Quarantena con i bambini: quattro errori da evitare

Quattro errori da evitare in questo momento così complicato, anche per i nostri bambini:

  1. Cercare di negare l’evidenza, raccontando loro che non sta succedendo nulla. Ovviamente, anche i bambini più piccoli avvertono i cambiamenti e il clima emotivo in casa, dunque è importante sempre essere onesti, usando però le parole giuste in base all’età
  2.  Raccontare ogni singolo dettaglio e scendere in descrizioni troppo accurate di quello che sta succedendo. Al contrario di quanto detto prima, è importate non sottolineare l’aspetto drammatico di questa emergenza, cercando comunque di trasmettere ottimismo e speranza verso il futuro
  3.  Permettere ai bambini di cambiare le loro abitudini sul sonno, sull’alimentazione ecc..anche se non ci sono più gli obblighi scolastici, una certa routine va mantenuta per rassicurarli. I “confini educativi” sugli orari e sulle regole vanno mantenuti anche in questo momento
  4. Permettere ai bambini di utilizzare eccessivamente gli schermi. Anche se è difficile spesso coinvolgere i bambini tutto il giorno, lasciarli in balìa di tv, tablet e cellulari non è una buona soluzione!

Asilo e scuola a distanza: le difficoltà dei piccoli

Questo periodo di emergenza sociosanitaria ci porta ad una serie di cambiamenti, non tutti semplici ed immediati da accettare. Non è facile per noi,figuriamoci per i piccoli. Immaginiamo non sia tutto rose e fiori, non ultimo il contatto video con educatrici ed insegnanti. Già, perché se da un lato la tecnologia aiuta, dall’altro può trovare anche un possibile rifiuto da parte di alcuni bambini, che non accettano questo tipo di contatto e che preferiscono separare determinate realtà: a scuola si incontra la maestra, a casa i genitori. Suggeriamo di proporre ai piccoli degli esempi concreti, di far capire loro che la maestra ad esempio ci propone un gioco,una canzone e che è il suo modo per salutare tutti i suoi bambini, dato che anche lei deve stare a casa. Non obblighiamo i bambini a partecipare ai saluti via web, piuttosto diamogli tempo per capire. Non è semplice per loro capire il motivo di tutto ciò, proponiamo loro un’alternativa: “perché non facciamo un disegno per tutti i compagni e lo mostriamo domattina? Faremo vedere il lavoro, noi saremo nascosti dietro”. Oppure: diamo loro qualcosa da preparare per il prossimo saluto, un piccolo scherzo, un indovinello, in sostanza qualcosa che sposti l’attenzione dal video ma non dall’idea del gruppo-classe,senza sensi di colpa o di imbarazzo,senza chiedere loro:” perché tu non vuoi, vedi tutti gli altri che partecipano?”. Si può essere parte anche senza partecipare in modo attivo. Rassicuriamo i piccoli in questo delicato periodo che si tratta di un momento e che poi le scuole e gli uffici verranno riaperti. Cerchiamo in ogni caso di valorizzare tutte le cose che possiamo fare in casa insieme, senza dimenticarci della vita di scuola: elencare i compagni,le maestre, ricordare a voce le azioni e i saluti che eravamo abituati a compiere. Sono dettagli significativi per i nostri bambini in cerca di un significato. 

Distanziamento sociale per il bene di tutti

Gli epidemiologi ci dicono in modo molto chiaro di imparare velocemente ad acquisire un nuovo stile di vita e mettere in atto il distanziamento sociale. Tenere le distanze di almeno un metro, è un concetto che deve essere applicato da tutti noi aldilà della zona rossa o meno. Si tratta di mettere in atto delle semplici modalità di convivenza che diventano fondamentali non solo per tutelare noi stessi ma anche gli altri. Per quanto riguarda i piccoli, evitate di portare al parco e sui giochi in mezzo a tanta altra gente, anche se ci si trova all’aria aperta. Anche se i bambini sembrano meno esposti rispetto ad altre fasce di età vanno prese delle precauzioni ovunque, semplicemente per fare in modo che il virus diminuisca la velocità di circolazione. Rispettiamoci e rispettiamo e anche i piccoli ci imiteranno naturalmente. 

Coronavirus: non generalizziamo

Se possiamo offrire un suggerimento in questa situazione seppur di emergenza globale da quello che sentiamo e leggiamo quotidianamente è: non generalizziamo, non cediamo alla paura e all’ansia che inevitabilmente poi trasmettiamo e riportiamo sui più piccoli e fragili. I bambini ascoltano, fanno domande, estrapolano concetti, e ripetono. Evitiamo di far assorbire loro ansia e panico inutili. Spieghiamo loro, in modo rassicurante, che purtroppo in Cina la situazione non è facile, che tanti bambini sono costretti a stare a casa, non possono andare a scuola (ma non è proprio bello stare chiusi in casa per giorni). Non ha senso avere paura, ha più senso essere informati e mantenere certe norme di igiene valide sempre peraltro. (Lavarsi bene le mani, per almeno 20 secondi). Ricordiamoci che i bambini imparano a gestire e contenere l’ansia e l’imprevisto dagli adulti che li circondano. Un buon motivo per essere d’esempio per tutti quelli che come noi frequentano asili e scuole e realtà educative di ogni genere.

Castighi: sì o no?

MammeCheFatica sa che ogni genitore ha il suo stile educativo e non c’è niente di più sbagliato nel dire ad una mamma o ad un papà: “Si deve fare così..non fare così!”. Ci permettiamo però di rispondere agli interrogativi che spesso ci vengono posti da genitori, più o meno giovani, rispetto all’ utilità di dare delle punizioni o no. Dalla nostra esperienza abbiamo notato che i castighi servono a ben poco: i bambini tendono infatti a ripetere l’azione proibita, o perchè gli adulti non sono stati abbastanza coerenti ed efficaci, o perchè vogliono sfidarli e provocarli ancora di più. I piccoli non devono imparare che una cosa non si deve fare “perché altrimenti c’è un castigo”. A seconda dell’età del bambino è importante spiegare con parole semplici perchè quella cosa non va fatta, con coerenza e chiarezza. La regola infine dev’essere condivisa non solo da Mamma e Papà, ma anche dai nonni e dalle baby-sitter. Forza genitori, se date il buon esempio, i vostri bambini vi seguiranno!

Se non parla ancora…

 

Cosa fare quando un bambino ancora non parla? In primis dobbiamo sottolineare ancora una volta che ogni bambino ha i suoi tempi diversi dagli altri e in quanto tali vanno rispettati. Piuttosto che preoccuparci subito, suggeriamo di favorire e potenziare la relazione e i canali comunicativi. Il bambino va sollecitato e stimolato con cura, ad esempio attraverso il canto, la lettura di libri insieme, il racconto della nostra giornata e l’ascolto di storie brevi o musicali. Solitamente si intuisce una lieve pigrizia che porta ad esprimersi lentamente e quasi senza fretta perché tanto sa di essere capito e di riuscire ad ottenere ciò di cui ha bisogno. In questi casi è utile assecondarlo meno e  chiedere una conferma al piccolo  aiutandolo a scandire le prime parole senza troppa ansia da prestazione però perché nella maggior parte dei casi è una questione di tempo e di crescita psicofisica e quando meno ce lo si aspetta poi arriveranno le prime lallazioni seguite dalle prime imitazioni del linguaggio.

La ripresa..

 

Tornare e riprendere la quotidianità dopo la  pausa natalizia è sempre dura per tutti! Prepariamoci e prepariamo il resto della famiglia al rientro che ci attende, alla sveglia mattutina, all’eventuale traffico..Preparare i bambini è sempre utile per cercare di evitare o contenere eventuali possibili pianti al momento del distacco oppure se sono in età scolare i classici mal di pancia dovuti all’ansia da prestazione nel tornare tra i banchi. La preparazione consiste nel tornare a pensare a ciò che ci aspetta senza però troppa ansia e insofferenza. Riuscendo a valorizzare ciò che di bello ci attende. Raccontate ai bambini i vostri ricordi di quando non volevate andare a scuola e le reazioni dei vostri genitori, fa’ sempre piacere sapere di non essere gli unici a non avere voglia! Preparate la sacchetta o la cartella con cura (facendo in modo che possano essere loro ad organizzare e pensare all’occorrente) per sentirsi parte attiva nella gestione della nuova routine post natalizia.

 

 

 

Buon 2020 a tutti!

Buon 2020 a tutti! Che sia un anno il più possibile sereno e di pace. Auguriamo a tutti voi grandi e piccoli nuove conquiste e obbiettivi da raggiungere per cercare di renderci persone migliori. Più empatiche e attente agli altri, più fresche e dinamiche con una mentalità aperta e flessibile capaci di stare un po’ con tutti senza scappare da noi stessi. Che sia un buon anno fatto di buon tempo (non tanto in senso metereologico) piuttosto dedicato alle relazioni, alla capacità di creare legami nuovi e di saper trascorrere dei giorni pieni con i vostri bambini: per fare in modo che possano trasformarsi un giorno in ricordi e vissuti forti da tenere con sè.

Semplicemente Buon Anno!

Che regali fare ai bambini..

 

“Che regali fare al mio bambino?” È una delle domande più frequenti di questo periodo che ci viene fatta dai genitori ma anche da nonni e amici interessati. Ovviamente a seconda dell’età offriamo le relative proposte. Se si tratta di bambini piccoli pensate a regali che possano offrire uno spunto sensoriale adatto come ad esempio i giochi in legno, i libretti tattili, gli incastri, le costruzioni, ovvero giochi che conservano e migliorano la capacità creativa del bambino. Se hanno già un’età compresa tra i 15 e 24 mesi anche una semplice cucinetta per imitare i genitori che cucinano e sfamare bambole e orsacchiotti rappresenta da sempre un’opzione molto gradita. Oppure un treno con binari in legno da montare. Se si tratta di bambini dai 36 mesi in su, l’idea di un tavolino con seggiolina per disegnare e ‘lavorare’ è molto importante anche laddove non si ha a disposizione molto spazio. Il tavolino come la scrivania da adolescenti rappresenta uno spazio mentale per divagare,costruire mondi paralleli, e poter inventare storie. Un libro resta dal nostro punto di vista psicopedagogico un regalo sempre valido e utile per tutte le età, sia per chi ne è appassionato sia per i più pigri che fanno fatica! In ogni caso facciamo sempre emergere il pensiero che sta dietro al regalo: l’aspetto più importante da conservare e da non buttare con la carta che lo avvolge!