Quarantena con i bambini: quattro errori da evitare

Quattro errori da evitare in questo momento così complicato, anche per i nostri bambini:

  1. Cercare di negare l’evidenza, raccontando loro che non sta succedendo nulla. Ovviamente, anche i bambini più piccoli avvertono i cambiamenti e il clima emotivo in casa, dunque è importante sempre essere onesti, usando però le parole giuste in base all’età
  2.  Raccontare ogni singolo dettaglio e scendere in descrizioni troppo accurate di quello che sta succedendo. Al contrario di quanto detto prima, è importate non sottolineare l’aspetto drammatico di questa emergenza, cercando comunque di trasmettere ottimismo e speranza verso il futuro
  3.  Permettere ai bambini di cambiare le loro abitudini sul sonno, sull’alimentazione ecc..anche se non ci sono più gli obblighi scolastici, una certa routine va mantenuta per rassicurarli. I “confini educativi” sugli orari e sulle regole vanno mantenuti anche in questo momento
  4. Permettere ai bambini di utilizzare eccessivamente gli schermi. Anche se è difficile spesso coinvolgere i bambini tutto il giorno, lasciarli in balìa di tv, tablet e cellulari non è una buona soluzione!

A tutti gli operatori socio sanitari che lasciano a casa i loro bambini

A Tutti gli Operatori Sociosanitari (Medici, Infermieri, operatori sanitari senza escludere nessuno) impegnati in prima linea in questa emergenza sanitaria oggi va il nostro pensiero. E cioè, più nello specifico, immaginando la loro quotidianità stravolta, i turni che non esistono più, la vita familiare rimasta in sospeso, i figli che inevitabilmente non incontrano da giorni per tutelarli al massimo. Proviamo ad immaginare i pensieri, la fatica, il senso di colpa, di morte, che si portano nei loro camici. Proviamo a pensare cosa possono dire ai loro figli (magari anche piccoli) e giustificare la loro assenza. “Mamma/Papà quando torni? Ma vai sempre in Ospedale? Ma i malati non guariscono mai, uffa?! Perché non stai qui con me?”. Queste domande sono quelle più difficili a cui rispondere perché fanno i conti col senso di colpa e del dovere a cui si è sottoposti. Togliere a se stessi per dare agli altri.

  • Cercate, come potete, di mantenere un contatto con i vostri bambini.
  • Raccontategli la verità: hanno bisogno di non sentirsi traditi da voi
  • Lasciategli (a seconda dell’età) un qualcosa da fare: un gioco, una costruzione, una canzoncina, un indovinello, una piccola caccia al tesoro. È un modo di essere pensati e tenuti in mente quando non è possibile stare vicini fisicamente.
  • Dite a chi si sta prendendo cura di loro (partner,nonni,tate,familiari) di parlare di voi di tanto in tanto, in modo solare (evitando il tono malinconico che non è di certo d’aiuto) per fare in modo che il bambino specialmente piccolo capisca che la sua mamma/papà lo pensa sempre anche se ora sta lavorando e non è lì a giocare con lui.
  • Cercate quando entrate in contatto con i vostri bambini di concentrarvi sulle loro specifiche esigenze (mettendo da parte momentaneamente) tutta la stanchezza psicofisica a cui ora siete sottoposti.
  • L’altra parte quella dei pensieri pesanti lasciatela a noi. Per qualsiasi cosa siamo a disposizione, scriveteci in privato e ci organizziamo a seconda dei vostri turni.
  • Info@mammechefatica.it
  • Dott.sse Marta Stella e Sara Luna Bruzzone, Pedagogista e Psicoterapeuta

Coronavirus: come contenere il panico..

E’ allarme Coronavirus, e non si fa che parlare di questo. Ricordiamoci però che in questi casi è fondamentale e necessario  un atteggiamento positivo, costruttivo e responsabile da parte di tutti noi. Non dobbiamo sottovalutare, vista la rapidità dei contagi, ma neanche farci prendere dal panico e dall’ansia che inevitabilmente destabilizza e paralizza le persone più deboli e sensibili. Non possiamo preoccuparci per uno starnuto o un colpo di tosse nostro o dei nostri bambini ma se sentiamo i polmoni in affanno allora prendiamo le debite precauzioni. Evitiamo di intasare le linee dei numeri d’emergenza se non per problematiche serie. Indossiamo la mascherina solo se dobbiamo andare in zone ad alto rischio o negli ospedali. Insomma usiamo il buon senso e adottiamo un comportamento responsabile che sarà di grande aiuto anche ai piccoli che inevitabilmente assorbono le nostre ansie e preoccupazioni. Laviamoci e facciamo lavare molto spesso le mani, come se fosse un gioco, anche senza un reale motivo perché si sa che i piccoli in particolare toccano ovunque e disinfettiamo i giochi più volte ma con un atteggiamento naturale, dal quale non deve trasparire né ansia né paura. Con un atteggiamento responsabile e solidale si aiuta e ci si fa aiutare e si pensa a chi può realmente essere in difficoltà vera più di noi.

Un libro per ricordare

Nella giornata del 27 Gennaio vogliamo presentarvi un libro scritto da bambini per i bambini sul tema della Shoah: “Liliana e la sua stellina” . Una quinta di una scuola primaria di Pesaro ha scritto e illustrato questo libro dopo un incontro con la Senatrice Segre e un lungo e ricco percorso didattico su questo argomento. Il libro è rivolto ai bambini dagli 8 in su ed è scritto con parole molto semplici, ma toccanti, in grado di raccontare un orrore davvero inspiegabile, come quello dei deportati nel campo di concentramento di Auschwitz.

Assolutamente da regalare e leggere per conservare la memoria di quello che l’uomo è stato in grado di fare verso suoi simili.

“Più libri Più liberi” a Roma

Torna come ogni anno l’attesa manifestazione presso la Nuvola di Fuxas all’EUR la storica rassegna Piu’ libri più liberi.  Ne parliamo sempre con interesse ed entusiasmo visto anche l’elevata partecipazione dello scorso anno. Vi invitiamo anche a portare i bambini e i ragazzi per iniziare ad avere un contatto diretto con la lettura fin da piccoli. È molto importante e significativo poter ascoltare le numerose proposte offerte pensate appunto per tutte le età. Un’occasione per trascorrere anche un’intera giornata tra i libri e tanti autori, a caccia di nuove idee e stimoli per una mente fresca e aperta, senza confini e barriere di ogni genere. Noi ci saremo!!!

Come farsi rispettare dai più piccoli..

Scriviamo questo post poiché lavorando da anni ormai al fianco di genitori e famiglie sappiamo quanto sia difficile a volte ottenere il rispetto da parte dei più piccoli e preadolescenti. Insistiamo sul fatto che il rispetto va in primis dimostrato con i fatti, nelle azioni di tutti i giorni da noi adulti, dopodiche’ è giusto anzi giustissimo pretenderlo anche dai più piccoli e dai ragazzi in generale. Non lasciate perdere “perché sono piccoli” o perché vi sentite in colpa per il poco tempo trascorso con loro. Date loro degli strumenti utili e concreti per rispettare ed essere rispettati come donne e uomini del domani. Si tratta di una delle prime regole sociali da affrontare per crescere alla ricerca del proprio posto nel mondo. Parlate e discutete insieme, senza timore di avere punti di vista differenti, insegnando e trasmettendo il profondo rispetto per l’altro; Ne faranno tesoro per imparare a confrontarsi con gli altri, crescendo.

Smettere di allattare..

 

Smettere di allattare è da sempre una scelta complessa e poco condivisibile, dipende dalla figura materna, dal rapporto con il suo bambino e il suo corpo,e non ultimo deve fare i conti con il senso di colpa che ogni figura femminile vive in modo differente. Un suggerimento che spesso diamo è quello di concentrarsi su come il rapporto madre-bambino migliorerà nel tempo senza pensare al non dover dare più il seno e quindi privarlo di qualcosa. Essendo molto difficile imporsi di smettere e decidere che é arrivato il momento per invitiamo le mamme a pensarci a lungo ed essere supportate dalla figura paterna al fine di essere coerenti con la decisione presa. Dovrebbe essere un movimento il più naturale possibile in particolare quando di tratta di bambini oltre i 12 mesi. Non possiamo chiedere ai bambini di crescere e diventare grandi se poi gli offriamo ancora il seno e implicitamente li trattiamo da piccoli. Ragioniamo sempre su questo punto e se dovessimo riscontrare disaccordo da parte del bambino è proprio in questo specifico momento che occorre andare avanti e mantenere la coerenza. Facciamogli capire che il rapporto si evolve e cresce come noi.

Calmare un bambino? Vietato il cellulare…

Sembra uno scherzo o un paradosso ma assistiamo quotidianamente ormai a scene di vita ordinaria dove l’adulto offre lo smartphone al bambino per fare in modo che non si agiti/si calmi subito.  Questo gesto a lungo andare risulta essere fortemente dannoso poiché non aiuta il piccolo a calmarsi da solo, attraverso le sue risorse. La funzione consolatoria è una funzione relazionale: non può essere delegata ad un oggetto. Il bambino ha bisogno di una persona, che gli spieghi,lo rassicuri se necessario, in grado di contenere quest’ultimo anche in braccio se serve. Non rassegniamoci a questi comportamenti perché è proprio in momenti come questi che il bambino ha bisogno di un adulto deciso in grado di dargli un limite o una conferma e non un oggetto che lo distragga. Se piange, se fosse insofferente, se fosse arrabbiato consolatelo con le parole,con un abbraccio, con una canzoncina: sono gesti umani che valgono molto di più di un video sullo smartphone.

Speciale Inserimenti

Settembre è il mese degli inizi. Oggi dedichiamo volentieri un po’ di tempo ai bambini che affronteranno il delicato passaggio dal nido alla scuola dell’infanzia – la scuola dei grandi, per intenderci. Si tratta di un passaggio spesso difficile perché ricordiamo che il bambino passa da un ambiente raccolto e ovattato ad uno nuovo, grande e pieno di bambini di età diverse, nel quale torna improvvisamente piccolo. Per questi motivi gli ambientamenti necessitano di tempo. I bambini un po’ disorientati spesso sono insofferenti, a disagio, e non sempre arrivano entusiasti all’ingresso e al distacco da voi. Occorre avere un forte senso di fiducia e mantenere un certo equilibrio da trasmettere anche ai bambini coinvolti.