Inserimento fra nido e scuola d’infanzia

Sono iniziati questa settimana i primi inserimenti e ambientamenti presso le varie strutture educative pubbliche e private. Qualche piccolo suggerimento da condividere per fare in modo che sia voi che il vostro bambino/a possiate entrare in asilo e salutarvi nel migliore dei modi possibili, tenendo sempre conto delle mille variabili e imprevisti che caratterizzano la fascia di età 0-36 mesi!.

 

  • create un rituale di saluto: offre sicurezza ai piccoli e gli permette di intuire subito per cosa ci si sta preparando
  • siate forti,sicuri e coerenti anche se il vostro bambino non vuole entrare o piange
  • spiegategli in modo chiaro che il nido/l’asilo è un posto dove potersi anche divertire e fare dei giochi nuovi
  • È difficile all’inizio accettare un posto nuovo, è difficile lasciare le mamme/papà ma quando ci si ritrova sarà ancora più bello stare insieme e raccontarsi cosa si è fatto durante il giorno
  • è difficile anche per tutte le mamme e i papà del mondo salutare i propri bambini e doversi congedare, ma se si crede che sia una buona opportunità lo si fa!
  • È importante che i bambini sappiano che salutarsi è difficile anche per gli adulti
  • pensare sempre che anche dopo un pianto disperato il bambino può essere in grado di giocare e stare bene
  • pensare che il piccolo anche se in mani diverse dalle vostre potrà stare bene e fare nuove esperienze costruttive
  • nutrire tanta fiducia e rispetto per il personale educativo che specie in questo periodo sta cercando di fare il meglio possibile
  • il nido e l’asilo non tolgono anzi sono pensati per dare: non solo al bambino la giusta autonomia per crescere e trovare il suo posto nel mondo ma anche alle famiglie per essere e crescere come genitori

 

L’incertezza dello 0-3

Siamo quasi alla fine di luglio ormai e non sono ancora giunte le linee guida per l’apertura delle varie realtà educative 0-3 anni. Questo porta inevitabilmente ad un forte sconforto e senso di disorientamento tra le varie figure educative ma anche tra le famiglie che non sanno con esattezza quando e come riapriranno i nidi dei loro bambini. Nonostante questo clima di continua incertezza e confusione suggeriamo di non far passare questa sensazione ai piccoli i quali hanno bisogno di punti di riferimento chiari e precisi. Hanno già sofferto e patito abbastanza in questi mesi di isolamento. Da un punto di vista mentale poi è fondamentale dare e darsi un obbiettivo aspettando Settembre soprattutto in un periodo storico  così delicato e fragile come quello che stiamo vivendo. Sta a noi crederci e continuare a stimolare la loro curiosità e immaginazione quotidiana. Proponendo giochi, attività e visite in grado di saziare il bisogno di socialità. Continuate quindi  a collezionare ricordi in questa strana estate da portare (un giorno!?!) a scuola e al nido: servono a scandire il tempo, saranno utili per ricordarsi di alcuni momenti trascorsi insieme.

 

 

Prepariamo i piccoli, avanti!

 

Prepariamoci a preparare. Già perché come abbiamo ripetuto più volte, occorre prepararsi tutti al possibile ritorno tra asilo,scuole dell’infanzia o centri estivi. I bambini devono prepararsi, ma anche gli adulti: come genitori e come educatori i quali avranno delle responsabilità elevate, perché questo giro il fattore sicurezza dovrà essere messo al primo posto, attorno al quale ruoterà l’atmosfera educativa. Quindi si tratterà di una vera catena di passaggi: i genitori che mandano i piccoli, le strutture che accolgono, sanificano, e cercheranno di lavorare (contenendo al meglio le ansie..questa sarà la grande sfida che ci tocca). Si, siamo pronti, con il cuore che batte, le regole da seguire, gli spunti da prendere dagli altri paesi, una nuova metodologia, ma soprattutto con la capacità di non far pesare questa situazione ai bambini. Perché anche loro hanno delle aspettative nel tornare a giocare. Quindi dovremo essere più creativi e flessibili di prima. Due caratteristiche fondamentali per chi si occupa di educazione!. Educare tra l’altro significa anche ‘sapersi aprire al nuovo’ quindi crediamo possa essere l’occasione giusta per dimostrarlo.

Avanti bambini arriviamo!

Quarantena con i bambini: quattro errori da evitare

Quattro errori da evitare in questo momento così complicato, anche per i nostri bambini:

  1. Cercare di negare l’evidenza, raccontando loro che non sta succedendo nulla. Ovviamente, anche i bambini più piccoli avvertono i cambiamenti e il clima emotivo in casa, dunque è importante sempre essere onesti, usando però le parole giuste in base all’età
  2.  Raccontare ogni singolo dettaglio e scendere in descrizioni troppo accurate di quello che sta succedendo. Al contrario di quanto detto prima, è importate non sottolineare l’aspetto drammatico di questa emergenza, cercando comunque di trasmettere ottimismo e speranza verso il futuro
  3.  Permettere ai bambini di cambiare le loro abitudini sul sonno, sull’alimentazione ecc..anche se non ci sono più gli obblighi scolastici, una certa routine va mantenuta per rassicurarli. I “confini educativi” sugli orari e sulle regole vanno mantenuti anche in questo momento
  4. Permettere ai bambini di utilizzare eccessivamente gli schermi. Anche se è difficile spesso coinvolgere i bambini tutto il giorno, lasciarli in balìa di tv, tablet e cellulari non è una buona soluzione!

A tutti gli operatori socio sanitari che lasciano a casa i loro bambini

A Tutti gli Operatori Sociosanitari (Medici, Infermieri, operatori sanitari senza escludere nessuno) impegnati in prima linea in questa emergenza sanitaria oggi va il nostro pensiero. E cioè, più nello specifico, immaginando la loro quotidianità stravolta, i turni che non esistono più, la vita familiare rimasta in sospeso, i figli che inevitabilmente non incontrano da giorni per tutelarli al massimo. Proviamo ad immaginare i pensieri, la fatica, il senso di colpa, di morte, che si portano nei loro camici. Proviamo a pensare cosa possono dire ai loro figli (magari anche piccoli) e giustificare la loro assenza. “Mamma/Papà quando torni? Ma vai sempre in Ospedale? Ma i malati non guariscono mai, uffa?! Perché non stai qui con me?”. Queste domande sono quelle più difficili a cui rispondere perché fanno i conti col senso di colpa e del dovere a cui si è sottoposti. Togliere a se stessi per dare agli altri.

  • Cercate, come potete, di mantenere un contatto con i vostri bambini.
  • Raccontategli la verità: hanno bisogno di non sentirsi traditi da voi
  • Lasciategli (a seconda dell’età) un qualcosa da fare: un gioco, una costruzione, una canzoncina, un indovinello, una piccola caccia al tesoro. È un modo di essere pensati e tenuti in mente quando non è possibile stare vicini fisicamente.
  • Dite a chi si sta prendendo cura di loro (partner,nonni,tate,familiari) di parlare di voi di tanto in tanto, in modo solare (evitando il tono malinconico che non è di certo d’aiuto) per fare in modo che il bambino specialmente piccolo capisca che la sua mamma/papà lo pensa sempre anche se ora sta lavorando e non è lì a giocare con lui.
  • Cercate quando entrate in contatto con i vostri bambini di concentrarvi sulle loro specifiche esigenze (mettendo da parte momentaneamente) tutta la stanchezza psicofisica a cui ora siete sottoposti.
  • L’altra parte quella dei pensieri pesanti lasciatela a noi. Per qualsiasi cosa siamo a disposizione, scriveteci in privato e ci organizziamo a seconda dei vostri turni.
  • Info@mammechefatica.it
  • Dott.sse Marta Stella e Sara Luna Bruzzone, Pedagogista e Psicoterapeuta

Coronavirus: come contenere il panico..

E’ allarme Coronavirus, e non si fa che parlare di questo. Ricordiamoci però che in questi casi è fondamentale e necessario  un atteggiamento positivo, costruttivo e responsabile da parte di tutti noi. Non dobbiamo sottovalutare, vista la rapidità dei contagi, ma neanche farci prendere dal panico e dall’ansia che inevitabilmente destabilizza e paralizza le persone più deboli e sensibili. Non possiamo preoccuparci per uno starnuto o un colpo di tosse nostro o dei nostri bambini ma se sentiamo i polmoni in affanno allora prendiamo le debite precauzioni. Evitiamo di intasare le linee dei numeri d’emergenza se non per problematiche serie. Indossiamo la mascherina solo se dobbiamo andare in zone ad alto rischio o negli ospedali. Insomma usiamo il buon senso e adottiamo un comportamento responsabile che sarà di grande aiuto anche ai piccoli che inevitabilmente assorbono le nostre ansie e preoccupazioni. Laviamoci e facciamo lavare molto spesso le mani, come se fosse un gioco, anche senza un reale motivo perché si sa che i piccoli in particolare toccano ovunque e disinfettiamo i giochi più volte ma con un atteggiamento naturale, dal quale non deve trasparire né ansia né paura. Con un atteggiamento responsabile e solidale si aiuta e ci si fa aiutare e si pensa a chi può realmente essere in difficoltà vera più di noi.

Un libro per ricordare

Nella giornata del 27 Gennaio vogliamo presentarvi un libro scritto da bambini per i bambini sul tema della Shoah: “Liliana e la sua stellina” . Una quinta di una scuola primaria di Pesaro ha scritto e illustrato questo libro dopo un incontro con la Senatrice Segre e un lungo e ricco percorso didattico su questo argomento. Il libro è rivolto ai bambini dagli 8 in su ed è scritto con parole molto semplici, ma toccanti, in grado di raccontare un orrore davvero inspiegabile, come quello dei deportati nel campo di concentramento di Auschwitz.

Assolutamente da regalare e leggere per conservare la memoria di quello che l’uomo è stato in grado di fare verso suoi simili.

“Più libri Più liberi” a Roma

Torna come ogni anno l’attesa manifestazione presso la Nuvola di Fuxas all’EUR la storica rassegna Piu’ libri più liberi.  Ne parliamo sempre con interesse ed entusiasmo visto anche l’elevata partecipazione dello scorso anno. Vi invitiamo anche a portare i bambini e i ragazzi per iniziare ad avere un contatto diretto con la lettura fin da piccoli. È molto importante e significativo poter ascoltare le numerose proposte offerte pensate appunto per tutte le età. Un’occasione per trascorrere anche un’intera giornata tra i libri e tanti autori, a caccia di nuove idee e stimoli per una mente fresca e aperta, senza confini e barriere di ogni genere. Noi ci saremo!!!

Come farsi rispettare dai più piccoli..

Scriviamo questo post poiché lavorando da anni ormai al fianco di genitori e famiglie sappiamo quanto sia difficile a volte ottenere il rispetto da parte dei più piccoli e preadolescenti. Insistiamo sul fatto che il rispetto va in primis dimostrato con i fatti, nelle azioni di tutti i giorni da noi adulti, dopodiche’ è giusto anzi giustissimo pretenderlo anche dai più piccoli e dai ragazzi in generale. Non lasciate perdere “perché sono piccoli” o perché vi sentite in colpa per il poco tempo trascorso con loro. Date loro degli strumenti utili e concreti per rispettare ed essere rispettati come donne e uomini del domani. Si tratta di una delle prime regole sociali da affrontare per crescere alla ricerca del proprio posto nel mondo. Parlate e discutete insieme, senza timore di avere punti di vista differenti, insegnando e trasmettendo il profondo rispetto per l’altro; Ne faranno tesoro per imparare a confrontarsi con gli altri, crescendo.