Coronavirus: non generalizziamo

Se possiamo offrire un suggerimento in questa situazione seppur di emergenza globale da quello che sentiamo e leggiamo quotidianamente è: non generalizziamo, non cediamo alla paura e all’ansia che inevitabilmente poi trasmettiamo e riportiamo sui più piccoli e fragili. I bambini ascoltano, fanno domande, estrapolano concetti, e ripetono. Evitiamo di far assorbire loro ansia e panico inutili. Spieghiamo loro, in modo rassicurante, che purtroppo in Cina la situazione non è facile, che tanti bambini sono costretti a stare a casa, non possono andare a scuola (ma non è proprio bello stare chiusi in casa per giorni). Non ha senso avere paura, ha più senso essere informati e mantenere certe norme di igiene valide sempre peraltro. (Lavarsi bene le mani, per almeno 20 secondi). Ricordiamoci che i bambini imparano a gestire e contenere l’ansia e l’imprevisto dagli adulti che li circondano. Un buon motivo per essere d’esempio per tutti quelli che come noi frequentano asili e scuole e realtà educative di ogni genere.

Castighi: sì o no?

MammeCheFatica sa che ogni genitore ha il suo stile educativo e non c’è niente di più sbagliato nel dire ad una mamma o ad un papà: “Si deve fare così..non fare così!”. Ci permettiamo però di rispondere agli interrogativi che spesso ci vengono posti da genitori, più o meno giovani, rispetto all’ utilità di dare delle punizioni o no. Dalla nostra esperienza abbiamo notato che i castighi servono a ben poco: i bambini tendono infatti a ripetere l’azione proibita, o perchè gli adulti non sono stati abbastanza coerenti ed efficaci, o perchè vogliono sfidarli e provocarli ancora di più. I piccoli non devono imparare che una cosa non si deve fare “perché altrimenti c’è un castigo”. A seconda dell’età del bambino è importante spiegare con parole semplici perchè quella cosa non va fatta, con coerenza e chiarezza. La regola infine dev’essere condivisa non solo da Mamma e Papà, ma anche dai nonni e dalle baby-sitter. Forza genitori, se date il buon esempio, i vostri bambini vi seguiranno!

Se non parla ancora…

 

Cosa fare quando un bambino ancora non parla? In primis dobbiamo sottolineare ancora una volta che ogni bambino ha i suoi tempi diversi dagli altri e in quanto tali vanno rispettati. Piuttosto che preoccuparci subito, suggeriamo di favorire e potenziare la relazione e i canali comunicativi. Il bambino va sollecitato e stimolato con cura, ad esempio attraverso il canto, la lettura di libri insieme, il racconto della nostra giornata e l’ascolto di storie brevi o musicali. Solitamente si intuisce una lieve pigrizia che porta ad esprimersi lentamente e quasi senza fretta perché tanto sa di essere capito e di riuscire ad ottenere ciò di cui ha bisogno. In questi casi è utile assecondarlo meno e  chiedere una conferma al piccolo  aiutandolo a scandire le prime parole senza troppa ansia da prestazione però perché nella maggior parte dei casi è una questione di tempo e di crescita psicofisica e quando meno ce lo si aspetta poi arriveranno le prime lallazioni seguite dalle prime imitazioni del linguaggio.

La ripresa..

 

Tornare e riprendere la quotidianità dopo la  pausa natalizia è sempre dura per tutti! Prepariamoci e prepariamo il resto della famiglia al rientro che ci attende, alla sveglia mattutina, all’eventuale traffico..Preparare i bambini è sempre utile per cercare di evitare o contenere eventuali possibili pianti al momento del distacco oppure se sono in età scolare i classici mal di pancia dovuti all’ansia da prestazione nel tornare tra i banchi. La preparazione consiste nel tornare a pensare a ciò che ci aspetta senza però troppa ansia e insofferenza. Riuscendo a valorizzare ciò che di bello ci attende. Raccontate ai bambini i vostri ricordi di quando non volevate andare a scuola e le reazioni dei vostri genitori, fa’ sempre piacere sapere di non essere gli unici a non avere voglia! Preparate la sacchetta o la cartella con cura (facendo in modo che possano essere loro ad organizzare e pensare all’occorrente) per sentirsi parte attiva nella gestione della nuova routine post natalizia.

 

 

 

Buon 2020 a tutti!

Buon 2020 a tutti! Che sia un anno il più possibile sereno e di pace. Auguriamo a tutti voi grandi e piccoli nuove conquiste e obbiettivi da raggiungere per cercare di renderci persone migliori. Più empatiche e attente agli altri, più fresche e dinamiche con una mentalità aperta e flessibile capaci di stare un po’ con tutti senza scappare da noi stessi. Che sia un buon anno fatto di buon tempo (non tanto in senso metereologico) piuttosto dedicato alle relazioni, alla capacità di creare legami nuovi e di saper trascorrere dei giorni pieni con i vostri bambini: per fare in modo che possano trasformarsi un giorno in ricordi e vissuti forti da tenere con sè.

Semplicemente Buon Anno!

Che regali fare ai bambini..

 

“Che regali fare al mio bambino?” È una delle domande più frequenti di questo periodo che ci viene fatta dai genitori ma anche da nonni e amici interessati. Ovviamente a seconda dell’età offriamo le relative proposte. Se si tratta di bambini piccoli pensate a regali che possano offrire uno spunto sensoriale adatto come ad esempio i giochi in legno, i libretti tattili, gli incastri, le costruzioni, ovvero giochi che conservano e migliorano la capacità creativa del bambino. Se hanno già un’età compresa tra i 15 e 24 mesi anche una semplice cucinetta per imitare i genitori che cucinano e sfamare bambole e orsacchiotti rappresenta da sempre un’opzione molto gradita. Oppure un treno con binari in legno da montare. Se si tratta di bambini dai 36 mesi in su, l’idea di un tavolino con seggiolina per disegnare e ‘lavorare’ è molto importante anche laddove non si ha a disposizione molto spazio. Il tavolino come la scrivania da adolescenti rappresenta uno spazio mentale per divagare,costruire mondi paralleli, e poter inventare storie. Un libro resta dal nostro punto di vista psicopedagogico un regalo sempre valido e utile per tutte le età, sia per chi ne è appassionato sia per i più pigri che fanno fatica! In ogni caso facciamo sempre emergere il pensiero che sta dietro al regalo: l’aspetto più importante da conservare e da non buttare con la carta che lo avvolge!

Aspettando Babbo Natale: i preparativi

 

Il mese di Dicembre è forse, in termini di atmosfera,il più ricco e fantasioso! E tra tutte le cose da fare non può mancare la tradizionale letterina a Babbo Natale! Perche’ non prendere un foglio grande di carta da pacco e preparare insieme una busta gigante dove riporvi la lettera? Perche’ soprattutto non provare a suggerire ai bambini di scrivere qualche idea regalo a Babbo Natale, poi farà lui il suo lavoro come potrà..cosi’ facendo li si aiuta capire che possono scrivere qualche opzione, non una lista infinita di regali come se fosse una lista della spesa! Sarebbe interessante, per coloro che sanno già scrivere, e quindi fare un ragionamento più complesso, indicare anche la motivazione per quel regalo nello specifico “vorrei tanto questo nuovo gioco perché..”. È importante che possano imparare a gestire l’attesa in un mondo dove sono invece abituati ad avere tutto e subito…no?!

La giornata internazionale contro la violenza sulle donne spiegata ai bambini

La giornata internazionale contro la violenza sulle donne è una data che non deve passare inosservata e va spiegata anche ai più piccoli poiché crediamo che il rispetto verso la figura femminile se appreso fin dall’infanzia rimane un concetto forte anche durante l’età adulta. Mamme,Papà,Educatrici,Maestre, non sottovalutiamo il problema che ci riguarda tutti ricordandoci ogni giorno che i bambini assorbono e apprendono ciò che vedono e  vivono. Imparano dai gesti, dai nostri rapporti interpersonali e sociali, dal nostro modo di accogliere l’altra e l’altro. Ecco perché non è mai troppo presto affrontare il tema del rispetto: fin dalla scuola dell’Infanzia è possibile trasmettere questo concetto fondamentale per crescere giovani adulti sensibili e non indifferenti, in grado di amare e non di minacciare.

Come farsi rispettare dai più piccoli..

Scriviamo questo post poiché lavorando da anni ormai al fianco di genitori e famiglie sappiamo quanto sia difficile a volte ottenere il rispetto da parte dei più piccoli e preadolescenti. Insistiamo sul fatto che il rispetto va in primis dimostrato con i fatti, nelle azioni di tutti i giorni da noi adulti, dopodiche’ è giusto anzi giustissimo pretenderlo anche dai più piccoli e dai ragazzi in generale. Non lasciate perdere “perché sono piccoli” o perché vi sentite in colpa per il poco tempo trascorso con loro. Date loro degli strumenti utili e concreti per rispettare ed essere rispettati come donne e uomini del domani. Si tratta di una delle prime regole sociali da affrontare per crescere alla ricerca del proprio posto nel mondo. Parlate e discutete insieme, senza timore di avere punti di vista differenti, insegnando e trasmettendo il profondo rispetto per l’altro; Ne faranno tesoro per imparare a confrontarsi con gli altri, crescendo.