Come fare a dire: “No” in modo deciso..

Come fare a dire “No” ad un bambino in modo fermo e deciso senza scatenare il senso di colpa di noi adulti nel vederlo piangere (disperato a volte anche senza un preciso motivo)? Di solito quando il bambino inizia a chiedere in modo insistente qualcosa (talvolta anche in modo convinto e arrogante: “lo voglio, ho detto che lo voglio”) l’adulto come prima reazione dice no, oppure dopo vediamo, provando a spiegare la motivazione della negazione. Poi quando il pianto diventa ingestibile, e sfocia in un capriccio urlante l’adulto onde evitare ulteriori figure cede e acquista ciò che voleva il bambino (figurine, biscotti,giocattoli..qualsiasi oggetto..) A questo punto però e’ il bambino a dominare e dettare le regole piuttosto che l’adulto. E dal nostro punto di vista psicopedagogico non va bene. È il bambino ad aver bisogno di contenimento,regole e paletti per crescere in modo autonomo e sicuro o l’adulto a dover essere consolato e rassicurato nel vedere il proprio bambino piangere?

Non è forse su questi punti che dovremmo soffermarci un po’ tutti dato che lavoriamo o viviamo con i bambini? In fondo è difficile parlare di questi argomenti e ancor più difficile attuare un cambiamento nel modo di gestire queste emozioni.

 

 

Le regole: poche ma chiare..

E le regole? Avete ragione..ne parliamo ora! Le regole secondo noi dovrebbero essere date fin da piccoli, in modo chiaro e coerente. Detto così sembra facile, sul campo pratico invece non lo è per niente: sgridare, riprendere il proprio bambino (piccolo o grande che sia) non è cosa semplice, e può scatenare una serie di sentimenti anche contrastanti tra senso di colpa, rabbia o frustrazione. Però possiamo dire per certo che se un bambino fin da piccolo non ha la possibilità di interiorizzare il concetto di regola farà più fatica a gestire i rapporti interpersonali e a relazionarsi quindi con gli altri. Il bambino ha bisogno di limiti e confini ben precisi. Ha bisogno per crescere con i “sì” ma anche con i “no”. Se gli viene sempre concesso tutto, come farà da grande a tollerare tante piccole frustrazioni quotidiane? Come farà ad intuire i bisogni degli altri se è solo incentrato su se stesso? Spesso però in ambito educativo la teoria e la pratica non sempre coincidono: molte volte non si riesce a tradurre quei limiti in modo chiaro e lineare come si vorrebbe e quindi si finisce per cedere… ” Ti dò l’ultimo..poi basta” oppure “E va bene dai, per questa volta..”. Non serve alzare la voce o dover ricorrere a punizioni: se c’è rispetto ci sarà anche per le regole. Ricordiamo solo che essere esigenti non significa essere cattivi genitori! Si ride, si scherza, si gioca, ma quando si dice: “No!” ci si ferma un attimo senza cedimenti o ripensamenti. Così facendo insegnamo anche l’arte della coerenza, una delle più difficili da mantenere durante tutta l’esistenza.

“Quanti capricci!”

mamme che fatica (1)Mammechefatica è lieta di invitarvi all’incontro gratuito dal titolo: “Quanti capricci!” rivolto a tutti i genitori alle prese con i “No” dei loro bambini martedì 12 Aprile alle 18,30. A cura di Marta e Sara Bruzzone, pedagogista e psicologa di MammeCheFatica.it presso la Libreria Verso in Corso di Porta Ticinese, 40 a Milano.

Sarà un’occasione per confrontarci sulle difficoltà nel gestire le situazioni di rabbia e opposzione più critiche dei vostri bambini. Non mancate!

Ingresso libero, iscrizione obbligatoria a: info@mammechefatica.it

Si può o non si può…? (parte seconda)

papà sgrida suo figlioContinuiamo il nostro discorso sulle regole e i “No” per i bambini piccoli..

Il “No” dei bambini è un chiaro segnale di desiderio di autonomia e di seprazione/individuazione dagli adulti. Pur essendo molto stancante per gli adulti, è una funzione importante per i bambini, è un modo di dichiararsi indipendenti e per questo va valorizzata e riconosciuta. Quando i figli si oppongono, non lo fanno per indispettire o sfinire i grandi, ma per dimostrare che si è diversi, dotati di pensieri e desideri propri. Come sempre, però, deve essere presente un equilibrio tra i “No” dei piccoli” e quelli degli adulti. Se da un lato è importantissimo ascoltare le esigenze dei bambini, dall’altro i genitori non devono rinunciare all’esercizio educativo. Hanno infatti una funzione regolatoria e contenitiva per consentire loro di elaborare le frustrazioni di tutti i giorni. La fatica di porre dei limiti nasce però nei genitori quando vedono il dipiacere o il disappunto provocato nei bambini. Il dolore dei piccoli è per gli adulti intollerabile e temono di perdere il loro amore perciò rinunciano a porre delle norme. Ma come si fa a chiedere ai bambini di imparare autonomamente il valore delle regole, se noi per primi non riusciamo ad insegnarlo? Così facendo chi è l’adulto che educa? Pensiamoci su..

“Facciamo!” anzichè “ti va se…”

Care Mamme,

un appunto a tutte coloro che solitamente chiedono al loro bambino: “ti va se …” oppure “potremmo fare…”  anche solo per renderli partecipi o per prepararli ad un’azione successiva. MammeCheFatica invita le neo-mamme ad essere un po’ più decise e autorevoli (non autoritarie) con i propri piccoli, poiché così facendo trasmettiamo loro solo ansia e ambivalenza.

Per un bambino è difficile e impensabile scegliere. Secondo noi lo è anche per gli adulti. Siamo convinte che se impostiamo la frase in un altro modo e con un tono più convinto senza offrire loro la possibilità di scelta evitiamo (il più delle volte) capricci e scenate inutili e ci sentiamo meglio tutti!

Facciamo! è la nuova parola da introdurre!  e..come per magia

i bambini piccoli vi seguiranno, sentendo sicurezza e tono deciso, che è proprio quello che implicitamente ci chiedono con i loro capricci e i loro no!

Funziona? Cosa ne pensate?

 

 

 

Figli Tiranni…riguarda anche voi?

 

Silvia Vegetti Finzi (celebre psicologa e psicoterapeuta nel panorama italiano) ci ricorda che i figli tiranni, cioè i ‘bambini cattivi’ sono quei bambini ‘intossicati dalla mancanza di tempo’…i bambini tiranni si comportano in modo negativo e distruttivo non tanto perchè nati così, piuttosto dall’ambiente in cui vivono e dal quale assorbono individualismo e poco rispetto per gli altri.

Le regole sono importanti e chi le trasgredisce deve incorrere in una sanzione, ovviamente bisogna adeguare le regole al contesto. La regola e il senso del limite è molto importante per i bambini poichè costituisce da un lato un ostacolo e dall’altro una fonte di sicurezza.

Anche il bambino tiranno ha bisogno di un ‘contenimento a livello emotivo’ e soprattutto ha bisogno di regole chiare con cui confrontarsi. Se pensiamo di poter  far sempre scegliere ai figli ciò che vogliono o desiderano ci sbagliamo. Putroppo senza no e  senza limiti non si cresce e non si va molto lontano…

Distacco, sensi di colpa, i capricci e i No c/o Arci Ohibò

 

Carissimi genitori,

MammeCheFatica vi aspetta il 5 e il 17 Dicembre alle 17,15 presso l’Arci Ohibò

in Via Benaco, 1- 20139 Milano

per parlare rspettivamente di:

– Il distacco coi bimbi piccoli e il relativo senso di colpa

– I maledetti capricci e il Signor No

Ingresso con tessera Arci, è gradito un contributo volontario

Clicca qui per aprire il pdf del volantino

MammeCheFatica e i troppi capricci in spiaggia….

 

MammeCheFatica quest’estate sta sentendo troppi capricci nelle varie spiagge…ma ciò che ci colpisce non sono tanto i capricci dei piccoli, coi quali peraltro lavoriamo, bensì  quelli dei bimbi più grandicelli, 5-7 anni e il nervoso dei loro genitori che “vorrebbero ma non possono” e per il quieto vivere finiscono per accontentarli.

Dunque capiamo perfettamente che la spiaggia affollata non è buon posto in cui discutere e inscenare litigate ma quando i bambini esagerano è come se ci chidessero tra le righe: Mamma, Papà aiutatemi, datemi un limite, contenetemi, da solo non ci riesco”.

Talvolta è più sano e doveroso qualche buon ‘No’ da parte di noi adulti, anzichè sopportare in silenzio o far finta di…ovunque ci si trovi, partendo dal presupposto che tanto capita a tutti coloro i quali hanno a che fare con i bambini (genitori in primis, ma anche nonni, tate, educatrici….)

Se i capricci avvengono in spiaggia ad esempio, dopo aver contenuto e rassicurato il bambino proponetegli una valida alternativa al ‘divieto’ che gli avete posto. (se secondo voi non può più stare in acqua, una volta uscito gli offrite un libro,un giornalino, una sfida per un bel castelllo di sabbia…). L’importante è cercare di spiegare sempre ciò che succede con tono fermo e rassicurante nel contempo. In quegli istanti i bambini hanno bisogno di noi.

 

Il libro del No!

 

Care Mamme
che bello questo libro: ‘No,No e poi ancora No!’, è di Mireille D’Alloncé, autrice francese, edito da Babbalibri.
Si tratta di una storia molto semplice, ma azzeccatissima..è la parola più gettonata a due anni..: No!
Si tratta di poche pagine,figure grandi e poco testo così i piccoli possono ricordare facilmente la storia e soprattutto proiettare i loro capricci sull’orsetto Marco.
Leggerlo a voce alta,ponendo l’accento e l’attenzione sui no dell’orsetto Marco piacerà molto ai bambini…vedrete che si immedesimeranno subito…e i capricci…diminuiranno!
Funziona!!!