Questo si..Quello no: imparare a mangiare tutto

“Questo si..Quello no” quante volte ascoltiamo i bambini che fin da piccolissimi impongono il loro modo di fare attraverso il cibo decidendo cosa mangiare. E quante volte però assistiamo a genitori e adulti in genere che accettano di preparare più pietanze per soddisfare i desideri culinari dei piccoli tiranni.. Mammechefatica invita tutti a riflettere su questo punto. Che messaggio educativo stiamo dando ai nostri bambini? Come faranno a diventare cittadini del mondo e viaggiare da grandi se non hanno avuto la possibilità di sperimentare altri piatti? Se non riescono ad apprezzare la pasta (a patto che sia in bianco)?! È fondamentale provare tutti i gusti e poi col tempo assecondare le preferenze, ma non escludere mai a priori, nessun alimento, verdure incluse! Vi ricordiamo che i bambini solitamente tendono a rifiutare un cibo se sanno implicitamente che possono averne un altro. Nel momento in cui non hanno a disposizione un’alternativa (e hanno fame) mangiano e assaggiano quasi tutto. Assaggiare e condividere anche pietanze di altri paesi è un’esperienza non solo sensoriale ma anche sociale: saper stare a tavola e apprezzare cibi diversi dai propri significa anche avere una certa curiosita’ e voglia di esplorare oltre i propri confini.

 

L’alimentazione dei bambini- Expo 2015

pranzoIn tema con Expo 2015 soffermiamoci ancora una volta sull’alimentazione dei bambini. Mangiare, sin dalla nascita, non ha il solo significato di acqusizione di nutrimento necessario per crescere e stare bene, ma è un inno alla vita, ai suoi piaceri e soprattutto rimanda al forte legame affettivo tra la madre e il figlio (pensiamo al tenero momento dell’ allattamento per esempio..). E’ fondamentale che gli adulti trasmettano ai più piccoli un modello di alimentazione sano, basato anche sul piacere e sul gusto. Che emozione preparare un piatto semplice insieme e poi mangiarlo! Anche la condivisione del momento dei pasti è importante: piuttosto che zittirci di fronte alla TV è stimolante parlare e raccontarsi vicendevolmente della propria giornata.

Quando però si attraversa dei momenti difficili della vita, sia da piccoli, sia da adolescenti, il mangiare può rappresentare un problema e si può presentare un sintomo alimentare. Cosa fare in quesi momenti? Attivarsi e parlarne con un esperto (psicologo o pediatra, ad esempio) è importantissimo! Più si interviene nell’immediato, meno sarà complicato superare questa fase delicata. Come sempre, le professioniste di MammeCheFatica sono a vostra disposizione per delle consulenze: info@mammechefatica.it.