Spannolinamento a casa..

Potrebbe essere utile e funzionale approfittare di questo lungo periodo a casa per iniziare a togliere il famigerato pannolino e prendere confidenza con un nuovo (e talvolta temuto) oggetto: il water. Per fare ciò occorre: una quasi infinita dose di pazienza, caratteristica fondamentale per affrontare questo passaggio che per i piccoli  è molto significativo. In questi giorni potete:

  • raccontare al bambino questa nuova attività per prepararlo mentalmente (la lettura di un libro che affronta questa tematica può essere molto utile)
  • togliere (10 min- 20 min e via via si aumenta) il pannolino, giocare, e poi andare in bagno e prendere confidenza con il water/vasino.
  • anche se il bambino sta sul water/vasino senza fare pipì sarà comunque una prima occasione per imitarvi e sentirsi grande (leggendo un libro,giocando con bambole o orsacchiotti ecc.)
  • evitiamo di sgridare o sminuire il bambino in caso di pipì addosso anche se ciò dovesse avvenire in modo ripetuto
  • evitiamo di chiedere continuamente al bambino “ti scappa la pipì?”. È molto difficile riuscire a controllare il processo sfinterico soprattutto nel primo periodo
  • raccontare che anche noi da piccoli abbiamo tolto il pannolino – abbiamo sbagliato parecchie volte e poi abbiamo capito – è rassicurante per chi invece è disorientato
  • a noi piace il vasino educativo di Nuby. Lo conoscete? Si tratta di un vasino che è studiato appositamente per offrire un passaggio più graduale dal pannolino al water. È apprezzato dai piccoli perché assomiglia al water dei grandi ma non essendo così grande, non trasmette ansia o paura. È utile per iniziare il passaggio in modo divertente, evitando di entrare in soggezione con un oggetto che talvolta intimorisce.

 

 

Come passare il tempo con un bambino

 

Il tempo con un bambino piccolo è di solito un tempo lungo, dilatato per tutta una serie di ritmi scanditi dalle sue esigenze specifiche. Sta alla capacità dell’adulto proporre stimoli differenti, attività brevi ma ripetute come ad esempio il canto e la lettura fin dai primi mesi. Se è la mamma ad occuparsi principalmente del piccolo suggeriamo di frequentare i consultori che da sempre rappresentano un riferimento per il neo genitore, uno spazio per condividere con altre mamme, le stesse preoccupazioni e gli stessi dubbi sulla crescita dei loro bambini. Frequentare i Tempi per  le Famiglie, lezioni di musica, babynuoto o babyenglish rappresenta sempre un’occasione di incontro e confronto non solo per i bambini ma anche per le figure di riferimento. Ogni città riserva offerte e proposte diverse ma ci sembra una giusta occasione per evitare l’isolamento e aprirsi al mondo circostante, conoscere nuove realtà e modi di fare, e fare nuove amicizie: in poche parole per non sentirsi sole. 

Se non parla ancora…

 

Cosa fare quando un bambino ancora non parla? In primis dobbiamo sottolineare ancora una volta che ogni bambino ha i suoi tempi diversi dagli altri e in quanto tali vanno rispettati. Piuttosto che preoccuparci subito, suggeriamo di favorire e potenziare la relazione e i canali comunicativi. Il bambino va sollecitato e stimolato con cura, ad esempio attraverso il canto, la lettura di libri insieme, il racconto della nostra giornata e l’ascolto di storie brevi o musicali. Solitamente si intuisce una lieve pigrizia che porta ad esprimersi lentamente e quasi senza fretta perché tanto sa di essere capito e di riuscire ad ottenere ciò di cui ha bisogno. In questi casi è utile assecondarlo meno e  chiedere una conferma al piccolo  aiutandolo a scandire le prime parole senza troppa ansia da prestazione però perché nella maggior parte dei casi è una questione di tempo e di crescita psicofisica e quando meno ce lo si aspetta poi arriveranno le prime lallazioni seguite dalle prime imitazioni del linguaggio.

Buon 2020 a tutti!

Buon 2020 a tutti! Che sia un anno il più possibile sereno e di pace. Auguriamo a tutti voi grandi e piccoli nuove conquiste e obbiettivi da raggiungere per cercare di renderci persone migliori. Più empatiche e attente agli altri, più fresche e dinamiche con una mentalità aperta e flessibile capaci di stare un po’ con tutti senza scappare da noi stessi. Che sia un buon anno fatto di buon tempo (non tanto in senso metereologico) piuttosto dedicato alle relazioni, alla capacità di creare legami nuovi e di saper trascorrere dei giorni pieni con i vostri bambini: per fare in modo che possano trasformarsi un giorno in ricordi e vissuti forti da tenere con sè.

Semplicemente Buon Anno!

Libri per affrontare i distacchi

 

Siete in tanti a chiederci dei suggerimenti in merito a dei possibili libri da leggere con i bambini in grado di rappresentare con immagini chiare e semplici il distacco che stanno sperimentando con la frequenza al nido o alla scuola materna. Certo è ovvio che il libro di per sé non è la soluzione, ma rappresenta un potente strumento per consolidare la relazione e apportare la fiducia che vanno cercando trovandosi in un nuovo spazio con persone nuove. Leggere un libro insieme a casa,che affronta questi temi, con voce calma e rassicurante aiuta il piccolo ad elaborare il vissuto quotidiano e a non sentirsi abbandonato o tradito. Talvolta gli stessi libri si trovano anche negli asili e per il bambino è importante poter  ritrovare le stesse storie e accettare di condividerle con persone diverse (mamma/papà/educatrice). Un libro molto apprezzato dai bambini è “A più tardi” ed. Babalibri che affronta il delicato tema del distacco con parole e immagini semplici nelle quali ognuno si ritrova. Un altro libro utile è “Mattia va all’asilo” ed.Clavis dove si spiegano le varie azioni e gesti necessari per prepararsi alla giornata di asilo. Ai bambini piace anche molto fare un collage casalingo che rappresenta la routine: un’idea semplice a costo zero che aiuta anche gli spiriti più ribelli ad accettare lentamente la nuova realtà educativa.  

Speciale Inserimenti: asilo nido

Inserire un bambino al nido significa accettare di inserire anche una parte del genitore coinvolto. Questo è uno dei primi presupposti fondamentali. Inserirsi significa anche saper lasciare a casa tutte le nostre aspettative e accettare anche la fase più critica relativa al distacco. Tutt’altro che semplice poiche’ mette in moto una serie di pensieri ed emozioni difficili da gestire e governare sia per l’adulto sia per il piccolo coinvolto. Il nido rappresenta il primo luogo di socializzazione condivisa e dal nostro punto di vista psicopedagogico è un’esperienza intensa e fondamentale per lo sviluppo e la crescita dei bambini che imparano col tempo a relazionarsi tra loro e ad instaurare nuovi legami socioaffettivi con figure adulte extra-familiari.

Speciale Inserimenti

Settembre è il mese degli inizi. Oggi dedichiamo volentieri un po’ di tempo ai bambini che affronteranno il delicato passaggio dal nido alla scuola dell’infanzia – la scuola dei grandi, per intenderci. Si tratta di un passaggio spesso difficile perché ricordiamo che il bambino passa da un ambiente raccolto e ovattato ad uno nuovo, grande e pieno di bambini di età diverse, nel quale torna improvvisamente piccolo. Per questi motivi gli ambientamenti necessitano di tempo. I bambini un po’ disorientati spesso sono insofferenti, a disagio, e non sempre arrivano entusiasti all’ingresso e al distacco da voi. Occorre avere un forte senso di fiducia e mantenere un certo equilibrio da trasmettere anche ai bambini coinvolti. 

Parola d’ordine: un po’ di riposo per tutti

In questi giorni di fine estate cercate di riposarvi e non pensare troppo alla ripresa, alle incombenze che il mese di Settembre ci riserva e a tutto il resto…questo esercizio andrebbe poi ampliato anche verso i bambini e i ragazzi in generale. Non stressateli troppo anche se non hanno ancora completamente imparato a togliere il pannolino o non hanno terminato i compiti. L’estate serve anche a svuotare la mente e a concentrarsi su nuove scoperte. Se non impariamo a ‘staccare’ finiamo per tornare in città e in ufficio più scarichi e stressati di prima!. Trascorrere del tempo all’aria aperta, giocare senza troppi programmi è un ottimo modo per rilassarsi e stare con i vostri pargoli. Anche se perdono il ritmo è giusto così, a Settembre ci sarà il tempo per ricominciare!

 

In casa vuole solo me!

Come fare quando a casa il bambino rivendica a tutti i costi la presenza unica ed esclusiva della figura materna? E cosa può invece fare la mamma per far capire al bambino che invece deve occuparsi anche di altre cose e che in quel momento non ha tempo? Ecco in primis evitate di dire a un bambino “adesso non ho tempo” perché secondo noi rappresenta un rifiuto non facile da elaborare per un duenne o quatrenne che si rispetti. Per l’adulto è una frase così, detta magari di fretta, ma il bambino invece ascoltandola cresce con l’idea che non ci sia mai tempo per lui. Inoltre provate a responsabilizzare il bambino con delle piccole richieste e poi prima che lui venga da voi, andate voi da lui. Questo cambiamento di prospettiva è importante per fargli capire che l’adulto o la mamma sono lì, vicini ma impegnati in attività diverse. Fatevi aiutare e coinvolgete anche il partner che può fare da trait d’union tra voi e il piccolo. “Andiamo a fare questa cosa, poi la portiamo alla mamma,forza!”. Le prime volte non sarà facile ma è importante che il bambino impari fin da piccolo che è possibile condividere uno spazio anche facendo cose diverse. Questa visione gli permette quindi di capire progressivamente che la mamma può anche (talvolta) fare altro e non solo occuparsi di lui.

Gelosia tra fratelli & sorelle

La gelosia tra fratelli e sorelle rappresenta un classico argomento che ci portano i genitori in studio e nelle consulenze presso i vari asili. Non è sempre facile accettare un comportamento di gelosia o invidia nei confronti dei due fratelli, nonostante venga offerto loro un trattamento uguale e  senza preferenze. Cio’ capita spesso quando vi è poca differenza di età tra i fratelli. Cosa può fare il genitore in questa situazione? La Mamma e il Papà possono, attraverso una modalità empatica trasmettere il senso di parità rendendo però unico il rapporto con il proprio figlio. Testimoniare il fatto che si vuole molto bene a entrambi, ma che con ognuno è giusto avere un rapporto differente. Saper valorizzare il legame con ognuno e il rapporto tra loro diventa fondamentale per costruire un valore duraturo e inossidabile nel tempo. Provate ad offrire del tempo per ciascuno, e del tempo per loro. Provate a fare in modo che quando siete con un figlio, pensate e preparate insieme qualcosa anche per l’altro, per il piacere di creare una piccola sorpresa. Di solito sgridare in continuazione non porta mai a grandi risultati, piuttosto leggete un libro insieme che affronta il tema della gelosia facendo in modo che entrambi i fratelli possano immedesimarsi o cogliere ciò che è necessario. Datevi e date loro il giusto tempo pero’.