I nonni: preziosa risorsa

I nonni costituiscono un valido aiuto nella gestione dei nipotini, in particolare se piccoli. Sono una risorsa preziosa e contribuiscono alla gestione della famiglia come possono. Dal nostro punto di vista psicopedagogico è importante e saggio definire i compiti e in che cosa possono contribuire onde evitare fastidiose invasioni di campo che creano scompiglio in famiglia. Molto spesso i genitori rivendicano ai nonni di viziare troppo i nipotini o concedere loro troppe cose ma i nonni, non devono occuparsi della gestione pedagogica, piuttosto hanno il piacevole compito di tramandare il senso delle tradizioni, di raccontare il loro vissuto e di giocare con i nipotini e leggere loro tante storie. I nonni mirano al lato ludico, al piacere di vedere crescere i figli dei loro figli e offrono alla nuova famiglia un aiuto notevole anche dal punto di vista economico! Non sono di corsa, hanno un rapporto con il tempo più equilibrato e hanno aspettative diverse da quelle dei genitori.

A tutti i nonni che conosciamo e abbiamo incontrato in questi anni va tutto il nostro riconoscimento!

Distacchi: mamma & bambino

L’ingresso o il ritorno al nido, ma anche alla scuola dell’infanzia, sono caratterizzati molto spesso da un periodo intenso di pianti ed emozioni forti da parte del bambino che non vuole e fa fatica a lasciare la mamma o il papà. Ci vuole tempo perché accetti il nuovo ambiente e prenda confidenza con le figure di riferimento. La difficoltà sta nel fatto che si tratta di pochi passaggi, che però devono avvenire in modo chiaro e sicuro, attraverso i quali il bambino intuisce che non verrà abbandonato o lasciato solo. Verrà consolato, e poi lentamente introdotto nel gruppo, sempre mediante il prezioso supporto dell’ educatrice di riferimento. Le figure genitoriali, se aiutate e ben supportate, possono attivare una modalità e un comportamento facilitante e collaborativo, anche se sappiamo quanto sia difficile dover lasciare il proprio bambino in lacrime a qualcun’altro. E qui non c’è libro o consiglio che tenga. C’è solo una forte sensazione di vuoto e senso di colpa che affiora, con la quale sappiamo di dover convivere. Detto questo, però, nei momenti di ricongiungimento è importante nominare il luogo, i nomi degli altri bambini, delle educatrici, e far accettare attraverso la voce materna e paterna il nido come luogo di incontro e di giochi, di esperienze positive e di vita.

 

Come gestire l’ansia da rientro?

L’anno educativo sta per iniziare e tanti bambini, piccoli e grandi, si apprestano a finire le vacanze e ricominciare la routine. Questo è sempre un momento carico di aspettative per tutti, sia per chi inizia una nuova avventura, sia per chi riprende il ciclo interrotto dall’estate. Infatti ritrovare i compagni di scuola e le maestre dopo tre lunghi mesi è sempre un’emozione! Per questo motivo vi suggeriamo di comprendere e osservare un’eventuale regressione che può manifestarsi con episodi di enuresi notturna, forte timidezza o ansia da prestazione. Inoltre:

-Per stemperare l’ansia e la paura del rientro potrebbe essere un’idea quella di raccogliere le varie esperienze vissute quest’estate e scriverle su un quaderno da portare in classe.

-Nel caso di bambini piccoli è importante creare una raccolta di piccoli oggetti che fungono da simbolo e da ricordo.

-Dare tempo e non fare tutto di fretta, ma ritornare in città in anticipo.

-Non insistere troppo nel raccontare a tutti dell’inizio del nido o della nuova avventura..anche se non ne parlano espressamente i bambini si ricordano tutto e non è il caso di anticipare in continuo il tema della separazione e del distacco che genera molta ansia. Piuttosto leggete insieme un buon libro come preparazione all’esperienza.

Dito in bocca: come far smettere?

Non preoccupatevi: non siete né i primi, né gli ultimi genitori alle prese con un figlio con il dito perennemente in bocca. E’ giusto però che ad un certo punto decidiate che questa abitudine sta  diventando eccessiva e rischia di rovinare la struttura dei denti del vostro bambino. Come fare per toglierlo definitivamente? Come diciamo sempre non esiste una soluzione magica che vada bene per tutti i bambini , ma si possono fare diversi tentativi per provare a superare il problema. Abbiamo notato che mettere sul ditino peperoncino o altri gusti o odori fastidiosi non porta a molto, se non far arrabbiare il bambino che si sente preso in giro dall’adulto. Anche le spiegazioni razionali non funzionano molto perchè i bambini sono troppo piccoli e sono troppo legati al gesto di succhiare il dito in quanto rappresenta una coccola per loro, un’abitudine che rassicura e contiene le ansie. Provate a spostare la necessità di contenimento con l’utilizzo di un peluche, una bambola o un nuovo giochino al quale il bambino possa affezionarsi. Inventate una storia che parla di un bambino tanto legato al suo ditino che non riusciva a fare a meno di ciucciarlo in ogni situazione e che poi con l’aiuto di una fatina o di un nanetto del bosco impara a non usarlo più. Attraverso le fiabe i bambini si immedesimano nel protagonista e colgono molti aspetti che li riguardano senza però coinvolgersi troppo emotivamente. Anche la lettura dei libri può essere un valido aiuto per superare alcuni “inspiegabili attaccamenti” , ad esempio “Anna e il dito in bocca”, “La principessa con il dito in bocca”…Vedrete poi che con il tempo il bambino crescerà e non avrà più la stessa necessità di trovare un contenimento, ma sposterà l’interesse su molte altre cose (socializzazione, giochi, libri, disegni…).

Utilizzate il tempo dell’estate per..

Se dovessimo stilare una sorta di lista di buoni propositi per questa estate diremmo: prima di tutto riposatevi. Riposate la mente stanca e ingombra di pensieri. Annoiatevi insieme ai vostri bambini o nipotini. La noia deve esserci anche per gli adulti non solo per i bambini. Sfruttate le belle giornate per fare lunghe passeggiate. Camminare e’ sempre un’azione rilassante e defatigante per tutti. Approfittate del tempo a disposizione per giocare e osservare i vostri bambini crescere giorno per giorno. Organizzate con loro una gita, un picnic, un qualcosa di diverso dal solito che possa trasformarsi nel tempo in un piacevole ricordo d’infanzia. Leggete insieme e raccontate qualche storia, se sono più grandi invece commentate insieme le tristi notizie della cronaca. E’ importante che sentano prima da voi in famiglia cosa accade nel mondo in una modalità adeguata e filtrata da voi.

Buon relax a tutti!

 

 

 

 

A proposito di lettura..

Il periodo estivo è un ottimo pretesto per dedicarsi alla lettura, e anche per i piccoli può essere uno stimolo nuovo, sfogliare un libro in autonomia e poi leggerlo insieme all’adulto. Leggere e’ un rituale che si apprende da piccoli e che si trasmette nel corso della crescita attraverso l’esempio concreto. Se in casa i genitori leggono sarà piu’ facile e immediato consolidare e approfondire il bisogno della lettura anche da grandi. Bisogna creare fin da piccoli uno spazio per la lettura, basta poco: un cesto di vimini, una mensola ad altezza bambino che gli consenta facilmente di prendere il libro e rimetterlo in modo autonomo. Il momento della “lettura”  deve servire anche come fase di contenimento rilassamento in cui il piccolo parla a modo suo e interpreta ciò che vede mentre i genitori sono impegnati in altre faccende domestiche ad esempio. MammeCheFatica collaborera’ con la Libreria dei Ragazzi di Milano (un punto di riferimento storico per insegnanti, educatori e genitori) con la quale condividiamo i consigli per una buona lettura estiva a seconda delle età dei vostri bambini!

A presto per nuove sorprese!

 

 

Baby Sitter: come scegliere?

Siete in tante a scriverci per chiederci come fare a conciliare tutto tra lavoro, famiglia e impegni vari quotidiani. Dal nostro punto di vista psicopedagogico avere la possibilità di delegare ad una baby sitter che, quotidianamente o saltuariamente, ci aiuta e si occupa del nostro bambino è un’ottima scelta per riuscire a fare tutto (o quasi). E’ importante cercare di creare fin da subito un bel rapporto con la baby sitter e metterla nelle migliori condizioni per poter svolgere un buon lavoro dal punto di vista relazionale.  Quest’ultima deve essere una persona affidabile, dinamica ed empatica.  Affidabile perché ogni genitore sa quanto sia difficile lasciare il proprio bambino a qualcun altro e, a maggior ragione, è fondamentale poterlo lasciare senza timori e sensi di colpa.  Dinamica, perché deve trasmettere freschezza e fantasia ed essere flessibile per adeguarsi alle esigenze del bambino, ma anche di mamma e papà. Infine empatica poiché deve riuscire ad entrare subito in sintonia con il bambino e la nuova famiglia, proponendo giochi e attività creative adeguati all’età del bambino. L’obbiettivo è quello di trascorrere il tempo in modo sereno e spensierato, utilizzando la propria fantasia, e abituando il bambino a giocare senza dover ricorrere all’uso della TV o del tablet. La baby sitter ideale dovrà essere puntuale, precisa e chiara nel rapporto con la famiglia.  Dovrà anche riuscire a trasmettere una cultura dell’infanzia e del gioco, e fare in modo che in casa regni una buona atmosfera. Per i genitori sarà un’occasione nuova per osservare il proprio bambino relazionarsi con una figura extrafamiliare competente.

“Facile a dirsi! Ma dove la trovo”? chiederete voi. Il cercasi baby sitter ormai si fa sempre più online perché è un metodo facile e sicuro. Non è immediato trovare la persona giusta, ma, al primo incontro sicuramente capirete ” a pelle” a chi affidare i propri figli con serenità!

I bambini piccoli e il tempo

“Uff..questa giornata non passa più! Abbiamo già fatto di tutto e ora?”. Vi sarà capitato di pensare o dire ad alta voce qualcosa di simile se avete avuto a che fare con un bambino piccolo. Sia da genitore, sia da baby-sitter, infatti, trascorrere un’intera giornata (magari in casa perchè fuori piove o fa troppo caldo) con un bambino piccolo è molto, molto faticoso poichè ogni proposta dura il tempo di un attimo! infatti la loro concentrazione è davvero breve e hanno l’esigenza di essere continuamente stimolati. Il primo passo è ammetterlo a se stessi, senza avere paura dei giudizi altrui. Anche un’educatrice esperta fa fatica e deve sfruttare ogni energia e idea originale per arrivare a fine giornata. Vediamo qualche suggerimento per alleggerire il tutto:
-organizzare la giornata seguendo routine precise, come foste all’asilo nido
-proporre qualche attività particolare, guidata (un grande collage, la preparazione di biscotti o della pizza, la pittura..)
-alternare a momenti di gioco libero (è importante aiutare il bambino a sviluppare gradatamente una certa autonomia)
-approfittare del momento del riposino per “staccare la spina” e dedicarci anche solo per poco tempo a qualcosa che ci piace molto fare, evitando di svolgere quelle attività noiose e faticose, anche se doverose (lavatrice, i piatti, pulizie varie..)
-organizzare momenti di condivisione con qualcun altro, ad esempio un’amica (meglio ancora se anche lei con figli!)

 

In estate? Si legge!

Qual è la stagione migliore per coltivare il piacere della lettura se non quella estiva? Non abbiamo scuse, questo vale per i Grandi e per i Piccoli aspiranti lettori. Andare insieme in libreria e regalarsi un bel libro è da sempre un bel gesto senza nulla togliere anche alle biblioteche che spesso hanno dei reparti davvero forniti e attrezzati anche per accogliere i più piccoli con tavolini e seggioline ad hoc. Consigliamo di far leggere tutti, anche i bebè, che a modo loro ascoltano la voce narrante e possono ripetere mediante le lallazioni. Dare un libretto in mano rappresenta un gesto carico di significati dove il bambino può, a seconda dell’eta’, imitare l’adulto nella lettura, leggere a modo proprio la storia e le immagini, tastare il libretto, assaggiarlo (provando a mordere il libretto) e così via. È una modalità di gioco e di scoperta che va incoraggiata e strutturata per far sì che da grandi i bambini possano apprezzare i vari libri e romanzi e diventino dei veri lettori insaziabili! Il libro va letto e riletto, non ci si deve mai fermare ad una prima lettura superficiale!

E i vostri bambini apprezzano i libri?

 

 

 

 

 

Paura di non riuscire a…

Questo post è dedicato ai bambini che in questo periodo stanno affrontando le varie verifiche a scuola, i saggi o i test di fine anno di lingua. Insomma quei bambini che stanno provando il classico mal di pancia (che abbiamo avuto tutti) o altre piccole somatizzazioni date dallo stress e dall’ansia del non riuscire ad essere all’altezza e di temere fortemente la prova a cui si è sottoposti oltre ovviamente al discorso delle aspettative. “Come faccio a dire che la prova non è andata bene?”. In questi momenti è fondamentale il supporto dei genitori che possono:

  • rassicurare il bambino, ridimensionando il problema
  • spiegare loro che i saggi, gli esami, le verifiche e le partite fan parte della vita, non sempre si esce vincenti nonostante gli sforzi, ma in ogni caso fanno parte della nostra esperienza e rappresentano tutti momenti di crescita
  • il problema dell’ansia non si risolve certo stando a casa..ma affrontando le piccole grandi sfide quotidiane
  • leggere e condividere dei libri adatti alla loro età in cui si parla di sfide, successi e sconfitte può essere un valido modo per ‘stare sul problema’ senza ignorarlo
  • Un grande in bocca al lupo a tutti i piccoli che stanno diventando Grandi!