Voglio stare con te!

Chi frequenta bambini piccoli sa bene che possono avere le loro preferenze in materia di persone e che nonostante l’età sono molto chiari, espliciti e selettivi. Molte volte preferiranno qualcuno o qualcosa a qualcos’altro e vorranno a tutti i costi quel qualcosa che al momento non hanno. L’importante in questi casi è saper tollerare la loro frustrazione senza arrabbiarsi ma piuttosto scherzandoci su. “Asilo no, asilo no!” potrebbe dire un bambino e i genitori potrebbero rispondere:” L’asilo non è di tuo gradimento? Hihihi vieni qui che ti prendo e ti faccio tanto solletico intanto! Poi andremo anche all’asilo, col tempo ce lo faremo piacere e avremo nuove preferenze” Cioè anziché rispondere in modo secco e senza alternative diamo loro la sensazione di dedicarci prima a loro e poi al problema vero o immaginario che sia. Perché dal loro punto di vista è giusto rivendicare la presenza dei loro riferimenti affettivi anche se all’asilo poi ci si trova bene. Quindi tenete duro, non mollate perché i piccoli mettono sempre alla prova, soprattutto quando sentono che ci stiamo rilassando e iniziando ad abituare alla quotidianità.

 

Piange al nido come fare

  • In questo periodo di inserimenti, chiunque frequenti queste realtà potrebbe sentire numerosi pianti, dati come reazione dei piccoli ospiti in cerca della loro dimensione. Ma cerchiamo di metterci nei vostri panninon è facile anzi ascoltare i pianti – talvolta anche molto forti – di tutti questi bambini. Si avverte una sensazione di disagio, di inutilità nel non riuscire ad aiutarli. Vi dicono che è questione di tempo, è vero, ma si tratta di un tempo lunghissimo per chi è spettatore-genitore. Il pianto di un bambino poi (non necessariamente il nostro) scatena pensieri e immagini potenti nella mente adulta. Questo per dire che sappiamo bene cosa significhi affrontare l’esperienza dell’inserimento: osservare bambini ed educatrici in una routine nuova ancora da scoprire
  •  E’ difficile accettare il pianto del proprio bambino ma talvolta è un passo necessario per fare in modo che prenda la giusta fiducia nel nuovo ambiente che lo accoglie
  • Qualora si trattasse di un pianto disperato pensate sempre che dal pianto, come la crisi poi arriva un momento di quiete e che non è detto che un bambino che piange in entrata al distacco da voi poi deve piangere tutto il giorno, solitamente dopo poco dopo i bambini realizzano il passaggio di ambiente materno/paterno al nido e ad esempio rimangono con piacere ad osservare le varie dinamiche di gioco senza ancora prendere posizione
  • Monitorate col passare dei giorni e delle settimane se vi sono anche solo dei piccoli miglioramenti e mantenete un contatto attivo con le educatrici per capire insieme come collaborare al meglio
  • Parlate e portate un po’ di nido anche a casa: il racconto del nido attraverso la vostra voce narrante è fondamentale per instaurare un sentimento di fiducia
  • Per qualsiasi criticità siamo a disposizione con piacere: info@mammechefatica.it per organizzare una consulenza veloce e capire insieme come intervenire

 

Buon anno educativo a tutti

Buon anno educativo a tutti i bambini, le famiglie e tutti gli operatori del settore: nella speranza che possa essere un anno decisamente più snello e leggero del precedente che per molti genitori e strutture è stato un vero incubo..e vorrebbe essere solo un lontano ricordo. È importante partire carichi: riuscire a calibrare le energie e dare il meglio in questo periodo difficile per gli inserimenti e gli ambientamenti dei nuovi arrivati. Sappiamo bene quanto è difficile salutare i genitori e lasciarsi guidare dalle nuove figure educative, ma con la giusta alleanza nido-famiglia e con la giusta dose di pazienza dei genitori presto si supera anche questa prima fase ricca di ansie e timori.

Stiamo preparando una serie di video in partnership con Lallobaby per spiegarvi le mosse giuste per gli inserimenti

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Estate: togliere il ciuccio? Meglio salutarlo!

 

L’estate come dicevamo nei post precedenti è un’occasione per sperimentare tanti avvenimenti significativi nelle varie tappe di crescita. Se pensiamo ad un bambino/a di tre anni potremmo anche iniziare a pensare di salutare il ciuccio. Si esatto salutare è meglio che “togliere”. È un modo più gentile per aiutare il bambino anche in questa nuova separazione. Per gli adulti in generale si fa presto a togliere, ma poi bisogna fare i conti con le loro abitudini e i loro tempi. Quindi, come per il pannolino, predisponete la strada,create le giuste circostanze. E ricordate: quando si saluta un oggetto non si torna indietro. Per questo motivo suggeriamo caldamente di “stare sul tema” parecchio tempo, quello giusto affinché sia il bambino a salutare il ciuccio e non il contrario. A questo proposito c’è un vecchio libro sempre attuale “Il Ciuccio di Nina” Ed.- Il Castoro – che solitamente piace molto ai bambini. Il libro però è un piccolo aiuto ma non sostituisce il vostro lavoro di regia e di supporto in questa fase delicata.

Il bambino da queste tappe di crescita deve uscirne sicuro e meno frustrato possibile. 

Caso Martina Patti: non giudichiamo please

La cronaca ci impone di fermarci un attimo su un caso, quello dell’infanticidio della bimba Elena Del Pozzo.  È un fatto violento, durissimo da accettare se si pensa poi che è stato creato e pensato dalla persona che l’ha messa al mondo, ma in queste situazioni soprattutto, così delicate, è bene evitare analisi o critiche superficiali e astenersi dal giudicare: chi siamo noi per sapere il livello invisibile di dolore e solitudine che questa madre portava con sé e che si  trascinava da chissà quanto tempo prima di esplodere in un gesto fuori controllo. Ci chiediamo quante madri invisibili vi siano in giro e cosa è possibile fare in concreto per evitare gesti del genere. Le madri non devono essere lasciate sole nella crescita dei figli, non devono sentire il peso del mondo sulle spalle, devono e dovrebbero stare all’interno di una rete di relazioni e aiuti per le quali si sentono utili e adeguate, tenute in mente e pensate. Grazie a tutti i posti pubblici e gratuiti come ad esempio i consultori, i centri anti violenza, le innumerevoli associazioni, il Telefono Azzurro ecc. che si fanno carico di tutte le madri invisibili e che nel quotidiano contribuiscono a prevenire situazioni di disagio.

 

Summertime: ci siamo!

Sarà il caldo esagerato che ci ha spiazzato, la stanchezza che si aggiunge per la fine dell’anno educativo ma è bene pensare e immaginare anche alle vacanze e soprattutto organizzare quelle dei bambini: campus estivi se si resta in città, chi andrà al mare o in montagna invece potrà già cambiare aria e rilassarsi un po’.Gia’ perché anche i bambini sono stanchi e percepiscono il caldo e hanno bisogno di ritmi più lenti, di giornate meno piene da riempire con mille attività. il periodo estivo deve permetterci una gestione più rilassata del tempo per noi e loro, al fine di stare meglio e privilegiare una migliore relazione e un modo di giocare più fresco e spensierato.

Avanti tutta!

 

 

 

 

Prepararsi alla scuola dell’infanzia

 

Come prepararsi alla scuola dell’infanzia è una delle domande più gettonate in questo periodo per tutti coloro che a settembre inizieranno una nuova avventura: diversa dal nido e diversa dalla routine a casa con i nonni o la tata. Vi garantiamo che nonostante tutti i discorsi preparatori possibili e immaginabili un po’ di crisi e di pianti saranno inevitabili perché si tratta di un cambiamento importante che segna una delle tappe evolutive dell’infanzia. Cosa fare per preparare i piccoli a questa nuova realtà:

  • Parlarne in casa ma senza troppa ansia da prestazione
  • Saper incuriosire il piccolo verso la novità rassicurandolo sempre
  • Incoraggiarlo raccontandogli che tutti noi ci siamo riusciti
  • Evitate di dire “devi togliere il pannolino se no non ti vogliono le maestre”…frasi di questo tipo non sono per nulla d’aiuto anzi..
  • vivere questo tempo in modo sereno sicuri di poter creare una nuova routine
  • leggere insieme dei libri che affrontano questo passaggio
  • evitare di elencare gli amici del nido che poi saranno nella nuova scuola: dovranno imparare a stare con tutti e non fare affidamento solo alle vecchie amicizie (spesso proiezioni dei genitori)
  • lavorare sull’autonomia del bambino sfruttando tutte le occasioni che la quotidianità ci offre: dal lavarsi,vestirsi, aiutare a.., provare a fare tutto ciò che è possibile fare! 
  • Deve poter sperimentare sperimentando! 

 

Auguri a Tutti i Papà…

 

Auguri a Tutti i Papà possibili. Ma soprattutto a coloro che non possono godersi il proprio bambino nella quotidianità perché lontani, dall’altra parte del mondo, magari in viaggio, magari spaventati dalla paternità hanno deciso di sottrarsi a questo ruolo. Auguri a tutti specie se può essere un’occasione per chiedersi: che tipo di padre sono? mi riconosco in questa dimensione? Che padre ho avuto? Cosa mi ha trasmesso? Domande esistenziali e necessarie in cerca di risposte vere e sempre in divenire. Chiedetevi sempre che tipo di rapporto state costruendo e dove vi sta portando. E qualora vi fossero delle criticità siate saggi e fatevi aiutare. Raccontatelo ai vostri figli perché possano capirne l’importanza. Vi auguriamo di giocare con loro il più possibile, di poterli osservare crescere e fare ogni giorno conquiste nuove ma anche di riuscire a trasmettere loro il senso delle regole e della norma, di crescere dentro dei confini chiari e precisi.

Buona festa del papà a tutti!

 

 

 

 

Bacio sulla bocca al bambino: no

Grazie ad alcune domande di alcuni genitori rispondiamo in generale a tutti perché l’argomento è interessante: è giusto o ingiusto dare i baci sulla bocca ai bambini? La risposta è categorica ed è NO. No perché: il bambino non è da confondere con il ruolo del partner. L’amore per un figlio è ben diverso da quello del partner stesso e non va assolutamente mischiato. Altrimenti si rischia anche di confondere il linguaggio affettivo da quello più propriamente sessuale e non è per nulla costruttivo se pensiamo al bambino e alla costruzione della sua identità. Può capitare di incontrare persone che non danno troppa importanza a questo gesto e che anzi lo considerano naturale e istintivo come segno di grande e infinito amore ma dal nostro punto di vista psicopedagogico occorre prestare attenzione e saper delineare in modo chiaro i confini. Non si tratta assolutamente di essere cattivi o rigidi bensì di avere un atteggiamento di rispetto dei vari ruoli verso i piccoli e il partner ricordandoci sempre che i bambini apprendono proprio dai nostri comportamenti quotidiani.

 

Quando c’è un problema: come affrontarlo

Tema molto richiesto e cliccato in questo periodo così difficile e tormentato per tutti ma in particolare per la gestione dei piccoli e delle continue possibili interruzioni causa quarantene o positività o in generale per una situazione difficile da gestire da un punto di vista della socialità visto l’alto rischio di contagi.

In generale, quando vi è un problema con i bambini l’adulto tende a preoccuparsi ed entrare maggiormente in uno stato di ansia: vi proponiamo invece un’ altra chiave di lettura: perché non provare a distinguere la sua difficoltà dalla nostra e lavorarci su affinché possa essere sciolta e modificata nel tempo? Non si tratta di un passo semplice né tantomeno immediato ma dal nostro punto di vista psicopedagogico è fondamentale per uscire da una certa difficoltà o fase critica della crescita. Qualche esempio? Può capitare con i capricci continui e una fase di insofferenza perenne,  con le balbuzie improvvise, con episodi di incontinenza e regressione ripetuta, per forti crisi di rabbia improvvisa, nel trattenere le feci per lungo tempo e rifiutare qualsiasi aiuto..insomma le problematiche possono essere le più svariate ma l’atteggiamento adulto dovrebbe essere sereno e forte a prescindere e non dipendere dalla serenità del piccolo. È questa la difficoltà maggiore nella quale come esseri umani coinvolti in una relazione (come il legame con il piccolo) incappiamo. Non possiamo aspettare che tutto torni come prima: proviamo insieme a modificare delle situazioni partendo proprio dal nostro comportamento e gradualmente torneremo ad una nuova dimensione. 

Vi è mai capitato? Come avete reagito? Chi avesse bisogno o piacere di un confronto ci trova qui. Info@mammechefatica.it e sul portale ResiliaService.com