Pomeriggio con Frida..a Roma!

Mammechefatica vi aspetta a Roma per un evento davvero speciale!

La TheSign Gallery di Roma ha organizzato all’interno della mostra Dentro la vita di Frida Kahlo di Lucienne Bloch un “Pomeriggio con Frida” esclusivamente rivolto e pensato ai bambini per far conoscere loro la vita e le opere della grande artista messicana in chiave ludica.

Tra letture animate, giochi e indovinelli Frida metterà alla prova i suoi amici artisti..in una location davvero suggestiva e particolare..

Non possiamo svelare altro..e vi diamo appuntamento Mercoledi 31, alle 17.00

Presso la TheSign Gallery, in via Piemonte 125/a, Roma.

L’evento è gratuito, ed è pensato per i bambini dai 7 ai 9/10 anni  

occorre prenotare a: thesigngallery@yahoo.it

Vi aspettiamo!!!!!!!!

 

 

 

Pro e contro dell’era digitale per i nostri bambini

Ormai è ufficiale: siamo entrati nell’era digitale e non possiamo più fare a meno di smartphone, tablet e pc. Anche i nostri bambini sono stati influenzati da questi cambiamenti: basti osservare i più piccoli durante un gioco simbolico e vedrete come ci imitano in modo impressionante! Proprio per questo mamma e papà devono essere coerenti fra quello che dicono e quello fanno: non si può chiedere di interrompere un gioco perché la tecnologia fa male se noi adulti siamo continuamente connessi al cellulare.

Quali sono gli aspetti positivi di queste trasformazioni? App e giochi educativi possono favorire delle conoscenze, stimolare la curiosità  e aggirare alcuni ostacoli per gli apprendimenti per bambini con dislessia o discalculia.

Ci sono anche dei rischi insiti nell’ utilizzo di questi devices? Purtroppo si, è stato rilevato come una lunga sovraesposizione possa comportare disturbi visivi e posturali, ma anche difficoltà di concentrazione, del sonno e facile oscillazione dell’umore. In generale poi c’è il rischio che l’utilizzo eccessivo di cellulari e tablet a lungo andare sostituisca lo scambio relazionale affettivo con gli adulti o con i pari.

Come regola generale: ci sentiamo di sconsigliarne un utilizzo senza controllo da parte dell’adulto, e senza limitazioni di tempo o di navigazione libera su Internet.

 

 

Come preparare i bambini all’inizio della primaria?

Abbiamo sentito già qualche genitore spaventato per l’inizio della scuola primaria del proprio bambino a settembre. Molti si chiedono se sia pronto o non sia ancora troppo immaturo per riuscire a stare per tanto tempo seduto, fermo e concentrato. Noi rispondiamo tranquillizzando i genitori sul fatto che nessuno è mai davvero pronto e, in ogni caso, i bambini hanno delle grandi risorse e sono in grado di affrontare al meglio i cambiamenti, se ben sostenuti. Come? Ad esempio credendo noi per primi nelle loro capacità, ma senza trasmettere ansia per le novità e i passaggi di ciclo. In fondo, se le educatrici della scuola dell’infanzia non hanno segnalato nessuna problematica particolare, significa che ritengono che il bambino non abbia bisogno di frequentare un anno in più. Inoltre è importante prepararlo spiegando che avrà nuove maestre e tanti nuovi amici, se possibile, sarebbe utile anche mostrargli la scuola, almeno dall’esterno in modo che possa prefigurarsela. Ma la cosa più importante di tutti è, come dicevamo prima, avere fiducia, tollerare l’attesa e non trasmettere ansia. Forzaaa!!

Mamme? Che Fatica!

Noi siamo partite da qui, ormai sei anni fa.. dalla fatica dell’essere madri nella nostra società dove non si può parlare anche degli aspetti difficili della maternità. Dove bisogna sempre essere sorridenti e la depressione post partum è una cosa che non esiste; dove, se chiedi aiuto, non sempre avrai una risposta (di certo non dal Governo); dove se a trenta o quarant’anni non hai un lavoro stabile, o rinunci a creare una famiglia o devi chiedere ancora aiuto ai genitori con la frustrazione che ne consegue. Dove non ci sono asili per tutti i bambini e sei costretta a inserire tuo figlio in un nido privato pagando uno sproposito. Dove tutti sono pronti a giudicarti perché tuo figlio si è sporcato, non dorme, fa troppi capricci, vuole stare sempre in braccio e sta troppo poco tempo con i genitori.

Si può parlare anche di questo: condividere con altre persone come noi la fatica, il senso di colpa, le paure e le incertezze ci fa bene. Ci fa sentire meno isolate e meno “pazze” se qualche volta abbiamo pensato: “Io ora mollo tutti e me ne vado!”. Confrontiamo le nostre esperienze di madri (e padri), non perfetti, ma sufficientemente buoni via mail o sul blog. #MammeCheFatica

E le parolacce?..

Già come la mettiamo con le parolacce? Come comportarsi se a pronunciarle sono i piccoli? Capita a volte di sentire dei bambini tra i 24 e 36 mesi che ripetono le parolacce a scopo puramente imitativo. Ovviamente non comprendono il significato ma intuiscono il senso trasgressivo che la parola può dare. In questo caso invitiamo l’adulto a far finta di niente, senza dare importanza e valutare se questo gesto svanisce presto oppure no. Cerchiamo di limitare e controllare anche il nostro lessico quando parliamo o siamo alla guida..Se invece a dire parolacce sono i bambini più grandi o preadolescenti il discorso cambia ed è giusto intervenire in modo incisivo facendo capire loro che non sembrano più grandi se dicono le parolacce casomai appaiono più fragili e insicuri: una persona sicura non ha bisogno di esprimersi con parolacce o di riempirsi la bocca con termini aggressivi e offensivi. Non limitiamoci a riprendere i ragazzi ma spieghiamo loro il senso per far sì che possano condividere e capire senza fare finta di nulla.

Troppa ansia…

Essere genitori non è un ruolo semplice soprattutto di questi tempi. Immaginare di lasciare il proprio bambino in posti nuovi o con altre persone suscita sempre delle domande interiori molto forti del tipo:” riusciranno gli altri ad intuire ciò di cui avrà bisogno?” “Ce la farà a stare senza di me?”. Sono tutti pensieri che un genitore (spesso la madre) fa inevitabilmente. L’aspetto importante è cercare di contenere l’ansia e non farla trasparire quando non è necessario. A volte basta ascoltarsi quando parliamo con i bambini e capire quanta ansia trapela dalle nostre ripetizioni..Ricordiamo che ai piccoli servono gli esempi e i gesti concreti dei genitori che valgono più di mille parole e che si porteranno con sé da adulti.

Proviamoci insieme.

 

“Curare con l’educazione”: non mancate

Siamo molto contente di tornare a parlare del Centro Psicopedagogico per la Pace di Piacenza diretto da Daniele Novara. Il Centro propone un Convegno molto interessante dal titolo: “Curare con l’educazione”. “Prima di cercare nei bambini sempre più piccoli presunte malattie neuro-emotive e tentare diagnosi sempre più precise, occorre avere il buon senso di verificare se la loro educazione è corrispondente all’età e ai bisogni della loro crescita.”  Sarà una giornata dedicata alla riflessione e al confronto educativo molto importante per tutti i professionisti del settore ma anche aperto a tutti i genitori interessati.

Vi aspettiamo numerosissimi Sabato 8 Aprile a Milano.

per info e dettagli: info@cppp.it

Diamo voce ai Papà! #PianoC

Vi raccontiamo l’ultimo sondaggio partito dal mitico Coworking di Milano PianoC che abbiamo visto crescere in questi anni. “Diamo voce ai papà” è una Campagna Nazionale lanciata da PianoC in collaborazione con Maam – Maternity as a Master per dare voce ai sogni, ai desideri, alle aspirazioni e alle paure dei Papà italiani. PianoC e Alley Oop-il Sole24ore hanno lanciato un sondaggio nazionale che indagherà la gestione di vita lavorativa e i modelli e i desideri dei papà italiani. “La paternità? è una rivoluzione: cambia la persona, il suo posizionamento, la sua visione del mondo e le priorità. Un’esperienza dirompente, che regala maggior fiducia e autostima e cambia il rapporto con le emozioni. Il 40% degli uomini intervistati associa alla paternità un affinamento delle competenze e delle capacità organizzative e una maggior consapevolezza. La paternità cambia il rapporto con il lavoro. Per il 70% dei padri intervistati questo cambiamento riguarda il ‘tempo del lavoro’, il lavoro quindi si ridimensiona. Ma questo cambiamento profondo della persona non viene notato e valorizzato. Seguite con noi l’evolversi della Campagna (che verrà presentata alla Camera dei Deputati il 15 Marzo) e partecipate nel frattempo al sondaggio. Ci sembra una valida occasione per condividere e conoscere il punto di vista dei papà e sostenerli nel processo di crescita dei loro bambini.

Serata dedicata alla Famiglia..

 MammeCheFatica vi aspetta Venerdì 17 Febbraio alle 20.30 a Badia di Calavena (Verona) per una serata gratuita dedicata alla Famiglia presso la Scuola dell’ Infanzia “Principe di Piemonte” e l’Asilo nido integrato “Raggio di Luce” in collaborazione con il Comune di Badia di Calavena.

Si parlerà del ruolo genitoriale, delle differenze tra il ruolo materno e paterno, della difficoltà di dare i primi limiti al proprio bambino (dicendo loro No) e del ruolo dei nonni che sono da sempre una risorsa molto preziosa.

Vi aspettiamo numerosi per un’ occasione di confronto e condivisione per non sentirsi mai soli nella crescita del proprio bambino o nipotino. 

Conduce: Marta Stella Bruzzone, Pedagogista

Ecco la locandina dell’incontro: Comune di Badia Calavena

a venerdi sera!

Per informazioni il contatto della struttura è: 045/7810513

L’inglese?! Con il Metodo Berlitz!

Ancora a parlare dell’ importanza della lingua inglese fin da piccoli. Gli studi e le ricerche confermano che se l’apprendimento avviene nella prima infanzia in forma ludica e in modo non competitivo il bambino avrà una maggiore possibilità di acquisire un giusto “accent” e di mantenerlo da grande. Poter imparare una lingua straniera in tenera età permette al bambino di non fare fatica e di avere quella naturalezza e spontaneità che non ha di certo un adulto alle prese con una nuova lingua. Il Metodo Berlitz offre diverse proposte per i kids e i teens, dopo la scuola, per ampliare i propri orizzonti, conoscere e fare nuove amicizie e ascoltare e cantare in inglese. Potete iniziare anche nella seconda parte dell’ anno e fare un regalo speciale ai vostri bambini!

Vi aspettiamo!