Vaccinazioni: perché sono importanti

L’anno educativo è iniziato ed è già caos per quanto riguarda la tematica dei vaccini. Mammechefatica sostiene in modo fermo e convinto l’importanza delle vaccinazioni nei bambini piccoli come forma di tutela e rispetto di sé stesso e della comunità.  Invitiamo i genitori fortemente in dubbio a confrontarsi per avere una visione più completa anche dal punto di vista pratico. Ci dispiace leggere le notizie di cronaca di questi giorni e constatare tristemente che alla fine chi ne paga le conseguenze sono i bambini. Sono loro che non possono frequentare strutture educative e poter compiere le prime esperienze di socializzazione condivisa cosi’ importanti per la loro crescita. Fino a che punto è giusto essere così drastici? Possiamo proteggere i bambini in una campana di vetro? Come si sentiranno i bambini respinti che non potranno continuare a giocare all’asilo perché non vaccinati?Non si tratta di essere buoni o cattivi, si tratta di scegliere di proteggere il proprio figlio e di conseguenza anche il gruppo dei pari di cui fa parte. Ci interessa il vostro punto di vista in merito come genitori o educatrici.

 

Senso di colpa? No grazie!

Il senso di colpa è un sentimento diffuso che accomuna in diversa misura la maggior parte dei genitori di bambini (in particolare madri di bambini piccoli) costretti ad andare a lavorare. Stare poche ore al giorno con il proprio bambino e non vedere i progressi che fa nel corso del tempo, mette a dura prova l’autostima di mamma e papà. Tutto ciò è comprensibile, ma non pensiate che l’esperienza di distacco e di inserimento all’asilo, piuttosto che la condivisione di momenti con nonni o baby-sitter siano tempo sprecato per vostro figlio. Al contrario, sono momenti di socializzazione e di relazione extra familiare che aiutano a crescere. Certo, il contatto quotidiano (soprattutto con la mamma) è fondamentale, ma si può sfruttare adeguatamente il tempo a disposizione per stare al meglio. Vivete a pieno le poche ore dopo il lavoro per stare davvero bene con i bambini, divertitevi con loro, trasmettete affetto senza preoccupazioni. Non è detto che avere tanto tempo per stare con i bambini sia sempre positivo. Ci sono situazioni di donne che hanno rinunciato ad un lavoro a cui erano appassionate per stare a casa, ma che con il tempo si sono pentite della scelta e, inconsciamente hanno proiettato la loro frustrazione sul figlio. E’ la qualità del tempo a fare la differenza: se dovete lavorare non è colpa di nessuno, ma se riuscite a stare bene al ritorno a casa, i figli avvertiranno l’autentica serenità della mamma.

Inserimento: cinque da cose da sapere prima di iniziarlo

E’ tempo di inserimenti al nido e alla scuola d’infanzia e sappiamo bene le emozioni che può scatenare questo periodo. Dunque abbiamo deciso di darvi 5 informazioni che noi riteniamo basilari per affrontare al meglio questo momento.

  1. Il distacco dalle figure genitoriali è un momento importante, delicato e molto soggettivo quindi non lasciatevi influenzare dai commenti degli altri. Voi e il vostro bambino siete diversi da tutti gli altri e potreste avere reazioni diverse: è inutile fare confronti (anche tra fratelli!).
  2. Alla base di tutto ci dev’essere fiducia nel servizio, nelle educatrici, in chi lo coordina, ma anche nelle risorse del vostro piccolo: se ci credete davvero, ce la farà!
  3. Fate tutte le domande possibili a chi si prende cura del vostro bambino: meglio non trattenere nulla ed essere confortate, se necessario.
  4. Non abbiate fretta, ci vuole tempo. Meglio seguire i suggerimenti delle educatrici, rispettando i tempi del bambino per evitare che dopo mesi si debba tornare al punto di partenza.
  5. Il pianto del bambino al momento del distacco è una reazione assolutamente sana che spiega un normale legame di attaccamento.

In bocca al lupo!!!!

Come aiutare i bambini ad essere sempre più autonomi?

Come diciamo sempre non esiste un “manuale di istruzioni” per i genitori, né delle regole rigide uguali per tutti. I bambini sono tutti diversi (con le loro storie, famiglie, personalità..), così come i loro genitori e dunque ognuno deve trovare la modalità che è giusta per lui/lei in quel dato momento. Noi possiamo solo dare qualche suggerimento da provare:

-spronatelo a fare da solo compiti in cui è in grado

-valorizzate le sue risorse

-non sostituitevi a lui/lei, nemmeno se avete fretta

-non fate confronti con altri bambini: ognuno ha il suo tempo

-non pretendete comportamenti troppo adultizzati che non sono in linea con la sua fase evolutiva

Essere autonomi significa essere nella situazione di dire “Ce l’ho fatta!” e i genitori devono favorire queste piccole/grandi acquisizioni che permettono di crescere e maturare. Forza Mamme e papà, crediamo in voi e nelle vostre capacità educative!

Pro e contro dell’era digitale per i nostri bambini

Ormai è ufficiale: siamo entrati nell’era digitale e non possiamo più fare a meno di smartphone, tablet e pc. Anche i nostri bambini sono stati influenzati da questi cambiamenti: basti osservare i più piccoli durante un gioco simbolico e vedrete come ci imitano in modo impressionante! Proprio per questo mamma e papà devono essere coerenti fra quello che dicono e quello fanno: non si può chiedere di interrompere un gioco perché la tecnologia fa male se noi adulti siamo continuamente connessi al cellulare.

Quali sono gli aspetti positivi di queste trasformazioni? App e giochi educativi possono favorire delle conoscenze, stimolare la curiosità  e aggirare alcuni ostacoli per gli apprendimenti per bambini con dislessia o discalculia.

Ci sono anche dei rischi insiti nell’ utilizzo di questi devices? Purtroppo si, è stato rilevato come una lunga sovraesposizione possa comportare disturbi visivi e posturali, ma anche difficoltà di concentrazione, del sonno e facile oscillazione dell’umore. In generale poi c’è il rischio che l’utilizzo eccessivo di cellulari e tablet a lungo andare sostituisca lo scambio relazionale affettivo con gli adulti o con i pari.

Come regola generale: ci sentiamo di sconsigliarne un utilizzo senza controllo da parte dell’adulto, e senza limitazioni di tempo o di navigazione libera su Internet.

 

 

La prima estate con il bebe’: dove andare

Prendiamo come spunto le vostre mail per rispondere in modo corale come affrontare la prima estate con un bebè. In primo luogo vi suggeriamo una località tranquilla e sicura (in Italia o all’estero) con una serie di servizi comodi e vicini, per fare in modo che possiate godervi anche il tempo senza dover faticare più del necessario. Se scegliete la casa di famiglia o dei suoceri fate in modo di pianificare la vacanza affinché rimanga tale, onde evitare inutili e fastidiosi nervosismi che inevitabilmente si ripercuotono sul vostro bambino e sul vostro benessere psicofisico. Se invece siete sole anche solo per qualche giorno o settimana, perché non organizzare la trasferta con un’amica? Potrebbe essere un modo anche per voi di farvi due risate in compagnia e non sentirvi sole e disorientate in un posto nuovo o diverso da casa. La prima estate deve essere il più possibile ‘rilassante’ e serena e deve offrirvi la possibilità di stare bene e al sicuro. Mare o montagna a seconda dei vostri gusti e opportunità, l’importante che il piccolo sia a contatto con la natura e respiri una buona aria, il più possibile fresca! In entrambe le soluzioni cospargete di protezione totale il vostro piccolo che non può certo permettersi scottature.

Fateci sapere le mete prescelte e se conoscete strutture specifiche per accogliere i piccoli ospiti come si deve non esitate a segnalarle!

 

 

 

Se il piccolo balbetta: cosa fare

Può capitare che nella fase di crescita (in particolare tra i 24 e i 36 mesi) il bambino possa attraversare una fase in cui manifesta difficoltà nell’esprimersi e inizi a parlare ripetendo più volte le prime sillabe soprattutto ad inizio frase. Molto spesso un forte cambiamento (come, ad esempio, la nascita del fratellino o un trasferimento in una nuova città) possono portare ad un momento di insicurezza emotiva ed instabilità. La maggior parte dei casi si risolve in modo automatico nel giro di qualche settimana, altri casi invece, presi in tempo vengono affrontati con il supporto di un logopedista. Invitiamo i genitori e gli adulti che frequentano il piccolo ad aiutarlo adottando questa modalità:

– mai giudicare o correggere il bambino mentre sta parlando, specie se ripete sempre le stesse paroline o se non si capisce

– cercare di metterlo a suo agio, organizzando mentalmente frasi semplici

– sintonizzare lo sguardo e ascoltarlo attentamente, evitando di fare altro

– utilizzare il canto, le filastrocche (la rima baciata è di grande aiuto) e la lettura ad alta voce: fortificano la relazione e stimolano il piccolo in modo naturale ad apprendere nuovi suoni e vocaboli. Cantare insieme davanti allo specchio, mentre ci si lava i denti è da sempre un gioco che dà ottimi risultati.

Non scoraggiatevi mai, poiché si tratta di una fase passeggera, e cercate di non far pesare ‘la colpa’ su nessuno: i piccoli avvertono subito queste intuizioni e di conseguenza si portano dietro il peso..

 

 

Nido o Baby Sitter?!

Le vostre numerose mail ci impongono una riflessione tra la scelta (complessa per alcuni) tra l’iscrizione al nido e una (brava) Baby Sitter. Lavorando da anni nel mondo degli asili è difficile tenere un punto di vista completamente oggettivo su questa scelta. Ma ovviamente ci proviamo, insieme a voi!

Perché l’Asilo: l’Asilo Nido rappresenta il primo luogo di socializzazione strutturata che il piccolo ha la possibilità di conoscere e sperimentare. Al nido il bambino ha la possibilità di entrare in contatto con una nuova realtà educativa e di imparare mediante il gioco e un sistema di relazioni interpersonali fondamentali per la sua crescita. Il nido, se ben organizzato e strutturato, è secondo noi un luogo di crescita molto significativo, non solo per il bambino in sé, ma anche per la sua mamma e il suo papà: all’interno di esso si prende consapevolezza del proprio ruolo genitoriale e lo si condivide con altri genitori e figure professioniste. Il limite del nido può essere il fatto di continue assenze dovute a malattie o influenze e dover ricorrere ad una Baby Sitter o ai nonni quando deve stare a casa.

Baby Sitter: di solito indichiamo questa figura se il bambino è molto piccolo, se gli viene sconsigliata la frequenza del nido e della comunità per ragioni di salute. La scelta è sempre difficile: bisogna trovare una persona referenziata, meglio se presentata da qualcuno, con esperienza, solare, autonoma, in grado di giocare e stare bene con il bambino in carico. Tutte queste richieste non sono mai scontate! Possiamo garantirvelo, come sottolineiamo sempre nei nostri corsi e incontri. È difficile occuparsi tutto il giorno di un bambino piccolo, talvolta in modo solitario.

Suggeriamo sempre, al di là della scelta, di poterla condividere con il partner e di farla vostra. Troverete sempre qualcuno che vi criticherà per il nido o la tata che avete scelto. La scelta giusta è quella che vi permette di sentirvi tranquilli, di tornare al lavoro senza (troppo) senso di colpa, e di veder crescere il vostro bambino attraverso piccole grandi conquiste.

Bon Courage!

 

 

 

 

 

Serata dedicata alla Famiglia..

 MammeCheFatica vi aspetta Venerdì 17 Febbraio alle 20.30 a Badia di Calavena (Verona) per una serata gratuita dedicata alla Famiglia presso la Scuola dell’ Infanzia “Principe di Piemonte” e l’Asilo nido integrato “Raggio di Luce” in collaborazione con il Comune di Badia di Calavena.

Si parlerà del ruolo genitoriale, delle differenze tra il ruolo materno e paterno, della difficoltà di dare i primi limiti al proprio bambino (dicendo loro No) e del ruolo dei nonni che sono da sempre una risorsa molto preziosa.

Vi aspettiamo numerosi per un’ occasione di confronto e condivisione per non sentirsi mai soli nella crescita del proprio bambino o nipotino. 

Conduce: Marta Stella Bruzzone, Pedagogista

Ecco la locandina dell’incontro: Comune di Badia Calavena

a venerdi sera!

Per informazioni il contatto della struttura è: 045/7810513

Quando arriva il secondo figlio

L’arrivo del secondo figlio è un’ulteriore esplosione di felicità: si rivivono momenti di gioia indescrivibile, anche se è sempre diverso. Non solo perché i figli sono diversi, ma anche perché i genitori stessi sono diversi. Cambiati, cresciuti, più consapevoli e sicuri di sé. La famiglia si allarga e l ‘affetto, invece di dimezzarsi, si amplifica. Eppure non è così semplice la nascita di un secondo bambino. Subentrano le gelosie del primo e le conseguenti ansie dei genitori su come comportarsi. “Cosa posso fare per non far sentire ignorato il maggiore?” “Mi odierà perché tengo sempre in braccio il neonato?” oppure “Sarò una brava madre per tutte e due?”. Sono domande che più o meno si fanno tutti e scatenano grossi dubbi e sensi di colpa. MammeCheFatica suggerisce di contare sempre sul partner per dividersi i compiti e sostenersi l’un l’altro. E’ importante ritagliarsi degli spazi individuali con entrambi i figli e far sentire “speciale” con piccoli accorgimenti il più grande. Un’attività pensata solo per lui, una piccola sorpresa possono rendere più sereno il figlio maggiore sentendosi sempre nella mente di mamma e papà. I comportamenti di gelosia saranno comunque presenti, è normale, ma potranno essere più gestibili. In bocca a l lupo! E, per qualsiasi cosa, noi ci siamo!