Guerre, terremoti, attentati o altri eventi traumatici: che parole usare con i bambini?

Siamo purtroppo ancora in tempi di guerra, attentati, incidenti e catastrofi naturali. Può capitare che i bambini anche in età prescolare vedano accidentalmente immagini forti in tv o dal pc, non filtrate dagli adulti. Come tamponare eventuali preoccupazioni? Come rispondere di fronte a domande molto chiare?

Chiaramente non si può mentire ai bambini fingendo che vada tutto bene, ma, prima di spiegare è opportuno chiedere cosa sa lui/lei. “Come mai mi fai questa domanda?”, può essere infatti che il bambino abbia già delle informazioni da altri e non è il caso di confonderlo.

Inoltre si deve dare una risposta semplice, coerente e rassicurante aggiungendo il fatto che certe cose accadono lontano da noi, che, ad esempio, la maggior parte delle persone vuole la pace e che si sta lavorando per questo. Riportare al qui ed ora “Comunque adesso noi siamo qui insieme e ne stiamo parlando”.. per riorientare al presente.

Altra cosa fondamentale è quella di riconoscere ed accogliere lo stato emotivo proprio e del bambino, senza negare. Infine è essenziale mantenere la possibilità in futuro di poter tornare sull’argomento se il piccolo ne avrà desiderio, mantenere con lui una vicinanza fisica autentica e mantenere una routine normale perchè rassicurante.

Che bella storia questa..da Repubblica.it

 

Leggendo le varie notizie tra un treno e l’altro, su Repubblica.it c’è una bellissima storia. La notizia viene da Riccione; In una scuola elementare c’è una maestra che decide di affrontare e rendere pubblico ai suoi alunni il problema di un compagno che soffre di epilessia. Dopo aver spiegato ai bambini (9 anni) di che cosa si tratta, decide di coinvolgerli e renderli partecipi in caso di emergenza. In classe viene appeso un foglio con i nomi dei bambini che dovranno soccorrerlo chiamando il bidello, prendendo le pastiglie dal cassetto etc. Ovviamente sarà l’insegnante in qualità di adulto, ad occuparsene in prima persona, però apprezziamo il fatto di voler responsabilizzare i bambini rendendoli solidali e in grado di aiutare.  

Bello pensare che anche a Scuola ci siano insegnanti che valorizzano il senso di umanità e solidarietà che sono a nostro parere le materie piu’ importanti da insegnare e trasmettere ai giovani adulti del futuro.

 

E le verdure?

 

Perché non approfittare del cambio stagione per introdurre un po’ di verdure in tavola?! Da sempre i bambini hanno un rapporto difficile con i poveri ortaggi di stagione ma occorre insistere e abituarli fin da piccoli come per tante altre cose si sa!.

Per esperienza, se sono a loro a pulirle o tagliarle (come possono) e a sistemarle in tavola, saranno più inclini e disponibili ad assaggiarle. Senza punizioni o minacce basta puntare sulla responsabilizzazione. Anche se non apprezzano subito il gusto si abituano pian piano e col tempo anche l’assaggio delle temute verdure diventa un gesto (quasi!) naturale!. Per i più duri, quelli che non cedono mai, consigliamo invece di provare prima con delle vellutate semplicissime arricchite con del formaggio grana. (Il colore verde o arancione viene coperto dalla pioggia di parmigiano).

In ogni caso provate e riprovate poiché sono alla base di una sana alimentazione!

 

Autoerotismo infantile

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza..

Di cosa si tratta? Dai tempi di Freud sappiamo che anche i bambini hanno una loro naturale sessualità che si sviluppa in diversi fasi (orale, anale, fallica per poi diventare genitale).

Perché agli adulti fa così paura questo concetto? I grandi come sempre aggiungono significati maliziosi, adulti, incompatibili con la genuinità dei bambini. In realtà anche i più piccoli in modo assolutamente sano e naturale esplorano il loro corpo, si toccano e delle volte scoprono che alcuni movimenti procurano piacere e dunque li ripetono, soprattutto in quelle situazioni di “vuoto”, noia, ansia o malinconia.

Quando questo comportamento nasconde qualche disagio nel bambino? Quando dura a lungo e l’intensità pare così eccessiva da distrarre totalmente il bambino da qualsiasi altra attività per lui piacevole.

Cosa fare quando capita di frequente? Avvicinarsi al bambino e con tono molto dolce e comprensivo dirgli che non c’è nulla di male nel farlo, ma che è una cosa talmente intima che va fatta in un situazione di privacy: in bagno o nella propria cameretta, non davanti a tutti. Anche distrarlo proponendogli un’ alternativa può essere efficace.

Cosa non fare assolutamente? Sgridare il bambino e farlo sentire in colpa, metterlo in castigo, commentare la cosa con altri in sua presenza, farsi vedere imbarazzati.

Come far fare la Nanna al mio bambino..

Il problema dell’addormentamento e della Nanna in generale rappresenta una delle maggiori difficoltà riscontrate dai neogenitori. Ne riparliamo anche in occasione del prossimo incontro di venerdi 9 Marzo alle 17.30 presso Coco-Mat a Milano in via San Prospero 4 (incontro gratuito, prenotarsi a info@mammechefatica.it).

Come far dormire il mio bambino senza doverlo addormentare in braccio ogni volta? Come gestire i numerosi risvegli notturni? Non è facile offrire un metodo poiché crediamo che ogni genitore abbia il suo, ma sosteniamo l’idea di offrire al bambino una modalità continuativa e rassicurante che ripete sempre gli stessi gesti, in grado di accogliere il suo pianto, ma anche di contenerloQuesto e’ uno dei segreti del mestiere che ci han fatto addormentare tanti tanti bambini. Vi aspettiamo numerosi per condividere questa tematica!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Professione Coccodrillo

 

Venerdì pomeriggio eravamo da The Little Reader a Roma, una libreria-caffe’ per bambini e adulti nel quartiere Esquilino, dove è stato presentato il libro Professione Coccodrillo, raccontato da Nadia Terranova,scrittrice e dall’ illustratrice MariaChiara Di Giorgio, la quale ha spiegato a tutti i passaggi dei vari disegni che poi portano a quelli definitivi del libro e infine ha firmato e disegnato tutte le copie! (Inclusa la nostra!). È stato un piacevole pomeriggio, pieno di grandi e piccini curiosi che ascoltavano e commentavano la storia. Già perché il libro è un libro senza parole,  sono le immagini a scandirne il ritmo!

di cosa parla: il libro racconta la quotidianità di un coccodrillo, che si alza, va in bagno (cosa farà?!..che puzza?!), sceglie i vestiti per la giornata, va in metropolitana, passeggia nel quartiere Esquilino, tra un maritozzo di Regoli e un mazzo di fiori alla fine si dirige…(non vi sveliamo il finale!).

perche’ ci piace: il libro ci è piaciuto perché non avendo un testo ognuno può animare la storia come meglio crede! Inoltre rappresenta un ottimo esercizio di fantasia  per i bambini e gli adulti un po’ arrugginiti (quelli che dicono che non hanno fantasia per intenderci).

Professione Coccodrillo e’ edito da Topipittori. Sta avendo un successo incredibile, anche in Cina, Francia e Spagna.

A tutti quelli che si sentono un po’ coccodrillo, buona storia!

La giornata antispreco spiegata ai bambini

 

La giornata antispreco non dovrebbe essere una ricorrenza, bensì un principio da seguire con metodo ogni giorno, e se possibile, da trasmettere anche ai piu’ piccoli perché possano imparare fin da subito ed essere un domani cittadini consapevoli. Imparare a non buttare via, il cibo in primis, dal nostro punto di vista è un’ottima dote. Tante volte i bambini avanzano l’ultimo boccone, o arrivano fino a metà pappa e poi si disinteressano al cibo proposto. Molto spesso basterebbe insistere con dolcezza e abituarli a finire tutto come si faceva un tempo, quando ovviamente non essendoci troppa scelta era anche più semplice e scontato non sprecare nulla e recuperare tutto. Abituarli anche a scuola e all’ asilo a prestare attenzione ci sembra un atteggiamento saggio e doveroso; se poi questi concetti si apprendono in tenera età, diventano dei gesti automatici e naturali. I bambini ne capiscono l’importanza e il valore solo se hanno dagli adulti che mostrano interesse verso questo tema antispreco e in generale verso il mondo che abitiamo.

 

 

 

“Guardami!”: il bisogno di esclusività dei bambini

Spesso, anche se ci sembra di dare già tantissimo, i bambini chiedono ancora più attenzioni per avere conferma del nostro affetto per loro. Ci richiamano di continuo, vogliono coinvolgerci, chiedere una lode, un parere o un aiuto. Questo infatti è un bisogno tipico, di sentirsi esclusivi, unici, agli occhi degli adulti importanti (i cosiddetti “caregivers”). E’ per questo che quando è in arrivo un fratellino o una sorellina vanno in crisi: hanno paura che il neonato possa portar loro via l’attenzione e l’amore dei genitori, dei nonni o della baby-sitter. Quindi vediamo insieme quello che possono fare i genitori in queste situazioni:

-rassicurare i bambini con parole molto semplici che noi ci siamo e li stiamo guardando

-se siamo momentaneamente impegnati, promettere che quando avremo finito, saremo attentissimi

-questo non vuol dire che non si debbano rispettare certe regole basilari (ad esempio, bisogna aspettare che gli adulti finiscano di parlare, invece di interromperli)

-valorizzarli quando fanno qualcosa di positivo

-parlare di emozioni e ricordare che anche quando non siamo con loro, sono sempre nei nostri pensieri e nel nostro cuore

Ricordiamoci che bambini si rispecchiamo nel volto di Mamma e Papà e dal loro sguardo colgono quanto sono importanti per loro, non sottovalutiamo questi aspetti se vogliamo che crescano sereni con una buona autostima.

Parliamo di CuC.!

 

Oggi parliamo di un progetto davvero interessante: si chiama CuC.! E può riguardare proprio a tutti: non solo famiglie, ma anche single o coppie.

Se non avete idee, se non avete voglia di pensare a cosa cucinare, potete provare CuC. come abbiamo fatto noi: abbiamo scelto il menù con un click!

Perche’ ci piace: il servizio ci piace poiche’ ti porta a direttamente a casa tua  gli ingredienti necessari e le materie prime fresche per cucinare il piatto prescelto. I prodotti provengono da Campagna Amica del Lazio. E’ stato pensato, come ci spiegava uno dei fondatori, Luigi Sciacca, per mantenere un tipo di alimentazione sana e sostenibile. Gli ingredienti sono gia’ pesati proprio per ottimizzare il prodotto, evitando cosi’ ogni tipo di spreco. Le ricette sono ideate da uno Chef in collaborazione con una nutrizionista.

A chi è rivolto: il servizio è studiato in modo accurato per tutti i tipi di famiglia! Dal single alla coppia, passando per il menù famiglie e anche quello per le pappe dei piccolissimi, che possono sperimentare gusti freschi e nuovi. Per i bambini invece può diventare una vera attività: ritirare la busta con i prodotti e aiutare (compatibilmente con le proprie risorse) a cucinare insieme ad un adulto il menù prescelto! Chissà che non diventi anche l’occasione per assaggiare e scoprire nuovi sapori senza doversi limitare sempre ai soliti piatti!

CuC. per ora è attivo nella città di Roma, ma presto arriverà in altre città! Buon appetito!