I genitori di oggi: come sono diversi da un tempo!

Chi lavora nell’ambito dell’educazione se ne accorge ogni giorno: i bambini, così come le loro famiglie, sono molto cambiate negli ultimi decenni. Per fortuna i cosiddetti “padri-padroni”, autoritari e irreprensibili sono sempre meno numerosi, al contrario si sta facendo largo una figura paterna più presente e affettuosa. Allo stesso tempo è molto cambiato anche il ruolo femminile: le madri non sono più “solo madri”, dedite alla casa e ai bambini, ma anche donne, magari in carriera e si fanno in quattro per riuscire a conciliare la famiglia e il lavoro, rinunciando spesso a molte passioni o aspirazioni. Le famiglie sono meno numerose di un tempo e i figli sono i veri protagonisti: aspettati e desiderati a lungo, su di loro gli adulti si proiettano grandi ambizioni. Sicuramente non c’è un “meglio” o un “peggio”: come sempre nei cambiamenti vi sono aspetti positivi e altri negativi. Quella che forse si sta diffondendo sempre più è la tendenza (molto pericolosa) dei genitori di oggi di mettersi allo stesso piano dei figli, in una democrazia dei rapporti dove si sottovaluta la giusta distanza e soprattutto il valore delle regole. Le regole, i “NO”, detti con determinazione, coerenza e condivisi con il partner, sono fondamentali per crescere perchè orientano e contengono. Su questo chi si occupa di pedagogia e psicologia dello sviluppo deve lavorare a fondo: le regole fanno bene e favoriscono uno sviluppo sano di ogni bambino. Cari Genitori: non abbiate paure a darle!

Non è colpa dei bambini di D. Novara

E’ uscito in questi giorni l’ultimo libro di Daniele Novara, (Non è colpa dei bambini ed. Bur Rizzoli, € 14) uno dei maggiori pedagogisti di spessore del panorama italiano a cui siamo da sempre molto legate.  Il libro ci piace perché: analizza in modo approfondito i bisogni (autentici) dei bambini, i quali necessitano di riferimenti forti e costanti e di regole chiare e precise (come ad esempio quelle che riguardano il lettone, i videogiochi, l’ultilizzo di smartphone etc). L’autore suggerisce: “di fronte alle difficoltà di un bambino accertiamoci che abbia una corretta crescita di autonomia“.

tratta di: l’argomento che tratta è complesso e delicato, l’autore invita ad un ragionamento sociale sui bisogni reali dei bambini piuttosto che intervenire sempre con una eccessiva medicalizzazione del problema. Riportiamo all’ educazione e al sapere pedagogico certe considerazioni senza dover catalogare i bambini in modo drastico. “Aggressività, paura, distrazione, disinteresse e regressione sono malattie educative non neuropsichiatriche e puntiamo sul sistema educativo della famiglia“.  Invitiamo alla lettura i genitori, in primis coinvolti nella crescita dei loro figli, ma anche gli educatori, le maestre e tutti coloro che ne sono coinvolti e interessati.

 

 

 

Serata dedicata alla Famiglia..

 MammeCheFatica vi aspetta Venerdì 17 Febbraio alle 20.30 a Badia di Calavena (Verona) per una serata gratuita dedicata alla Famiglia presso la Scuola dell’ Infanzia “Principe di Piemonte” e l’Asilo nido integrato “Raggio di Luce” in collaborazione con il Comune di Badia di Calavena.

Si parlerà del ruolo genitoriale, delle differenze tra il ruolo materno e paterno, della difficoltà di dare i primi limiti al proprio bambino (dicendo loro No) e del ruolo dei nonni che sono da sempre una risorsa molto preziosa.

Vi aspettiamo numerosi per un’ occasione di confronto e condivisione per non sentirsi mai soli nella crescita del proprio bambino o nipotino. 

Conduce: Marta Stella Bruzzone, Pedagogista

Ecco la locandina dell’incontro: Comune di Badia Calavena

a venerdi sera!

Per informazioni il contatto della struttura è: 045/7810513

Chi c’è dietro MammeCheFatica??

Talvolta per chi ci segue dal blog o dai social è difficile dare un volto e un ruolo a MammeCheFatica, se non ci ha mai incontrato personalmente. Abbiamo deciso quindi di ripresentarci una ad una perché, in fondo, il nostro lavoro si basa su una relazione umana. Siamo due sorelle, Marta Stella e Sara Luna, con la passione della pedagogia e della psicologia infantile. Marta, la maggiore, ha una lunga esperienza nella gestione di asili nidi, di supervisione di èquipe educative e laboratori creativi e di letture animate. Sara, la più piccola, è psicologa e psicoterapeuta e si occupa di bambini, adolescenti, ma anche di adulti. Insieme, da tempo, proponiamo progetti a sostegno della genitorialità presso aziende, asili, scuole, associazioni, librerie ecc.. formando genitori, operatori, educatrici e baby-sitter (andate alla pagina delle collaborazioni per farvi un’idea). Il blog dal 2011 raccoglie una serie di riflessioni sulla fatica di allevare serenamente un bambino piccolo, sull’essere genitori o educatori, alternate ad una serie di proposte originali di incontri per adulti o laboratori per bambini.

Siamo sempre più contente del lavoro che svolgiamo (con entusiasmo, coerenza e professionalità) e avere il feedback positivo delle persone che incontriamo ci dà ancora più energia per continuare questo percorso! Grazie a tutti voi che ci seguite quotidianamente e, come sempre, siamo a disposizione se ci volete scrivere a info@mammechefatica.it!!!!

Coesione nella coppia educativa

coppiaCoesione e unità dovrebbero essere sempre due caratteristiche presenti nella coppia genitoriale, in quanto infondono sicurezza ai figli, dimostrando di procedere verso la stessa “strada educativa”. E’ chiaro che, Mamma e Papà, essendo due persone diverse, con ruoli diversi, potrebbero talvolta avere opinioni differenti su come educare il proprio bambino, ma questo può essere motivo di discussione e confronto lasciando fuori il bambino. In che senso? E’ sempre importante confrontarsi con il proprio partner, ma è meglio evitare di discutere davanti al bambino perchè si tratta di questioni fra adulti in cui lui non deve essere coinvolto, prima di tutto per non sentirsi in colpa se i genitori sembrano in quel momento non andare d’accordo e, in secondo luogo, per non mostrarsi deboli e indecisi ai suoi occhi. Infatti i figli hanno bisogno di sentire che i propri genitori siano sicuri, forti e sono in grado di prendere le migliori decisioni per lui al fine di proteggerlo e farlo crescere in serenità.

Ricordiamoci che anche la coerenza è importante: se dico una cosa, la devo anche fare, altrimenti non posso rappresentare un vero modello per i bambini.

Infine se siete genitori separati e tra voi non c’è un alto grado di conflittualità, riuscirete a raggiungere un buon livello di coesione attraverso la condivisione e l’organizzazione pratica nella gestione dei figli. Non disperate: spesso le coppie separate sono quasi più coese di quelle che stanno insieme!

Corso di formazione psico-pedagogico “La Tata perfetta”!

logo tata perfettaLe Dott.sse Marta Bruzzone e Sara Bruzzone, pedagogista e psicologa, terranno un corso formativo di qualità rivolto a tate e baby-sitter che desiderano imparare il lavoro educativo,o aggiornarsi e mettersi alla prova in un’ottica di crescita. In collaborazione con MammaLavoro questo corso si propone di esplorare le difficoltà e le potenzialità del lavoro con i bambini attraverso, video, cenni teorici ed esperienziali, favorendo un dialogo con i parteciapanti.

Si rilascia un attestato di partecipazione.

Per info ed iscrizioni: formazione@mammaelavoro.it

Sua Maestà..mio figlio!

bambino sovranoSpesso le famiglie di oggi sono caratterizzate dalla centralità della figura del figlio o figlia che talvolta sembra assumere il ruolo di “capo famiglia” in grado di fare scelte, prendere decisioni e comandare in modo incontrastato Mamma e Papà.

Perchè succede? Perchè si tende a fare figli sempre più tardi, costretti dalla necessità di raggiungere prima un certo livello di indipendenza economica. I figli sono attesi con grande partecipazione e desiderio e, una volta nati, non si vuole dar loro nemmeno la minima frustrazione per evitare di creare dispiaceri. In questo modo il bambino non sviluppa la capacità di tollerare le frustrazioni e fa molta fatica ad interagire con gli altri in modo equilibrato. Come evitare quindi che un bambino si trasformi in un piccolo despota egoista? Insegnandogli da subito l’importanza del rispetto delle regole e dei ruoli, a partire dal proprio comportamento (l’imitazione è un canale di apprendimento fondamentale per i piccoli). I bambini non misurano l’amore di un genitore verso di loro sulla base dei regali o delle concessioni ricevute (è sempre molto confusivo chiedere ad un bambino di compiere certe scelte), ma a partire dal contenimento affettivo che ricevono. Il contenimento si trasmette anche attrverso regole, limiti e “No” che educano.

Si può o non si può…? (parte prima)

mamma e bambinaSempre più spesso arrivano in consultazione genitori disperati, stanchi e sfiduciati..la maggior parte di loro è alle prese con dei veri e propri “principini” o “principesse” di casa, che pur avendo 2,3,4 anni sono così potenti da imporre agli adulti il loro volere.

“Com’è potuto accadere? Mio figlio era un angioletto prma!” si domandano questi genitori disorientati. Noi, per professione ed etica, non colpevolizziamo nessuno, non spetta a noi giudicare, sappiamo bene quanto sia faticoso svolgere il mestiere genitoriale. Possiamo però dare qualche strumento per riflettere su quello sta succedendo. Dalle descrizioni fatte pare proprio che in casa non ci siano regole (a parte quelle dettate dai piccoli “diavoletti”), si può fare quello che si vuole e non si ubbidisce mai. Ma questo è un problema perchè le regole, se impartite con una certa coerenza, danno ai figli certezze, sicurezze e indirizzi di comportamento. Ricordiamoci che sono atti d’amore, che i bambini richiedono con insistenza quando provocano e si impuntano in modo sfiancante.

(continua…)

E’ giusto o sbagliato?

mamma e figliaOggi vi riportiamo noi una domanda: “Cos’è davvero giusto o sbagliato in educazione”?

Il problema di fondo è che non esiste un giusto e uno sbagliato in questo campo, ma esistono tanti punti di vista e tante teorie in merito.. Noi diciamo sempre che ognuno si identifica in alcuni principi e sceglie implicitamente ciò che più rappresenta di più il suo modo di fare e di pensare (anche sulla base di come è stato educato lui a sua volta). Certo, l’assenza di una risposta vera e propria non è sempre semplice da gestire, avete ragione! Tuttavia, non è facendosi queste domande che si potrà fare molta strada, piuttosto è importante seguire il proprio istinto sulla base di quanto osserviamo in quel momento. “Cosa mi vorrà dire il mio bambino con questo pianto?” “Perchè proprio adesso?” sono interrogativi semplici che aprono molte possibilità e molte reazioni diverse che partono però tutte dall’importanza data all’ascolto delle nostre emozioni e di quelle del nostro piccolo.

Il lavoro del genitoe è durissimo, ma non siete soli!! Noi vi supportiamo!

 

 

Come e quando insegnare le regole delle strada?

 

Come tutti gli insegnamenti, anche quelli circa l’educazione stradale, è bene che si inizino in tenera età. Se si riesce poi a trasmettere il senso civico attraverso il gioco e non un noioso quiz per adulti, ancora meglio! Segnaliamo questa bella iniziativa del Comune di Milano: Ghisalandia, un percorso divertente e interattivo per apprendere l’importanza della sicurezza stradale.

Dove? Presso il Comando centrale della Polizia Locale in Via Beccaria, 19.

Cari genitori, poi potrete chiedere  ripetizioni ai vostri bimbi!! 😉