Ma quando arriva Babbo Natale?! Oggi?!

 

“Ma quando arriva Babbo Natale?! Oggi?! Domani?! Ma perche’ non arriva?” Queste sono le tipiche domande dei bambini 3-6 anni che hanno una concezione del tempo ancora non strutturata completamente e soprattutto vivono nella magica e intrepida attesa di Babbo Natale che aspettano da almeno un mese e mezzo..(con gli anni anche Babbo Natale lo si attende già da metà autunno). Evitate pero’ se potete, cari genitori, frasi del tipo “fai la brava altrimenti Babbo Natale da te non viene” perche’ non saremmo coerenti, dato che Babbo Natale quando arriverà il 25 porterà fin troppi regali nelle nostre case.. provate invece a responsabilizzarli e dare loro il tempo di rispettare la mansione proposta. Ricontate insieme le caselline del calendario dell’Avvento oppure date loro degli oggetti (tipo matita,gomma,giochino,post It) pari al numero dei giorni mancanti al Natale, così facendo concentreranno la loro attenzione sugli oggetti piuttosto che sull’attesa. Nel frattempo possono anche decorare o colorare in vari modi una scatola (delle scarpe o altro) dove riporre i vari oggetti. Siamo sempre convinte che con poco si possa fare molto è sufficiente un po’ di sana fantasia e creatività. Bambini da oggi siamo a – 6!!!!!!

 

I genitori di oggi: come sono diversi da un tempo!

Chi lavora nell’ambito dell’educazione se ne accorge ogni giorno: i bambini, così come le loro famiglie, sono molto cambiate negli ultimi decenni. Per fortuna i cosiddetti “padri-padroni”, autoritari e irreprensibili sono sempre meno numerosi, al contrario si sta facendo largo una figura paterna più presente e affettuosa. Allo stesso tempo è molto cambiato anche il ruolo femminile: le madri non sono più “solo madri”, dedite alla casa e ai bambini, ma anche donne, magari in carriera e si fanno in quattro per riuscire a conciliare la famiglia e il lavoro, rinunciando spesso a molte passioni o aspirazioni. Le famiglie sono meno numerose di un tempo e i figli sono i veri protagonisti: aspettati e desiderati a lungo, su di loro gli adulti si proiettano grandi ambizioni. Sicuramente non c’è un “meglio” o un “peggio”: come sempre nei cambiamenti vi sono aspetti positivi e altri negativi. Quella che forse si sta diffondendo sempre più è la tendenza (molto pericolosa) dei genitori di oggi di mettersi allo stesso piano dei figli, in una democrazia dei rapporti dove si sottovaluta la giusta distanza e soprattutto il valore delle regole. Le regole, i “NO”, detti con determinazione, coerenza e condivisi con il partner, sono fondamentali per crescere perchè orientano e contengono. Su questo chi si occupa di pedagogia e psicologia dello sviluppo deve lavorare a fondo: le regole fanno bene e favoriscono uno sviluppo sano di ogni bambino. Cari Genitori: non abbiate paure a darle!

Pro e contro dell’era digitale per i nostri bambini

Ormai è ufficiale: siamo entrati nell’era digitale e non possiamo più fare a meno di smartphone, tablet e pc. Anche i nostri bambini sono stati influenzati da questi cambiamenti: basti osservare i più piccoli durante un gioco simbolico e vedrete come ci imitano in modo impressionante! Proprio per questo mamma e papà devono essere coerenti fra quello che dicono e quello fanno: non si può chiedere di interrompere un gioco perché la tecnologia fa male se noi adulti siamo continuamente connessi al cellulare.

Quali sono gli aspetti positivi di queste trasformazioni? App e giochi educativi possono favorire delle conoscenze, stimolare la curiosità  e aggirare alcuni ostacoli per gli apprendimenti per bambini con dislessia o discalculia.

Ci sono anche dei rischi insiti nell’ utilizzo di questi devices? Purtroppo si, è stato rilevato come una lunga sovraesposizione possa comportare disturbi visivi e posturali, ma anche difficoltà di concentrazione, del sonno e facile oscillazione dell’umore. In generale poi c’è il rischio che l’utilizzo eccessivo di cellulari e tablet a lungo andare sostituisca lo scambio relazionale affettivo con gli adulti o con i pari.

Come regola generale: ci sentiamo di sconsigliarne un utilizzo senza controllo da parte dell’adulto, e senza limitazioni di tempo o di navigazione libera su Internet.

 

 

Le regole: poche ma chiare..

E le regole? Avete ragione..ne parliamo ora! Le regole secondo noi dovrebbero essere date fin da piccoli, in modo chiaro e coerente. Detto così sembra facile, sul campo pratico invece non lo è per niente: sgridare, riprendere il proprio bambino (piccolo o grande che sia) non è cosa semplice, e può scatenare una serie di sentimenti anche contrastanti tra senso di colpa, rabbia o frustrazione. Però possiamo dire per certo che se un bambino fin da piccolo non ha la possibilità di interiorizzare il concetto di regola farà più fatica a gestire i rapporti interpersonali e a relazionarsi quindi con gli altri. Il bambino ha bisogno di limiti e confini ben precisi. Ha bisogno per crescere con i “sì” ma anche con i “no”. Se gli viene sempre concesso tutto, come farà da grande a tollerare tante piccole frustrazioni quotidiane? Come farà ad intuire i bisogni degli altri se è solo incentrato su se stesso? Spesso però in ambito educativo la teoria e la pratica non sempre coincidono: molte volte non si riesce a tradurre quei limiti in modo chiaro e lineare come si vorrebbe e quindi si finisce per cedere… ” Ti dò l’ultimo..poi basta” oppure “E va bene dai, per questa volta..”. Non serve alzare la voce o dover ricorrere a punizioni: se c’è rispetto ci sarà anche per le regole. Ricordiamo solo che essere esigenti non significa essere cattivi genitori! Si ride, si scherza, si gioca, ma quando si dice: “No!” ci si ferma un attimo senza cedimenti o ripensamenti. Così facendo insegnamo anche l’arte della coerenza, una delle più difficili da mantenere durante tutta l’esistenza.

Come comunicare con i bambini? Ecco cinque consigli da seguire

Sembra facile, ma non lo è per niente. Comunicare con i bambini al fine di educarli, crescerli nel migliore dei modi senza ledere la loro autostima e intensificando il legame relazionale è molto faticoso. Vediamo insieme cinque consigli basici molto utili:

  1. Dire sempre la verità, con parole semplici e adatte, ma autentiche e sincere.
  2. Evitare di dare troppe regole e divieti. Meglio usare la frase in senso positivo piuttosto che girarla in negativo (“Non fare così…”)
  3. Essere coerenti tra quello che si dice e quello che si fa per evitare di confonderli
  4. Non negare le proprie emozioni, ma esprimerle
  5. Non buttare addosso i propri problemi trattandoli da adulti confidenti

Cosa ne pensate? Riuscite a mettere in pratica i nostri suggerimenti? Quali sono le fatiche maggiori che riscontrate?

Buona notte! Suggerimenti per un buon sonno…

nannaIl Sonno rappresenta uno dei maggiori problemi per i genitori di bambini piccoli, della fascia 0-36 mesi. Vediamo qui di seguito come fare per poter addormentare il nostro bambino in modo sereno. La fase dell’addormentamento deve essere condotta in modo naturale. Se i bambini avvertono negli adulti un senso di ambiguita’ e difficoltà’ se ne approfittano e si finisce per trasformare il momento della nanna in una battaglia senza fine.

MammeCheFatica suggerisce di essere chiari e di comunicare con un tono deciso e coerente senza ricatti o false promesse. Se si crea un rituale il bambino piccolo si sente piu’ sicuro e rassicurato e anche noi adulti sapremo gestire con piu’ disinvoltura questa fase delicata. La lettura di un libro, una filastrocca, una canzoncina (sempre le stesse) aiutano il piccolo a riconoscere il momento del distacco e del buio. Con un po’ di costanza e di pazienza si può’ impostare la fase dell’ addormentamento senza (troppi) problemi e un po’ di buon senso. L’ importante e’ non cedere subito al primissimo pianto del nostro bambino, ma lasciare invece che possa sperimentare i primi segni di frustrazione e intuire che anche la mamma e il papa’ non sono a disposizione, ma si comportano esattamente come all’ asilo nido!

Ci provate vero??!!! Aspettiamo i commenti!!

Coesione nella coppia educativa

coppiaCoesione e unità dovrebbero essere sempre due caratteristiche presenti nella coppia genitoriale, in quanto infondono sicurezza ai figli, dimostrando di procedere verso la stessa “strada educativa”. E’ chiaro che, Mamma e Papà, essendo due persone diverse, con ruoli diversi, potrebbero talvolta avere opinioni differenti su come educare il proprio bambino, ma questo può essere motivo di discussione e confronto lasciando fuori il bambino. In che senso? E’ sempre importante confrontarsi con il proprio partner, ma è meglio evitare di discutere davanti al bambino perchè si tratta di questioni fra adulti in cui lui non deve essere coinvolto, prima di tutto per non sentirsi in colpa se i genitori sembrano in quel momento non andare d’accordo e, in secondo luogo, per non mostrarsi deboli e indecisi ai suoi occhi. Infatti i figli hanno bisogno di sentire che i propri genitori siano sicuri, forti e sono in grado di prendere le migliori decisioni per lui al fine di proteggerlo e farlo crescere in serenità.

Ricordiamoci che anche la coerenza è importante: se dico una cosa, la devo anche fare, altrimenti non posso rappresentare un vero modello per i bambini.

Infine se siete genitori separati e tra voi non c’è un alto grado di conflittualità, riuscirete a raggiungere un buon livello di coesione attraverso la condivisione e l’organizzazione pratica nella gestione dei figli. Non disperate: spesso le coppie separate sono quasi più coese di quelle che stanno insieme!

“Cari Genitori…Attenzione…”

 

Cari genitori moderni…voi che passate tanto tempo con i figli..forse troppo…correte il rischio di diventare servizievoli e di sostituirvi al bambino stesso, sempre sagge e attuali le parole del pedagogista Daniele Novara, resp. del Cpp di Piacenza.

Occorre un passaggio, un’ evoluzione dal genitore emotivo al genitore educativo, capace di ascoltare,parlare ma anche prendere decisioni e porre dei limiti e dei confini chiari. Per essere un valido genitore educativo occorre una grande coerenza e ‘alleanza’ all’interno della coppia. (“accordarsi tra i genitori è più importante che parlare con i figli” ripete Novara). I bambini percepiscono le nostre ambiguità e se ne approfittano!

e poi ancora…”aiutiamo i figli a fare da soli” non facciamo al posto loro per fare più in fretta, altrimenti li limitiamo nel tempo. Il saper fare da soli è una grande prova di fiducia e di autonomia (come sosteneva già M.Montessori).

Buona Riflessione a Tutti. Genitori, Maestre, Educatori e tutti coloro che vivono tra i bambini…

 

 

 

Se non vuole svegliarsi…nè andare all’asilo…

 

Come fare quando i bambini piccoli fanno fatica a svegliarsi, e peggio ancora non vogliono andare all’asilo (appena iniziato l’anno..)?

Mammechefatica consiglia di: – anticipare l’addormentamento serale…tanti bambini vanno a letto troppo tardi la sera ed è ovvio che al mattino siano stanchi e insofferenti già a partire dal Martedi mattina…

– svegliare il piccolo senza caricarlo d’ansie e aspettative in particolar modo se l’ambientamento nella nuova scuola non è ancora del tutto superato.

– Fare una buona colazione possibilmente tutti insieme,evitando la tv fin dal mattino….

– Preparare insieme un libretto da mostrare alle Maestre,che può talvolta essere utile per motivare il piccolo in modo indiretto.

– Non preoccuparsi Troppo se il vostro bambino piange ancora tanto rispetto agli altri.

-Salutatevi Bene dategli fiducia e coraggio in modo sincero e coerente.

E i NO dei genitori?

 

I NO dei bambini che iniziano verso i due anni sono esplosivi, spesso stremanti per genitori, ma sono costruttivi perché rappresentano il loro modo di affermare se stessi.

I NO degli adulti, tuttavia, non sono sempre positivi e promotori di “forza vitale”, soprattutto se smentiti dai comportamenti reali. Il genitore, cioè, che prima proibisce al figlio di fare qualcosa e poco dopo lo fa lui stesso, non è da esempio al bambino perché non lo aiuta a crescere. I NO utili ed evolutivi, invece, sono quelli coerenti che permettono ai bambini di sentire che le regole appartenenti al proprio codice familiare sono protettive e rassicuranti. Mi raccomando genitori: anche i vostri NO contano!