Come comportarsi con i bambini quando c’è un lutto in famiglia?

Il lutto di una persona cara in famiglia genera ovviamente grande dolore e a questo, talvolta, si aggiunge anche l’angoscia di doverne dare comunicazione ai bambini. Gli adulti sono molto preoccupati all’idea di ferire e addolorare i più piccoli e per questo, presi anche dalla tristezza personale, commettono alcuni errori di valutazione, anche se in buona fede. Vediamo dunque cosa non si deve fare in queste situazioni:

-mentire momentaneamente dicendo che la persona è partita o omettere l’accaduto

-allontanare troppo dalla routine il bambino

-pensare che farsi vedere tristi sia un problema (basta invece spiegare che anche i grandi sono tristi, che si può tranquillamente piangere e arrabbiarsi in modo da far sentire più libero il bambino di esprimere il proprio dolore)

-rifiutarsi di affrontare il tema se il bambino lo chiede espressamente (ache se può essere doloroso è importate parlarne liberamente)

-se si decide di non portare il bambino al funerale è importante accompagnarlo al cimitero per permettergli di individuare il luogo dove può andare a salutare la persona defunta (infatti talvolta dire: “X adesso è in cielo e ci guarda da lassù” può essere un’indicazione confusiva perché troppo vaga e poco concreta per i più piccoli).

Come dividersi i compiti in casa..

Come a fare a gestire la quotidianità e i figli in modo equilibrato? Come fare ad essere dei genitori ‘interscambiabili’ in grado di stare con i bambini e saper essere un buon riferimento affettivo? Prima cosa facciamo un passo indietro..e impariamo col tempo a:

1. Osservare ed osservarci

2. Valorizzare il partner e saperlo mettere in relazione con il piccolo, senza limitarsi a criticare.

3. Saper accettare e poi creare degli spazi per sé,  e lasciare il piccolo con il papà senza interferire e senza il filtro materno. Solo in questo modo il rapporto diventa più vero e autentico.

4. Saper accettare (difficilissimo!) una possibile e  diversa organizzazione e pianificazione della routine. (Le figure materne moderne sono abituate ad organizzare ma anche i padri sono in grado di strutturare la routine anche se seguono uno schema diverso o si pongono altre priorità. I bambini apprendono fin da piccoli i differenti stili educativi ma hanno bisogno di entrambi per crescere e farsi un’ idea e un’esperienza di vita

5. imparare progressivamente a delegare e a fare squadra con il contributo di tutti. Nei momenti di condivisione invece provate a  suddividervi i bambini o l’attività, per fare in modo che possiate trascorrere del buon tempo insieme senza affaticarvi troppo e che solo un genitore debba dedicarsi in modo esclusivo al bambino

Queste sono osservazioni e pensieri che mettiamo in atto osservando le numerose famiglie che vediamo crescere nei vari asili, non è sempre facile mettere in atto queste dinamiche nonostante la buona volontà. Occorre anche una giusta consapevolezza e capacità critica per apportare in modo lento e progressivo dei cambiamenti.

 

 

 

“Piccoli bulli e cyberbulli crescono”

MammeCheFatica sente il bisogno sempre attuale di tornare a parlare di bullismo e dei suoi atteggiamenti violenti attraverso un libro: “Piccoli bulli e cyberbulli crescono” di Anna Oliviero Ferraris,( ed. Bur Rizzoli) nota psicologa e psicoterapeuta che con i suoi saggi offre da anni un ottimo contributo all’interno del panorama psicopedagogico italiano.

Ci piace perché: offre uno strumento valido e concreto agli adulti genitori e insegnanti per capire la dimensione reale in cui vivono certi bambini e adolescenti che sono vittime di atti di violenza e aggressività, non solo fisica, ma anche virtuale. Nel libro vengono descritti numerosi esempi e testimonianze che sono, a nostro avviso, fondamentali per capire e analizzare il contenuto di certe azioni anche violente. Interessante è il capitolo sulla Prevenzione che appunto inizia in Famiglia. L’autrice spiega quanto sia importante attivare una comunicazione autentica e un dialogo costante con i propri figli fin da piccoli. “Un clima rigidamente gerarchico e autoritario dove il controllo viene esercitato con dure punizioni fisiche, così come all’opposto, la mancanza di limiti e regole, produce facilmente bambini con scarse capacità relazionali e sociali che si lasciano guidare da reazioni causali e comportamenti antisociali”.

Vi invitiamo a leggere il libro e a condividere anche se i figli sono ancora piccoli e pensate che “non sia ancora giunto il momento”. Il tempo aiuta ad iniziare a pensare a come affrontare il problema.

 

I nonni: preziosa risorsa

I nonni costituiscono un valido aiuto nella gestione dei nipotini, in particolare se piccoli. Sono una risorsa preziosa e contribuiscono alla gestione della famiglia come possono. Dal nostro punto di vista psicopedagogico è importante e saggio definire i compiti e in che cosa possono contribuire onde evitare fastidiose invasioni di campo che creano scompiglio in famiglia. Molto spesso i genitori rivendicano ai nonni di viziare troppo i nipotini o concedere loro troppe cose ma i nonni, non devono occuparsi della gestione pedagogica, piuttosto hanno il piacevole compito di tramandare il senso delle tradizioni, di raccontare il loro vissuto e di giocare con i nipotini e leggere loro tante storie. I nonni mirano al lato ludico, al piacere di vedere crescere i figli dei loro figli e offrono alla nuova famiglia un aiuto notevole anche dal punto di vista economico! Non sono di corsa, hanno un rapporto con il tempo più equilibrato e hanno aspettative diverse da quelle dei genitori.

A tutti i nonni che conosciamo e abbiamo incontrato in questi anni va tutto il nostro riconoscimento!

 

Sportello di ascolto psicologico alla Scuola Dadà

sportello ascolto psicologicoUna novità alla Scuola Dadà: uno sportello psicologico aperto per Mamme&Papà del Nido e della Scuola d’Infanzia direttamente in struttura, su appuntamento ad un prezzo contenuto.

Perchè? Perchè le difficoltà e gli ostacoli durante l’infanzia sono molto comuni e non sempre è facile chiedere aiuto all’esterno. Un professionista a vostra disposizione a Scuola (anche per un’osservazione diretta del bambino) può essere un’utile facilitazione.

Quando? Ogni giovedì mattina, su appuntamento, dalle 8,30 alle 11,30.

Chi? I colloqui saranno condotti dalla Dott.ssa Sara Luna Bruzzone, psicologa, psicoterapeuta infantile di MammeCheFatica.it

Come? Si prenota via mail: saraluna.bruzzone@gmail.com o per telefono: 329/8820535. Il costo è di 35€ a colloquio +2% di contributo Enpap. Si garantisce il segreto professionale.locandina sportello Dadà

Quando si è dall’altra parte del mondo..

bambinaQuando ci si trova dall’altra parte del mondo per svariati motivi tra cui il lavoro, una scelta di vita, una famiglia, pensiamo che l’ importante per mantenere la nostra identità sia quella di continuare a coltivare i rapporti con il paese di origine, a maggior ragione se si hanno dei bambini piccoli. E’ importante infatti poter condividere la quotidianità soprattutto nei minimi dettagli così da non percepire la lontananza.

Immaginiamo ci siano dei periodi più difficili dove si rimpiange la ‘rete familiare’ disponibile e affidabile in caso di necessità. Dal nostro punto di vista è significativo che il bambino fin da piccolo possa però confrontarsi e anche solo ascoltare le diverse voci familiari e amicali che hanno un ruolo importante per voi.  Per mantenere il legame dopo un trasferimento può essere anche una bella idea inviare dall’ altra parte del mondo un piccolo lavoretto del vostro bambino. Anche solo un semplice quadretto, un album fatto a mano con dei vostri racconti e foto..quello che vi viene in mente sarà in ogni caso il regalo più bello e gradito! Per la spedizione ci siamo sempre trovate bene con Packlink perché è un servizio economico, rapido e sicuro. Che effetto farebbe ricevere una creazione handmade del vostro nipotino?? A noi è successo e ci ha regalato una piacevole sorpresa: sembrava che fosse lì con noi, senza avvertire i 500.000 km di distanza che ci separano!

 

 

Il tempo in famiglia…

famigliaTrascorrere del Tempo in famiglia Tutti Insieme e’ sempre piu’ raro e difficile. Il lavoro (per molti papa’ che conosciamo anche all’estero o fuori sede) impedisce di vivere la quotidianita’ e la banalita’ se vogliamo della routine. Cosi’ facendo il tempo da vivere insieme diventa sempre piu’ limitato. MammeCheFatica invita a ritagliarsi sempre un po’ di tempo per ‘rigenerarsi’ e giocare e stando con i propri figli. Non c’ e’ bisogno di strafare e organizzare sempre un’ attivita’. Ai bambini serve anche poter stare in casa, giocare o leggere una storia tutti insieme.

Sono questi i momenti che si ricorderanno da grandi. Un po’ di noia fa bene a tutti! Grandi e Piccini! Poter rivedere insieme le foto di quando voi eravate piccoli ad esempio rappresenta gia’ un momento di condivisione. Ai bambini piace molto ascoltare la storia della propria famiglia e capirne le origini.

 

Separazione: le emozioni dei bambini

Lula sul lettoI bambini, per quanto si pensi non possano capire, soffrono le separazioni fra mamma e papà. Le loro emozioni possono essere così intense da non riuscire a gestirle da soli. Un libretto delicato, scritto da Silvia Colombo può essere utile per tutti i bambini che stanno affrontando questo monento difficile. Ecco la nostra recensione di “Lula sul letto”, LO Editions, 40 pag., € 14.

Di cosa si tratta? Il libro racconta la storia di una bambina di 8 anni, Lula, arrabbiata con la madre e le due sorelle per essersi trasferita in una nuova casa senza il papà. Come reazione decide di non scendere più dal suo letto altissimo.

Perchè ci piace? Lula è testarda, molto arrabbiata e risentita con la sua famiglia, ma un incontro con un gattino nero, Cielo, le permetterà di capire e di agire. Cielo dopo un iniziale fase di adattamento andrà a far parte della famiglia e farà compagnia a Lula osservando insieme le stelle dal  suo letto-castello.

MammeCheFatica lo consiglia perchè: Il punto di vista è proprio quello di un bambino, con le sue emozioni e i suoi pensieri ed ha uno sguardo onesto verso il mondo degli adulti. E’ consigliato dai 4 anni in poi.

Il mondo gira intorno ai bambini??

figli che comandanoSempre più spesso durante le nostre consultazioni private con i genitori ci capita di sentire frasi del tipo: “In casa comanda nostro figlio…lui dice di fare così e noi lo facciamo..altrimenti piange e si dispera..”oppure: “Abbiamo scelto così, diversamente da quello che volevamo fare noi, perchè lui ce lo ha chiesto insistemente con dei capricci infiniti”… Capita a tutti di attraversare momenti della crescita più difficili da gestire, ma è importante sforzarsi di capire che i figli (sebbene siano il regalo più bello che la vita ci potesse dare) non hanno bisogno di “comandare” , nè chiedono di “governare” i membri della famiglia a loro piacimento. Quello che inconsciamente desiderano, invece, è di poter avere degli adulti che si prendono cura di lui, stabilendo delle regole e dei limiti da rispettare. Perchè loro sono bambini e devono comportarsi come tali (capricci compresi), mentre noi siamo i genitori, i grandi che sanno cosa è meglio per loro. Dunque ricordiamoci sempre di essere noi coloro che prendono l’iniziativa, che danno il permesso o il divieto di fare qualcosa, che pensano di scegliere la cosa giusta per il loro bambino. E qualora sbagliassimo, possiamo correggerci, tornare indietro e ricominciare da capo perchè il loro affetto nei nostri confronti non si basa sul nuemero di regali o concessioni fatti.