Fatica a tornare all’asilo e a scuola…

In questi ultimi giorni parecchi bambini di età diverse stanno avendo un po’ di difficoltà nell’accettare di tornare a scuola, al nido e all’asilo. Nonostante l’entusiasmo nella ripresa, ora si è in una fase controvoglia dove è tutto un po’ difficile. Certo, quest’anno è stato veramente tormentato in termini di chiusure e riprese per tutti anche per i bambini, ma ad ogni modo come possiamo aiutarli a superare questo momento e a godersi poi il resto della giornata? Sappiamo bene che quando sono insofferenti, lo sono tutto il giorno, e del resto tutti ne risentono: i genitori in primis si preoccupano, il nervosismo aumenta e il piccolo piange sempre di più. Perché anziché ripetere “Forza devi andare all’asilo che poi ci vediamo e andiamo al parchetto”, non inventiamo una storia su misura con un personaggio che può attirare la sua attenzione (un grande animale, una bambola, o uno gnomo) che- guarda caso- non vuole proprio andare a scuola in questi giorni, fa fatica a svegliarsi, a vestirsi, dice sempre di No, neanche la colazione con il latte e cacao che aspettano sempre tutte le mattine gli piace più…un vero disastro!..e se poi pensa di tornare in classe…al solo pensiero vogliono scappare via. Raccontare e costruire storie con i bambini è un vero toccasana e funziona moltooo di più che non ripetere a loro tutte le mattine che “tanto dobbiamo andarci”. E’ un modo per fare capire che anche gli altri possono avere le nostre stesse difficoltà e che queste ultime possono essere superate.

 Provate e se volete raccontateci la vostra! 

Etichettiamo con Stikets!

Imparare ad acquisire sempre più autonomia nella gestione del tempo e dello spazio è un obiettivo importante per un bambino perché significa sentirsi grande e inevitabilmente più libero anche nelle decisioni e nei movimenti. Oltre a ciò, è importante anche abituarlo a riconoscere i propri oggetti e indumenti e soprattutto ad averne cura. Con l’utilizzo delle etichette personalizzate Stikets il piccolo può iniziare a individuare il proprio nome e i vari colori visualizzandoli con facilità. Il fatto di etichettare giochi ed effetti personali per evitare di perderli o confonderli, soprattutto se si frequenta il nido o l’asilo, è un modo pratico e funzionale, non solo per le mamme, ma anche per il bambino, che, in modo divertente, impara a riconoscere e a lasciare una traccia di sé. L’utilizzo di Stikets su vari oggetti, tra cui indumenti e giochi, permette al bambino di individuarli con immediatezza e di cercare di mantenere un certo ordine, (anche se ciò rappresenta al momento più un bisogno e una necessità dell’adulto). Le etichette Stikets rappresentano un modo per responsabilizzare il bambino verso i suoi giochi/oggetti di casa, ma soprattutto di scuola. Non sembra, ma, se fin da piccoli si acquisisce una certa mentalità organizzativa, poi sarà più facile districarsi da grandi nell’ordine pratico e mentale. Potersi divertire nel tempo libero e ‘giocare ad etichettare’ le proprie cose e indumenti è un modo per loro di prendere confidenza con gli oggetti, iniziare ad averne cura e provare a metterli in ordine secondo un primo loro criterio di gioco. Provare a mettere le etichette anche sui vestiti e travestimenti con l’aiuto di un adulto- sono termoadesive, basta una passata veloce con il ferro e rimangono attaccate!- è un’attività sempre apprezzata dai bambini che hanno bisogno di trasformarsi e utilizzare la creatività per crescere e sperimentare nuove dimensioni. Noi abbiamo provato il pack a tema animali di diverse dimensioni con 4 colori e ben 114 etichette personalizzate con il nome della bambina: è stata senz’altro una bella sorpresa per lei vedere di poter categorizzare tutti i suoi oggetti più cari (zainetto dell’asilo compreso!). Anche le lavagnette adesive sono piaciute un sacco per poter iniziare a fare i primi disegni su una superficie diversa dal solito!

N.B. Solo per i nostri followers e per le realtà educative con cui collaboriamo c’è uno sconto del 15% scrivendo FATICA15 valido fino alla fine di aprile : non sarebbe un’idea originale approfittarne per un regalo in occasione della Festa della Mamma?!?

Buon divertimento anche a voi!

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Bentornati Bambini si ricomincia!

Bentornati a tutti i bambini, i genitori e le educatrici e insegnanti che da domani ricominciano la quotidianità a scuola dopo le festività natalizie. Mettete sempre in conto che dopo qualche giorno di vacanza (anche se trascorsi in casa per i bambini è sempre una piacevole occasione per stare con voi) potrebbero avere un po’ di malinconia nella fase del distacco mattutino. Ma con un atteggiamento sicuro verso il piccolo da parte vostra e dell’adulto che lo accoglie si risolve facilmente dato che si tratta di un ritorno verso un ambiente già conosciuto ed esplorato. Importante però: mai negare la difficoltà del piccolo piuttosto aiutarlo a superarla insieme anche nei giorni a venire. Tentiamo anche un Bentornati ai ragazzi delle Superiori che torneranno a scaglioni in presenza al 50%. Ci auguriamo possano tornare a pieno ritmo perché è davvero imbarazzante non trovare altre soluzioni e lasciarli a casa, senza considerare tutte le conseguenze da un punto di vista sociale e relazionale (senza tralasciare l’aspetto pratico dell’organizzazione e la gestione della quotidianità a casa con stanze e schermi da condividere). Speriamo che l’anno possa davvero iniziare al meglio (nonostante la situazione) per tutti, nessuno escluso. Un pensiero va anche ai piccoli che quest’anno per vari motivi non partecipano alla vita del nido o della scuola dell’infanzia: cercate di favorire e promuovere in un contesto sicuro una continua socialità con altri pari per offrire loro occasioni di gioco e scambio di esperienze sempre fondamentali per crescere.

Asilo e sonno agitato

Rispondiamo pubblicamente a diverse domande di questa settimana: “Da quando ha iniziato l’asilo si sveglia di notte più volte” cercando di rassicurare i genitori che ci leggono e che si trovano in questa situazione. Può essere ed è assolutamente normale che il piccolo possa avere un sonno più movimentato e richiedere quindi la presenza fisica del genitore. Ha bisogno di essere rassicurato. L’aspetto importante però consiste anche nel riuscire ad affrontare il delicato argomento anche di giorno, parlandone a casa e all’asilo, mantenendo una modalità non giudicante e mai arrabbiata, ricordando sempre che per consolare occorre capire e ascoltare i messaggi metacomunicativi che ci invia il piccolo. I cambiamenti hanno bisogno di tempo. Anche se durante il giorno accetta di giocare e di andare al nido, di notte potrebbe emergere la paura e la fatica del distacco dalle figure genitoriali e dal proprio ambiente.

 

Le paure dei piccoli post Covid

 

La Fase 2 Post Covid ha lasciato alcuni segni profondi in particolare nei piccoli: c’è chi agli occhi dei genitori sembra regredito ed è tornato a mettere il dito in bocca, o ad avere episodi di enuresi o a manifestare segnali di malessere e paura. In ogni caso sono espressioni dello stress che hanno percepito attraverso il mondo adulto e tutti i cambiamenti sociali che abbiamo vissuto in questo periodo: primo tra tutti il fatto di aver lasciato improvvisamente l’asilo, la scuola, senza possibilità di ritorno… Inevitabilmente il fatto di aver sospeso la solita routine e i luoghi di socializzazione ha portato a delle ripercussioni da un punto di vista sociorelazionale. Il nostro suggerimento? Accogliere le loro paure e i loro bisogni senza negarli. Evitiamo frasi come ‘non è niente’ ‘ ma dai che sei grande’ ‘non puoi tornare all’asilo così’  tipiche del linguaggio parlato quotidiano; Evidentemente dietro al pianto può esserci un disagio e piccolo o grande che sia va capito e contestualizzato, per permettere al bambino di acquisire maggiore fiducia e sicurezza.

  • Parlare e spiegare ai bambini fin da piccoli 
  • tradurre i loro stati d’animo è un’azione fondamentale in campo educativo in grado di aiutarli a riconoscere e poi capire le varie emozioni che li accompagnano
  • non serve spaventarsi piuttosto stare accanto al bambino e affrontare nel proprio piccolo la criticità del momento dandosi tempo
  • evitare di scaricare le colpe su qualcuno (colpa della scuola chiusa,il covid,smartworking ecc.) poiché non fa altro che aumentare il nostro nervosismo e  senso di frustrazione togliendo le energie per dedicarci concretamente ai bisogni dei nostri piccoli

 

Figura materna H24…

 

 

 

L’emergenza sociosanitaria prima e ora la fase due sta lasciando sole da troppo tempo ormai famiglie di ogni tipo ma in particolare tutto cio’ ricade – nella maggior parte dei casi- sulla figura materna che tra mille fatiche e contraddizioni cerca di sopravvivere tra smartworking, gestione dei figli e organizzazione della quotidianità senza ovviamente poter contare sulle strutture educative (già, la didattica a distanza, con tutto rispetto, seppur di qualche ora tutti i giorni non potrà mai sostituire il tempo vissuto a scuola o in asilo). Chi si preoccupa di sostenere le figure genitoriali che a loro volta devono sostenere i piccoli? Come fare a sostenere il peso di questa situazione? Come poter continuare a proteggere i bambini senza far assorbire loro le nostre tensioni o sensi di colpa per non aver giocato abbastanza? Capiamo perfettamente la situazione e tutto ciò che non è forse visibile (ancora) agli occhi del governo: un po’ di spazio per i bambini e la ripresa dei servizi educativi potrebbe dare anche un possibile respiro alle mamme e ai genitori che da più di tre mesi ormai si prendono cura H24 dei loro figli.

 

Si riparte? Come?

Segnali di ripresa che ci fanno ben sperare ma attenzione a non trascurare il discorso sicurezza attorno al quale deve girare tutto il resto. Se le scuole dell’infanzia e gli asili nido dovessero riaprire occorre necessariamente pensare in modo pratico e funzionale a come potrebbe svolgersi la vita quotidiana con i bambini piccoli. In questa fase di incertezza è importante pensare di avere regole e limiti chiari entro i quali muoversi e far muovere di conseguenza i piccoli, non potendo dimenticare il senso di responsabilità che deve sempre essere al primo posto. Ahimè prima del valore del gioco e di tutto il resto!. Chi lavora in questo campo è dotato di coraggio e di ottimismo ma non bastano come ingredienti ad infondere quel senso di sicurezza e fiducia che i genitori e i bambini vanno cercando. Occorre ripensare ad un nuovo modo di giocare ed educare in grado di conciliarsi con questa situazione. Deve essere un’occasione unica per portare dei cambiamenti anche nelle prospettive educative e fare spazio a nuovi modi di essere e di fare. Non solo con i bambini ma anche nell’alleanza insegnanti-genitori. Che dite siamo pronti?!

La ripresa..

 

Tornare e riprendere la quotidianità dopo la  pausa natalizia è sempre dura per tutti! Prepariamoci e prepariamo il resto della famiglia al rientro che ci attende, alla sveglia mattutina, all’eventuale traffico..Preparare i bambini è sempre utile per cercare di evitare o contenere eventuali possibili pianti al momento del distacco oppure se sono in età scolare i classici mal di pancia dovuti all’ansia da prestazione nel tornare tra i banchi. La preparazione consiste nel tornare a pensare a ciò che ci aspetta senza però troppa ansia e insofferenza. Riuscendo a valorizzare ciò che di bello ci attende. Raccontate ai bambini i vostri ricordi di quando non volevate andare a scuola e le reazioni dei vostri genitori, fa’ sempre piacere sapere di non essere gli unici a non avere voglia! Preparate la sacchetta o la cartella con cura (facendo in modo che possano essere loro ad organizzare e pensare all’occorrente) per sentirsi parte attiva nella gestione della nuova routine post natalizia.

 

 

 

Come prepararsi alla Scuola dell’Infanzia

 

Come prepararsi alla Scuola dell’infanzia? Cosa possono fare i genitori per fare in modo che questo passaggio sia il più naturale possibile? Queste e altre domande sono quelle a cui rispondiamo quotidianamente negli asili dove ci occupiamo della supervisione pedagogica. In primo luogo è sempre doveroso e mai banale ripetere che ogni bambino ha bisogno di un suo tempo per ambientarsi e accettare il cambiamento che dipende da più fattori collegati tra loro. Anche a casa è possibile e consigliabile parlare della futura scuola materna. Attenzione: parlare ai bambini di quasi 3 anni significa essere molto concreti, concisi e ricchi di particolari. (I dettagli sono fondamentali). Ai bambini interessa sapere cosa faranno di preciso, se possibile il colore/nome della loro classe, cosa mangeranno e che canzoni o giochi impareranno. I genitori possono rispondere contenendo in particolare l’ansia che spesso esprimono tutti i piccoli alle prese con questo primo grande passaggio verso la scuola dei grandi. Fate in modo che se ne parli durante l’estate, ma non deve diventare fonte di stress, per i bambini deve sempre essere un posto di gioco ed esperienze di crescita. Sarà inevitabile un po’ di disorientamento iniziale a Settembre ma col tempo e una buona dose di fiducia da parte dei genitori e dei nuovi riferimenti socioaffettivi i vostri bambini riusciranno ad accettare il nuovo ambiente con l’entusiasmo che solo loro sanno avere. 

Come aprire un asilo (parte prima)

 

Come aprire un asilo? Ci scrivono spesso chiedendoci consigli e informazioni a riguardo, ne approfittiamo per condividerli online. In primis rifletteremo sulla motivazione, che cosa ci spinge a realizzare questo sognoperche’ vogliamo stare con i bambini e farne una professione. Ogni volta affronteremo un tema diverso:

  •  location
  •  stile educativo
  •  bisogni dei bambini
  •  bisogni dei genitori
  • formazione dell’équipe educativa
  • scelta dell’arredo
  • Cercheremo di scrivere cogliendo molti dettagli e riferimenti del nostro lavoro quotidiano sul campo, tra i bambini, le educatrici e le aspettative dei genitori. Collaboriamo con tanti partners e ogni settimana conosciamo nuove realtà educative ma i bisogni e le esigenze così come le risorse e le criticità spesso sono le stesse. Cercando di essere oggettive, di solito non neghiamo mai che si tratta di un impegno serio e faticoso che ci coinvolge da piu’ punti di vista. Non è un’attività per ‘fare del buon business’come talvolta si crede. Occorre anche una preparazione adeguata non solo sulle esigenze specifiche del bambino ma sulla cultura dell’infanzia piu’ in generale e cioè un giusto mix tra studio ed esperienza quotidiana sul campo. Al di là della parte burocratica che include permessi e autorizzazioni Asl, del Comune di Residenza e della Regione di appartenenza, occorre soffermarsi sull’aspetto psicosociale dell’attivita’ per fare in modo che tale attività possa essere un’esperienza ludico-sociale importante e di qualità per i suoi bambini, genitori e personale educativo dato e considerato l’alto livello di responsabilita’. Senza questi pensieri non ha senso iniziare l’avventura!