È mio! È tutto mio! Esercizi di condivisione tra i piccoli

“E’ mio!” Quante volte sentiamo questa frase se siamo a contatto con i bambini piccoli, in particolare tra i 16-24 mesi. Questa fase è assolutamente comprensibile, per un bambino che vuole indicare il senso di appartenenza e di possesso. È possibile aiutare in modo concreto il piccolo a gestire questa forte emozione?

  • Certamente il nostro sostegno si concretizza nell’esempio e nel gesto. (È mio! È tutto mio! = Proviamo, mantenendo un tono e una modalità scherzosa, a prendere il gioco tanto conteso e a ripetere le sue parole.)
  • Spiegare durante la giornata,in un momento tranquillo, che i giochi anche se nostri, possiamo prestarli per un po’ di tempo. Provate a dividere i giochi insieme, messi infila sul tappeto. Devono visualizzare in modo pratico quello che stiamo dicendo.
  • E’ molto difficile accettare di giocare insieme e accettare queste regole un po’ da grandi e non ancora metabolizzate del tutto.
  • Non serve punire o minacciare (se si continuasse a verificare questa situazione). Piuttosto è più efficace una chiaccherata veloce e sintetica.(I bambini non hanno mai tempo per i discorsi dei grandi!).
  • Non demoralizzatevi, capita a tutti i bambini. L’importante è dare loro un limite per aiutarli a gestire meglio questa nuova sensazione. Tra le tante proposte citiamo il libro “E’ mio!” di Leo Lionni ed.Fatatrac che piace molto ai piccoli lettori. Per garantirvi che anche le rane probabilmente hanno questi problemi!

A proposito di lettura..

Il periodo estivo è un ottimo pretesto per dedicarsi alla lettura, e anche per i piccoli può essere uno stimolo nuovo, sfogliare un libro in autonomia e poi leggerlo insieme all’adulto. Leggere e’ un rituale che si apprende da piccoli e che si trasmette nel corso della crescita attraverso l’esempio concreto. Se in casa i genitori leggono sarà piu’ facile e immediato consolidare e approfondire il bisogno della lettura anche da grandi. Bisogna creare fin da piccoli uno spazio per la lettura, basta poco: un cesto di vimini, una mensola ad altezza bambino che gli consenta facilmente di prendere il libro e rimetterlo in modo autonomo. Il momento della “lettura”  deve servire anche come fase di contenimento rilassamento in cui il piccolo parla a modo suo e interpreta ciò che vede mentre i genitori sono impegnati in altre faccende domestiche ad esempio. MammeCheFatica collaborera’ con la Libreria dei Ragazzi di Milano (un punto di riferimento storico per insegnanti, educatori e genitori) con la quale condividiamo i consigli per una buona lettura estiva a seconda delle età dei vostri bambini!

A presto per nuove sorprese!

 

 

Responsabilizziamo i bambini..

Perché non sfruttare il tempo estivo per iniziare a responsabilizzare i bambini fin da piccoli? Vediamo meglio cosa intendiamo. Quando parliamo di responsabilizzazione vogliamo invitare i genitori ad offrire dei piccoli compiti e mansioni della vita quotidiana a seconda dell’ età ovviamente. Durante l’anno raccogliamo molte lamentele, per quanto riguarda il disordine e il fatto che in casa i figli sono poco collaborativi. L’unica soluzione possibile è coinvolgerli  fin da piccoli e farli sentire partecipi verso la realtà circostante e il mondo poi. È possibile iniziare a dar loro dei semplici compiti che col tempo diventano dei rituali automatici e del tutto naturali ad esempio:

– sistemare il lettino o letto

– eseguire la raccolta differenziata/ smistare i rifiuti

– apparecchiare/sparecchiare la tavola

– pulire i giochi della cameretta

Se i vostri bambini fossero piccoli e pensate non siano pronti basta limitare o diminuire le mansioni. A loro piace molto poter essere coinvolti in queste attività ‘da grandi’ e si sentono utili e importanti poiche’ possono imitarvi e fare come la mamma e il papà.

 

 

Quando mangiare da soli preoccupa…

Tra i 9 e i 12 mesi generalmente i piccoli iniziano a mangiare ed apprezzare anche i cibi più solidi.

Come gestire però le nostre ansie a riguardo? Dal nostro punto di vista possiamo dire che è importante che il bambino sperimenti e assaggi un po’ tutto (spicchio di mela,grissino,pane etc) poiché solo in questo modo imparerà a masticare e deglutire bene, dall’ altro lato invitiamo sempre a far assaggiare i cibi in modo corretto onde evitare problemi. Il bambino deve stare seduto sul seggiolone (meglio sedi fronte a noi) e qualora mettesse tutto in bocca in modo esagerato l’adulto deve essere pronto e (lucido mentalmente) a toglierlo dalla bocca.

Fate spicchi o pezzetti piccoli e se offrite qualcosa di intero (come un biscotto ad esempio) controllate che tutto proceda bene senza essere troppo in ansia altrimenti si perde il gusto di imparare a  mangiare. Mangiare in modo autonomo rappresenta una conquista fondamentale nello sviluppo psico-fisico del bambino. Ricordiamo che si tratta di un passaggio naturale che abbiamo affrontato tutti. Solitamente se il bambino mangia o prova a mangiare da solo si sente meno frustrato e più soddisfatto. Ai più affamati date loro poco cibo per volta però!!!!

 

Bimbi e Genitori al mare: paura dell’acqua?!….

Mammechefatica al mare: osservatorio prezioso per poter capire le ansie dei genitori e i bisogni dei bambini. Ci sono molte madri che iniziano ad allertare i bambini ancora prima di andare in spiaggia. È importante dare poche regole e chiare. È importante far capire che bisogna rispettarle poiché il mare è grande e con lui non si scherza. Detto questo crediamo sia giusto anche concedere loro un po’ di “libertà” di giocare con la sabbia, fare una pozza con l’acqua e nascondere i piedi nella sabbia… Se avete molta paura dell’acqua cercate in tutti i modi di non proiettare le vostre ansie sui piccoli. Fatevi aiutare piuttosto coinvolgendo una persona fidata che possa far apprezzare i primi tuffi in acqua oppure state semplicemente a riva attrezzando il piccolo con braccioli o salvagente. In caso di mare mosso evitate il bagno e valorizzate la raccolta di conchiglie o alghe (procurate una valida alternativa o piuttosto inventate una gita). È molto difficile quando si è piccoli accettare la frustrazione del non poter entrare in acqua e capirne il motivo. 

Se invece è il bambino a temere l’ acqua, Mammechefatica consiglia di insistere, ma in modo progressivo e graduale onde evitare un atteggiamento oppositivo da parte del piccolo. A seconda dell’età proponiamo di partecipare a un corso di acquaticità e di nuoto per prendere confidenza e superare la paura con l’aiuto di insegnanti esperti.

Aspettando il Natale….

NataleTra poco e’gia’ Natale…che regali ci consigliate per i nostri bambini?! Iniziate a scriverci in tanti, cosi’ proviamo a rispondere un po’ a tutti e cercare di esaudire le varie richieste…Intanto diciamo subito che a noi sorelle di Mammechefatica piace l’idea di un Natale semplice, ben pensato ma senza troppi sfarzi! Ci piace contribuire a creare una buona atmosfera natalizia, e lavorare anche con i bambini sul concetto dell’attesa.

Quindi condividiamo l’idea di un Natale con dei bei regali,ma semplici e funzionali all’età di ogni bambino. Non ricopriamo i bambini di regali perche’ non ne hanno bisogno. Organizziamoci piuttosto per un regalo grande e importante e poi un altro piccolino. Ricordiamoci che se ne scartano troppi perdono valore e importanza e non assaporano più’ il gusto della sorpresa….nel regalo grande vanno sempre forti i giochi imitativi come cucinetta, bambole, falegname, trenino, incastri, puzzle, costruzioni…nel regalino piccolo invece il nostro must e’sempre e comunque un libro per tutte le eta’!!!!!

Nei prossimi post iniziamo a scrivere un po’ di bei titoli imperdibili!!!!

 

 

 

Avvertimenti per Carnevale..

carnevaleCare Mamme, questo post è pensato per voi..o meglio per coloro che vorrebbero travestire il proprio bambino piccolo durante il periodo di Carnevale..Sappiamo bene che alcune mamme hanno già procurato o stanno creando il proprio travestimento. L’importante è non insistere se il bambino non volesse indossarlo, poiché potrebbe spaventarsi o intimorirsi per un abito un po’ insolito e strano. Solitamente la passione per i travestimenti aumenta con l’età,durante la fase del gioco simbolico. Mammechefatica sostiene che deve essere un piacere e non un obbligo, quindi provate e sperimentate ma se vi accorgete che il piccolo è spaventato o irritato rimandate la missione al prossimo Carnevale! Se il bimbo fosse già più grande, 36 mesi ad esempio, provate a fargli prendere confidenza col materiale qualche giorno prima, fategli fare delle prove in casa, affinché capisca che si tratta solo di un vestito particolare e che una volta tolto si torna come prima.