Smartphone: bambini e preadolescenti

Sulla base dei fatti di cronaca dei giorni scorsi (la morte della bambina di 10 anni a Palermo) occorre una riflessione collettiva sull’uso e sul significato dei vari dispositivi ai bambini e ragazzi. Purtroppo l’utilizzo e anche per tante ore consecutive è diffusissimo. Si tratta di un atteggiamento ormai consolidato da tempo al quale ci è completamente sfuggito di mano il controllo. Cosa può fare l’adulto? Come può intervenire? Il compito dell’adulto non consiste- come si pensa- di controllare e peggio ancora di spiare ciò che fa il bambino, piuttosto di attivare un continuo rapporto basato sulla fiducia e sul dialogo che deve iniziare già durante la Prima Infanzia. Inutile negare la realtà, dove siamo tutti alle prese con cellulari, smartphone e compagnia bella (non solo per lavoro ma anche per svago e noia). Proviamo invece a far capire loro quanto è importante e necessario valorizzare i rapporti umani (con la famiglia, i pari,la scuola ecc) e dare sempre loro la priorità. Isolarsi e rifugiarsi su internet per ore non è salutare per nessuno. Meglio creare i presupposti per una passeggiata insieme o trascorrere del tempo con i pari facendo qualcosa in grado di coinvolgerci in modo attivo e concreto.

  • Il tempo che si trascorre sui dispositivi invece va mediato e organizzato insieme a seconda dell’età e delle necessità accettando il monitoraggio dell’adulto (non tanto per dare limiti autoritari piuttosto per proteggere il minore). 
  • Non deve mai essere vissuto come un elemento fondamentale e indispensabile alla nostra esistenza ma come un elemento aggiuntivo dal quale dobbiamo e possiamo staccarci senza sviluppare forme di dipendenze e isolamento.

 

 

Come affrontare il distacco a casa (parte II)

Nel post precedente si parlava di come affrontare il distacco a casa in particolar modo dalla figura materna. Come può interagire invece la figura paterna/ i nonni ecc..? Sappiamo quanto sia difficile entrare in gioco, specie se il piccolo preferisce stare tra le braccia della mamma, ma talvolta può essere necessario. Quando prendete voi in mano la situazione fate capire che non siete da meno, sottolineando sempre che la mamma arriva, (evitando di distrarre senza spiegarne il reale motivo). 

  • E’ importante che il bambino senta e percepisca la vostra sicurezza.
  • Proporre una canzoncina o un rituale già conosciuto aiuta inevitabilmente ad entrare più velocemente in sintonia (come ad esempio il gioco del cucù, le bolle di sapone)
  • Il bambino non ha bisogno di premi o regalini o biscotti:  ha bisogno di un adulto sicuro e rassicurante in grado di contenere anche il probabile pianto
  • Quando piange e piange forte occorre tenere duro e non andare in pezzi altrimenti il piccolo lo sente e piangerà ancora di più
  • Mai dire: “Basta piangere”. Piuttosto saper accogliere e accettare il pianto e riuscire a tradurlo in parole: se un bambino piange, un motivo c’è sempre. Va capito e aiutato a passare dalla dimensione malinconica ad uno stato di maggior fiducia e serenità anche in casa: provando a giocare e trascorrere del tempo insieme pur aspettando la propria mamma.

 

Come affrontare il distacco anche a casa (I parte)

Si parla spesso di distacco riferito all’ambiente nido, quando il genitore (nella maggior parte dei casi, la figura materna) saluta e si congeda dal suo bambino. Questa dinamica però avviene anche a casa e non è sempre facile da gestire. In primo luogo salutarsi e doversi staccare dal proprio bambino piccolo (0-24mesi) non è mai un’impresa semplice ed è un qualcosa che sfugge ad ogni possibile calcolo prevedibile. Talvolta diventa difficile e complicato anche spostarsi in un’altra stanza, andare in bagno, fare una telefonata o accettare l’altra figura genitoriale. Cosa fare in queste situazioni?

  1. Sicuramente può essere utile sul piano pratico, oltre a raccontare al piccolo che la mamma o il papà tornano sempre, focalizzarsi sul gioco del cucù. Nascondersi e riapparire è forse il gioco relazionale più antico e potente che, se ripetuto più e più volte al giorno, ha una funzione protettiva e rassicurante.
  2. Anche leggere insieme delle storie brevi che affrontano il tema del distacco dalla figura materna è sempre utile.
  3. Accettare questa fase spiegando al piccolo e valorizzando sempre i momenti in cui si sta insieme, ma nello stesso tempo saper dare molta importanza e attenzione anche al tempo che il bambino trascorre con le altre figure (papà,nonni,nido,tata) affinché possa accettare la distanza, vivendola al meglio nel frattempo.

(Fine parte prima)

Pedibus: un’esperienza da imitare

Si stanno moltiplicando le iniziative da parte di gruppi di genitori che decidono di promuovere l’esperienza Pedibus quindi creare una sorta di percorso sicuro per bambini e ragazzi che devono raggiungere la scuola a piedi scortati dai genitori stessi che a turno supervisionano il gruppo.

Si tratta di un’esperienza ricca di risvolti positivi sul piano sociorelazionale: in questo periodo storico così delicato soprattutto per la socialità, poter stare insieme e sentirsi parte di un gruppo è un sentimento importante anche da un punto di vista fisico (spesso i bambini non sono abituati a camminare, offrire loro la possibilità di camminare quotidianamente in fila è un valido esercizio). Speriamo di veder nascere tanti gruppi di Pedibus anche nelle realtà cittadine perché veder invadere le città di carovane di ragazzi ha effetti positivi per tutti. Il poter fare un pezzo di strada insieme a qualcun altro è sempre un’esperienza più divertente che farla da soli, e si riesce inevitabilmente a camminare più a lungo. Raggiungere un luogo o una meta a piedi è sempre più stimolante piuttosto che sedersi in macchina in modo passivo: è un’occasione per osservare il mondo con occhi diversi. E voi, cosa ne pensate? È un’idea fattibile nel vostro quartiere?

Bentornati Bambini si ricomincia!

Bentornati a tutti i bambini, i genitori e le educatrici e insegnanti che da domani ricominciano la quotidianità a scuola dopo le festività natalizie. Mettete sempre in conto che dopo qualche giorno di vacanza (anche se trascorsi in casa per i bambini è sempre una piacevole occasione per stare con voi) potrebbero avere un po’ di malinconia nella fase del distacco mattutino. Ma con un atteggiamento sicuro verso il piccolo da parte vostra e dell’adulto che lo accoglie si risolve facilmente dato che si tratta di un ritorno verso un ambiente già conosciuto ed esplorato. Importante però: mai negare la difficoltà del piccolo piuttosto aiutarlo a superarla insieme anche nei giorni a venire. Tentiamo anche un Bentornati ai ragazzi delle Superiori che torneranno a scaglioni in presenza al 50%. Ci auguriamo possano tornare a pieno ritmo perché è davvero imbarazzante non trovare altre soluzioni e lasciarli a casa, senza considerare tutte le conseguenze da un punto di vista sociale e relazionale (senza tralasciare l’aspetto pratico dell’organizzazione e la gestione della quotidianità a casa con stanze e schermi da condividere). Speriamo che l’anno possa davvero iniziare al meglio (nonostante la situazione) per tutti, nessuno escluso. Un pensiero va anche ai piccoli che quest’anno per vari motivi non partecipano alla vita del nido o della scuola dell’infanzia: cercate di favorire e promuovere in un contesto sicuro una continua socialità con altri pari per offrire loro occasioni di gioco e scambio di esperienze sempre fondamentali per crescere.

Paura del water nei bambini: come affrontarla

La Paura del water nei piccoli è uno dei post più cliccati da anni. E dato che il tempo passa, ma le domande restano, torniamo volentieri sull’argomento. Di seguito qualche suggerimento:

  • prendetevi il giusto tempo per proporre il passaggio pannolino-water. Non date retta ai consigli degli altri, ma sintonizzatevi sulle esigenze specifiche del vostro bambino
  • ognuno ha i suoi tempi e i suoi ritmi e vanno capiti e rispettati
  • cercate di incuriosire e coinvolgere il bambino verso la zona bagno (anche la pulizia del water stesso è un ottimo strumento per prendere confidenza!)
  • fate portare in bagno qualche gioco per fare in modo che il bambino possa invitare loro sul water e incoraggiarli a fare pipì o cacca
  • evitate di promettere regali o premi: puntate invece su un maggiore coinvolgimento
  • non stressate troppo il bambino chiedendo se deve andare in bagno. Ai bambini non scappa mai la pipì..nel senso che non ve lo diranno mai, soprattutto all’inizio dell’avventura! 
  • offrite loro la mano e accompagnateli verso il bagno: prendete voi l’iniziativa, senza aspettative
  • lo scopo ultimo è quello di promuovere l’autonomia degli sfinteri mantenendo un atteggiamento il più naturale e disinvolto possibile senza traumi, blocchi e paure
  • Per approfondire l’argomento, ecco il nostro video

Avanti 2021, ti aspettiamo

Avanti 2021, ti aspettiamo! Siamo tutti in attesa di un’annata migliore..e chissà magari anche di riprendere progressivamente a fare piccoli gesti quotidiani che ormai ci sembrano appartenere ad un’altra era, dato che quest’anno abbiamo sconvolto una serie di abitudini e rituali sociali. Auguriamo a tutti, un anno più solido e semplice dove poter raggiungere i propri obiettivi personali e professionali. Auguriamo ai piccoli e agli adolescenti di poter ritrovare la propria dimensione e provare, nonostante tutto, a stare bene e divertirsi. Perchè l’Infanzia e l’Adolescenza capitano una volta sola e sarebbe un peccato far perdere loro queste tappe evolutive fondamentali. Ci aspettiamo di fare un buon lavoro e cercare di continuare ad interrogarci con voi  sui principali dubbi educativi da un punto di vista psicopedagogico, tenendo sempre in considerazione il punto di vista genitoriale e quello educativo svolto quotidianamente sul campo dalle educatrici ed educatori che ci seguono nel tempo con l’intento di costruire sempre relazioni nuove e consolidare quelle già esistenti. Cercheremo di uscire dalla nostra comfort zone e di esporci maggiormente come richiesto con lo scopo di condividere e affrontare le principali fasi di crescita dei bambini per cercare ogni volta di restituire a chi ci ascolta un po’ di consapevolezza e di forza per affrontare le varie sfide educative.  E voi che aspettative avete dal nuovo anno?

 

La magia del Natale? Dipende da noi!

 

Quest’ anno il Natale ha un significato diverso rispetto agli anni scorsi.. ma e’ anche vero che la magia del Natale dipende da noi. Proviamo a valorizzare ciò che abbiamo a disposizione senza dover rimarcare necessariamente ciò che non possiamo fare. Questo atteggiamento costruttivo è fondamentale da offrire ai bambini come dimostrazione del fatto che nonostante tutto si può comunque tentare di stare bene, festeggiare anche stando in casa rispettando le regole per la salute di tutti. Dedichiamoci in questi ultimi giorni alla preparazione e costruiamo con i bambini il senso dell’attesa..Se sono più grandi possono contribuire a preparare ed allestire la tavola o cucinare con voi qualcosa di facile. Scegliete la musica natalizia che più vi ispira e che la giornata abbia inizio!. Preparate una caccia al tesoro, una tombolata versione ridotta o un gioco che possa per un attimo coinvolgere tutta la casa e raggiungere le case di chi è lontano da noi: non importa quanti saremo ma l’atmosfera che riusciremo a creare insieme… sarà un Natale in videochiamata ma pur sempre Natale!  Avanti Grandi applicatevi!

Allarme violenza e risse tra preadolescenti

Nei giorni scorsi la cronaca parlava di risse (Pincio a Roma, ma anche in altre città) proclamate via social organizzate da adolescenti e preadolescenti, alcuni giovanissimi dell’età di 12 anni. Ci si interroga sul perché: forse dato dalla mancanza della scuola in presenza, forse dalla noia o di un vuoto da colmare? Ecco allora perché non fare qualcosa di concreto anche in termini di prevenzione? Per esperienza garantiamo che è molto più complesso intervenire in fase adolescenziale. E’ questione di presenza, di tempo speso insieme, di pensieri condivisi e soprattutto di dialogo, anche se difficile, non solo con la famiglia, ma anche con una scuola fatta di insegnanti capaci, più che di trasmettere contenuti, di ascoltare e di offrire stimoli. I ragazzi vanno capiti, non criticati. Devono essere aiutati a crescere, coltivare le loro passioni, farsi domande e cercare sempre risposte nuove. Non basta dotarli di smartphone, occorre prepararli alla vita vera.  Se questi prerogativi vengono a mancare in una società come questa sarà molto difficile sopravvivere..e crescere in un clima sereno. E voi cosa ne pensate? Non è un problema che riguarda solo i genitori di adolescenti. Si tratta di un problema sociale che ci vede tutti coinvolti.

Aspettando il Natale..

Quest’ anno sarà un Natale un po’ così..ma la vera sfida sarà quella di cercare -nonostante tutto- di trascorrere delle festività in modo sereno all’insegna della semplicità. Cercando di non far pesare il fatto di non poter fare i cenoni o i pranzi di un anno fa ma concentrandoci tutti su ciò che abbiamo comunque ancora a disposizione. Anche con i bambini e gli adolescenti sarà fondamentale ripetere ma soprattutto far capire attraverso i nostri gesti e il nostro umore che in ogni caso sarà e potrà essere un buon momento di unione e condivisione anche se ci trovasse lontano. Il Natale quest’anno più che mai dovrebbe essere un momento di riflessione e introspezione: su ciò che è successo, su ciò che è cambiato, su chi non c’è più, e su chi lavorerà anche quel giorno come tutti i medici e gli operatori sanitari. Ci pare superfluo in questo momento perdere tempo nel lamentarsi, non sarebbe più costruttivo investire tempo, energie e pensieri da dedicare agli altri? Secondo noi potrebbe essere una buona idea. Ci aiuterebbe a spostare il centro dell’attenzione sui problemi veri e non su quelli più effimeri. Pensiamoci su.