Il tuo bimbo non parla ancora?…

“Non parla ancora, come posso fare?” Sono numerose le email che riceviamo a questo proposito. In primo luogo diciamo sempre che ogni bambino, come del resto ognuno di noi, ha la sua storia e i suoi tempi. Inutile forzarlo o disperarsi piuttosto cercare e individuare le possibili cause e affrontarle insieme utilizzando gli strumenti giusti. La parola e l’atto di comunicare sono sempre il prodotto di una serie di meccanismi interni che vanno stimolati col tempo anche nei più piccoli attraverso il dialogo, la relazione, la lettura e le canzoncine ad esempio. Si tratta di gesti semplici che rappresentano un forte aiuto nel processo comunicativo.

La maggior parte delle volte è l’adulto che ripete e si sostituisce al bambino nel dialogo oppure storpia le parole (e la voce) insegnando e rinforzando al bambino diminutivi e termini non corretti. (“Vuoi la ciccia?!” per chiedere: “Vuoi la carne?”, tanto per fare un esempio). Quante volte anticipiamo la risposta del bambino (con la parola o con i gesti)?

Proviamo a stimolare i piccoli in modo corretto senza fretta e senza ansia da prestazione. Non guardiamo i figli degli altri ed evitiamo il classico paragone col fratello maggiore.

Approfittiamo della lunga estate per trascorrere del buon tempo con loro.

 

Me lo compri?….

“Me lo compri?! Ti prego, ti preghissimo..” è un’ altra frase che sentiamo spesso tra i bambini di età compresa tra i 4 e i 7 anni. Di solito si tratta sempre di gadget, sorpresine, giornalini o dolcetti. È interessante notare l’ atteggiamento di entrambe le parti: il bambino compie la sua richiesta e vince (la maggior parte delle volte) e di solito utilizza la tecnica dello sfinimento! Insiste talmente tanto che l’adulto finisce per accettare ed eseguire la richiesta. Mammechefatica invita i genitori a mediare e ogni tanto provare anche a dire: “No”, senza remore o sensi di colpa. Non si può sempre (semprissimo) volere tutto. Questo esercizio è importante anche per i bambini: abituati ad avere sempre TUTTO e subito sperimentano e allenano il senso della frustrazione e dell’attesa. Se fosse difficile o impensabile, provate ad andare per gradi come per tutte le cose. Non si tratta di essere cattivi o severi. Si tratta semplicemente di dare dei limiti e rispettare quanto stabilito, così facendo tutto avrà un nuovo sapore: come tutte le cose desiderate saranno ancora più belle!

Avanti tutta Parents!

Festa di Compleanno? Idee?! Leggete qui..

MammeCheFatica decide di rispondere con un post a tutte le mail che ci sono arrivate dal titolo: suggerimenti e idee per le feste!!!

Oggi e’ arrivato finalmente il momento di rispondere a tutti gli interessati… Per organizzare una buona festina o semplicemente una merenda speciale con un po’ di amici possiamo:

– Preparare gli inviti coinvolgendo il nostro bambino

-Recuperare addobbi a tema o creare ghirlande e festoni handmade

– Pensare a dei giochi semplici in grado di coinvolgere tutti i bambini dando un ruolo e un compito preciso ai bambini che non si sentono di partecipare in quel momento.

– Creare una buona atmosfera che sappia valorizzare la/il festeggiata/o senza escludere gli altri invitati

– Saper alternare dei giochi musicali e di movimento a dei giochi statici o una lettura animata

– Creare insieme un piccolo lavoretto o una caccia al tesoro

– Scartare alla fine i regali (altrimenti i piccoli si concentrano sui regali e non sull’attività) e ringraziare gli invitati con un piccolo pensiero: dei semini da piantare, delle bolle di sapone, un libretto…

-Preparare o pensare a dei dolci sani e gustosi che possono piacere ai bambini!

Poche cose ma buone e presentate con cura!

Noi prendiamo sempre tutto o quasi da Tiger!  Guardate se c’è anche nella vostra città’!

SAMSUNG

 

Nanna e non solo..

nannaMammeCheFatica scrive oggi qualche suggerimento per chi non è riuscito a partecipare agli incontri sulla Nanna tra Milano e Roma in questi giorni.

-Innanzitutto dobbiamo riuscire a trasmettere ai bambini (di conseguenza a noi) un senso di serenità e far capire loro che non si tratta di un problema. Quindi andare a nanna non deve essere concepito come una sfida e una lotta ogni sera. Andare a nanna deve essere vissuto come un piacere, come ad esempio giocare o mangiare.

-Imparare col tempo, senza fretta a tollerare il pianto del proprio bambino. Diciamo senza fretta, poiché si tratta di un esercizio e di un percorso lungo e difficile, ve lo garantiamo, ma necessario per permettere al piccolo di crescere e tollerare il senso di frustrazione.

– Non accorriamo subito in caso di pianto,offriamo loro uno spazio e un tempo per ‘cavarsela’ da soli.

– I bambini, anche se piccoli, percepiscono le nostre ansie e le nostre debolezze e  spesso se ne approfittano.

Proviamo a ragionarci su e vediamo cosa succede…aspettiamo racconti,impressioni, tattiche e critiche!

Buona Notte!!!! perché stiamo scrivendo il post alle 23.15!!!! e… grazie a tutti per aver partecipato ed esservi messi in discussione.

 

#MI – Le difficoltà della nanna: come trascorrere una notte serena

nannaEccoci ad un ciclo di incontri rivolti a Mamme e Papà su temi inerenti lo sviluppo dei bambini e le difficoltà che si possono riscontrare. Il primo appuntamento riguarda la nanna: come preparare i bambini fin da piccoli a stare nel loro lettino evitando così il passaggio nel lettone?

Marta (pedagogista) e Sara (psicologa infantile) di MammeCheFatica proveranno a rispondere a questa e altre domande, dando suggerimenti utili per ritrovare la tranquillità di una notte riposante.

Non perdetevi anche i prossimi appuntamenti a febbraio e a marzo su capricci e pappa!

 

Qual’è il vostro parco giochi preferito?

 

Qualche giorno fa una blogger conosciuta al MammaCheBlog 2013, Mary, ci chiede di aiutarla segnalandole il vostro parco giochi preferito. Diamo una mano a contribuire a questa bella iniziativa, MammeCheFatica ha già votato il suo parchetto preferito!!

“Mi presento: sono Mary, mamma di Riccardo e Alberto, abito a Reggio
Emilia e in questi mesi sto lavorando ad un’idea che mi è venuta
tempo fa a seguito di un viaggio tra Stati Uniti e Canada con bimbo al
seguito.I playgrounds, i nostri parchi giochi, che all’estero sono spesso
originali, segnalati e ben tenuti, nel nostro bellissimo paese
purtroppo sono spesso trascurati, anonimi, uguali gli uni agli altri e
non ci sono informazioni sul loro posizionamento o dotazione. Io credo
il parco giochi possa rappresentare una buona soluzione sia per fare
giocare il bambino quando è in viaggio con mamma e papà sia per dare
l’opportunità al bambino di giocare e al tempo stesso allenare
creatività, fisico, relazioni.. non c’è bisogno di trascorrere
un’intera giornata a Gardaland o in un mini club, spesso la soluzione
potrebbe essere dietro l’angolo. Il mio blog vuole raccogliere informazioni al momento mancanti (descrizioni, immagini,opinioni..) riguardanti i parchi giochi che esistono in Italia, in ogni paese o città che sia.Queste informazioni potrebbero essere utili a visitatori in viaggio con bambini e potrebbero chissà fare luce su questi luoghi importanti per la crescita dei nostri bambini ma spesso troppo poco curati e considerati”.

Una serata piacevolmente Capricciosa…

 

Mammechefatica ringrazia le mamme e i papà per la piacevole serata di ieri sul tema dei Capricci.

Come ogni volta non vi è una formula magica per eliminarli completamente, ma troviamo utile il confronto aperto e diretto sulle varie esperienze e disavventure in merito..
I Capricci del resto son proprio come fulmini a ciel sereno..come scoppiano, improvvisamente scompaiono!
L’importante è non far pesare al bambino questa situazione tenendogli il muso, ma saperla gestire in modo più sereno facendogli capire in modo semplice, che non è accaduto nulla di irrimediabile e che la sua collera non ha modificato il rapporto con gli adulti.

Mamme che fatica…il Natale!

Care Mamme, lo sappiamo bene, arriva il Natale e con lui miriade di faccende da sbrigare. Chissà perché in questo periodo di festa c’è una frenesia tale nell’aria che innervosisce e stressa invece di rilassare?! I regali purtroppo non sono le uniche cose a cui bisogna pensare: c’è infatti anche da organizzare il pranzo, telefonare alla suocera, riunire i parenti, pensare a tutto e a tutti… non dimentichiamoci poi delle cene di lavoro, delle feste e delle recitine di Natale dei nostri pargoli, degli ultimi pacchettini da incartare ecc ecc.
Allora, forza, ancora una settimana di tour de force e poi..un po’ di pausa- anche se le mamme non vanno mai in vacanza, ahimè!! Anzi, stando a casa lavorano il triplo perché oltre ad occuparsi dei figli, si occupano anche dei mariti e delle faccende domestiche! Ma non disperatevi, tra qualche giorno scriveremo dei piccoli suggerimenti per alleviare un po’ le lunghe giornate di vacanza dei vostri bambini ..Seguiteci!

P.s. Sono in arrivo anche interviste “tecniche” ad altri esperti del settore per arricchire il nostro bagaglio personale tra una fetta di panettone e l’altra!