I bambini piccoli e il tempo

“Uff..questa giornata non passa più! Abbiamo già fatto di tutto e ora?”. Vi sarà capitato di pensare o dire ad alta voce qualcosa di simile se avete avuto a che fare con un bambino piccolo. Sia da genitore, sia da baby-sitter, infatti, trascorrere un’intera giornata (magari in casa perchè fuori piove o fa troppo caldo) con un bambino piccolo è molto, molto faticoso poichè ogni proposta dura il tempo di un attimo! infatti la loro concentrazione è davvero breve e hanno l’esigenza di essere continuamente stimolati. Il primo passo è ammetterlo a se stessi, senza avere paura dei giudizi altrui. Anche un’educatrice esperta fa fatica e deve sfruttare ogni energia e idea originale per arrivare a fine giornata. Vediamo qualche suggerimento per alleggerire il tutto:
-organizzare la giornata seguendo routine precise, come foste all’asilo nido
-proporre qualche attività particolare, guidata (un grande collage, la preparazione di biscotti o della pizza, la pittura..)
-alternare a momenti di gioco libero (è importante aiutare il bambino a sviluppare gradatamente una certa autonomia)
-approfittare del momento del riposino per “staccare la spina” e dedicarci anche solo per poco tempo a qualcosa che ci piace molto fare, evitando di svolgere quelle attività noiose e faticose, anche se doverose (lavatrice, i piatti, pulizie varie..)
-organizzare momenti di condivisione con qualcun altro, ad esempio un’amica (meglio ancora se anche lei con figli!)

 

In estate? Si legge!

Qual è la stagione migliore per coltivare il piacere della lettura se non quella estiva? Non abbiamo scuse, questo vale per i Grandi e per i Piccoli aspiranti lettori. Andare insieme in libreria e regalarsi un bel libro è da sempre un bel gesto senza nulla togliere anche alle biblioteche che spesso hanno dei reparti davvero forniti e attrezzati anche per accogliere i più piccoli con tavolini e seggioline ad hoc. Consigliamo di far leggere tutti, anche i bebè, che a modo loro ascoltano la voce narrante e possono ripetere mediante le lallazioni. Dare un libretto in mano rappresenta un gesto carico di significati dove il bambino può, a seconda dell’eta’, imitare l’adulto nella lettura, leggere a modo proprio la storia e le immagini, tastare il libretto, assaggiarlo (provando a mordere il libretto) e così via. È una modalità di gioco e di scoperta che va incoraggiata e strutturata per far sì che da grandi i bambini possano apprezzare i vari libri e romanzi e diventino dei veri lettori insaziabili! Il libro va letto e riletto, non ci si deve mai fermare ad una prima lettura superficiale!

E i vostri bambini apprezzano i libri?

 

 

 

 

 

Siamo amici? No, genitori e figli, grazie

Una tendenza molto diffusa ultimamente è quella di trattare i propri figli alla stregua di amici, stando sullo stesso piano, raccontando loro cose da adulti e pretendendo da loro un comportamento da persone mature. Ma i figli non possono essere nostri amici. Avere con loro un rapporto simmetrico non significa essere migliori genitori, così come vestirsi uguali, parlare come loro o confidarsi su tematiche personali. Si è genitori “sufficientemente buoni” (e non perfetti, perché la perfezione non una caratteristica di nessun essere umano) se ci si relaziona con loro mantenendo una “giusta distanza“, cioè non troppo vicina, né troppo lontana. Spiegare loro per filo e per segno, con una “pappardella” di 10 minuti perché un comportamento è più giusto di un altro è un errore da non fare: i bambini hanno una bassa soglia di attenzione e, a seconda della loro età, possono addirittura non capire alcuni termini. E’ importante invece essere concisi e determinati nel dire un “NO” in quanto adulti responsabili che sanno cosa è bene e cosa è male per loro. Non c’è negoziazione che tenga. E questo non è un danno per i bambini, ma, anzi, un aiuto che si dà loro per imparare a crescere con un senso di contenimento rassicurante.

Come togliere il pannolino..

 

Questo post è dedicato a chi è alle prese con lo spannolinamento..sappiamo che le mamme hanno giustamente fretta e vorrebbero subito arrivare al dunque, ma occorre preparare il piccolo per tempo creando lo spazio (fisico e mentale) affinché accetti di togliere il pannolino e passare gradualmente al vasino o riduttore altrimenti ogni sforzo e promessa perderà di significato. Dopodiché iniziate in casa per 15/30 minuti a togliere il pannolino, evitando di chiedere il classico “ti scappa la pipì?” Vi garantiamo per esperienza che è una frase parecchio inutile! La maggior parte delle volte la pipì arriva e scorre sul pavimento senza nessun tipo di controllo!. Ma si impara anche da queste situazioni! Anzi e’ importante in questi momenti non sgridare il bambino senza fargli pesare di aver sbagliato e di non essere stato in grado di avvisare per tempo. Proseguite in modo graduale senza insistere troppo e facendo in modo di valorizzare l’aspetto ludico (portando in bagno anche qualche peluche a cui insegnare come fare a stare sul water!). Coinvolgete sempre il piccolo per strappare un po’ di carta igienica e iniziare a memorizzare i vari passaggi dell’igiene personale.

 

 

 

“Bravo, Bravissimo”

 

“Ma sei bravissimo!”. Quante volte durante il giorno sentiamo il bisogno di gratificare il bambino (in particolare il bambino piccolo) anche se in realtà non sta facendo nulla di eccezionale? È giusto gratificarli e lodarli anche senza motivo? Non rappresenta forse un nostro bisogno o una nostra conferma?Quando ci si riferisce ad un bambino piccolo si ha inevitabilmente un atteggiamento indulgente e si comunica attraverso un canale emotivo più intenso,ma ciò non vuol dire doverlo ringraziare e gratificare tutto il tempo per ogni suo gesto. E’ importante dire loro “hai fatto una cosa difficile” piuttosto che insistere sul concetto morale di bravo o non bravo. Apprezzano molto quando l’adulto riconosce la difficoltà dell’azione (ciò fa sentire grandi) specie se davanti a tutti. Dopo averlo valorizzato, il piccolo può tornare a giocare serenamente e continuare le sue scoperte senza doversi sentire ”prigioniero della lode” e senza restare in attesa di un’ altra conferma.

E voi come fate?

 

Let’s go! si parte!

BERLITZ - Scuola di Lingue - Campi Estivi 2018Let’s go! Si parte! Ci stiamo avvicinando alla meta! Eh già perchè anche se si tratta di una vacanza, per alcuni potrebbe essere la prima esperienza in cui ci si allontana da casa e dai propri affetti e potrebbe non essere così semplice e immediato. Anche per le vacanze e per il divertimento occorre una preparazione! Iniziare a pensare al distacco,ai saluti e al fatto che si inizierà un’avventura non è cosa da poco quando si è piccoli, soprattutto perchè si tratta della prima volta in un posto nuovo. E’ giusto iniziare a pensarci in questo periodo, così in modo progressivo e naturale iniziamo a fantasticare e immaginarci là: tra i boschi del Trentino e la pineta di Montalto..e chissà come faremo a comunicare in inglese..ma certo che ce la faremo! e siamo sicuri che trascorreremo dei momenti speciali tra i misteri di Harry Potter e dei suoi amici..non vediamo l’ora di svelarvi tutto ciò che stiamo preparando…

 

 

Paura di non riuscire a…

Questo post è dedicato ai bambini che in questo periodo stanno affrontando le varie verifiche a scuola, i saggi o i test di fine anno di lingua. Insomma quei bambini che stanno provando il classico mal di pancia (che abbiamo avuto tutti) o altre piccole somatizzazioni date dallo stress e dall’ansia del non riuscire ad essere all’altezza e di temere fortemente la prova a cui si è sottoposti oltre ovviamente al discorso delle aspettative. “Come faccio a dire che la prova non è andata bene?”. In questi momenti è fondamentale il supporto dei genitori che possono:

  • rassicurare il bambino, ridimensionando il problema
  • spiegare loro che i saggi, gli esami, le verifiche e le partite fan parte della vita, non sempre si esce vincenti nonostante gli sforzi, ma in ogni caso fanno parte della nostra esperienza e rappresentano tutti momenti di crescita
  • il problema dell’ansia non si risolve certo stando a casa..ma affrontando le piccole grandi sfide quotidiane
  • leggere e condividere dei libri adatti alla loro età in cui si parla di sfide, successi e sconfitte può essere un valido modo per ‘stare sul problema’ senza ignorarlo
  • Un grande in bocca al lupo a tutti i piccoli che stanno diventando Grandi!

I primi saggi e recite..

 

I primi saggi e le prime recite di fine anno sono un’emozione unica, per i bambini che devono entrare in scena e per i genitori che puntualmente si sciolgono in lacrime!  Invitiamo i genitori a contenere le eventuali ansie da prestazione, preparandosi insieme all’evento in modo il più possibile naturale e tranquillo. Talvolta si sa, tra asilo e scuola l’idea del saggio viene enfatizzata ed amplificata e  può suscitare un senso di tensione e paura nel non riuscire ad essere all’altezza. Comunque l’idea del palcoscenico, tanta gente sono tutti elementi che possono contribuire a far salire la tensione e il batticuore! Però, detto questo, si tratta di un piccolo impegno che ogni bambino deve affrontare anche se immaginiamo con tanta emozione! I saggi e le recite di fine anno sono i primi ‘appuntamenti sociali’, ognuno ha i suoi ricordi d’infanzia. Sono comunque utili poiché rappresentano una delle tantissime prove della vita attraverso le quali si cresce, si cambia si matura. Qualsiasi sia il vostro saggio, dalla danza al judo, dal nuoto al canto o al teatro ci auguriamo possa essere una bella esperienza ricca di emozioni da conservare nel tempo.

 

 

Allattamento: quando smettere?

Premesso che la decisione se smettere o continuare ad allattare va condivisa con il pediatra di riferimento che conosce il bambino e la relativa madre, noi possiamo solo dare una spiegazione dal punto di vista psicopedagogico alle diverse mamme che talvolta ci chiedono: “Come faccio a smettere di allattare?”. Solitamente tendiamo a rassicurarle dicendo che il momento giusto è quello in cui si è convinte che è arrivato il tempo di accettare il distacco dal proprio bambino e iniziare un nuovo modo di relazionarsi. Occorre far capire che può iniziare una nuova modalità di amare, non meno intensa. L’importante è aspettare il tempo giusto poiché non deve essere un obbligo, deve essere un gesto il piu possibile naturale che non toglie ma casomai rinforza il legame madre-figlio. Questo tipo di cambiamento di prospettiva va prima accettato ed elaborato dalla figura materna e poi di conseguenza viene trasmesso al piccolo. Per questo motivo  insistiamo sul fatto che ogni madre ha il suo tempo all’interno del quale deve essere supportata anche dalla figura paterna per un nuovo tipo di relazione. Ci teniamo a sottolineare che la madre non deve avere la sensazione di perdere il proprio piccolo, anzi il distacco dal seno deve rinforzare il legame già esistente ed unico che ogni madre ha con il proprio figlio.

Si tratta di uno dei primi distacchi che segna la crescita del proprio bambino che  scatena emozioni molto importanti.

Le fatiche educative..

E’ tanto tempo che non scriviamo per le Educatrici e per tutti coloro che dell’Educazione ne fanno un lavoro o meglio un mestiere. Ci piace utilizzare il termine mestiere perché contiene quell’aspetto artigianale che deve essere recuperato e valorizzato da tutti. Un pensiero quindi va alle Educatrici e Maestre che ci seguono che in questa ultima parte dell’anno devono raccogliere le energie per continuare il percorso iniziato. Di seguito qualche suggerimento:

– fate attenzione alla vostra voce: solitamente quando si è stanchi si tende ad alzarla e ad irrigidirsi perdendo la voglia di scherzare e giocare con i bambini

– imparare a contenere la propria fatica e impegnarsi per creare una buona atmosfera

– pensare e ripensare ai momenti significativi dell’anno vissuto insieme

–  saper recuperare il sentimento di curiosità e voglia di migliorarsi: il confronto e la condivisione in ambito educativo sono strumenti fondamentali

Come diceva Maria Montessori “l’educatore è un raggio di luce” che deve riuscire ad incantare i suoi bambini. E voi come vi sentite?