Baby Sitter: come scegliere?

Siete in tante a scriverci per chiederci come fare a conciliare tutto tra lavoro, famiglia e impegni vari quotidiani. Dal nostro punto di vista psicopedagogico avere la possibilità di delegare ad una baby sitter che, quotidianamente o saltuariamente, ci aiuta e si occupa del nostro bambino è un’ottima scelta per riuscire a fare tutto (o quasi). E’ importante cercare di creare fin da subito un bel rapporto con la baby sitter e metterla nelle migliori condizioni per poter svolgere un buon lavoro dal punto di vista relazionale.  Quest’ultima deve essere una persona affidabile, dinamica ed empatica.  Affidabile perché ogni genitore sa quanto sia difficile lasciare il proprio bambino a qualcun altro e, a maggior ragione, è fondamentale poterlo lasciare senza timori e sensi di colpa.  Dinamica, perché deve trasmettere freschezza e fantasia ed essere flessibile per adeguarsi alle esigenze del bambino, ma anche di mamma e papà. Infine empatica poiché deve riuscire ad entrare subito in sintonia con il bambino e la nuova famiglia, proponendo giochi e attività creative adeguati all’età del bambino. L’obbiettivo è quello di trascorrere il tempo in modo sereno e spensierato, utilizzando la propria fantasia, e abituando il bambino a giocare senza dover ricorrere all’uso della TV o del tablet. La baby sitter ideale dovrà essere puntuale, precisa e chiara nel rapporto con la famiglia.  Dovrà anche riuscire a trasmettere una cultura dell’infanzia e del gioco, e fare in modo che in casa regni una buona atmosfera. Per i genitori sarà un’occasione nuova per osservare il proprio bambino relazionarsi con una figura extrafamiliare competente.

“Facile a dirsi! Ma dove la trovo”? chiederete voi. Il cercasi baby sitter ormai si fa sempre più online perché è un metodo facile e sicuro. Non è immediato trovare la persona giusta, ma, al primo incontro sicuramente capirete ” a pelle” a chi affidare i propri figli con serenità!

Una brava Tata..

 

Una brava Tata o Babysitter deve essere sicuramente una persona affidabile che emana  un forte senso di responsabilità. Questo è il primo punto da cui partire. Dopo il fattore sicurezza, è importante che si tratti di una figura solare, in grado di coinvolgere il bambino in una serie di attività e pensieri adatti alla sua età, sfruttando materiali di recupero, costruendo ed inventando storie. Dare un senso al proprio lavoro è utile per tutti i componenti coinvolti nella relazione: per il bambino, che impara e scopre cose nuove, per la tata, che utilizza il tempo (a volte sembra  infinito) e per la figura genitoriale che vede che si è creata una atmosfera armonica. Le Tate e BabySitter devono imparare a stabilire un rapporto empatico con il bambino, senza timore di dare dei giusti limiti e piccole regole chiare condivise con la famiglia. Crediamo da sempre che un buon rapporto di fiducia  con i genitori e con la figura di riferimento materna sia fondamentale per mantenere una buona relazione anche con il bambino.

E voi cosa ne pensate?

 

 

 

 

 

Inserimento: cinque da cose da sapere prima di iniziarlo

E’ tempo di inserimenti al nido e alla scuola d’infanzia e sappiamo bene le emozioni che può scatenare questo periodo. Dunque abbiamo deciso di darvi 5 informazioni che noi riteniamo basilari per affrontare al meglio questo momento.

  1. Il distacco dalle figure genitoriali è un momento importante, delicato e molto soggettivo quindi non lasciatevi influenzare dai commenti degli altri. Voi e il vostro bambino siete diversi da tutti gli altri e potreste avere reazioni diverse: è inutile fare confronti (anche tra fratelli!).
  2. Alla base di tutto ci dev’essere fiducia nel servizio, nelle educatrici, in chi lo coordina, ma anche nelle risorse del vostro piccolo: se ci credete davvero, ce la farà!
  3. Fate tutte le domande possibili a chi si prende cura del vostro bambino: meglio non trattenere nulla ed essere confortate, se necessario.
  4. Non abbiate fretta, ci vuole tempo. Meglio seguire i suggerimenti delle educatrici, rispettando i tempi del bambino per evitare che dopo mesi si debba tornare al punto di partenza.
  5. Il pianto del bambino al momento del distacco è una reazione assolutamente sana che spiega un normale legame di attaccamento.

In bocca al lupo!!!!

Spiegate ai bambini la parola terrorismo..

Non sono giorni facili, ma in generale non è un bel periodo per l’atmosfera che regna nel mondo. Inutile negarlo, il sentimento di paura o tensione può venire a tutti, anche per un semplice viaggio. Come spiegare ai nostri bambini questo sentimento di paura? Come proteggerli da queste azioni violente? È giusto parlarne e affrontare questi argomenti o è meglio far finta di niente per non preoccuparli?

Noi di Mammechefatica, riteniamo che sia importante da un punto di vista psicopedagogico, parlarne con i bambini, anche se piccoli (magari ancora alle elementari) poiché è fondamentale che se ne parli in famiglia e che i figli possano capire dai loro genitori ciò che sta succedendo piuttosto che sentirlo dai compagni di scuola . L’aspetto importante e’ filtrare il sentimento della paura. L’adulto che spiega,sia un genitore o un maestro,deve mantenere un atteggiamento rassicurante e infondere fiducia nonostante tutto. I piccoli devono sapere ma anche essere protetti e crescere il più possibile senza un messaggio giudicante. Valorizzate piuttosto gli atteggiamenti di solidarietà e di aiuto reciproco come quelli di Manchester per far capire loro che il mondo è fatto anche di persone dal cuore grande, pronte a mobilitarsi per aiutare il prossimo. Chiedete loro di fare un disegno che rappresenta ciò che è stato detto e fatevelo spiegare. Speriamo sia pieno di speranza nonostante tutto…

 

 


 

Compitiamo!?….

si studia!E’ vero..avete ragione mamme..la scuola è finita da tanto..però non stressiamo i nostri bambini con i compiti tutti i giorni! Facciamo in modo che siano loro a provare ad organizzarsi il tempo, almeno durante la lunga pausa estiva!

Piuttosto coltivate la lettura e trasmettete loro il piacere di un buon libro preso in biblioteca o in libreria insieme. Per i bambini pigri, che talvolta faticano a scuola,  MammeCheFatica propone di disegnare una tabella colorata con le varie materie da affrontare e i compiti da fare, magari insieme alla mamma o al papà.

L’esercizio della tabella è solo un modo per cercare di visualizzare gli obbiettivi e le cose da fare senza perderle di vista..tra un tuffo e un gelato! Stabilite quindi  insieme al vostro bambino un orario adatto per “compitare” (meglio se sempre alla stessa ora, la routine è importante per i piccoli in quanto garantisce stabilità e sicurezza). Responsabilizzatelo: dovrà essere puntuale e presentarsi all’appuntamento con astuccio e libro delle vacanze sul tavolo!

Evitate però di ripetere sempre che deve impegnarsi, che è pigro e svogliato..dategli  fiducia e rispettate i suoi tempi, non vi deluderà.

Parola di MammeCheFatica!

Affidare e fidarsi…

corso-baby-sitterQuando un genitore è costretto a cercare una persona che si possa prendere cura del proprio figlio compie una scelta molto delicata. Non solo, infatti, deve affidare a questa persona, il “bene” più prezioso che ha, ma per farlo deve anche fidarsi. La fiducia è infatti un elemento fondamentale nella scelta di una bay-sitter o di una tata, è un qualcosa che si costruisce con il tempo, ma è anche una sensazione “a pelle” che scatta subito (o non scatta) al primo incontro. Una mamma e un papà colgono da semplici gesti, sguardi ancora prima delle parole, se la candidata può avere un buon feeling con il proprio figlio, (qualunque sia l’età) e di conseguenza con loro. Avere un buon rapporto con i genitori è un altro elemento essenziale per svolgere un buon lavoro con professionalità, empatia e passione. Spesso però le ragazze o le signore che fanno questo mestiere fanno molta fatica a trovare il giusto equilibrio tra l’affetto nato nei confronti del bambino e la gestione dell’aspetto economico che riconosce il lavoro svolto. Di questi e altri temi importanti MammeCheFatica parla nel Corso di formazione psicopedagogica “La Tata perfetta” organizzato in collaborazione con Mamma&Lavoro. Suggeriamo a tutti i genitori che ci seguono di offrire questo corso alla propria Tata o Baby-sitter perchè lavorare con i bambini comporta delle competenze e delle qualità che non tutti possiedono. Offrire un’occasione formativa di qualità basata sulla teoria, ma anche sulla pratica significa avere poi un ritorno positivo anche sulla crescita e sull’educazione del proprio bambino.

Il prossimo incontro è fissato per Sabato 17 Aprile ore 9,30-13,00 c/o Cobaby di Piano C a Milano. Per info: formazione@mammaelavoro.it.

Bambini in vacanza con i nonni

Se avete la possibilità di mandare i vostri figli in vacanza con i nonni siete proprio fortunati. Cogliete al volo questa opportunità e vedrete che otterrete molti vantaggi: non solo i costi si dimezzano, ma la fiducia in loro è senz’altro alta, inoltre sono figure già note ai bambini a cui saranno anche molto affezionati. Infatti non temete, cari genitori, che stando una o due settimane con i nonni, i vostri piccoli siano soltanto viziati e coccolati come non mai. Sicuramente il ruolo dei nonni è anche un po’ questo, venir meno a regole diverse da quelle quotidianamente insegnate dai genitori, ma è chiaro che i “principi base” da cui non si può prescindere dovranno essere condivisi con voi genitori. Per il resto sappiate che i nonni in genere sanno essere molto creativi e propositivi: insegnano cose originali e permettono ai bambini di fare esperienze che ai genitori, giustamente presi da mille impegni lavorativi e non, non vengono nemmeno in mente. Dunque fidiamoci, condividiamo alcune decisioni, ma viviamoci serenamente la casa libera.. Evviva i nonni!!

Un baby-sitter maschio…

 

A partire dalla novità del fortunato programma tv SOS Tata, MammeCheFatica si pone la domanda sulla possibilità di assumere un baby-sitter di sesso maschile. Riteniamo che sia essenziale evitare ogni tipo di pregiudizio e stereotipo di genere, ma piuttosto concentrarsi sulla sua persona. E’ un bravo ragazzo? Ci ispira fiducia? Ha altre esperienze? Come si comporta col mio bambino? Ha passione in quello che fa? Le stesse identiche domande che ci porremmo in presenza di una ragazza o di una signora. Spesso inoltre un ragazzo è più energico, sportivo e “fisico” di una donna e con bambini dagli 8 anni in su può rappresentare una figura molto importante in cui rispecchiarsi. Non ha un ruolo paterno, ma non è neanche un amico/coetaneo, dunque ricopre un ruolo adulto, ma non troppo autorevole come può essere un padre. Appoggiamo quindi totalmente tutti i ragazzi che si propongono per fare con passione i “tati” o gli educatori: siete delle figure preziosissime! E voi, Mamme e Papà, cosa ne pensate?

L’inserimento al nido, il punto di vista dell’educatrice…

 

Intervista a Lavinia Bau, educatrice di lunga esperienza e atelierista, che lavora presso un nido a Verona.

  1. Cara Lavinia, sulla base della tua esperienza nei nidi, quali suggerimenti daresti ai neo genitori per far in modo che si verifichi un buon inserimento?

Una grande disponibilità di tempo, anche mentale, lasciare che le cose accadano e coltivare una buona dose di curiosità verso questo mondo particolare.

  1. Qual è, invece, un errore frequente da parte dei genitori?

Uno sbaglio frequente è dire, ad esempio: “Se stai buono, poi ti porto le caramelle”. Questo ricatto dà un’immagine negativa del posto in cui il bambino si deve inserire, lo svaluta. Ma anche la fretta di dire che va tutto bene non facilita questo momento.

  1. Perché, secondo te, le mamme hanno così paura del momento dell’inserimento? Come possiamo aiutarle?

Hanno paura perché non hanno idea del significato di certe situazioni. Trovo che le spiegazioni scritte servano fino ad un certo punto. Quello che invece può servire è la comunicazione orale, il contatto può servire oltre al tempo. Il tempo di provare ad ascoltare tutte le dinamiche che avvengono. Ci vuole un colloquio approfondito all’inizio per conoscersi meglio con le educatrici e la referente del nido. La mamma deve sentirsi tranquilla e sapere cosa succederà. Inoltre bisogna preparare per tempo il bambino con le parole giuste e prepararsi.

Ringraziamo Lavinia per aver risposto a queste domande. Buon lavoro!

Come fare a… prepararsi al primo giorno di scuola o asilo….

 

Ormai siamo agli sgoccioli e tra qualche giorno inizia un nuovo anno educativo ricco di aspettative, novità e stimoli nuovi.

Iniziamo a preparare lentamente i nostri piccoli alla grande novità che ci attende, cercando però nel contempo di non fargli vivere questa avventura come pesante o ansiosa ancor prima di cominciare…quindi prepariamo insieme a loro tutto l’occorrente,

mostriamoci curiosi e aperti alla nuova scuola materna o nido che ci accoglierà, fiduciosi che andrà tutto bene, nonostante i possibili pianti e crisi nei momenti del distacco (Mammechefatica conferma e garantisce che il comportamento sereno e deciso del genitore influisce positivamente sul benessere psico-fisico del bambino specie se in una situazione completamente nuova).

Mammechefatica seguirà gli inizi e le varie fasi di ambientamento e inserimento con voi, mediante una serie di post dedicati a questo momento così delicato ma così ricco di emozioni dal nostro punto di vista.

Bon Courage!