Fine dell’anno scolastico

E siamo arrivati ormai alla fine dell’anno..di un anno educativo molto particolare…che ci ha lasciati tutti spiazzati per non aver potuto riprendere e poterlo concludere. Ma la maggior parte del mondo educativo e’ consapevole del fatto che quando si potrà ricominciare lo si farà in modo nuovo e con più energia. Certo sta lasciando parecchio vuoto la chiusura delle scuole e degli asili.  I bambini piccoli possono manifestare segni di insofferenza e regressione (nel linguaggio e nell’atteggiamento da un punto di vista relazionale) i più grandi invece possono darci altri segnali tra cui la non voglia di uscire e l’isolamento un po’ per paura, un po’ perché si sono abituati a questa nuova situazione anche se forzata.

  • Se le strutture dei vostri bambini organizzano un saluto di fine anno (in sicurezza) sarebbe davvero un’ottima occasione per rivedere i compagni e le maestre!
  • Se siete pro centri estivi dal 15 Giugno per i bambini dai 3 anni in sù vi è la possibilità di riprendere un po’ di socializzazione guidata
  • Capiamo la situazione, per aiutare i bambini evitate di chiedere “ti va il centro estivo?” Dopo tanto tempo insieme è molto difficile a livello emotivo decidere se lasciare i genitori o meno. Decidete voi adulti e poi insieme vi preparate (ma su questo punto scottante torneremo,promesso!..)

 

Cosa dire ai piccoli se si torna all’asilo o meno…

 

Le domande più frequenti che ci state porgendo in questi ultimi giorni crediamo possano essere utili ai genitori che hanno bambini che appartengono alla fascia 0-6 della prima infanzia. Cosa dobbiamo dire quindi ai bambini che ci chiedono quando riapre l’asilo? Quando rivedrò le mie educatrici o maestre? Quando potrò giocare con i miei compagni? Ma soprattutto cosa rispondere ai piccoli che ci chiedono se il Coronavirus e’ ancora in asilo?!

  • Sicuramente è importante offrire risposte chiare e sincere 
  • occorre spiegare che tutti noi non vediamo l’ora di tornare a scuola e in ufficio ma se non è ancora possibile è per proteggere la salute di tutti noi
  • probabilmente il Coronavirus è ancora in asilo magari nascosto tra i vari giochi e quindi è importante un’accurata pulizia prima di potervi tornare
  • nell’attesa di sapere se e quando sarà possibile tornare perché non preparare un disegno per tutta la classe? Oppure uno personalizzato per ogni compagno?
  • spiegare ai bambini come stanno le cose non significa identificare la mamma o il papà come cattivi perché ci pongono dei limiti ok? questo punto è fondamentale per attivare un dialogo e un rapporto autentico fin da piccoli
  • evitate di dire ‘ci vuole pazienza’ perché è un termine poco apprezzato dai bambini, e dopo quasi tre mesi di lockdown la pazienza è giusto che non ci sia più!
  • valorizzate le loro aspettative: “vorresti tornare? Ah sì e come ti immagini la maestra con la mascherina, avanti raccontami sono curiosa!?'”

Prepariamo i piccoli, avanti!

 

Prepariamoci a preparare. Già perché come abbiamo ripetuto più volte, occorre prepararsi tutti al possibile ritorno tra asilo,scuole dell’infanzia o centri estivi. I bambini devono prepararsi, ma anche gli adulti: come genitori e come educatori i quali avranno delle responsabilità elevate, perché questo giro il fattore sicurezza dovrà essere messo al primo posto, attorno al quale ruoterà l’atmosfera educativa. Quindi si tratterà di una vera catena di passaggi: i genitori che mandano i piccoli, le strutture che accolgono, sanificano, e cercheranno di lavorare (contenendo al meglio le ansie..questa sarà la grande sfida che ci tocca). Si, siamo pronti, con il cuore che batte, le regole da seguire, gli spunti da prendere dagli altri paesi, una nuova metodologia, ma soprattutto con la capacità di non far pesare questa situazione ai bambini. Perché anche loro hanno delle aspettative nel tornare a giocare. Quindi dovremo essere più creativi e flessibili di prima. Due caratteristiche fondamentali per chi si occupa di educazione!. Educare tra l’altro significa anche ‘sapersi aprire al nuovo’ quindi crediamo possa essere l’occasione giusta per dimostrarlo.

Avanti bambini arriviamo!

L’infanzia: dimenticata da tutti…

 

Delusione e rammarico per non aver citato nel nuovo decreto neanche un riferimento al discorso (scomodo si sa) relativo all’infanzia e alle sue necessità. Capiamo sia più facile occuparsi dei runners o dei cani, ma anche i bambini e i loro genitori hanno bisogno più che mai di riferimenti e di soluzioni concrete in una situazione emergenziale come questa. Le scuole apriranno a Settembre, ma che ne sarà di noi da qui a Settembre? Chi si prenderà cura dei piccoli e dei loro pensieri e paure? Chi sosterrà i genitori e le famiglie? Speravamo di sentire questo ed altro ancora, invece ancora vuoto totale. Invitiamo tutti a non scoraggiarsi, e cercare, seppur navigando a vista, di offrire il meglio che abbiamo ai nostri bambini, in termini di atmosferarelazione e strumenti. Non molliamo, e continuiamo a costruire giorno dopo giorno, creiamoci più reti di aiuto e sostegno per condividere e non trasferire sui piccoli le nostre rabbie e delusioni…sempre in attesa che qualcuno si possa sintonizzare sui bisogni reali e concreti dei bambini, delle famiglie con figli disabili e di tutti i genitori che stanno faticando da soli in questa lunghissima avventura.

 

 

Quando si tornerà a Scuola? Come rispondere

Quando si tornerà a scuola? Immaginiamo tanti tantissimi bambini stiano facendo questa domanda ai loro genitori, anche più volte al giorno. Anche solo così, tanto per chiedere, per noia. Piu’ che altro per tornare ad avere una certezza,un obiettivo. E non è poco. Ci piacerebbe poterli accontentare e offrire loro una risposta positiva e rassicurante ma temiamo invece di dover rimandare. Però nonostante tutto diamo loro una risposta e una spiegazione a seconda dell’età che hanno. Anche se si tratta di bambini piccoli vi garantiamo che sono in grado di intuire il senso generale e per questo motivo occorre parlare e raccontare loro sempre la realtà che ci circonda. “Non dire loro nulla perché potrebbero rimanerci male, o esserne delusi” non è utile, anzi controproducente per tutte le fasi di crescita. Quello che possiamo fare è: parlare e raccontare ai bambini che si tornerà presto a scuola, al nido e all’asilo ma che occorre ancora del tempo per essere completamente sicuri. Rassicurare loro che tutti i loro compagni e amici sono a casa. Non riguarda solo loro, ma tutte le persone che conoscono. (Fare un lungo elenco all’occorrenza può essere un modo per coinvolgerli in modo attivo i piccoli e sentirsi meno soli. Sapere che tutti, ma proprio tutti sono a casa, dai compagni alle maestre, dal cuoco al portinaio è importante per far capire loro che si tratta di un problema che riguarda Tutti.)

Smartworking a casa con i bambini: le difficoltà

Si fa presto a dire Smartworking a casa, già ma quando vi sono anche uno o più bambini organizzare una riunione o una call non è cosa facile. Occorre una buona capacità organizzativa di fondo, ma non basta. Perché l’esperienza ci insegna che qualunque bambino fin da piccolo intuisce la presenza mentale o meno dell’adulto e di conseguenza quando sente che sta parlando o messaggiando al telefono dà “il meglio di sé. Abbiamo assistito a telefonate in cui è avvenuto di tutto: dall’allagamento del bagno, ad un assaggio di pigne e sughero, imbrattamento di tappeti e muri e via dicendo. Proviamo però, prima dell’inizio di ogni giornata, a pensare ad un’attività adatta alle capacità di ogni bambino per cercare di iniziare col verso giusto la lunga mattinata che ci aspetta.

  • Se sono piccoli (0-24 mesi) provate a coinvolgerli con canzoncine, filastrocche, cestino dei tesori, tappi (grandi) per i travasi
  • Se hanno tra i 24-36 mesi pensate anche a inventare storie, offrire loro qualche travestimento, potenziare il gioco imitativo
  • Se hanno tra i 3-5 anni provate ad organizzare un loro “ufficio” che gli permetta di esprimersi e imitare la realtà circostante, dare loro l’idea del rifugio, di uno spazio ben delimitato all’interno del quale sperimentare la loro autonomia ma anche una caccia al tesoro dove trovare qualche oggetto nascosto come gioco di movimento.
  • Utilizzate tanta musica classica come sottofondo alle vostre giornate: è utile sia per i piccoli che per i Grandi poiché aiuta a favorire la concentrazione e ad alleggerire le tensioni e chissà magari aiuta anche a lavorare meglio!
  • Cercate se possibile di condividere le fatiche con il partner, per non sentire tutto il peso sulle vostre spalle
  • Delegate e condividete ma salutate sempre il bambino anche se andate in un’altra stanza per fare in modo che non si senta tradito o abbandonato

Quarantena con i bambini: quattro errori da evitare

Quattro errori da evitare in questo momento così complicato, anche per i nostri bambini:

  1. Cercare di negare l’evidenza, raccontando loro che non sta succedendo nulla. Ovviamente, anche i bambini più piccoli avvertono i cambiamenti e il clima emotivo in casa, dunque è importante sempre essere onesti, usando però le parole giuste in base all’età
  2.  Raccontare ogni singolo dettaglio e scendere in descrizioni troppo accurate di quello che sta succedendo. Al contrario di quanto detto prima, è importate non sottolineare l’aspetto drammatico di questa emergenza, cercando comunque di trasmettere ottimismo e speranza verso il futuro
  3.  Permettere ai bambini di cambiare le loro abitudini sul sonno, sull’alimentazione ecc..anche se non ci sono più gli obblighi scolastici, una certa routine va mantenuta per rassicurarli. I “confini educativi” sugli orari e sulle regole vanno mantenuti anche in questo momento
  4. Permettere ai bambini di utilizzare eccessivamente gli schermi. Anche se è difficile spesso coinvolgere i bambini tutto il giorno, lasciarli in balìa di tv, tablet e cellulari non è una buona soluzione!

Asilo e scuola a distanza: le difficoltà dei piccoli

Questo periodo di emergenza sociosanitaria ci porta ad una serie di cambiamenti, non tutti semplici ed immediati da accettare. Non è facile per noi,figuriamoci per i piccoli. Immaginiamo non sia tutto rose e fiori, non ultimo il contatto video con educatrici ed insegnanti. Già, perché se da un lato la tecnologia aiuta, dall’altro può trovare anche un possibile rifiuto da parte di alcuni bambini, che non accettano questo tipo di contatto e che preferiscono separare determinate realtà: a scuola si incontra la maestra, a casa i genitori. Suggeriamo di proporre ai piccoli degli esempi concreti, di far capire loro che la maestra ad esempio ci propone un gioco,una canzone e che è il suo modo per salutare tutti i suoi bambini, dato che anche lei deve stare a casa. Non obblighiamo i bambini a partecipare ai saluti via web, piuttosto diamogli tempo per capire. Non è semplice per loro capire il motivo di tutto ciò, proponiamo loro un’alternativa: “perché non facciamo un disegno per tutti i compagni e lo mostriamo domattina? Faremo vedere il lavoro, noi saremo nascosti dietro”. Oppure: diamo loro qualcosa da preparare per il prossimo saluto, un piccolo scherzo, un indovinello, in sostanza qualcosa che sposti l’attenzione dal video ma non dall’idea del gruppo-classe,senza sensi di colpa o di imbarazzo,senza chiedere loro:” perché tu non vuoi, vedi tutti gli altri che partecipano?”. Si può essere parte anche senza partecipare in modo attivo. Rassicuriamo i piccoli in questo delicato periodo che si tratta di un momento e che poi le scuole e gli uffici verranno riaperti. Cerchiamo in ogni caso di valorizzare tutte le cose che possiamo fare in casa insieme, senza dimenticarci della vita di scuola: elencare i compagni,le maestre, ricordare a voce le azioni e i saluti che eravamo abituati a compiere. Sono dettagli significativi per i nostri bambini in cerca di un significato. 

Distanziamento sociale per il bene di tutti

Gli epidemiologi ci dicono in modo molto chiaro di imparare velocemente ad acquisire un nuovo stile di vita e mettere in atto il distanziamento sociale. Tenere le distanze di almeno un metro, è un concetto che deve essere applicato da tutti noi aldilà della zona rossa o meno. Si tratta di mettere in atto delle semplici modalità di convivenza che diventano fondamentali non solo per tutelare noi stessi ma anche gli altri. Per quanto riguarda i piccoli, evitate di portare al parco e sui giochi in mezzo a tanta altra gente, anche se ci si trova all’aria aperta. Anche se i bambini sembrano meno esposti rispetto ad altre fasce di età vanno prese delle precauzioni ovunque, semplicemente per fare in modo che il virus diminuisca la velocità di circolazione. Rispettiamoci e rispettiamo e anche i piccoli ci imiteranno naturalmente. 

Coronavirus: non generalizziamo

Se possiamo offrire un suggerimento in questa situazione seppur di emergenza globale da quello che sentiamo e leggiamo quotidianamente è: non generalizziamo, non cediamo alla paura e all’ansia che inevitabilmente poi trasmettiamo e riportiamo sui più piccoli e fragili. I bambini ascoltano, fanno domande, estrapolano concetti, e ripetono. Evitiamo di far assorbire loro ansia e panico inutili. Spieghiamo loro, in modo rassicurante, che purtroppo in Cina la situazione non è facile, che tanti bambini sono costretti a stare a casa, non possono andare a scuola (ma non è proprio bello stare chiusi in casa per giorni). Non ha senso avere paura, ha più senso essere informati e mantenere certe norme di igiene valide sempre peraltro. (Lavarsi bene le mani, per almeno 20 secondi). Ricordiamoci che i bambini imparano a gestire e contenere l’ansia e l’imprevisto dagli adulti che li circondano. Un buon motivo per essere d’esempio per tutti quelli che come noi frequentano asili e scuole e realtà educative di ogni genere.