Riposati e disconnessi..

Vi vogliamo riposati e disconnessi (se possibile)..anzi è possibile? Se ci impegniamo può diventare più semplice e naturale di quanto non si creda. Un po’ di disintossicazione fa bene a tutti!  Anche perché..se gli adulti sentono meno il bisogno di utilizzare il cellulare i piccoli saranno più motivati a giocare (giocare in modo autentico, con quello che l’ambiente mette a disposizione) senza dover per forza accedere al movimento automatico e noioso dell’alta tecnologia. Proviamo a riscoprire un mondo a portata di mano che favorisce e privilegia la relazione e lo scambio alla solitudine del tablet. Come adulti dobbiamo trasmettere questo messaggio alle nuovissime generazioni..le quali sono già parecchio assorbite e legate ai cellulari più di ogni altra cosa. Non intendiamo ovviamente vivere senza, ma farne un uso moderato come tutto, facendo capire anche ai bambini che è uno strumento utile ma non indispensabile.

 

 

 

Non venerateli troppo..

Approfittate dell’estate per ritagliarvi qualche minuto in silenzio e osservare il gioco o l’attività che sta compiendo il vostro bambino o nipotino, possibilmente senza intervenire.(non è facile, ma provateci!). L’intervento dell’adulto muta inevitabilmente il naturale svolgimento dell’azione ludica in corso. Osservare i bambini giocare di tanto in tanto è importante poiché scandisce il passare del tempo, possiamo notare le piccole conquiste e i progressi fatti finora. Osservarli però non significa venerarli a tutti i costi e dover anticipare loro ogni parola o oggetto senza motivo, riempirli di giochi e merendine col disperato tentativo di riempire ogni vuoto possibile, oppure assecondarli evitando ogni possibile scontro. Le vacanze, dal nostro punto di vista psicopedagogico, servono anche a questo. Avendo più tempo a disposizione perché non concedersi il lusso di provare a creare delle occasioni di cambiamento anche nel rapporto con i figli?!

Buon lavoro educativo!

Rimedi anti caldo…

Con queste temperature, i piccoli potrebbero apparire più insofferenti e piangere più spesso anche senza motivo. Vi suggeriamo di accogliere anche gli eventuali capricci e di mantenere un atteggiamento calmo in grado di trasmettere loro comprensione e fiducia. Vi garantiamo per esperienza che se alziamo la voce e urliamo quanto loro non risolviamo il problema..anzi lo si amplifica maggiormente.

– Cercate di mantenere un ambiente fresco senza esagerare con l’aria condizionata, che non è salutare. Piuttosto consigliamo di rinfrescare i locali e la stanza della nanna prima della notte e poi spegnere il condizionatore.

– Durante il giorno fateli giocare con l’acqua (basta una bacinella e qualche giochino o bambola da lavare) oltre a rinfrescare ha un enorme potere rilassante!

– Preparate insieme a loro frullati e centrifugati o tisane al finocchio fresche (alcuni potrebbero avere una diminuizione dell’appetito o problemi di stitichezza)

– Anche se siete in città applicate sempre un po’ di crema solare prima di uscire, nel passeggino sono più esposti al sole

Buon caldo a tutti!

 

Berlitz Campus: da raccontare!

 Siamo state presso il Campus organizzato dal Centro Berlitz a Montalto di Castro, nel cuore della maremma laziale presso l’hotel   residence Key Club (struttura ben attrezzata concepita con criteri ecocompatibili) che ha ospitato per piu’ di un mese e mezzo i vari gruppi di kids and teens per un’esperienza di full immersion della lingua inglese (al mattino, con i vari insegnanti di lingua) e nel pomeriggio per compiere escursioni come quella presso il sito archeologico del parco di Vulci. Siamo state piacevolmente sorprese nel poter osservare un bel gruppo di bambini e ragazzi insieme, non è facile e immediato vedere un adolescente che si prende cura di un piccolo (7-8 anni) e lo aiuta senza difficoltà! Oppure partecipare al corso mattutino di stretching in cerchio tutti insieme!  Ci è sembrata un’esperienza intensa e ricca di stimoli senza per forza andare all’estero. Sicuramente avranno acquisito oltre ad una migliore fluency anche una maggiore autonomia. L’andare via da casa rappresenta sempre un’esperienza forte e arricchente dal punto di vista umano e relazionale.

Visto il successo estivo sono in preparazione anche i Campus invernali. Stay tuned!

 

 

 

 

Responsabilizziamo i bambini..

Perché non sfruttare il tempo estivo per iniziare a responsabilizzare i bambini fin da piccoli? Vediamo meglio cosa intendiamo. Quando parliamo di responsabilizzazione vogliamo invitare i genitori ad offrire dei piccoli compiti e mansioni della vita quotidiana a seconda dell’ età ovviamente. Durante l’anno raccogliamo molte lamentele, per quanto riguarda il disordine e il fatto che in casa i figli sono poco collaborativi. L’unica soluzione possibile è coinvolgerli  fin da piccoli e farli sentire partecipi verso la realtà circostante e il mondo poi. È possibile iniziare a dar loro dei semplici compiti che col tempo diventano dei rituali automatici e del tutto naturali ad esempio:

– sistemare il lettino o letto

– eseguire la raccolta differenziata/ smistare i rifiuti

– apparecchiare/sparecchiare la tavola

– pulire i giochi della cameretta

Se i vostri bambini fossero piccoli e pensate non siano pronti basta limitare o diminuire le mansioni. A loro piace molto poter essere coinvolti in queste attività ‘da grandi’ e si sentono utili e importanti poiche’ possono imitarvi e fare come la mamma e il papà.

 

 

E se il mio bambino non parla ancora?

Intorno all’anno, si sa, i bambini tendenzialmente incominciano a dire le loro prime paroline, ma, come sottolinea sempre MammeCheFatica, ogni bambino ha i suoi tempi, ben diversi da quelli dei manuali di pedagogia o puericultura. Quando è il caso di iniziare a preoccuparsi se il proprio bambino non dice nulla o davvero pochissime parole? Se gli altri aspetti (motorio, sociale, cognitivo..) ci sembrano funzionare bene, si può anche aspettare fino ai tre anni di età. L’importante è che il bambino interagisca in qualche modo con adulti e coetanei attraverso una comunicazione non verbale, che sia curioso del mondo circostante e risponda se chiamato per nome. Lo sviluppo del linguaggio dipende da moltissimi fattori e non ci deve allarmare se in ritardo rispetto ad altri bambini se tutto il resto procede bene. L’importante è sempre:

-non forzare il bambino a parlare

-non fare confronti con gli altri

-mantenere il controllo e scacciare l’ansia: si è ancora in tempo per intervenire ed eventualmente farsi aiutare

-non insistere eccessivamente sulla corretta pronuncia

-non prenderlo in giro se si esprime male

-stimolarlo con la lettura di fiabe e storie (l’apprendimento per imitazione funziona sempre molto!)

-verbalizzare i suoi desideri/sentimenti

Equilibrio fra corpo e mente

Non parliamo di qualcosa di ascetico, né di spirituale, ma di aspetti della quotidianità che a lungo andare hanno effetti sul bambino e sulla sua armonia tra un corpo in movimento e una mente pensante. Nel nostro lavoro quotidiano con i bambini,soprattutto della fascia 0-6 anni, ci accorgiamo di quanto alcuni di loro non abbiano raggiunto questo equilibrio, ma abbiano sviluppato maggiormente, un aspetto, a discapito dell’altro. Osserviamo, ad esempio, bambini molto rapidi, agilissimi, che corrono e si arrampicano ovunque, ma che non sono in grado di mantenere la concentrazione su un libro per più di qualche minuto, o ancora bambini che, al contrario, hanno un’ottima proprietà di linguaggio, una notevole vivacità intellettiva, ma che hanno paura a incontrare la fisicità propria o altrui e prediligono il rapporto con l’adulto, più stanziale e meno attivo fisicamente. In contraddizione quindi con la  nostra epoca dove non c’è mai tempo, ma bisogna fare le cose in fretta perché “Il tempo è denaro” e non c’è spazio per l’errore o il dubbio, MammeCheFatica suggerisce invece di rallentare, di prendersi del tempo, anche per sbagliare. Perché solo se si è caduti si può imparare a rialzarsi. Quindi noi adulti dobbiamo stare attenti a non anticipare i tempi dei bambini, a non accelerarli, ma attendiamo fiduciosi senza sostituirci a loro e tolleriamo insieme le piccole/grandi frustrazioni della crescita. Solo così possiamo favorire un buon equilibrio tra il corpo e la mente e una crescita globalmente armonica. C’è il bambino che impara prima a camminare e solo più tardi a parlare o viceversa, ma ognuno ha il diritto di veder rispettati i suoi personali tempi di crescita.

Come fare a dire: “No” in modo deciso..

Come fare a dire “No” ad un bambino in modo fermo e deciso senza scatenare il senso di colpa di noi adulti nel vederlo piangere (disperato a volte anche senza un preciso motivo)? Di solito quando il bambino inizia a chiedere in modo insistente qualcosa (talvolta anche in modo convinto e arrogante: “lo voglio, ho detto che lo voglio”) l’adulto come prima reazione dice no, oppure dopo vediamo, provando a spiegare la motivazione della negazione. Poi quando il pianto diventa ingestibile, e sfocia in un capriccio urlante l’adulto onde evitare ulteriori figure cede e acquista ciò che voleva il bambino (figurine, biscotti,giocattoli..qualsiasi oggetto..) A questo punto però e’ il bambino a dominare e dettare le regole piuttosto che l’adulto. E dal nostro punto di vista psicopedagogico non va bene. È il bambino ad aver bisogno di contenimento,regole e paletti per crescere in modo autonomo e sicuro o l’adulto a dover essere consolato e rassicurato nel vedere il proprio bambino piangere?

Non è forse su questi punti che dovremmo soffermarci un po’ tutti dato che lavoriamo o viviamo con i bambini? In fondo è difficile parlare di questi argomenti e ancor più difficile attuare un cambiamento nel modo di gestire queste emozioni.

 

 

Mangiamo tutti le verdure!?!

L’unica vera soluzione per far mangiare ai bambini sapete qual è? È mangiarle a tavola insieme ai piccoli. Se abituiamo i vari sensi in particolare la vista e l’olfatto (ma nel caso di bambini piccoli anche il tatto) sarà più semplice e naturale apprezzarle e assaggiarle senza capricci o minacce. MammeCheFatica vi suggerisce di sfruttare la stagione estiva per sperimentare la frutta e la verdura con i vostri bambini a casa. Talvolta un po’ di fantasia è necessaria però per incuriosire anche i più diffdenti..

– Portate i piccoli al mercato: si tratta di una esperienza importante e ricca di stimoli, voci e colori

– lavate la verdura insieme a loro: poter toccare i vegetali è un gesto importante per acquistare fiducia verso quelle strano colore verde..

– unite le verdure (o la frutta) con del formaggio grana: acquistano più gusto

– divertitevi a creare delle simpatiche facce (utilizzando le olive per gli occhi, una carota tagliata a julienne per la bocca e una fogliolina di basilico per una lacrima nel caso in cui fosse triste).

– preparate un frullato tutto verde da offrire con la cannuccia, è più buono!

– fate in modo che l’esperienza sia naturale e positiva, senza irrigidirvi di fronte ad un eventuale rifiuto o pianto del bambino, come tutte le novità vanno metabolizzate.

 

 

Come dividersi i compiti in casa..

Come a fare a gestire la quotidianità e i figli in modo equilibrato? Come fare ad essere dei genitori ‘interscambiabili’ in grado di stare con i bambini e saper essere un buon riferimento affettivo? Prima cosa facciamo un passo indietro..e impariamo col tempo a:

1. Osservare ed osservarci

2. Valorizzare il partner e saperlo mettere in relazione con il piccolo, senza limitarsi a criticare.

3. Saper accettare e poi creare degli spazi per sé,  e lasciare il piccolo con il papà senza interferire e senza il filtro materno. Solo in questo modo il rapporto diventa più vero e autentico.

4. Saper accettare (difficilissimo!) una possibile e  diversa organizzazione e pianificazione della routine. (Le figure materne moderne sono abituate ad organizzare ma anche i padri sono in grado di strutturare la routine anche se seguono uno schema diverso o si pongono altre priorità. I bambini apprendono fin da piccoli i differenti stili educativi ma hanno bisogno di entrambi per crescere e farsi un’ idea e un’esperienza di vita

5. imparare progressivamente a delegare e a fare squadra con il contributo di tutti. Nei momenti di condivisione invece provate a  suddividervi i bambini o l’attività, per fare in modo che possiate trascorrere del buon tempo insieme senza affaticarvi troppo e che solo un genitore debba dedicarsi in modo esclusivo al bambino

Queste sono osservazioni e pensieri che mettiamo in atto osservando le numerose famiglie che vediamo crescere nei vari asili, non è sempre facile mettere in atto queste dinamiche nonostante la buona volontà. Occorre anche una giusta consapevolezza e capacità critica per apportare in modo lento e progressivo dei cambiamenti.