La prima estate con il bebe’: dove andare

Prendiamo come spunto le vostre mail per rispondere in modo corale come affrontare la prima estate con un bebè. In primo luogo vi suggeriamo una località tranquilla e sicura (in Italia o all’estero) con una serie di servizi comodi e vicini, per fare in modo che possiate godervi anche il tempo senza dover faticare più del necessario. Se scegliete la casa di famiglia o dei suoceri fate in modo di pianificare la vacanza affinché rimanga tale, onde evitare inutili e fastidiosi nervosismi che inevitabilmente si ripercuotono sul vostro bambino e sul vostro benessere psicofisico. Se invece siete sole anche solo per qualche giorno o settimana, perché non organizzare la trasferta con un’amica? Potrebbe essere un modo anche per voi di farvi due risate in compagnia e non sentirvi sole e disorientate in un posto nuovo o diverso da casa. La prima estate deve essere il più possibile ‘rilassante’ e serena e deve offrirvi la possibilità di stare bene e al sicuro. Mare o montagna a seconda dei vostri gusti e opportunità, l’importante che il piccolo sia a contatto con la natura e respiri una buona aria, il più possibile fresca! In entrambe le soluzioni cospargete di protezione totale il vostro piccolo che non può certo permettersi scottature.

Fateci sapere le mete prescelte e se conoscete strutture specifiche per accogliere i piccoli ospiti come si deve non esitate a segnalarle!

 

 

 

un clic su Cesvi e sul lavoro di prevenzione..

MammeCheFatica oggi parla di Cesvi. Un’organizzazione umanitaria italiana laica,fondata nel 1985 a Bergamo.

Durante il mese di Dicembre potete contribuire con soli 2 euro al numero 45503 in favore della Campagna “Sono nato Libero”

htt://sononatolibero.cesvi.org. La campagna ha come obiettivo quello di sostenere la lotta al virus nei Paesi più colpiti e mantenere sempre alto il livello di informazione e prevenzione nelle nuove generazioni in ambito italiano.

Negli ultimi 3 anni Cesvi ha aiutato 3 milioni di persone avvalendosi di uno staff per l’88% composto da persone del posto. Nello Zimbawe con l’impegno di Cesvi sono stati salvati più di 3000 bambini,sono stati formati 2000 operatori sanitari e sottoposte a test più di 90mila donne.

Dal 2009 al 2012 il numero di nuove infezioni è diminuito tra i bambini del 40% grazie al lavoro di prevenzione e informazione sul campo e farmaci antiretrovirali (per prevenire la trasformazione madre-figlio).

Grazie per l’attenzione e la condivisione.