I ricordi di un’estate..

L’estate sta per finire, i bambini lo avvertono e anche loro, come noi grandi, iniziano a fremere per il rientro obbligato e le routine quotidiane che ricominciano. I più piccoli naturalmente vanno preparati al distacco che potrebbe essere faticoso dopo molti giorni passati a stretto contatto con mamma e papà. Anche gli adulti devono essere consapevoli di questo grande cambiamento e devono accettare eventuali “capricci” incomprensibili o atteggiamenti regressivi che sottointendono una difficoltà di separazione. A qualsiasi età, tuttavia, è importante parlare di quello che succederà di lì a pochi giorni, senza ansie. Con i più grandicelli si può anche ripercorrere quello che si è fatto durnate l’estate con disegni, racconti, diari di bordo e così via in modo tale da serbarne il ricordo, ma anche prepararsi al futuro, a quello che verrà. prestate particolare attenzione e sensibilità per tutti i bambini che a Settembre inizieranno una nuova avventura (cambio di un’insegnante, di scuola…) facendoli parlare liberamente con la possibilità di esprimere qualsiasi tipo di emozione (paura, ansia, gioia, tristezza, delusione..). Parlarne significa esserne maggiormente consapevoli e alleggerire le aspettative o i timori.

E a questo punto non ci resta che augurarvi…buona ripresa a tutti!

Quando mangiare da soli preoccupa…

Tra i 9 e i 12 mesi generalmente i piccoli iniziano a mangiare ed apprezzare anche i cibi più solidi.

Come gestire però le nostre ansie a riguardo? Dal nostro punto di vista possiamo dire che è importante che il bambino sperimenti e assaggi un po’ tutto (spicchio di mela,grissino,pane etc) poiché solo in questo modo imparerà a masticare e deglutire bene, dall’ altro lato invitiamo sempre a far assaggiare i cibi in modo corretto onde evitare problemi. Il bambino deve stare seduto sul seggiolone (meglio sedi fronte a noi) e qualora mettesse tutto in bocca in modo esagerato l’adulto deve essere pronto e (lucido mentalmente) a toglierlo dalla bocca.

Fate spicchi o pezzetti piccoli e se offrite qualcosa di intero (come un biscotto ad esempio) controllate che tutto proceda bene senza essere troppo in ansia altrimenti si perde il gusto di imparare a  mangiare. Mangiare in modo autonomo rappresenta una conquista fondamentale nello sviluppo psico-fisico del bambino. Ricordiamo che si tratta di un passaggio naturale che abbiamo affrontato tutti. Solitamente se il bambino mangia o prova a mangiare da solo si sente meno frustrato e più soddisfatto. Ai più affamati date loro poco cibo per volta però!!!!

 

Il significato del lupo a seconda dell’ età…parte prima

Lupo LupettoIl gioco del lupo per un bambino acquisisce diversi significati a seconda dell’ età. La scoperta del lupo avviene solitamente intorno ai 24 mesi o poco prima. All’ inizio può incutere timori e paure, e anche solo l’immagine può scaturire ansie e pianti improvvisi. In questo caso l’adulto ha il compito di rassicurare il piccolo infondendo fiducia e facendogli capire che si tratta di una semplice figura (ad esempio possiamo commentare: “Se ci fa tanta paura proviamo a metterlo via insieme? Magari lo rivediamo domani che è un altro giorno”. Così facendo accogliamo le ansie e le preoccupazioni del piccolo senza sminuirle).

Dai 18 mesi in su Mammechefatica consiglia il bel libro: “Lupo lupetto che cosa mi metto?” Ed. Gribaudo di Eléonore Thuilliere. 

Ci piace perché: si tratta di un libro semplice, colorato ma soprattutto interattivo: chiede al bambino di allacciare le stringhe, vestire il lupo, tirare su la cerniera, sistemare i bottoni etc..riprende il concetto montessoriano “aiutami a fare da solo”. Troviamo sia un ottimo modo per iniziare a capire come funzionano certi meccanismi misteriosi..( i lacci delle scarpe tanto per cominciare o le asole dei bottoni..) Rappresenta un tentativo di illustrare un lupo buono e simpatico. Da utilizzare anche come lettura animata con più bambini oppure in solitaria per i primi momenti di autonomia. 

Buona lettura!

 

 

 

 

Mamma, che sonno!! (parte II)

 

Perché il momento della buonanotte è sempre una lotta? Verso i due-tre anni i bambini incominciano a rifiutarsi di andare a letto anche se sono visibilmente stanchi. L’addormentamento per un bambino equivale ad una separazione dal mondo esterno, ma soprattutto dai suoi genitori. Oltre al timore di rimanere da solo al buio mentre la vita fuori dalla sua cameretta continua, c’è una paura più inconsapevole e profonda di non ritrovare al risveglio più nulla del suo mondo familiare. Come si può aiutare un bambino ad addormentarsi e a fronteggiare queste ansie? Raccontare una favola (che poi imparerete a memoria a furia di leggerla!) e dedicare qualche minuto al momento della buonanotte. Ma anche accendere una lucina accanto al letto, un carillon o un cd rilassante, lasciargli un peluche a cui è molto affezionato possono essere dei semplici suggerimenti per aiutarlo.