Figura materna H24…

 

 

 

L’emergenza sociosanitaria prima e ora la fase due sta lasciando sole da troppo tempo ormai famiglie di ogni tipo ma in particolare tutto cio’ ricade – nella maggior parte dei casi- sulla figura materna che tra mille fatiche e contraddizioni cerca di sopravvivere tra smartworking, gestione dei figli e organizzazione della quotidianità senza ovviamente poter contare sulle strutture educative (già, la didattica a distanza, con tutto rispetto, seppur di qualche ora tutti i giorni non potrà mai sostituire il tempo vissuto a scuola o in asilo). Chi si preoccupa di sostenere le figure genitoriali che a loro volta devono sostenere i piccoli? Come fare a sostenere il peso di questa situazione? Come poter continuare a proteggere i bambini senza far assorbire loro le nostre tensioni o sensi di colpa per non aver giocato abbastanza? Capiamo perfettamente la situazione e tutto ciò che non è forse visibile (ancora) agli occhi del governo: un po’ di spazio per i bambini e la ripresa dei servizi educativi potrebbe dare anche un possibile respiro alle mamme e ai genitori che da più di tre mesi ormai si prendono cura H24 dei loro figli.

 

Quando si tornerà a Scuola? Come rispondere

Quando si tornerà a scuola? Immaginiamo tanti tantissimi bambini stiano facendo questa domanda ai loro genitori, anche più volte al giorno. Anche solo così, tanto per chiedere, per noia. Piu’ che altro per tornare ad avere una certezza,un obiettivo. E non è poco. Ci piacerebbe poterli accontentare e offrire loro una risposta positiva e rassicurante ma temiamo invece di dover rimandare. Però nonostante tutto diamo loro una risposta e una spiegazione a seconda dell’età che hanno. Anche se si tratta di bambini piccoli vi garantiamo che sono in grado di intuire il senso generale e per questo motivo occorre parlare e raccontare loro sempre la realtà che ci circonda. “Non dire loro nulla perché potrebbero rimanerci male, o esserne delusi” non è utile, anzi controproducente per tutte le fasi di crescita. Quello che possiamo fare è: parlare e raccontare ai bambini che si tornerà presto a scuola, al nido e all’asilo ma che occorre ancora del tempo per essere completamente sicuri. Rassicurare loro che tutti i loro compagni e amici sono a casa. Non riguarda solo loro, ma tutte le persone che conoscono. (Fare un lungo elenco all’occorrenza può essere un modo per coinvolgerli in modo attivo i piccoli e sentirsi meno soli. Sapere che tutti, ma proprio tutti sono a casa, dai compagni alle maestre, dal cuoco al portinaio è importante per far capire loro che si tratta di un problema che riguarda Tutti.)

Come passare il tempo con un bambino

 

Il tempo con un bambino piccolo è di solito un tempo lungo, dilatato per tutta una serie di ritmi scanditi dalle sue esigenze specifiche. Sta alla capacità dell’adulto proporre stimoli differenti, attività brevi ma ripetute come ad esempio il canto e la lettura fin dai primi mesi. Se è la mamma ad occuparsi principalmente del piccolo suggeriamo di frequentare i consultori che da sempre rappresentano un riferimento per il neo genitore, uno spazio per condividere con altre mamme, le stesse preoccupazioni e gli stessi dubbi sulla crescita dei loro bambini. Frequentare i Tempi per  le Famiglie, lezioni di musica, babynuoto o babyenglish rappresenta sempre un’occasione di incontro e confronto non solo per i bambini ma anche per le figure di riferimento. Ogni città riserva offerte e proposte diverse ma ci sembra una giusta occasione per evitare l’isolamento e aprirsi al mondo circostante, conoscere nuove realtà e modi di fare, e fare nuove amicizie: in poche parole per non sentirsi sole. 

Salutatevi. Sempre.

saluti“Se gioca non lo saluto perché poi piange”. Mammechefatica dice “No!”. È importante invece salutarsi e salutare prima di andare via il propria bambino, anche se piccolo. Deve capire che la mamma/il papà torneranno dopo qualche ora. Altrimenti si sentirebbe tradito. ” Perché non mi hanno avvisato?” Penserebbe lui. Sulle dinamiche del saluto e del distacco vi sono diversi stili di pensiero molto soggettivi e personali. Possiamo garantire per esperienza, che un bambino salutato è un bambino in grado di interiorizzare il distacco e farlo proprio col passare del tempo e con l’aiuto delle figure adulte pronte a sostenere la sua mancanza e la sua tristezza. Non abbiate paura e non temete il suo pianto. Incoraggiatelo  e spronatelo al gioco, affinché possa riprodurre la medesima situazione in chiave ludica.

Quando il bambino ritroverà la figura di riferimento desiderata (mamma o papà) verbalizzate insieme il piacere di ritrovarsi. Sottolineando il fatto che “ci si rivede” sempre. Imparate a raccontarvi come è andata la giornata, senza aver paura delle emozioni anche negative. 

Ciao, Ciao! A più tardi! 😉

 

 

 

 

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“Vuoi questo? O quello?”…

“Che cosa vuoi fare? Questo o quello?” Quante volte sentiamo queste domande rivolte ai bambini. Il tema della scelta è complesso e va contestualizzato. Viviamo in un mondo fin troppo ricco di stimoli e di cose da scegliere..e la domanda quindi da parte dell’adulto sorge in modo spontaneo e talvolta anche inconsapevole. Pero’così facendo cosa trasmettiamo ai nostri bambini?Che cosa vogliamo comunicargli? Saper scegliere tra tante proposte è sempre difficile e spesso diventa un’operazione complessa che sfocia in capricci infiniti.

Mammechefatica suggerisce di provare a cambiare strategia e iniziare col tempo a limitare la scelta tra due oggetti per poi arrivare (gradualmente) ad invertire la domanda: “facciamo questo tra poco!”. Se utilizziamo un tono rassicurante i bambini percepiscono fiducia.Se utilizziamo la domanda, i bambini percepiscono ambiguità e fragilità da parte nostra. Valutiamo sempre quanto rappresenta un nostro bisogno (il fatto di chiedere una conferma) e quanto invece rappresenti un bisogno reale e concreto.

Che cosa facciamo, ci proviamo?!!!!!!!?

 

In biblioteca? Fin da piccoli…

Torniamo ad un tema a noi caro: la lettura. Mammechefatica invita i genitori e i nonni a portare fin da piccoli i propri bambini in biblioteca. Si tratta di una bella esperienza dove imparano ad ascoltare le prime storie e toccare e sfogliare a modo loro i primi libri tattili. Vi sono biblioteche anche molto attrezzate per i bambini, dove sono state allestite delle aree apposite con tavolini e seggioline e angolo morbido con cuscini. E’ un servizio gratuito ed è un peccato non sfruttarlo! Organizzano spesso incontri dedicati alle varie fasce di età, con tante iniziative interessanti.  Ai bambini piace l’ idea di ritrovare un posto adatto all’età dove poter socializzare e trascorrere un pò di tempo fuori da casa. Basta trasmettere loro il messaggio che si tratta di un posto speciale, dove si parla sottovoce e si ha cura dei libri da prendere in prestito: buone abitudini da mantenere anche da grandi. 

Avanti Topi da biblioteca!

 

Cambiare e organizzare la cameretta…

camerettaCome fare ad organizzare la cameretta e renderla piu’ funzionale anche se lo spazio a disposizione e’ poco o quasi inesistente?

Non temete, l’importante e’ riuscire a trovare un’ idea originale e sistemare i giochi in modo ordinato e adeguato per i vostri piccoli.

Talvolta ci rendiamo conto che avete tantissimi (troppi?!) giochi che non guardano neanche piu’. Il consiglio che vi diamo e’ quello di fare una selezione accurata dei giochi e materiali che utilizzate. Rinnovare o introdurre delle novita’ anche nel gioco e’ fondamentale. Anche se nelle case vi e’ sempre una mancanza di spazio ci sono due tre oggetti dal nostro punto psico-pedagogico sempre validi e importanti se pensiamo ad un bambino tra i 24  e 36 mesi.

  1. I  must have di Mammechefatica sono: tavolino e seggiolina (attenzione agli sgabellini, molto carini ma pericolosi!)
  2. Tappeto (quadrato anche piccolo) come piccola zona gioco per costruzioni-duplo- Cestino dei Tesori etc..
  3. Ceste o contenitori per i giochi ad altezza bambino
  4. Una piccola cucinetta o pentolini per preparare la pappa come fanno i grandi!
  5. Dei libretti rigidi così possono sfogliare le pagine in autonomia e dei libri Speciali da leggere in compagnia di mamma o papà.
  6. A noi piace lo stile essenziale, meglio se con un tocco di Design! Se i giochi fossero in legno sarebbe il top!!!!!!

Ferragosto & Condivisione…

ferragostoPrima di dimenticarcelo: buon ferragosto a tutti! Se poi si trattasse di un ferragosto all’insegna della condivisione sara’ ancora piu’ bello ed entusiasmante. Gia’ perche’ questo e’ il periodo storico caratterizzato dalla Sharing Economy. In momenti di crisi si riscopre il piacere della condivisione e della solidarieta’. Se questo piacere poi si trasmette anche ai bambini, fin da piccoli potranno scoprire e apprezzare quanto e’ bello dividere i giochi, costruire insieme qualcosa e imparare ad aiutare gli altri. Non sottovalutiamo questo fenomeno sociale e, se possiamo, come adulti cerchiamo di fare del nostro meglio. I bambini e gli adolescenti in genere, si sa, imparano piu’ facilmente dai nostri gesti che dalle nostre parole. Se vivono in un ambiente educante in grado di stimolare e favorire il processo di socializzazione, condivisione e integrazione fin dai tempi dell’ Asilo nido, senza dubbio avranno la possibilita’ di compiere esperienze significative e intense che segneranno la loro vita sociale. “La cultura dello sharing invade la societa’, contagia gli stili di vita e le abitudini quotidiane. E, come una rivoluzione silenziosa, chiama in causa pedagogia e psicologia: perche’ se l’egocentrismo e’ istintivo, e’ un comportamento naturale del bambino, educare all’ altruismo, sviluppare la generosita’ e la capacita’ di confrontarsi sono sfide da affrontare sul serio.” (da L’Espresso – 20 agosto 2015- pag.84 di Sabrina Minardi). Su questi punti cruciali e altro ancora dobbiamo avere il tempo e il coraggio di concentrare le nostre energie anche in questi giorni di vacanza e riposo….

MammecheFatica is for Sharing e Voi?! l'espresso

La nanna in vacanza…

Sappiamo bene che durante le vacanze i ritmi sonno-veglia possono subire delle variazioni e anche i piccoli possono andare a letto piu’ tardi, ma senza esagerare!

Il fatto di cambiare casa e dormire in un posto nuovo puo’ inevitabilmente portare a delle piccole difficolta’ o regressioni. ( Il piccolo non accetta subito di dormire in un lettino nuovo oppure nella stanza si dorme tutti insieme). Non importa, MammeCheFatica consiglia di godervi un po’ di vacanza e poi ‘aggiusteremo progressivamente’ tutto al ritorno a casa!.

Durante la notte in ogni caso cercate di non accorrere subito alla prima richiesta o pianto del bambino. Rassicuratelo con la voce e al limite con la vostra presenza ma se riuscite aspettate un attimo prima di prenderlo in braccio o portarlo subito nel lettone. E’ fondamentale che provi a stare un attimo da solo e provi a consolarsi da solo con gli oggetti che ha a disposizione: il biberon,il ciuccio, il doudou.

Il piu’ delle volte siamo noi adulti che non gli lasciamo il tempo necessario per risolvere le prime  difficolta’ in modo autonomo. Diteci di no!????

Provate comunque se fosse necessario a mantenere il momento del sonno pomeridiano onde evitare che sia troppo stanco e insofferente la notte. Per il resto i piccoli si adattano in alcuni frangenti molto di piu’ degli adulti!
nanna d'estate