Come prepararsi alla Scuola dell’Infanzia

 

Come prepararsi alla Scuola dell’infanzia? Cosa possono fare i genitori per fare in modo che questo passaggio sia il più naturale possibile? Queste e altre domande sono quelle a cui rispondiamo quotidianamente negli asili dove ci occupiamo della supervisione pedagogica. In primo luogo è sempre doveroso e mai banale ripetere che ogni bambino ha bisogno di un suo tempo per ambientarsi e accettare il cambiamento che dipende da più fattori collegati tra loro. Anche a casa è possibile e consigliabile parlare della futura scuola materna. Attenzione: parlare ai bambini di quasi 3 anni significa essere molto concreti, concisi e ricchi di particolari. (I dettagli sono fondamentali). Ai bambini interessa sapere cosa faranno di preciso, se possibile il colore/nome della loro classe, cosa mangeranno e che canzoni o giochi impareranno. I genitori possono rispondere contenendo in particolare l’ansia che spesso esprimono tutti i piccoli alle prese con questo primo grande passaggio verso la scuola dei grandi. Fate in modo che se ne parli durante l’estate, ma non deve diventare fonte di stress, per i bambini deve sempre essere un posto di gioco ed esperienze di crescita. Sarà inevitabile un po’ di disorientamento iniziale a Settembre ma col tempo e una buona dose di fiducia da parte dei genitori e dei nuovi riferimenti socioaffettivi i vostri bambini riusciranno ad accettare il nuovo ambiente con l’entusiasmo che solo loro sanno avere. 

SOS prima vacanza da soli!

Mammechefatica in questi giorni sta ricevendo molte mail private in cui ci segnalate spesso i vostri timori per quanto riguarda le vacanze.
Ci chiedete a che età è preferibile iniziare le vacanze da soli, favorendo il processo d’autonomia, lontano dai genitori per una o due settimane. A queste domande rispondiamo dicendo che dipende da molti fattori, tra i quali l’età del bambino, il luogo e l’ambiente nel quale dovrebbe inserirsi, (ad esempio se va in vacanza qualche giorno con i nonni o in una struttura per soli bambini). Consideriamo sempre che ogni bambino ha una sua storia e un suo modo di vivere e affrontare il distacco. Se si tratta di una vacanza, a maggior ragione, deve essere un momento piacevole e ludico e non deve essere fonte di preoccupazione, né per il piccolo, né per i genitori. Prepararsi lentamente a questa fase di separazione sarà utile non solo al bambino, ma soprattutto alla sua mamma e al suo papà, che soffriranno da ‘sindrome da nido vuoto’ senza di lui!!
Quindi qualche settimana prima, senza troppe ansie, mostrate al bambino il luogo in cui andrà, le foto, alcuni dettagli significativi, che sono utili per iniziare a pensare e fantasticare cosa succederà….e sarà utile anche a voi per elaborare ciò che potrà fare e imparare anche senza di voi..

Come gestire l’ansia da rientro?

L’anno educativo sta per iniziare e tanti bambini, piccoli e grandi, si apprestano a finire le vacanze e ricominciare la routine. Questo è sempre un momento carico di aspettative per tutti, sia per chi inizia una nuova avventura, sia per chi riprende il ciclo interrotto dall’estate. Infatti ritrovare i compagni di scuola e le maestre dopo tre lunghi mesi è sempre un’emozione! Per questo motivo vi suggeriamo di comprendere e osservare un’eventuale regressione che può manifestarsi con episodi di enuresi notturna, forte timidezza o ansia da prestazione. Inoltre:

-Per stemperare l’ansia e la paura del rientro potrebbe essere un’idea quella di raccogliere le varie esperienze vissute quest’estate e scriverle su un quaderno da portare in classe.

-Nel caso di bambini piccoli è importante creare una raccolta di piccoli oggetti che fungono da simbolo e da ricordo.

-Dare tempo e non fare tutto di fretta, ma ritornare in città in anticipo.

-Non insistere troppo nel raccontare a tutti dell’inizio del nido o della nuova avventura..anche se non ne parlano espressamente i bambini si ricordano tutto e non è il caso di anticipare in continuo il tema della separazione e del distacco che genera molta ansia. Piuttosto leggete insieme un buon libro come preparazione all’esperienza.

Back to School:come affrontare il rientro al meglio..

 

È giunto il momento del rientro quasi per tutti..vediamo insieme come godersi gli ultimi momenti insieme con tutta la famiglia riunita e nel frattempo iniziare a pensare a come affrontare i primi giorni di asilo,nido o scuola. Che dobbiate fare degli inserimenti o meno, l’inizio del nuovo anno educativo rappresenta sempre un momento carico di aspettative per tutti! In ogni caso, ritrovare i compagni di scuola dopo tre lunghi mesi è sempre un’emozione! Per questo motivo vi suggeriamo di comprendere e osservare un’eventuale regressione che può manifestarsi con episodi di enuresi notturna, forte timidezza o ansia da prestazione. Per stemperare l’ansia e la paura del rientro potrebbe essere un’idea quella di raccogliere le varie esperienze vissute quest’estate e scriverle su un quaderno da portare in classe. (Nel caso di bambini piccoli è importante creare una raccolta di piccoli oggetti che fanno da simbolo e da ricordo). Non insistere troppo nel raccontare a tutti dell’inizio del nido o della nuova avventura..anche se non ne parlano espressamente i bambini si ricordano tutto. Leggete insieme un buon libro come preparazione alla nuova esperienza.

 

 

 

 

 

 

 

E se il mio bambino non parla ancora?

Intorno all’anno, si sa, i bambini tendenzialmente incominciano a dire le loro prime paroline, ma, come sottolinea sempre MammeCheFatica, ogni bambino ha i suoi tempi, ben diversi da quelli dei manuali di pedagogia o puericultura. Quando è il caso di iniziare a preoccuparsi se il proprio bambino non dice nulla o davvero pochissime parole? Se gli altri aspetti (motorio, sociale, cognitivo..) ci sembrano funzionare bene, si può anche aspettare fino ai tre anni di età. L’importante è che il bambino interagisca in qualche modo con adulti e coetanei attraverso una comunicazione non verbale, che sia curioso del mondo circostante e risponda se chiamato per nome. Lo sviluppo del linguaggio dipende da moltissimi fattori e non ci deve allarmare se in ritardo rispetto ad altri bambini se tutto il resto procede bene. L’importante è sempre:

-non forzare il bambino a parlare

-non fare confronti con gli altri

-mantenere il controllo e scacciare l’ansia: si è ancora in tempo per intervenire ed eventualmente farsi aiutare

-non insistere eccessivamente sulla corretta pronuncia

-non prenderlo in giro se si esprime male

-stimolarlo con la lettura di fiabe e storie (l’apprendimento per imitazione funziona sempre molto!)

-verbalizzare i suoi desideri/sentimenti

Nido o Baby Sitter?!

Le vostre numerose mail ci impongono una riflessione tra la scelta (complessa per alcuni) tra l’iscrizione al nido e una (brava) Baby Sitter. Lavorando da anni nel mondo degli asili è difficile tenere un punto di vista completamente oggettivo su questa scelta. Ma ovviamente ci proviamo, insieme a voi!

Perché l’Asilo: l’Asilo Nido rappresenta il primo luogo di socializzazione strutturata che il piccolo ha la possibilità di conoscere e sperimentare. Al nido il bambino ha la possibilità di entrare in contatto con una nuova realtà educativa e di imparare mediante il gioco e un sistema di relazioni interpersonali fondamentali per la sua crescita. Il nido, se ben organizzato e strutturato, è secondo noi un luogo di crescita molto significativo, non solo per il bambino in sé, ma anche per la sua mamma e il suo papà: all’interno di esso si prende consapevolezza del proprio ruolo genitoriale e lo si condivide con altri genitori e figure professioniste. Il limite del nido può essere il fatto di continue assenze dovute a malattie o influenze e dover ricorrere ad una Baby Sitter o ai nonni quando deve stare a casa.

Baby Sitter: di solito indichiamo questa figura se il bambino è molto piccolo, se gli viene sconsigliata la frequenza del nido e della comunità per ragioni di salute. La scelta è sempre difficile: bisogna trovare una persona referenziata, meglio se presentata da qualcuno, con esperienza, solare, autonoma, in grado di giocare e stare bene con il bambino in carico. Tutte queste richieste non sono mai scontate! Possiamo garantirvelo, come sottolineiamo sempre nei nostri corsi e incontri. È difficile occuparsi tutto il giorno di un bambino piccolo, talvolta in modo solitario.

Suggeriamo sempre, al di là della scelta, di poterla condividere con il partner e di farla vostra. Troverete sempre qualcuno che vi criticherà per il nido o la tata che avete scelto. La scelta giusta è quella che vi permette di sentirvi tranquilli, di tornare al lavoro senza (troppo) senso di colpa, e di veder crescere il vostro bambino attraverso piccole grandi conquiste.

Bon Courage!

 

 

 

 

 

Troppa ansia…

Essere genitori non è un ruolo semplice soprattutto di questi tempi. Immaginare di lasciare il proprio bambino in posti nuovi o con altre persone suscita sempre delle domande interiori molto forti del tipo:” riusciranno gli altri ad intuire ciò di cui avrà bisogno?” “Ce la farà a stare senza di me?”. Sono tutti pensieri che un genitore (spesso la madre) fa inevitabilmente. L’aspetto importante è cercare di contenere l’ansia e non farla trasparire quando non è necessario. A volte basta ascoltarsi quando parliamo con i bambini e capire quanta ansia trapela dalle nostre ripetizioni..Ricordiamo che ai piccoli servono gli esempi e i gesti concreti dei genitori che valgono più di mille parole e che si porteranno con sé da adulti.

Proviamoci insieme.

 

Dicembre: un mese mooolto impegnativo!

Non ci si riesce a spiegare il motivo, ma dal 1 Dicembre c’è sempre più traffico, più ansia nell’aria e naturalmente ci sono molti più impegni: dalla cena aziendale alla recita dei bambini, dal saluto-prima -di-Natale-con-le-amiche al disperato acquisto di regali e cibi di cui ingozzarsi. Un consiglio di MammeCheFatica? Se vi organizzate per tempo e selezionate le cose veramente importanti a cui non potete/volete rinunciare, vedrete che arriverete a fine mese con una maggiore serenità. Esempi?

  • I regali vanno ridotti all’indispensabile, anche quelli per i più piccoli. Così, oltre a risparmiare tempo e denaro, insegnerete ai vostri figli anche il valore di una o due sorprese e non quello del consumismo a tutti i costi.
  • Non utilizzate la macchina- quando è possibile- per fare compere: ci stresseremo tutti un po’ meno!
  • Fatevi aiutare dai bambini in tutta l’organizzazione dei festeggiamenti: si divertiranno, si sentiranno maggiormente coinvolti e magari ci allevieranno di qualche piccola fatica!

In bocca al lupo! 😉

Bimbi e Genitori al mare: paura dell’acqua?!….

Mammechefatica al mare: osservatorio prezioso per poter capire le ansie dei genitori e i bisogni dei bambini. Ci sono molte madri che iniziano ad allertare i bambini ancora prima di andare in spiaggia. È importante dare poche regole e chiare. È importante far capire che bisogna rispettarle poiché il mare è grande e con lui non si scherza. Detto questo crediamo sia giusto anche concedere loro un po’ di “libertà” di giocare con la sabbia, fare una pozza con l’acqua e nascondere i piedi nella sabbia… Se avete molta paura dell’acqua cercate in tutti i modi di non proiettare le vostre ansie sui piccoli. Fatevi aiutare piuttosto coinvolgendo una persona fidata che possa far apprezzare i primi tuffi in acqua oppure state semplicemente a riva attrezzando il piccolo con braccioli o salvagente. In caso di mare mosso evitate il bagno e valorizzate la raccolta di conchiglie o alghe (procurate una valida alternativa o piuttosto inventate una gita). È molto difficile quando si è piccoli accettare la frustrazione del non poter entrare in acqua e capirne il motivo. 

Se invece è il bambino a temere l’ acqua, Mammechefatica consiglia di insistere, ma in modo progressivo e graduale onde evitare un atteggiamento oppositivo da parte del piccolo. A seconda dell’età proponiamo di partecipare a un corso di acquaticità e di nuoto per prendere confidenza e superare la paura con l’aiuto di insegnanti esperti.

Via il pannolino! Sì, ma il water fa paura..

Quando arriva il bel tempo e le giornate d’estate, si sa, i genitori previdenti iniziano ad insegnare ai bambini a controllare gli sfinteri in vista del passaggio alla scuola materna previsto per Settembre. Ma come evitare le “battaglie” per togliere il pannolino e far provare ai bambini il vasino o il water? Una soluzione magica, che vada bene per tutti, purtroppo, non esiste, ma proviamo a darvi qualche suggerimento per rendere la situazione meno problematica possibile:

-presentare la novità come un gioco, non un’imposizione

-scegliere un periodo di tranquillità e spensieratezza, non in concomitanza con episodi particolari (quali la nascita di un fratellino, un trasloco, una malattia o una separazione)

-non insistere se il bambino sembra spaventato o non pronto al passaggio

-non parlare delle sue eventuali diffcioltà con altri adulti davanti a lui

-non fare confronti con fratelli/amici

-non avere troppe ansie da prestazione: il bambino lo sente e si irrigidisce

Tutti attraversano questo momento di passaggio, chi con facilità, chi con qualche inciampo: siamo tutti diversi! L’importante è che gli adulti intorno al bambino lo facciano sentire accolto in ogni caso. In bocca  al lupo!