e addolorare i più piccoli e per questo, presi anche dalla tristezza personale, commettono alcuni errori di valutazione, anche se in buona fede. Vediamo dunque cosa non si deve fare in queste situazioni:

-mentire momentaneamente dicendo che la persona è partita o omettere l’accaduto

-allontanare troppo dalla routine il bambino

-pensare che farsi vedere tristi sia un problema (basta invece spiegare che anche i grandi sono tristi, che si può tranquillamente piangere e arrabbiarsi in modo da far sentire più libero il bambino di esprimere il proprio dolore)

-rifiutarsi di affrontare il tema se il bambino lo chiede espressamente (ache se può essere doloroso è importate parlarne liberamente)

-se si decide di non portare il bambino al funerale è importante accompagnarlo al cimitero per permettergli di individuare il luogo dove può andare a salutare la persona defunta (infatti talvolta dire: “X adesso è in cielo e ci guarda da lassù” può essere un’indicazione confusiva perché troppo vaga e poco concreta per i più piccoli).

Letterina a Babbo Natale: istruzioni..

Sappiamo che tanti bambini hanno già scritto la letterina a Babbo Natale..che di anno in anno si scrive sempre prima!. Ma veniamo al dunque della questione che ci interessa condividere con voi: come interpretare la lettera che scrivono i vostri bambini? Bisogna accontentarli in tutto e realizzare completamente i loro desideri? Non necessariamente. Anzi, non soddisfare tutta la lista di regali che avranno chiesto è fondamentale per imparare anche a gestire la frustrazione; se non hanno occasione di sperimentarla faranno più fatica crescendo ad accettare i vari limiti imposti dalla società. Selezionate i regali che ritenete più significativi e importanti per loro e per la fase che stanno attraversando. Proponete anche un piccolo regalo costruttivo da fare insieme nei giorni di pioggia. Non comprate troppi regali.. l’amore e l’affetto non si dimostrano così. Regalatevi piuttosto del Tempo per stare insieme!  Se i piccoli dovessero rimanerci male perché non hanno ricevuto tutto quello che avrebbero voluto, si può raccontare che Babbo Natale ha pensato che quello poteva essere il regalo giusto per loro, spiegando in modo chiaro che ad esempio agli adulti porta sempre meno doni rispetto ai piccoli.

 

In viaggio con Berlitz..

 

Dove siamo oggi? Siamo in viaggio per raggiungere il Trentino Alto Adige, insieme alla Scuola di lingue Berlitz alla ricerca della meta ideale per organizzare…i Campus Estivi 2018. I Campus saranno attivi da metà Giugno a fine Luglio (accolgono bambini e ragazzi dai 7-14 anni) ma ovviamente sarà nostra premura informarvi per tempo e spiegarvi nel dettaglio come sarà organizzata la vacanza. Avrà il sapore inglese, anche se sarà in montagna in un posto davvero bello e salutare. Non sarà una semplice vacanza però: stiamo lavorando per tempo affinché diventi un’esperienza, un qualcosa che possa lasciare delle tracce nel tempo nel cuore dei vostri bambini, giovani adulti di domani. Dal punto di vista umano prima di tutto e con l’obiettivo dell’inglese come strumento di comunicazione e socializzazione. Non vediamo l’ora! L’inverno passerà velocemente..a pianificare e preparare il tema delle varie settimane estive.

Berlitz organizzerà una serie di incontri per spiegare il soggiorno, le attività e la modalità educativa, che of course non può non avere la sua importanza! Vi sveleremo maggiori dettagli, e se volete organizzare e condividere un incontro presso la vostra scuola o sede scriveteci che vi inseriamo!

See you soon!

 

 

 

 

 

 

Fatica a concentrarsi? Senso di noia?

Capita spesso ai bambini di avere delle fasi in cui fanno fatica a concentrarsi, si annoiano facilmente, sembrano stanchi e insofferenti. Invitiamo sempre i genitori a parlarne con loro e con le maestre  per capire se si tratta di un atteggiamento continuo anche a scuola (dell’ Infanzia o elementare).Come poter affrontare questa situazione a casa in modo sereno senza far trasparire troppa ansia? Suggeriamo di conivolgere  il bambino in una serie di piccole attività (molto veloci) che possano essere svolte dall’inizio alla fine . È importante che venga rispettato questo concetto che aiuta a capire che se stiamo svolgendo un compito o una mansione dobbiamo portarla a termine e non possiamo di certo lasciare le così! Un aiuto pratico in questo senso arriva dalla cucina: fare una torta insieme o dei biscotti o una salsa può essere un modo per capire l’evoluzione del prodotto e arrivare al prodotto finito. L’ambiente della cucina riscuote da sempre un grande fascino ed è un’attività che possono fare con voi senza doverla delegare ad altre figure. Se il bambino conosce già l’utilizzo della scrittura si può completare (anche nei  giorni  seguenti) scrivendo la ricetta o  disegnandola. Questa attività può e deve durare anche qualche giorno per dedicarsi allo sviluppo e alla realizzazione della ricetta in tante tappe veloci senza doversi annoiare!

 

 

Come parlare con i bambini?

La comunicazione con i bambini, qualsiasi sia la loro età, è sempre fondamentale. Apparentemente sembrano piccoli per capire, ma non è così: se anche non conoscono alcuni termini, senz’altro colgono il senso e il tono affettivo usato dall’adulto. Come parlare quindi con loro in modo efficace?

 

  • Attirare la loro attenzione, assicurandosi il contatto visivo e abbassandoci alla loro altezza
  • Usare parole semplici, concrete
  • Evitare discorsi troppo lunghi e contorti
  • Il tono deve essere calmo, ma anche autorevole, se necessario
  • Non utilizzare minacce o ricatti affettivi (“Se continui così non ti vogliamo più bene” oppure “..me ne vado” perché fanno presa sulle angosce infantili peggiori)
  • Verbalizzare tutte le emozioni, anche quelle negative (rabbia, delusione, tristezza..)
  • Non ingannarli, né prenderli in giro
  • Se facciamo una promessa, va mantenuta!

Siete d’accordo con queste indicazioni?

Come far fare la nanna in modo autonomo..

L’immagine che abbiamo scelto è piuttosto comune a tantissime famiglie che ci seguono..potrebbe rappresentare la mattina, dopo una nottata insonne a cercare di placare le ire del nostro bambino, che si rifiuta di dormire nel suo lettino: si sveglia ripetutamente durante la notte, piange,urla, sembra inconsolabile finché non lo si prende in braccio. Dopo averlo calmato e consolato, si riprova a metterlo nel lettino ma dopo poco ricomincia a piangere; sfiniti e quasi arresi lo si prende e lo si mette nel lettone dove tutto passa.Dal nostro punto di vista puramente psicopedagogico al bambino si trasmette un messaggio poco corretto, poiché basta un sussurro o una lacrima ad assecondare le sue esigenze. Ciò non aiuta il piccolo a sperimentare il senso di frustrazione che gli consente di stare da solo, provare a risolvere la situazione, e attivare delle risorse e competenze che gli permettono di superare la fase d’empasse.Sappiamo bene cosa significa non dormire la notte e alzarsi anche 6/7 volte (se va bene).Però dobbiamo prendere consapevolezza del fatto che il bambino si abitua al nostro modo di fare e di agire, quindi molte volte utilizza il pianto poiché sa perfettamente che così facendo ottiene una soluzione rapida e comoda: le braccia della mamma o del papà. Provate quantomeno ad aspettare un attimo prima di intervenire, e nel caso prima rassicuratelo con la voce, rappresenta gia’ una prima conquista.

Spronarli all’autonomia..

Il raggiungimento dell’autonomia e dell’indipendenza del proprio figlio è uno degli obiettivi principali che ogni genitore si pone nel corso della vita. Spronarli all’autonomia non significa lasciar fare ai figli tutto ciò che vogliono, bensì occuparsi di loro e offrire loro gli strumenti per acquistare una maggiore maturita’ e autonomia a seconda dell’età. Tante volte, per comodità, per la fretta, sono i genitori,quindi gli adulti a risolvere i piccoli intoppi o problemi quotidiani.  Per i bambini invece è fondamentale poter fare delle esperienze, quindi vanno potenziate e valorizzate le situazioni in cui i piccoli stanno compiendo delle piccole azioni quotidiane come allacciarsi le scarpe, fare il letto, preparare la tavola, buttare la pattumiera, bagnare le piante, aiutare un altro bambino etc. Non sono mai troppo piccoli, con loro si può fare tutto! anzi se abituati fin dalla Prima Infanzia i bambini diventeranno adulti maturi e responsabili e saranno potenzialmente in grado di ottenere soluzioni di problem solving perché abituati a gestire anche le difficoltà.

 

I genitori di oggi: come sono diversi da un tempo!

Chi lavora nell’ambito dell’educazione se ne accorge ogni giorno: i bambini, così come le loro famiglie, sono molto cambiate negli ultimi decenni. Per fortuna i cosiddetti “padri-padroni”, autoritari e irreprensibili sono sempre meno numerosi, al contrario si sta facendo largo una figura paterna più presente e affettuosa. Allo stesso tempo è molto cambiato anche il ruolo femminile: le madri non sono più “solo madri”, dedite alla casa e ai bambini, ma anche donne, magari in carriera e si fanno in quattro per riuscire a conciliare la famiglia e il lavoro, rinunciando spesso a molte passioni o aspirazioni. Le famiglie sono meno numerose di un tempo e i figli sono i veri protagonisti: aspettati e desiderati a lungo, su di loro gli adulti si proiettano grandi ambizioni. Sicuramente non c’è un “meglio” o un “peggio”: come sempre nei cambiamenti vi sono aspetti positivi e altri negativi. Quella che forse si sta diffondendo sempre più è la tendenza (molto pericolosa) dei genitori di oggi di mettersi allo stesso piano dei figli, in una democrazia dei rapporti dove si sottovaluta la giusta distanza e soprattutto il valore delle regole. Le regole, i “NO”, detti con determinazione, coerenza e condivisi con il partner, sono fondamentali per crescere perchè orientano e contengono. Su questo chi si occupa di pedagogia e psicologia dello sviluppo deve lavorare a fondo: le regole fanno bene e favoriscono uno sviluppo sano di ogni bambino. Cari Genitori: non abbiate paure a darle!