Incontro per i Papa’ a Milano..

Mammechefatica invita tutti i Papa’ di Milano ad un incontro gratuito per affrontare insieme il ruolo del padre nel processo di crescita dei propri figli. Sara’ una piacevole occasione per confrontarsi e osservare la figura paterna, i cambiamenti socio-culturali avvenuti negli anni, rispetto ai nostri padri e al sistema familiare in cui siamo stati cresciuti.

L’evento si terrà presso la Scuola Green Dada’ di Corso Italia 66, Milano in partnership con Piano C e Berlitz Italia.

Vi aspettiamo il giorno 15 giugno alle ore 18.30

Gradita conferma a: info@mammechefatica.it

Avanti Papà !!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

 

 

Missione campus con Berlitz!

Anche quest’anno tornano i campus del Metodo Berlitz. Siamo andate a sbirciare​ nei vari centri che conosciamo per avere qualche anticipazione..saranno a Roma e a Milano presso la Scuola Green Dada’ di Corso Italia 66.

Saranno improntati su vari temi, tra cui la conoscenza e l’esplorazione di vari paesi culture, ma si parlerà anche di natura e ambiente, in english of course! Non mancheranno momenti puramente ludici e spontanei in cui i bambini avranno modo di ascoltare e ripetere mediante l’utilizzo di canzoni e  piccole filastrocche in lingua. A tutti i genitori che vogliono far sperimentare la lingua inglese fin da piccoli in modo ludico e non competitivo, lo consigliamo sempre! Convinte che se si ha l’opportunità di imparare una nuova lingua in un contesto giocoso e divertente l’apprendimento sarà più immediato ed empatico e lo si conserverà a lungo.

Sul sito Berlitz trovate tutti i dettagli per i City Campus e per le full immersion in lingua in Umbria! Ci troverete bazzicare nei vari campus estivi..see you!

 

 

 

 

Paura del water nei bambini piccoli..

Mammechefatica torna a parlare della paura del water nei bambini piccoli. Sembrerà un argomento bizzarro, ma purtroppo è un tipo di paura molto frequente nei bambini tra i 24 e 36 mesi e non a caso si manifesta in modo evidente in questo periodo dell’anno, poiché coincide con le prime volte in cui viene tolto il pannolino e il piccolo inizia a scoprire il water talvolta dopo momenti di diffidenza e paura.

“Perché dovrei sedermi su quella cosa strana, che ha persino un buco..e se poi ci cado dentro? E dove vanno la mia pipì e la mia cacca?” Un bambino alle prese con questa nuova sensazione a grandi linee la pensa così. L’atteggiamento dell’ adulto quindi deve essere rassicurante costruttivo. Deve aiutare il bambino a prendere confidenza tempo prima, facendosi aiutare in bagno per qualsiasi tipo di consegna, come ad esempio prendere la carta igienica, pulire con una spugnetta etc.. dopodiché il piccolo inizierà a sentirsi più a suo agio anche in bagno. Il passaggio dal pannolino al water deve essere vissuto in modo rilassato e naturale come un gioco. Se vissuto in modo nervoso e con troppe aspettative, il piccolo ne risentirà.

Il bambino deve iniziare questo passaggio non per far felici la mamma o il papà ma per la soddisfazione di essere e sentirsi grande e di iniziare una delle  tante piccole sfide della vita. Affrontate la paura del water come le altre paure. Fate toccare, aprire e chiudere l’asse del gabinetto più volte. Si tratta di esercizi semplici che sembrano banalità ma contribuiscono a vincere questa strana sensazione di disagio che il bambino sperimenta nel dover fare pipì proprio lì.

 

 

 

Scegliere tra questo e quello..

Torniamo a parlare del tema della scelta in particolare riferito ai piccoli tra i 24 e 36 mesi. Per loro dover rispondere alla domanda del tipo: “Preferisci questo o quello? Sicuro che non vuoi quest’altro?” è molto complesso poiché implica il fatto di dover scegliere tra due o più cose e anche in tempi molto veloci. La maggior parte delle volte poi questa dinamica scaturisce inevitabilmente un capriccio (perché in fondo non voleva più quella cosa lì ma un’altra ancora). Ci chiedete se sia giusto o sbagliato e se se esiste un metodo efficace per evitare tutto ciò. Una possibile risposta potremmo sintetizzarla cosi’: se aiutassimo i piccoli nel processo di scelta eviteremmo tensioni inutili. Il far scegliere è un bisogno nostro (di noi adulti e della nostra precisa epoca storica) ma non corrisponde ad un bisogno infantile. Quindi dovremmo iniziare a capovolgere la domanda e avere un tono deciso: ” prendiamo questo! Oppure “Assaggiamo quello” senza il tono ambiguo della domanda e senza pensare che così facendo possiamo privare i bambini di qualcosa, poiché “quel qualcosa” rappresenta solo un nostro pensiero che non appartiene ancora al bambino in questa fase di vita.

 

 

 

Togliere il pannolino: come fare

Come fare a togliere il pannolino? Come fare a gestire questo cambiamento tanto atteso?

MammeCheFatica vi invita, se portate i vostri bimbi al nido, a seguire tutti i suggerimenti del vostro nido di riferimento per cercare di fare meno fatica, e mantenere una sorta di coerenza educativa che è fondamentale in questa avventura! Nonostante l’enfasi e la voglia da parte dei genitori di anticipare le tappe,prima di procedere è bene valutare se il bambino è obbiettivamente pronto e in grado di affrontare questo step. Ricordiamoci che i cambiamenti non avvengono mai in un giorno, ma necessitano di tempo.

  • anticipare al bambino che inizierà a togliere il pannolino per un po’ di tempo (15-30 min) la prima volta è sufficiente
  • sostenere il passaggio con un libretto che affronta la medesima tematica
  • non stressare il bambino con continue domande del tipo: “andiamo in bagno? ti scappa la pipì?” vi garantiamo per esperienza che la pipì non scappa mai se non dopo che ci si è bagnati concretamente, allora sì il piccolo realizza che la pipì è scappata sul serio. (“percezione dell’esperienza”)
  • è l’adulto che accompagna il bambino in bagno senza far troppo pesare questo gesto (altrimenti che entusiasmo potrà avere il bambino stesso nel fare la pipì in modo autonomo?”)
  • non vi è bisogno nè di premi nè di privazioni per affrontare il passaggio pannolino-water. Deve essere e diventare nel tempo un rituale il più spontaneo e naturale possibile.
  • procedete per gradi, senza fretta, e mantenete il pannolino per il pisolino pomeridiano e la fase notturna.
  • è sempre importante e mai scontato sostenere il bambino restituendogli fiducia ed energia (per lui è un momento nuovo che essere fonte di timori,paure come quella di affrontare o cadere nel water, come spieghiamo in altri post del blog)

Vaccinazioni: sono importanti

Alle continue domande che ci fate sulle vaccinazioni, rispondiamo in modo fermo e convinto: si, sono importanti. Ci sembra doveroso vaccinare i piccoli, per tutelarli e proteggere chi gli sta intorno, soprattutto se si tratta di altri bambini.

Le polemiche sui vaccini ci sono da tempo e non rappresentano di certo una novità. Serve una corretta informazione a riguardo e un senso di responsabilità verso chi non può scegliere. Le vaccinazioni sono importanti e costituiscono una forma di tutela per i piccoli che fanno ingresso nella comunità per la prima volta e a maggior ragione potrebbero ammalarsi con più facilità. Stando a contatto con tante persone e bambini ogni giorno da anni riteniamo sia un dovere impegnarsi nel condividere (anche gli eventuali timori) su questa tematica. Pensiamo però che il non vaccinare il proprio bambino non sia la soluzione al problema. “I vaccini sono in grado di conferire l’immunità contro agenti infettivi senza esporre ai gravi rischi per la salute che derivano dalle infezioni contratte naturalmente”. Far vaccinare il proprio figlio non rappresenta solo una responsabilità in termini individuali ma anche in termini sociali di rispetto dell’ altro, piccolo o grande che sia.

In caso di dubbi e domande potete consultare gli opuscoli gratuiti che trovate presso le ASL di zona e i consultori familiari, scritti da Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna).

 

 

 

 

“Forza, vestiti: è tardi!”

“Quante volte vi sentiamo pronunciare queste frasi la mattina presto! Siamo d’accordo, anzi d’accordissimo, sul fatto di aiutare i bambini a fare da soli (seguendo il motto montessoriano) ma questo è valido nel momento in cui predisponiamo per tempo tutto il necessario e li prepariamo a svolgere in autonomia le prime mansioni. Non possiamo pretendere che si vestano in due minuti e che scelgano dall’armadio i vestiti (altrimenti qualcuno sceglierebbe il costume da bagno o il tutù da ballerina anche in pieno inverno!). Vi consigliamo di preparare con loro i vestiti la sera prima per iniziare a responsabilizzarli e far capire loro dove posizionarli. (se i bambini sono piccoli è bene utilizzare una cesta o un contenitore sistemato vicino al letto in modo che possano prendere i vestiti scelti da soli). L’ esperienza del vestirsi da soli fin da piccoli è una delle prime conquiste. Aiuta a gestire la frustrazione e migliora il senso pratico e organizzativo. È ovvio che se li vastissimo noi faremmo prima, ma crediamo sia giusto lasciar loro uno spazio d’autonomia fin dai 15-24 mesi per far capire loro come si fa e poter imitare nel tempo.

Forzaaa che è tardi!

 

Aria di Natale…

regaliE’ quasi tutto pronto..i preparativi natalizi anche quest’anno stanno iniziando..e anche noi ci stiamo preparando! Rispondiamo qui di seguito alle classiche domande che ci fate in questo periodo per capire insieme che tipo di giochi privilegiare, in base all’età del vostro bambino.

MammeCheFatica propone e consiglia: giochi in legno in grado di sviluppare l’esperienza tattile, giochi di fantasia come le costruzioni e i trenini e giochi ad incastro. Per chi non avesse pensato a casa ad avere un tavolino e seggiolina in legno potrebbe essere la giusta occasione! Sembra banale, ma per un bambino diventa uno spazio in cui sperimentare momenti di gioco e di autonomia. Una cucina in legno dove imitare mamma e papà ai fornelli è sempre un gioco universale che piace sia ai maschi che alle femmine. Una bambola, un orsacchiotto, un pupazzo è sempre utile per acquistare sicurezza e proiettare le proprie paure. Un libro è fondamentale per imparare storie nuove e favorire la relazione. Il gioco del dottore, della parrucchiera, del falegname sono ottimi  come giochi imitativi. Natale può anche essere l’occasione per un lettino nuovo dove sperimentare le prime notti in autonomia e iniziare l’anno con buoni propositi. Scegliere di regalare un’esperienza di gioco ci sembra un’ottima idea per trascorrere del tempo insieme in un modo nuovo. (un pomeriggio al museo, a teatro etc). MammeCheFatica vi invita a scegliere con cura uno o due regali (non riempiamoli di doni non ne hanno bisogno!) e a dedicarsi al momento del Natale come momento speciale dello stare insieme, questo è davvero il più bel dono di cui tutti abbiamo veramente bisogno!

Babbo Natale esiste?

Come ogni anno per molti bambini in questo periodo si avvicina la classica domanda: “Ma Babbo Natale esiste?” E molti di voi ci chiedono cosa rispondere…meglio fingere, illudendo i bambini oppure dire loro subito la verità? MammeChefatica risponde categorica: finchè si può meglio prolungare la bella storia di Babbo Natale che porta i regali la notte del 24 Dicembre…ci sembra sia giusto e doveroso far sognare e fantasticare come abbiamo fatto noi da piccoli. Non si tratta di illudere o imbrogliare nessuno. E’ una bella storia tramandata da lungo tempo che è importante salvaguardare e custodire con cura per le generazioni future. Come per tutte le cose anche i bambini grandi ne capiranno l’importanza e impareranno a mantenere il segreto verso i più piccoli anzi saranno proprio loro a convincerli e a sfatare ogni minimo dubbio. Godetevi insieme questo periodo e dedicatevi ai preparativi: biscotti fatti in casa, addobbi,  ghirlande e candele..e per la letterina ponete un limite ai regali..povero Babbo Natale deve fare il giro del mondo non può portare tutto e solo a noi!
babbo-n

I bambini danesi sono più felici

libro

I bambini danesi sono davvero i più felici? Secondo un lungo studio durato 10 anni sembra proprio di sì. Vediamo come mai: In primo luogo pare che i bambini danesi vivano il tempo libero in modo diverso dai nostri. Stanno all’aria aperta (sempre e comunque) e sono abituati fin da piccoli a giocare (anche senza niente) e in gruppo anche con bambini di diverse età. Perchè poter giocare tanto aumenta la creatività e la fantasia e aiuta il bambino a scoprire e affrontare la dimensione della noia in modo più costruttivo. A scuola i bambini vengono valorizzati a prescindere, al di là del risultato ottenuto.Questa modalità andrebbe applicata da tutte le culture poichè offre un grande sostegno e aumenta il senso di fiducia del bambino e dell’adulto che diventerà. I genitori sono importanti per la crescita e lo sviluppo psicofisico del piccolo ma spronano all’autonomia e all’indipendenza senza lodare all’infinito il bambino anche quando sta compiendo qualcosa di assolutamente normale. Il bambino va seguito e sostenuto in modo concreto mediante l’esempio e il dialogo costante. L’affetto, la condivisione, il continuo gioco di squadra e la famiglia sono tutti elementi preziosi che arricchiscono l’animo secondo gli autori.

Il libro ci è piaciuto perchè: offre uno spaccato di Danimarca positivo e costruttivo che ci mostra come affrontare in semplicità anche le paure più grandi senza dover nascondere o mimetizzare le proprie fragilità e insicurezze. Strumento utile e consigliato per i genitori e gli insegnanti.