Fine dell’anno scolastico

E siamo arrivati ormai alla fine dell’anno..di un anno educativo molto particolare…che ci ha lasciati tutti spiazzati per non aver potuto riprendere e poterlo concludere. Ma la maggior parte del mondo educativo e’ consapevole del fatto che quando si potrà ricominciare lo si farà in modo nuovo e con più energia. Certo sta lasciando parecchio vuoto la chiusura delle scuole e degli asili.  I bambini piccoli possono manifestare segni di insofferenza e regressione (nel linguaggio e nell’atteggiamento da un punto di vista relazionale) i più grandi invece possono darci altri segnali tra cui la non voglia di uscire e l’isolamento un po’ per paura, un po’ perché si sono abituati a questa nuova situazione anche se forzata.

  • Se le strutture dei vostri bambini organizzano un saluto di fine anno (in sicurezza) sarebbe davvero un’ottima occasione per rivedere i compagni e le maestre!
  • Se siete pro centri estivi dal 15 Giugno per i bambini dai 3 anni in sù vi è la possibilità di riprendere un po’ di socializzazione guidata
  • Capiamo la situazione, per aiutare i bambini evitate di chiedere “ti va il centro estivo?” Dopo tanto tempo insieme è molto difficile a livello emotivo decidere se lasciare i genitori o meno. Decidete voi adulti e poi insieme vi preparate (ma su questo punto scottante torneremo,promesso!..)

 

Figura materna H24…

 

 

 

L’emergenza sociosanitaria prima e ora la fase due sta lasciando sole da troppo tempo ormai famiglie di ogni tipo ma in particolare tutto cio’ ricade – nella maggior parte dei casi- sulla figura materna che tra mille fatiche e contraddizioni cerca di sopravvivere tra smartworking, gestione dei figli e organizzazione della quotidianità senza ovviamente poter contare sulle strutture educative (già, la didattica a distanza, con tutto rispetto, seppur di qualche ora tutti i giorni non potrà mai sostituire il tempo vissuto a scuola o in asilo). Chi si preoccupa di sostenere le figure genitoriali che a loro volta devono sostenere i piccoli? Come fare a sostenere il peso di questa situazione? Come poter continuare a proteggere i bambini senza far assorbire loro le nostre tensioni o sensi di colpa per non aver giocato abbastanza? Capiamo perfettamente la situazione e tutto ciò che non è forse visibile (ancora) agli occhi del governo: un po’ di spazio per i bambini e la ripresa dei servizi educativi potrebbe dare anche un possibile respiro alle mamme e ai genitori che da più di tre mesi ormai si prendono cura H24 dei loro figli.

 

Cosa dire ai piccoli se si torna all’asilo o meno…

 

Le domande più frequenti che ci state porgendo in questi ultimi giorni crediamo possano essere utili ai genitori che hanno bambini che appartengono alla fascia 0-6 della prima infanzia. Cosa dobbiamo dire quindi ai bambini che ci chiedono quando riapre l’asilo? Quando rivedrò le mie educatrici o maestre? Quando potrò giocare con i miei compagni? Ma soprattutto cosa rispondere ai piccoli che ci chiedono se il Coronavirus e’ ancora in asilo?!

  • Sicuramente è importante offrire risposte chiare e sincere 
  • occorre spiegare che tutti noi non vediamo l’ora di tornare a scuola e in ufficio ma se non è ancora possibile è per proteggere la salute di tutti noi
  • probabilmente il Coronavirus è ancora in asilo magari nascosto tra i vari giochi e quindi è importante un’accurata pulizia prima di potervi tornare
  • nell’attesa di sapere se e quando sarà possibile tornare perché non preparare un disegno per tutta la classe? Oppure uno personalizzato per ogni compagno?
  • spiegare ai bambini come stanno le cose non significa identificare la mamma o il papà come cattivi perché ci pongono dei limiti ok? questo punto è fondamentale per attivare un dialogo e un rapporto autentico fin da piccoli
  • evitate di dire ‘ci vuole pazienza’ perché è un termine poco apprezzato dai bambini, e dopo quasi tre mesi di lockdown la pazienza è giusto che non ci sia più!
  • valorizzate le loro aspettative: “vorresti tornare? Ah sì e come ti immagini la maestra con la mascherina, avanti raccontami sono curiosa!?'”

Prepariamo i piccoli, avanti!

 

Prepariamoci a preparare. Già perché come abbiamo ripetuto più volte, occorre prepararsi tutti al possibile ritorno tra asilo,scuole dell’infanzia o centri estivi. I bambini devono prepararsi, ma anche gli adulti: come genitori e come educatori i quali avranno delle responsabilità elevate, perché questo giro il fattore sicurezza dovrà essere messo al primo posto, attorno al quale ruoterà l’atmosfera educativa. Quindi si tratterà di una vera catena di passaggi: i genitori che mandano i piccoli, le strutture che accolgono, sanificano, e cercheranno di lavorare (contenendo al meglio le ansie..questa sarà la grande sfida che ci tocca). Si, siamo pronti, con il cuore che batte, le regole da seguire, gli spunti da prendere dagli altri paesi, una nuova metodologia, ma soprattutto con la capacità di non far pesare questa situazione ai bambini. Perché anche loro hanno delle aspettative nel tornare a giocare. Quindi dovremo essere più creativi e flessibili di prima. Due caratteristiche fondamentali per chi si occupa di educazione!. Educare tra l’altro significa anche ‘sapersi aprire al nuovo’ quindi crediamo possa essere l’occasione giusta per dimostrarlo.

Avanti bambini arriviamo!

Care Mamme, un Augurio

Un Augurio a tutte le Mamme! Non ci piacciono molto le ‘feste comandate’, né tantomeno quelle di stampo commerciale, ma quest’ anno il 10 maggio assume un significato particolare poiché sono state ancora una volta le donne e le mamme a lavorare sodo cercando di organizzare una routine in questo lungo periodo di lockdown tra smartworking e gestione dei figli, senza dimenticare la gestione della casa e tutto il resto. Quindi concedetevi un po’ di riposo, se vi è possibile, e perché no, anche una buona torta! Di solito il dono più gradito alle Mamme è un po’ di silenzio e un po’ di tempo, quel dolce far niente che rigenera come insegnavano gli antichi.

Di seguito vi lasciamo la ricetta della nostra cara cugina Aurora che da tempo ci propone dolci che potete fare anche con i bambini!

Oggi torta cioccolato & pere! Un classico che non si smentisce mai!

Ingredienti: 150 gr cioccolato fondente, 1 cucchiaio cacao amaro, 200gr zucchero, 100gr burro morbido, 70gr fecola patate, 1 yogurt da 120gr,80gr latte, 3 uova, 1 bustina lievito per dolci, 1 bustina vanillina,zucchero a velo

Fate mettere ai bambini nel boccale del Bimby o del frullatore prima il cioccolato a pezzetti (no,non mangiatelo che occorre per la torta) il cacao in polvere e il burro,le uova,lo yogurt e la vanillina. Aggiungere le farine. Infine il lievito per dolci. Nel frattempo fate accendere il forno ad un adulto e fatevi aiutare a sbucciare le pere a pezzetti. Mescolate bene tutto e mettete nella tortiera. Cuocere a forno ben caldo 160-170 gr per 40 Min.Ora potete finalmente pulire ben bene con il cucchiaio di legno il boccale per la gioia di tutti i bambini golosi ma non scappate via subito perché c’è da riordinare ok?!Il piano di lavoro deve tornare pulito e splendente come l’avete trovato!

Buona torta! Lasciate una fetta per noi!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si riparte? Come?

Segnali di ripresa che ci fanno ben sperare ma attenzione a non trascurare il discorso sicurezza attorno al quale deve girare tutto il resto. Se le scuole dell’infanzia e gli asili nido dovessero riaprire occorre necessariamente pensare in modo pratico e funzionale a come potrebbe svolgersi la vita quotidiana con i bambini piccoli. In questa fase di incertezza è importante pensare di avere regole e limiti chiari entro i quali muoversi e far muovere di conseguenza i piccoli, non potendo dimenticare il senso di responsabilità che deve sempre essere al primo posto. Ahimè prima del valore del gioco e di tutto il resto!. Chi lavora in questo campo è dotato di coraggio e di ottimismo ma non bastano come ingredienti ad infondere quel senso di sicurezza e fiducia che i genitori e i bambini vanno cercando. Occorre ripensare ad un nuovo modo di giocare ed educare in grado di conciliarsi con questa situazione. Deve essere un’occasione unica per portare dei cambiamenti anche nelle prospettive educative e fare spazio a nuovi modi di essere e di fare. Non solo con i bambini ma anche nell’alleanza insegnanti-genitori. Che dite siamo pronti?!

L’infanzia: dimenticata da tutti…

 

Delusione e rammarico per non aver citato nel nuovo decreto neanche un riferimento al discorso (scomodo si sa) relativo all’infanzia e alle sue necessità. Capiamo sia più facile occuparsi dei runners o dei cani, ma anche i bambini e i loro genitori hanno bisogno più che mai di riferimenti e di soluzioni concrete in una situazione emergenziale come questa. Le scuole apriranno a Settembre, ma che ne sarà di noi da qui a Settembre? Chi si prenderà cura dei piccoli e dei loro pensieri e paure? Chi sosterrà i genitori e le famiglie? Speravamo di sentire questo ed altro ancora, invece ancora vuoto totale. Invitiamo tutti a non scoraggiarsi, e cercare, seppur navigando a vista, di offrire il meglio che abbiamo ai nostri bambini, in termini di atmosferarelazione e strumenti. Non molliamo, e continuiamo a costruire giorno dopo giorno, creiamoci più reti di aiuto e sostegno per condividere e non trasferire sui piccoli le nostre rabbie e delusioni…sempre in attesa che qualcuno si possa sintonizzare sui bisogni reali e concreti dei bambini, delle famiglie con figli disabili e di tutti i genitori che stanno faticando da soli in questa lunghissima avventura.

 

 

L’importanza delle realtà educative nelle prossime fasi

 

Se nella prima fase – emergenziale- gli asili e le scuole sono stati giustamente chiusi, ora è urgente pensare e immaginare per le fasi successive come poter aprire, a quali condizioni,garantendo sicurezza in primis, rispettando le procedure sanitarie ma provando anche a salvaguardare il benessere psicofisico di tutti i bambini e delle relative famiglie degli ambienti educativi da cui erano tenuti in mente. Sembra poco ma non è così. Iniziare ad immaginare che i bambini possano uscire e riappropriarsi del mondo circostante anche se in piccoli gruppi potrebbe essere una bel pensiero. Quantomeno è importante pensare ad una ripresa, poiché avere un obiettivo è più facile anche da spiegare ai piccoli. Invece sappiamo che vivere questa dimensione sospesa è più complicato e frustrante. Auguriamoci tutti che anche l’infanzia con le sue esigenze possa essere ricordata e presa in considerazione più seriamente. Confidiamo nei progetti pilota e nella varie possibili alternative in grado di far tornare anche i bambini a scuola e all’asilo e dare un po’ di meritato respiro ai genitori che da due mesi si prendono cura H24 dei loro figli.

Quando si tornerà a Scuola? Come rispondere

Quando si tornerà a scuola? Immaginiamo tanti tantissimi bambini stiano facendo questa domanda ai loro genitori, anche più volte al giorno. Anche solo così, tanto per chiedere, per noia. Piu’ che altro per tornare ad avere una certezza,un obiettivo. E non è poco. Ci piacerebbe poterli accontentare e offrire loro una risposta positiva e rassicurante ma temiamo invece di dover rimandare. Però nonostante tutto diamo loro una risposta e una spiegazione a seconda dell’età che hanno. Anche se si tratta di bambini piccoli vi garantiamo che sono in grado di intuire il senso generale e per questo motivo occorre parlare e raccontare loro sempre la realtà che ci circonda. “Non dire loro nulla perché potrebbero rimanerci male, o esserne delusi” non è utile, anzi controproducente per tutte le fasi di crescita. Quello che possiamo fare è: parlare e raccontare ai bambini che si tornerà presto a scuola, al nido e all’asilo ma che occorre ancora del tempo per essere completamente sicuri. Rassicurare loro che tutti i loro compagni e amici sono a casa. Non riguarda solo loro, ma tutte le persone che conoscono. (Fare un lungo elenco all’occorrenza può essere un modo per coinvolgerli in modo attivo i piccoli e sentirsi meno soli. Sapere che tutti, ma proprio tutti sono a casa, dai compagni alle maestre, dal cuoco al portinaio è importante per far capire loro che si tratta di un problema che riguarda Tutti.)

Smartworking a casa con i bambini: le difficoltà

Si fa presto a dire Smartworking a casa, già ma quando vi sono anche uno o più bambini organizzare una riunione o una call non è cosa facile. Occorre una buona capacità organizzativa di fondo, ma non basta. Perché l’esperienza ci insegna che qualunque bambino fin da piccolo intuisce la presenza mentale o meno dell’adulto e di conseguenza quando sente che sta parlando o messaggiando al telefono dà “il meglio di sé. Abbiamo assistito a telefonate in cui è avvenuto di tutto: dall’allagamento del bagno, ad un assaggio di pigne e sughero, imbrattamento di tappeti e muri e via dicendo. Proviamo però, prima dell’inizio di ogni giornata, a pensare ad un’attività adatta alle capacità di ogni bambino per cercare di iniziare col verso giusto la lunga mattinata che ci aspetta.

  • Se sono piccoli (0-24 mesi) provate a coinvolgerli con canzoncine, filastrocche, cestino dei tesori, tappi (grandi) per i travasi
  • Se hanno tra i 24-36 mesi pensate anche a inventare storie, offrire loro qualche travestimento, potenziare il gioco imitativo
  • Se hanno tra i 3-5 anni provate ad organizzare un loro “ufficio” che gli permetta di esprimersi e imitare la realtà circostante, dare loro l’idea del rifugio, di uno spazio ben delimitato all’interno del quale sperimentare la loro autonomia ma anche una caccia al tesoro dove trovare qualche oggetto nascosto come gioco di movimento.
  • Utilizzate tanta musica classica come sottofondo alle vostre giornate: è utile sia per i piccoli che per i Grandi poiché aiuta a favorire la concentrazione e ad alleggerire le tensioni e chissà magari aiuta anche a lavorare meglio!
  • Cercate se possibile di condividere le fatiche con il partner, per non sentire tutto il peso sulle vostre spalle
  • Delegate e condividete ma salutate sempre il bambino anche se andate in un’altra stanza per fare in modo che non si senta tradito o abbandonato