Moms! al Teatro della Cometa a Roma!

Dopo il successo americano arriva a Roma Moms (Mom’s the word nel titolo originale) , il primo spettacolo sulla maternità che ovviamente non potevamo perderci!. Mammechefatica suggerisce alle mamme, neomamme, e genitori di Roma di non perdersi questa occasione, poiché lo spettacolo è veramente frizzante e piacevole. Ironizza sulla maternità, quel periodo in cui TUTTE le mamme si perdono un po’ tra pannolini, pappe e notti insonni.. “col cervello in pappa” e smarrite si riconoscono tra altre simili con le quali si sentono capite e accettate. Il mondo intanto va avanti…non curante dei piccoli o grandi problemi che abbiamo e così ogni mamma, con le sue fatiche, si sforza di crescere la sua creatura. Tra canzoni e balli (scritti da Stefano Fresi e Toni Fornari) le quattro attrici bravissime della Compagnia Tacchi Misti  (Carla Ferrero, Valentina Martino Ghiglia, Laura Mazzi e Silvia Siravo) con la regia di Ferdinando Ceriani vi faranno rievocare certi ricordi tra una risata e un sorriso!.

Moms è al Teatro della Cometa (tra il Campidoglio e Teatro Marcello) ed è in scena fino al 19 Febbraio a Roma.

Per una serata in centro con le amiche o col marito Moms! Vi restituirà una bella energia e una grande dose di ironia da riproporre ai vostri “mostriciattoli” a casa!

“Hungry hearts”: cuori affamati… d’amore

Hungry HeartsSe non avete ancora visto il film “Hungry hearts” di Costanzo e siete interessati alla psicologia della maternità, vi suggeriamo di andarlo a vedere.

Di cosa si tratta: il film con Alba Rohrwacher e Adam Driver, girato a Ny, racconta della storia d’amore di due giovani che decidono di avere un figlio. L’amore materno verso il piccolo nato è così forte da far scatenare in lei delle reazioni patologiche molto forti.

Perchè ne parliamo: è una storia che spaventa e angoscia, ma non è così lontana dalla realtà. Essere informati su ciò che la nostra mente ci porta a fare delle volte è importante per essere più forti e consapevoli. Chiaramente non a tutte le madri capita di mettere in atto comportamenti di questo tipo; infatti questi hanno dei precursori (un’infanzia difficile, una certa predisposizione psichica..).

MammeCheFatica lo consiglia perchè: per gli addetti ai lavori è un modo di confrontarsi con una realtà sempre più diffusa nella nostra società: i bambini indaco, destinati all’estremismo della purezza totale. Per gli appassionati del cinema invece è un modo per avvicinarsi alla riflessione circa il ruolo genitoriale e l’asse transgenerazionale, l’ossessione per un’alimentazione sana, la depressione postpartum ecc. Non è un film leggero, ma, per come è stato strutturato è costituito da più generi intrecciati fra loro.

“Maam”: essere madri equivale ad avere un master!

maamE’ appena uscito nelle librerie un libro molto attuale ed interessante, si intitola: “MAAM” – La Maternità è un Master – che rende più forti uomini e donne- di A. Vitullo e R.Zezza,

Edizione BUR (12 euro)

Perché ne pariamo: trattandosi di tematiche a noi care, non potremmo non parlarne! E’ un libro molto stimolante ed intenso che parla della maternità come “occasione di crescita straordinaria che porta con sé nuove energie e abilità essenziali anche per la vita professionale.”

Perché ci piace: apprezziamo quando si parla  di maternità come risorsa e non come ostacolo per quanto riguarda la vita lavorativa..Maternità concepita secondo gli autori come ‘prendersi cura di’, quindi, non solo pensando ai figli, ma anche nell’accezione di avere un’idea o un progetto da coltivare nel tempo..

A chi è rivolto: dal nostro punto di vista è un libro adatto a chi ha voglia di cambiare prospettiva..quindi alle mamme, ai papà,a tutti coloro con o senza figli che hanno voglia di rimettersi in gioco e pensare ad un nuovo modo di concepire il lavor, partendo da quelle che sono le nostre capacità quotidiane (dalle capacità relazionali, all’ascolto, dalla pianificazione al problem solving…)

Buona lettura,

teneteci aggiornate!

La maternità per Annamaria

Oggi parliamo de: “La cicogna che voleva diventare mamma“, un libro di Annamaria Dei Provingi (Edizioni Il Ciliegio) con qualche nota scritta proprio dall’autrice.

Di cosa tratta: della cicogna Esmeralda, una cicogna diversa dalle altre..”La fiaba”, spiega Annamaria, “è stata scritta solo per dei bambini, i quali così ascolteranno le mie parole, ma credo che in realtà raccolga un messaggio importante soprattutto per gli adulti, in particolar modo per le mamme che hanno desiderato tanto diventare delle dolci chiocce per i propri cuccioli. Comunque accada, con maternità naturale, adozione, accoglienza, in qualsiasi modo si inneschi quel meccanismo di amore sconfinato, la mamma è la creatura che vive questo miracolo nel modo più intenso, assoluto, persino rabbioso”.

Perchè ne parliamo: i temi affrontati sono vari: il viaggio, l’affetto materno, il desiderio di diventare madre con tutte le emozioni che coinvolgono questa fase importante nella vita di una donna. Inoltre, continua l’autrice, “i disegni sono stati realizzati da un’illustratrice per l’infanzia con molta esperienza. Vi devo confessare una cosa. Quando ho visto i disegni, mi sono commossa. Quella ragazza non solo ha interpretato le mie sensazioni e le emozioni che provavo nel mettere al mondo quella creatura di carta, ma ha addirittura sviluppato idee nuove, con entusiasmo, iniziativa e persino umorismo! È stata la dimostrazione che quella favola è magica ed è servita da catalizzatore per generare ancora più gioia e amore”.

MammeCheFatica lo consiglia perchè: scritto in caratteri maiuscoli grandi, è ideale per quei bimbi, dai 6 anni in su, che iniziano a leggere per le prime volte in autonomia. Inoltre ordinando il libro online si possono ricevere suggerimenti per giochi didattici interdisciplinari e attività da svolgere anche in gruppo coordinati da un adulto.

copertina del libro

Guardate il film di Alina Marazzi…

 

Care Mamme ma anche Cari papà, andate al cinema a vedere il film di Alina Marazzi ” Tutto parla di te”.

Di cosa parla: tratta del delicato tema della maternità, ma in particolare della fragilità delle madri: della solitudine e dell’inadeguatezza che si prova. Essere e diventare madre è un passaggio non solo fisico, ma anche mentale che scombussola completamente il proprio stato interiore.

E non è solo fonte di gioia, ma anche di dolori, dispiaceri e angosce profonde.

Perché ne parliamo: Mammechefatica ha trattato spesso argomenti legati alla depressione post partum, alle angosce e ai sensi di colpa che spesso provano le madri. E’ importante poterne parlare, con libertà e senza vergogna, ma è difficile, perché andiamo contro un modello sociale che vuole e propone un’immagine femminile sempre perfetta, con un controllo (anche del proprio corpo) quasi totale. Da qui subentra il senso di disorientamento e inadeguatezza. Ecco perché un film come questo può essere un valido strumento di riflessione che ci permette di capire che tutto ciò capita anche alle altre donne, non solo a noi…

Poi ci direte se vi è piaciuto…

 

 

“Di mamma ce n’è più d’una”

 

Il 20 Febbraio uscirà il nuovo libro “Di Mamma ce n’è più di una” di Loredana Lipperini, edito da Feltrinelli (15€)

Di cosa tratta: l’autrice acconta la maternità da un punto di vista diverso dal solito. Critico nei confronti di una società che impone la maternità come scopo principale dell’essere donna, ma che contemporaneamente ostacola questo “status symbol”.

Perchè ne parliamo: già dalla copertina si intuisce il paradosso dell’attualità. Inoltre non possiamo non parlarne dato che tratta un argomento a noi caro.

MammeCheFatica lo consiglia perchè: può anche farvi arrabbiare, ma senz’altro dà molti spunti per riflettere sulla condizione di noi donne oggi. Mamme acrobate in un paese pieno di ostacoli da superare.

N.B. Vi ricordiamo la nostra intervista all’autrice, che potete trovare qui.

“O i figli o il lavoro” di Chiara Valentini

 

Abbiamo letto il libro di Chiara Valentini, “O i figli o il lavoro“, edito dalla Feltrinelli (16 euro)

Di cosa tratta: il libro ci sembra interessante poichè parla di come sia difficile e talvolta impossibile conciliare il lavoro con il desiderio (legittimo) di avere un figlio e traccia questa triste inchiesta nel panorama italiano…

La giornalista Valentini raccoglie una serie di storie (purtroppo vere e reali) sulla lotta tra il lavoro e la maternità.

Perchè ne parliamo: Mammechefatica ne parla spesso, poichè è un tema al quale è molto sensibile. E’ importante che arrivino testimonianze concrete come questo libro per non trascurare il dibattito su questa tematica così delicata e attuale.

A chi è rivolto: Mammechefatica lo consiglia a tutte le future e aspiranti mamme, perchè arrivino preparate e informate sui diritti e doveri che la maternità comporta.

Perchè la maternità deve e vuole essere una scelta individuale ma non deve essere sacrificata in funzione del lavoro e questo ci sembra importante e doveroso da ribadire.

 

Le parole di Linda Le ci fanno riflettere…

 

Mammechefatica cita le parole di Linda Le, autrice del libro tanto discusso “Lettera al  figlio che non avrò mai” (ed. Barbès, 12 euro) in cui scrive le ragioni, anche dolorose, per cui preferisce non essere madre.

“Non saprei rinunciare a quello che amo,non mi potrei mai annullare per un altro essere,mi costerebbe troppo. Non credo che si debba diventare madre solo per rispondere a uno schema socialmente diffuso. Senza contare che procreando, spesso, ci si scorda di essere ancora  donne, amanti o mogli. Ma il rischio maggiore, per me, sarebbe quello di riversare su un figlio le aspettative deluse, le aspirazioni frustrate, un ideale di perfezione: che carico per un bambino!”

Nonostante il nostro blog mammechefatica.it sia nato come sostegno per le mamme e la coppia genitoriale, ci sembra interessante dar voce a tutte le donne, anche a quelle che mamme non sono e in particolar modo cercare di mantenere un atteggiamento di ascolto e osservazione che sia il più possibile ‘non giudicante’.

E se imparassimo dalla Svezia?

 

Lo sapevate che il Governo svedese concede 390 giorni di congedo (retribuito all’80%) da suddividere tra madre e padre dalla nascita fino all’ottavo anno del figlio? Oltre a ciò è previsto un aiuto economico per il nido (circa 130 euro al mese) e orari di lavoro flessibili, come, ad esempio, la possibilità di recuperare da casa. Perché l’Italia non è così all’avanguardia su questi temi?? Quanto tempo dovremo ancora aspettare per adeguarci a questi standard??