Rimedi anti caldo…

Con queste temperature, i piccoli potrebbero apparire più insofferenti e piangere più spesso anche senza motivo. Vi suggeriamo di accogliere anche gli eventuali capricci e di mantenere un atteggiamento calmo in grado di trasmettere loro comprensione e fiducia. Vi garantiamo per esperienza che se alziamo la voce e urliamo quanto loro non risolviamo il problema..anzi lo si amplifica maggiormente.

– Cercate di mantenere un ambiente fresco senza esagerare con l’aria condizionata, che non è salutare. Piuttosto consigliamo di rinfrescare i locali e la stanza della nanna prima della notte e poi spegnere il condizionatore.

– Durante il giorno fateli giocare con l’acqua (basta una bacinella e qualche giochino o bambola da lavare) oltre a rinfrescare ha un enorme potere rilassante!

– Preparate insieme a loro frullati e centrifugati o tisane al finocchio fresche (alcuni potrebbero avere una diminuizione dell’appetito o problemi di stitichezza)

– Anche se siete in città applicate sempre un po’ di crema solare prima di uscire, nel passeggino sono più esposti al sole

Buon caldo a tutti!

 

Inserimenti al nido a Gennaio..

Se il vostro bambino inizia il nido a Gennaio,in questo periodo affronterete il fatidico inserimento o ambientamento. Di che cosa si tratta di preciso e a cosa serve? Il momento dell’inserimento rappresenta l’ingresso al nido ufficiale del bambino e della sua famiglia (mamma,papà in particolare) i quali inizieranno a conoscere l’ambiente, le figure di riferimento e i vari rituali che scandiscono le giornate. Il bambino all’inizio può sembrare entusiasta e felice del nuovo contesto,ma col passare dei giorni potrebbe manifestare segni di tristezza e disperazione non appena si rende conto che la mamma o il papà non saranno presenti. MammeCheFatica vi invita a preparare il bambino (e di conseguenza voi stessi) a gestire i primi distacchi accettando il loro pianto e rassicurando in modo chiaro e deciso il piccolo che in quell’istante ha bisogno di confini chiari e ben delineati. Vi assicuriamo che è molto difficile gestire tutta quell’emotività data dal pianto del vostro bambino che non vuole staccarsi..in quell’istante vi verrà anche solo per un secondo in mente:” ma perchè devo fare tutto questo” poi il supporto delle educatrici e della struttura e il passare del tempo vi faranno cambiare idea! Per questo motivo,anche se iniziate a Gennaio, e la maggior parte dei bambini sono inseriti non sottovalutate i primi momenti al nido che vi permettono di osservare i bambini anche da altri punti di vista. Tutti i bambini che vedrete giocare disinvolti e divertiti hanno a loro volta pianto e metabolizzato il distacco così come lo farà il vostro bambino ma considerate sempre che si è inserito da poco e occorre del tempo per ambientarsi e accettare serenamente il distacco dai propri riferimenti affettivi . 

Bon Courage!

Le paure dei piccoli..

pauraOgni età ha le sue paure: paura del buio, dei mostri, di stare all’asilo senza mamma, di affrontare il water senza pannolino, dell’acqua, dei ladri, di non essere in grado di.. etc.. come fare però quando si è divorati dalla paura stessa a tal punto da non riuscire più a giocare in modo sereno con gli altri?

In questi casi suggeriamo di parlarne con delle figure esperte per fare il punto della situazione e farsi aiutare a ridimensionare la situazione onde evitare inutili scontri e preoccupazioni. Tutti i bambini hanno delle paure e tutti noi da bambini ne abbiamo avute. Spesso gli adulti tendono a sminuire dicendo “che non bisogna avere paura di nulla”; su questo punto proponiamo invece di: rassicurare i piccoli quando sentono la paura e di provare a parlarne in modo tranquillo anche quando non avvertono questa sensazione. Raccontare loro che anche noi avevamo delle paure alla loro età ci sembra un modo per condividere e fare in modo che si sentano capiti. La fase delle paure è transitoria e torna ad ogni età, occorre offrire ai piccoli i giusti strumenti per affrontarla e gestirla con ironia senza esserne troppo succubi o farsi divorare dall’ansia.

 

Salutatevi. Sempre.

saluti“Se gioca non lo saluto perché poi piange”. Mammechefatica dice “No!”. È importante invece salutarsi e salutare prima di andare via il propria bambino, anche se piccolo. Deve capire che la mamma/il papà torneranno dopo qualche ora. Altrimenti si sentirebbe tradito. ” Perché non mi hanno avvisato?” Penserebbe lui. Sulle dinamiche del saluto e del distacco vi sono diversi stili di pensiero molto soggettivi e personali. Possiamo garantire per esperienza, che un bambino salutato è un bambino in grado di interiorizzare il distacco e farlo proprio col passare del tempo e con l’aiuto delle figure adulte pronte a sostenere la sua mancanza e la sua tristezza. Non abbiate paura e non temete il suo pianto. Incoraggiatelo  e spronatelo al gioco, affinché possa riprodurre la medesima situazione in chiave ludica.

Quando il bambino ritroverà la figura di riferimento desiderata (mamma o papà) verbalizzate insieme il piacere di ritrovarsi. Sottolineando il fatto che “ci si rivede” sempre. Imparate a raccontarvi come è andata la giornata, senza aver paura delle emozioni anche negative. 

Ciao, Ciao! A più tardi! 😉

 

 

 

 

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Cosa fare se piange tanto in asilo..

inserimento-nidoMammechefatica vorrebbe sapere come vanno i nuovi inserimenti che abbiamo seguito finora…come stanno i vostri bambini a distanza di un mese circa. Sappiamo bene che c’e’ qualcuno che probabilmente fa ancora un po’ di fatica, ma giustamente l’ambientamento al nido o alla Scuola Materna segue fasi e tempi differenti. Un aspetto molto importante è rappresentato dal distacco all’ingresso della struttura: l’adulto che accompagna deve essere in grado di “reggere” emotivamente il pianto (anche disperato talvolta) del proprio bambino e infondergli fiducia e ottimismo verso la giornata, i compagni e l’educatrice che lo accoglie. (Questo tipo di atteggiamento incoraggiante è fondamentale affinchè il piccolo associ la nuova struttura ad una situazione piacevole, non ad un posto negativo da vivere in attesa della mamma, piuttosto come un luogo di esperienze ludiche e non solo). La figura educativa invece deve rassicurare il bambino e la sua mamma o il suo papà che saranno doppiamente mortificati e angosciati nel lasciarsi in questo modo, trovando lo spazio per affrontare e condividere anche i momenti negativi e dolorosi senza dare nulla per scontato.

Il bambino, in modo lento e progressivo, inizierà a tranquillizzarsi e a trovare piacere nel poter condividere una nuova interazione sociale con i suoi pari. Come tutti i cambiamenti occorre tempo e pazienza e una grande capacità nel guardare lontano..senza sensi di colpa, senza troppi timori tutti ma proprio tutti i bambini troveranno una loro dimensione.

 

Spieghiamo il lutto ai bambini…

lutto per i bambiniSe la morte fa parte dell’ esistenza, MammeCheFatica oggi parlera’ anche di questo tema scomodo e doloroso.

Perche’ non si parla mai di questo argomento ancora tabu’ con i bambini? Forse perche’ anche noi adulti abbiamo tanta paura a tirarlo fuori..e invece se ogni tanto ci provassimo faremmo loro un grande regalo: potremmo prepararli e nel contempo preparare noi stessi. Se provassimo a spiegare loro che anche la morte fa parte del ciclo della vita..e andrebbe accettatta come tale. I bambini hanno bisogno di risposte concrete. ” Ma sottoterra come fara’ se avra’ bisogno di qualcosa?”. ” E poi sentira’ il mio pianto fin laggiu’?”. Queste e altre domande ancora ci fanno intuire la loro sensibilita’ e il loro bisogno di affrontare l’ argomento senza sfuggire troppo. Senza bisogno di illuderli. Senza vergognarci di piangere e fingere sempre di essere felici.

Catherine Dolto (figlia della grande Francoise Dolto) scriveva tanti anni fa: “Nascondere ad un bambino la morte di qualcuno che ama, dirgli che la persona è partita per un viaggio gli fa più male che bene. I bambini hanno diritto alla verità.”

Crediamo che il dialogo, l’importanza della parola come ricordo sia fondamentale per i bambini come per noi adulti. Parlate di queste cose, anche se dolorose e impegnative, con i vostri bambini. Mantenete un tono calmo e rassicurante e loro capiranno.

Un abbraccio a tutti quelli che stanno vivendo un periodo difficile e non sanno come dirlo ai più piccoli.

 

Back to school, back to work…

back 2Back to School back to work…back to… qualcosa insomma!

Poco importa la definizione sempre di ritorno al nido, alla scuola materna o elementare si tratta. Non e’ facile ricominciare, avete ragione! Iniziare la Scuola è sempre fonte di stress e ansia da prestazione, ma poi solitamente tutto diventa più gestibile e naturale. Si ritrovano vecchi amici o si fanno nuove amicizie.

Tra i sintomi più comuni ci sono episodi di enuresi durante il sonno notturno e forme di balbuzie. Non allarmatevi subito. Datevi tempo e monitorate la situazione senza però essere troppo invadenti e ansiosi.

Siate pronti e “carichi” nel consolare eventualmente i vostri piccoli. Offrite loro messaggi positivi, incoraggianti e autentici. Hanno bisogno di supporto e condivisione!

Un piccolo consiglio? Vi invitiamo a non fare troppe domande e ascoltare i loro tempi. Saranno loro a raccontarci le novità e le scoperte di ogni giorno. (litigate e arrabbiature incluse!). Approfittate delle belle giornate ancora calde per trascorrere i pomeriggi al parco e giocare all’aria aperta. Non immergete i bambini in mille corsi ma privilegiate le loro preferenze. Lasciate anche dei pomeriggi “liberi” senza impegni prefissati per godersi insieme i giochi in casa in compagnia di qualche amichetto.

Buon inizio a tutti i bambini e ai grandi che li accompagnano!

Viaggiare in aereo o in treno con i piccoli..

bambini in aereoGiorni di partenze questi..tanti di voi saranno gia’ arrivati a destinazione, altre famiglie staranno per iniziare le vacanze con i loro piccoli, magari per la prima volta! Vediamo insieme come fare a rendere il viaggio il più accomodante e rilassante non solo per il bambino ma anche per i suoi genitori o accompagnatori, perché come sosteniamo sempre se la figura di riferimento (in particolare quella materna) ha un atteggiamento tranquillo e rassicurante il bambino di conseguenza appare piu’ sereno e in grado di sostenere meglio il ritmo del viaggio specie se di lungo raggio.

Prima di partire invitiamo i genitori a portare con se’ lo stretto indispensabile. Non serve una valigia piena di giochi! Se dovessimo stilare una sorta di lista MammeCheFatica includerebbe:

– ciuccio/biberon/necessario per il cambio/merenda o latte

– telo di cotone sul quale sdraiare il piccolo

– un piccolo sonaglio e doudou per la nanna

– fogli e pastelli o matite per disegnare (dai 24 mesi in su)

– un pupazzo o peluche che puo’ essere apprezzato dal piccolo

– Tanta pazienza e poca ansia da genitore perfetto: in caso di pianto o capricci siate fermi e  decisi. Non fatevi prendere dal panico e non guardate gli sguardi altrui. Cercate di ricomporre un’ atmosfera serena e rilassata nella quale poter far addormentare il vostro bambino. Se siete in aereo o in treno provate se concesso ad alzarvi e ninnarlo avanti e indietro. Se allattate il piccolo dategli pure il seno nel momento del decollo e’ consigliato per distenderlo e rilassarlo e fare in modo che non percepisca troppa tensione.

– parlate, raccontate e cantate tenendo un tono di voce bassa: rilassa, non disturba (avete mai provato ad ascoltarvi mentre vi relazionate con un bambino?!) e aiuta a tenere alta la concentrazione.

-approfittatene anche voi: quando dorme, schiacciate un pisolino anche voi e il viaggio sembrera’ piu’ facile e semplice da gestire.

Buon Viaggio a tutti voi e…take it easy!!!!!!

La nanna in vacanza…

Sappiamo bene che durante le vacanze i ritmi sonno-veglia possono subire delle variazioni e anche i piccoli possono andare a letto piu’ tardi, ma senza esagerare!

Il fatto di cambiare casa e dormire in un posto nuovo puo’ inevitabilmente portare a delle piccole difficolta’ o regressioni. ( Il piccolo non accetta subito di dormire in un lettino nuovo oppure nella stanza si dorme tutti insieme). Non importa, MammeCheFatica consiglia di godervi un po’ di vacanza e poi ‘aggiusteremo progressivamente’ tutto al ritorno a casa!.

Durante la notte in ogni caso cercate di non accorrere subito alla prima richiesta o pianto del bambino. Rassicuratelo con la voce e al limite con la vostra presenza ma se riuscite aspettate un attimo prima di prenderlo in braccio o portarlo subito nel lettone. E’ fondamentale che provi a stare un attimo da solo e provi a consolarsi da solo con gli oggetti che ha a disposizione: il biberon,il ciuccio, il doudou.

Il piu’ delle volte siamo noi adulti che non gli lasciamo il tempo necessario per risolvere le prime  difficolta’ in modo autonomo. Diteci di no!????

Provate comunque se fosse necessario a mantenere il momento del sonno pomeridiano onde evitare che sia troppo stanco e insofferente la notte. Per il resto i piccoli si adattano in alcuni frangenti molto di piu’ degli adulti!
nanna d'estate

Le prime vacanze in autonomia…

bambino e valigiaLe prime vacanze in autonomia sono un’ esperienza fondamentale per il bambino. Non vi e’ un’ eta’ precisa l’importante e’ affrontare senza rancori o sensi di colpa il distacco dalle figure genitoriali in particolare dalla madre.

Come tutte le nuove esperienze ha bisogno di tempo per essere metabolizzata nella mente del piccolo. Se si sta avvicinando il giorno della partenza invitiamo mamme e papa’ a:

–  contenere il livello di ansia senza esagerare!

– preparare insieme la borsa con tutto l’ occorrente per rendere partecipe e consapevole il bambino dei propri effetti personali

– preparare gli oggetti tradizionali (orsacchiotti o bambole che in questi casi assumono un significato ancora piu’ simbolico)

– dare al bambino un quaderno o un album in cui scrivere i pensieri delle giornate o poter fare dei disegni

– preparare un piccolo calendario hand- made con disegni o immagini per aiutare il bambino a capire e gestire meglio la dimensione temporale

– last but not least: mai chiedergli: “ti sei divertito”? Piuttosto lasciargli il tempo per tirar fuori i ricordi e raccontarli con piacere.

-rassicurarlo in caso di nostalgia. Sappiate essere forti e incisivi. In quei momenti di debolezza i bambini hanno bisogno di adulti rassicuranti in grado di infondere fiducia e valorizzare la loro autonomia.

Bon Voyage!