La differenziata? per i piccoli e’ un gioco…

La raccolta differenziata per i bambini piccoli si può trasformare in un gioco o meglio in un’ esperienza tattile. Mamma, papà, proviamo?! Con un po’ di pazienza e di tempo a disposizione facciamo scoprire al nostro bambino la consistenza della carta e della plastica. Diamogli delle piccole cose da buttare e osserviamo il loro procedimento. I bambini saranno contenti di potervi aiutare e collaborare anche loro per la tutela dell’ ambiente, ai piccoli piace molto trafficare e imitare le dinamiche del mondo adulto. Ogni volta che dovete buttare via qualcosa potete coinvolgere il vostro piccolo che aprirà i contenitori della plastica e della carta!

Se siete creativi potete anche fare insieme delle etichette colorate che rappresentano plastica e carta oppure umido e secco.

MammeCheFatica e’ fortemente convinta che se insistiamo su concetti base fin da piccoli potremo contare in futuro su giovani adulti più rispettosi e responsabili

dell’ ambiente che ci circonda. Non è così?!

 

Perchè i bambini piccoli piangono?

 

Per i bambini, specie se molto piccoli e non sanno ancora parlare, il pianto diventa l’unico strumento per comunicare qualcosa che “turba” il loro stato di benessere. Se ci pensiamo bene, è un gran dono per l’essere umano essere in grado di esprimere un sentimento difficile e scomodo attraverso un qualche canale di comunicazione. Crescendo i bambini capiscono che a quel comportamento corrisponde un intervento dell’ambiente (la mamma, il papà, i nonni, la tata..) e impareranno ad usarlo in modi sempre più maturi per raggiungere i loro scopi.

Dunque, care Mamme primipare, anche se talvolta sembra impossibile, è bene incominciare a pensare al pianto del vostro piccolo anche come risorsa. Non solo come segnale d’allarme. Riflettiamo sul perchè ci causa delle reazioni di un certo tipo in alcuni momenti e pian pianino cerchiamo di tollerarlo e, parafrasando un importante psicoanalista, Bion, a restituire le angosce del bambino “digerite”, senza sommarle alle nostre.

Dubbi di mamme: pianeta nido…

Abbiamo ancora qualche mamma che ci scrive e ci spiega i suoi dubbi amletici su che tipo di struttura scegliere. Noi non possiamo scegliere al vostro posto, e lo ripetiamo ancora:  i consigli e le scelte son sempre soggettive.

Possiamo però fornirvi dei piccoli parametri per far in modo che la scelta e la selezione avvenga quasi in modo semplice e immediato. L’asilo nido per il vostro bambino deve essere:

–  un luogo pulito e curato, possibilmente con un’attenta selezione dei giochi, privilegiando il legno e i materiali naturali alla plastica

– ma soprattutto un luogo in cui vi sentiate accolti e capiti, perché i vostri timori e dubbi possano essere condivisi all’interno della struttura con le educatrici e la coordinatrice o psicologa o pedagogista di riferimento

– deve essere luminoso, anche se le educatrici saranno la ‘vera luce’ come ci ha insegnato M.Montessori. Dovranno perciò essere in grado di capire il piccolo e fornirgli gli strumenti giusti per crescere,giocare e relazionarsi coi pari.

– deve essere un ambiente che emana calore e fiducia dove sarete felici  e orgogliose di lasciare al mattino il vostro bambino in mani sicure e sagge.

Se avete ancora dubbi, però siamo qui!

 

 

 

 

 

Adottare un bambino..(parte prima)

 

Scegliere di adottare un bambino significa avere un autentico desiderio, non solo di avere un figlio, ma anche di fare i genitori. E’ senz’altro una situazione molto delicata che richiede sensibilità, amore e generosità in cui è necessario lavorare affinchè il bambino adottato cresca con un attaccamento sicuro. Per fare ciò è importante che il piccolo si senta parte dell’ambiente che lo circonda e non un estraneo. Come si favorisce una sensazione di questo tipo? Attraverso una buona comunicazione affettiva che raccolga la storia del bambino, dandone un significato. Ricordiamogli, per esempio, che lui è nato dalla pancia della sig.ra X che non ha potuto occuparsi di lui, ma la mamma e il papà siete voi, coloro che hanno scelto il difficile ruolo di genitori. La scelta dei termini giusti, sensibili e “curativi” è fondamentale; a questo proposito evitate parole che feriscono come il fatto di essere stati abbandonati. Tuttavia ricordiamoci sempre che il silenzio non protegge, ma fa solo del male!

Come fare a capire se l’asilo è quello giusto….

 

Mammechefatica riflette insieme a voi sul come fare a capire se l’asilo (ci riferiamo al nido e alla materna poichè rappresentano le prime istituzioni socio-educative al di fuori della famiglia) è quello giusto o meno…

La struttura individuata deve garantire delle caratteristiche fondamentali quali: la sicurezza,la pulizia,l’ordine(inteso come ordine pratico ma anche mentale) e l’organizzazione nella gestione del ‘materiale umano’ ovvero i vostri preziosissimi bambini

Ciò detto,sia che si tratti di un asilo montessoriano, piuttosto che steineriano, che segua il metodo Gordon, che abbia o meno le madrelingua inglesi…L’IMPORTANTE é CHE POSSIATE SENTIRVI ACCOLTI, rispettati e accettati.

La scuola giusta è quella in cui trovate, già all’ingresso, un’atmosfera serena, che emana fiducia, un profumo quasi magico.

La scuola giusta è il luogo che riassume in modo equilibrato un’attenzione verso i suoi bambini e i suoi genitori e nel contempo una cura verso l’ambiente, i giochi e i materiali educativi.

La scuola giusta è una scuola,pubblica o privata, in cui troverete delle Maestre Eccezionali che contribuiranno a crescere anche il vostro bambino con cura,rispetto,intelligenza,empatia, curiosità e capacità critiche.

La scuola giusta è costituita in primis dalle Persone che ogni giorno cercano di  renderla un’esperienza speciale: per voi, per loro e per tutti coloro che ne fruiscono.