Calmare un bambino? Vietato il cellulare…

Sembra uno scherzo o un paradosso ma assistiamo quotidianamente ormai a scene di vita ordinaria dove l’adulto offre lo smartphone al bambino per fare in modo che non si agiti/si calmi subito.  Questo gesto a lungo andare risulta essere fortemente dannoso poiché non aiuta il piccolo a calmarsi da solo, attraverso le sue risorse. La funzione consolatoria è una funzione relazionale: non può essere delegata ad un oggetto. Il bambino ha bisogno di una persona, che gli spieghi,lo rassicuri se necessario, in grado di contenere quest’ultimo anche in braccio se serve. Non rassegniamoci a questi comportamenti perché è proprio in momenti come questi che il bambino ha bisogno di un adulto deciso in grado di dargli un limite o una conferma e non un oggetto che lo distragga. Se piange, se fosse insofferente, se fosse arrabbiato consolatelo con le parole,con un abbraccio, con una canzoncina: sono gesti umani che valgono molto di più di un video sullo smartphone.

I quaranta giorni del puerperio

40 giorni, sono la durata media del puerperio, di quella fase, cioè, delicatissima, che tutte le mamme devono affrontare dopo il parto. In questo primo mese e mezzo si stima che mamma e bebè inizino a conoscersi e trovare gradualmente il loro equilibrio. Sono giorni lunghi, caratterizzati da stanchezza, debolezza fisica, ma soprattutto dubbi, paure e ansie. Benchè qualcuno l’abbia definito “Luna di miele”, è un periodo che mette alla prova la diade madre-bambino, ma non solo, anche i papà e talvolta i nonni. Si tratta infatti di concentrarsi totalmente sul nuovo arrivato, ristabilire delle priorità e imparare nuove dinamiche. Tra tutte le mamme che abbiamo conosciuto finora, non ne abbiamo sentita nessuno dire che sia stata una passeggiata; in particolare il tema dell’allattamento è sembrato quello più duro da affrontare. Come mai? Allattare può sembrare apparentemente un’azione molto naturale, ma in realtà non è così. Infatti non solo bisogna essere fortunate ad avere la giusta quantità di latte, ma è necessario imparare ad attaccare correttamente il neonato e gestire le eventuali ragadi/ingorghi mammari ecc… Il consiglio spassionato che ci sentiamo di dare a chi deve affrontare questo delicato momento è quello di farsi aiutare: da sole è impossibile da gestire. Chiedete quindi aiuto al vostro partner, alla vostra famiglia e naturalmente ai professionisti (puericultrici, ostetriche, medici..) ma di questi seguite solo la persona che vi dà più fiducia e non chiedete lo stesso parere a persone diverse perché avrete altrettante risposte che vi manderanno solo in confusione!

Convegno CPP: Né buoni né cattivi

 

Carissimi, torniamo a parlare del prossimo Convegno Nazionale a Milano, promosso dal Centro psicopedagogico per la gestione dei conflitti di Piacenza, diretto da Daniele Novara.

Si tratta di un’esperienza molto formativa sia come educatori o insegnanti sia come genitori.

“Per essere cittadini non basta conoscere le regole del gioco e gli articoli della Costituzione. Occorre saper giocare anche quando ci sono gli imprevisti, le contrarietà,i conflitti. Una società fatta di individui sempre più permalosi e suscettibili invade ogni spazio. I bambini e i ragazzi appaiono più esposti e possono facilmente andare in crisi.”

Vi aspettiamo numerosi per condividere una nuova giornata ricca di stimoli ed emozioni e avere la possibilità di avere nuovi chiavi di lettura dal punto di vista psicopedagogico.

Grazie Nonni!

I nonni sono una una preziosa risorsa. Come tutte le risorse vere però bisogna poterli utilizzare al meglio e saper mettere loro nelle migliori condizioni. I nonni piacciono e sono amati dai bambini perché: hanno un ruolo diverso da quello genitoriale, sono importanti per tramandare ai nipoti la storia della propria famiglia. Sono dei testimoni del tempo passato che ci insegnano tante nuove cose. I nonni possono anche un po’ viziare..i bambini fin da piccoli capiscono che si tratta di un qualcosa di speciale dedicato solo a loro!. Se possibile, è bene, nonostante si occupino dei nipoti,lasciare del tempo libero anche a loro, perché stare con i bambini è faticoso e prende tante energie!. Oltre ad essere piacevole stare con loro e ascoltare storie ed aneddoti del passato sono anche un valido risparmio da un punto di vista economico. Abbiate cura di loro, e aiutatevi reciprocamente!

“E’ tutto mio!”: esercizi di condivisione

“E’ mio!” Quante volte sentiamo questa frase se siamo a contatto con i bambini piccoli, in particolare tra i 16-24 mesi. Questa fase è assolutamente comprensibile, per un bambino che vuole indicare il senso di appartenenza e di possesso. È possibile aiutare in modo concreto il piccolo a gestire questa forte emozione?

  • Certamente il nostro sostegno si concretizza nell’esempio e nel gesto. (È mio! È tutto mio! = Proviamo, mantenendo un tono e una modalità scherzosa, a prendere il gioco tanto conteso e a ripetere le sue parole.)
  • Spiegare durante la giornata,in un momento tranquillo, che i giochi anche se nostri, possiamo prestarli per un po’ di tempo. Provate a dividere i giochi insieme, messi infila sul tappeto. Devono visualizzare in modo pratico quello che stiamo dicendo.
  • E’ molto difficile accettare di giocare insieme e accettare queste regole un po’ da grandi e non ancora metabolizzate del tutto.
  • Non serve punire o minacciare (se si continuasse a verificare questa situazione). Piuttosto è più efficace una chiaccherata veloce e sintetica.(I bambini non hanno mai tempo per i discorsi dei grandi!).

Non demoralizzatevi, capita a tutti i bambini. L’importante è dare loro un limite per aiutarli a gestire meglio questa nuova sensazione. Tra le tante proposte citiamo il libro “E’ mio!” di Leo Lionni ed.Fatatrac che piace molto ai piccoli lettori. Per garantirvi che anche le rane probabilmente hanno questi problemi!

Piange Disperatamente al nido..

 

Ci sono ancora dei bambini che stanno vivendo un momento intenso e travagliato al nido/scuola materna. Non tutti si ambientano subito, alcuni necessitano di più tempo per accettare il cambiamento. Vediamo insieme cosa può fare l’adulto coinvolto in questa situazione. Di sicuro, cercare sempre e comunque di dare fiducia al piccolo, spiegandogli sempre che si tratta di un buon ambiente dove potrà fare tante scoperte e conquiste. Anche a casa, ripetere sempre questi concetti contribuisce ad aumentare il senso di stabilità. Detto dalla voce della mamma e del papà assume un’importanza universale. Inoltre vi invitiamo ad un confronto con le educatrici di riferimento o le maestre per avere un parere complessivo più oggettivo e capire insieme se col tempo è in grado di accettare la nuova routine. Non si tratta di negare il pianto ma di affrontarlo insieme.  Sembra strano o superfluo ma vi garantiamo che un approccio costruttivo e il più sereno possibile sarà di grande aiuto a tutti: al bambino,a voi e a chi si prenderà cura della sua crescita. 

 

Cercasi BabySitter….

Settembre non è solo il mese della ripresa ma coincide anche con una riorganizzazione della gestione familiare tra cui la scelta della babysitter!. Come scegliere e individuare quella giusta? Crediamo sia la domanda che ogni famiglia si pone di fronte a questa scelta. Sicuramente dovrà trattarsi di una persona che ispira un senso di fiducia e senso pratico. Coi bambini occorre avere una persona in grado di intuire cosa può aver bisogno il bambino e saper far fronte alle sue esigenze con incisivita’ e dolcezza allo stesso tempo. Occorre una persona che sappia comunicare e giocare con il piccolo ma anche portare avanti una comunicazione chiara e non giudicante con il genitore. Su questi punti ci torneremo prossimamente. Buona Mary Poppins a tutte le famiglie in cerca!.

Libri per affrontare i distacchi

 

Siete in tanti a chiederci dei suggerimenti in merito a dei possibili libri da leggere con i bambini in grado di rappresentare con immagini chiare e semplici il distacco che stanno sperimentando con la frequenza al nido o alla scuola materna. Certo è ovvio che il libro di per sé non è la soluzione, ma rappresenta un potente strumento per consolidare la relazione e apportare la fiducia che vanno cercando trovandosi in un nuovo spazio con persone nuove. Leggere un libro insieme a casa,che affronta questi temi, con voce calma e rassicurante aiuta il piccolo ad elaborare il vissuto quotidiano e a non sentirsi abbandonato o tradito. Talvolta gli stessi libri si trovano anche negli asili e per il bambino è importante poter  ritrovare le stesse storie e accettare di condividerle con persone diverse (mamma/papà/educatrice). Un libro molto apprezzato dai bambini è “A più tardi” ed. Babalibri che affronta il delicato tema del distacco con parole e immagini semplici nelle quali ognuno si ritrova. Un altro libro utile è “Mattia va all’asilo” ed.Clavis dove si spiegano le varie azioni e gesti necessari per prepararsi alla giornata di asilo. Ai bambini piace anche molto fare un collage casalingo che rappresenta la routine: un’idea semplice a costo zero che aiuta anche gli spiriti più ribelli ad accettare lentamente la nuova realtà educativa.  

Speciale Inserimenti: asilo nido

Inserire un bambino al nido significa accettare di inserire anche una parte del genitore coinvolto. Questo è uno dei primi presupposti fondamentali. Inserirsi significa anche saper lasciare a casa tutte le nostre aspettative e accettare anche la fase più critica relativa al distacco. Tutt’altro che semplice poiche’ mette in moto una serie di pensieri ed emozioni difficili da gestire e governare sia per l’adulto sia per il piccolo coinvolto. Il nido rappresenta il primo luogo di socializzazione condivisa e dal nostro punto di vista psicopedagogico è un’esperienza intensa e fondamentale per lo sviluppo e la crescita dei bambini che imparano col tempo a relazionarsi tra loro e ad instaurare nuovi legami socioaffettivi con figure adulte extra-familiari.

Speciale Inserimenti

Settembre è il mese degli inizi. Oggi dedichiamo volentieri un po’ di tempo ai bambini che affronteranno il delicato passaggio dal nido alla scuola dell’infanzia – la scuola dei grandi, per intenderci. Si tratta di un passaggio spesso difficile perché ricordiamo che il bambino passa da un ambiente raccolto e ovattato ad uno nuovo, grande e pieno di bambini di età diverse, nel quale torna improvvisamente piccolo. Per questi motivi gli ambientamenti necessitano di tempo. I bambini un po’ disorientati spesso sono insofferenti, a disagio, e non sempre arrivano entusiasti all’ingresso e al distacco da voi. Occorre avere un forte senso di fiducia e mantenere un certo equilibrio da trasmettere anche ai bambini coinvolti.