Perché mia figlio/a vuole solo me?

 

 

Vi é mai capitata la fase in cui il piccolo desidera stare quasi esclusivamente solo con la figura materna e non accetta altri riferimenti? Come possiamo fare a gestire questo momento? Accontentiamo le sue richieste oppure no? Partendo sempre dal presupposto che ogni bambino e’ un mondo a se’ e dal fatto che ogni legame e’ diverso dall’altro, possiamo in generale provare a dare qualche suggerimento alle mamme e ai papà che ci fanno queste domande.

  •  rassicuriamo il bambino (anche quando non ce lo chiede) sul fatto che la mamma è li con lui. Facciamogli capire che può anche essere piacevole (col tempo) provare a stare con il papà,la zia,la nonna,la tata ecc.
  • quando piange disperato perche’ vuole essere preso in braccia dalla mamma sarebbe importante consolarlo e contenere questo suo forte dispiacere e solo dopo provare con altre figure.
  • la figura paterna puo’: fare da trait d’union tra il figlio e la partner, rassicurando il piccolo e dimostrandogli che la mamma ‘e’ qui in questo momento e non devi avere cosi’ paura’.
  • insieme potreste: utilizzare il vecchio gioco del “bubu’ settete” (mi nascondo,oppure nascondo la mamma e insieme scopriamo che invece e’ ancora qui). Questo gioco che sicuramente abbiamo fatto chissa’ quante volte tutti noi da piccoli, e’ fondamentale per sperimentare la distanza tra noi e il mondo e realizzare dopo tante volte che la mamma/altri si nascondono (quindi non ci sono) e poi pero’ tornano!
  • valorizzare i momenti anche se brevi in cui il bambino riesce a stare sereno e condividere nuove emozioni anche con altre figure

 

 

Buona Ripresa…

 

Tornare all’asilo e a scuola dopo le festività non è mai semplice. Le giornate di questa settimana potrebbero essere impegnative per i genitori che lasciano e per le educatrici che accolgono talvolta i piccoli in lacrime e disorientati dal cambio di routine. L’aspetto positivo è che dopo un primo momento di ambientamento i bambini ricordano perfettamente il contesto e le voci e riescono a giocare e partecipare alle attività con maggiore facilità e disinvoltura. Il genitore può: accettare questa fase di fragilità emotiva e incoraggiare il bambino (di qualsiasi età) a rivedere l’ambiente-scuola-gioco che sicuramente un po’ gli sarà mancato in questi lunghi giorni di festa. Rassicurarlo del fatto che un po’ di ansia ed emozione nel tornare a scuola/asilo la provano tutti i bambini, anche i più grandi anche se non piangono. Dal nostro punto di vista psicopedagogico non vi è bisogno di promettere regali e ricompense (quanti ne avranno ricevuti a Natale?!) piuttosto accettare questo momento e garantire loro che presto tutto si risolverà al meglio, basterà avere un po’ di fiducia e tra una canzone e un gioco l’ambiente tornerà familiare.

 

Letture che fanno bene

Siamo in periodi di inserimenti e distacchi e le emozioni che circolano fra Mamme, Papà e figli sono molto intense (gioia per l’inizio di una nuova avventura, ma anche ansia, senso di colpa, paura..). Perché non comprenderle meglio e provare ad elaborarle attraverso un buon libro? Ecco qui dei suggerimenti bibliografici sul tema..buona lettura!

Per i genitori:

La mamma poi torna- A. Bortolotti

Per chi vuole approfondire da un punto di vista teorico, ecco i manuali d’eccellenza:

Una base sicura- J. Bowlby

Attaccamento e inserimento- S. Mantovani e L. Saitta

Distacchi e altri addii- G. Schelotto

Per i bambini:

A più tardi- J. Ashbè

Cosa fanno le mamme mentre i bambini sono alla scuola materna?- L. Gleeson

 

 

Come gestire l’ansia da rientro?

L’anno educativo sta per iniziare e tanti bambini, piccoli e grandi, si apprestano a finire le vacanze e ricominciare la routine. Questo è sempre un momento carico di aspettative per tutti, sia per chi inizia una nuova avventura, sia per chi riprende il ciclo interrotto dall’estate. Infatti ritrovare i compagni di scuola e le maestre dopo tre lunghi mesi è sempre un’emozione! Per questo motivo vi suggeriamo di comprendere e osservare un’eventuale regressione che può manifestarsi con episodi di enuresi notturna, forte timidezza o ansia da prestazione. Inoltre:

-Per stemperare l’ansia e la paura del rientro potrebbe essere un’idea quella di raccogliere le varie esperienze vissute quest’estate e scriverle su un quaderno da portare in classe.

-Nel caso di bambini piccoli è importante creare una raccolta di piccoli oggetti che fungono da simbolo e da ricordo.

-Dare tempo e non fare tutto di fretta, ma ritornare in città in anticipo.

-Non insistere troppo nel raccontare a tutti dell’inizio del nido o della nuova avventura..anche se non ne parlano espressamente i bambini si ricordano tutto e non è il caso di anticipare in continuo il tema della separazione e del distacco che genera molta ansia. Piuttosto leggete insieme un buon libro come preparazione all’esperienza.

Inserimento al nido: vediamo insieme come..

Sappiamo che per molti bambini piccoli il mese di Settembre sarà caratterizzato da una nuova avventura: l’ingresso all’asilo nido!. Vediamo insieme come fare per affrontare questo periodo in modo sereno senza troppe ansie e timori che sicuramente non aiutano né la mamma né il piccolo. In primis l’adulto, in genere la figura materna, deve elaborare la fase del distacco per cercare di arrivare al momento dell’inserimento preparata e consapevole. Non e’ per niente semplice lasciare il proprio bambino in uno spazio nuovo e con persone (seppur qualificate) che non si conoscono ancora molto. Proprio per questo motivo suggeriamo, sulla base della nostra esperienza, di iniziare a pensare a come poter affrontare questo delicato momento senza traumi per il piccolo e per la madre che sperimenta solitamente una sensazione di vuoto e senso di colpa difficile da esprimere e condividere. Come sempre vi invitiamo a seguire il metodo del vostro futuro nido. L’inserimento al nido e’ un periodo più o meno lungo che richiede come tutte le nuove sfide impegno e determinazione: bisogna dare e darsi tempo. Dare tempo al piccolo per ambientarsi e conoscere le nuove voci che si prenderanno cura di lui e dare tempo a voi stesse per gestire tutto, pianti inclusi..ne riparleremo nei prossimi post.

Scuola dell’infanzia: il difficile passaggio

Questo post è dedicato specialmente ai piccoli (che però si sentono grandi ma entrando nella nuova scuola di nuovo piccoli) e alle loro mamme che insieme devono affrontare un forte cambiamento: l’ingresso e l’ambientamento in una nuova scuola: completamente diversa dal nido, con spazi molto grandi in cui è facile perdere l’orientamento e il controllo della situazione. Come fare dunque ad affrontare al meglio l’inserimento? Vediamolo insieme.In primo luogo raccontate e verbalizzate al bambino la sua giornata. “Ti ricordi stamattina? C’erano tanti bimbi che come te non volevano entrare in classe e staccarsi dalla mamma. Poi però abbiamo osservato insieme i più grandi che giocavano, sai che anche loro hanno pianto tanto quando erano nuovi? Poi col passare dei giorni hanno pianto un po’ meno e poi ancora meno e poi solo una lacrima e poi tanti sorrisi e poi nuove lacrime ma diverse perché piene di fiducia e non più di paura”.

  • Anziché spronarlo a tutti i costi ad inserirsi nel gruppo, accogliete il suo bisogno di stare in braccio e dopo un po’ sarà lui a sentirsi più sicuro ad affrontare il distacco da voi
  • Cercate di mantenere un atteggiamento coerente (sappiamo bene quanto sia difficile in questi momenti) ma è fondamentale se vogliamo essere d’aiuto al nostro bambino.
  • Osservate col passare dei giorni insieme alle Maestre se vi sono anche solo dei piccoli miglioramenti e condivideteli col vostro bambino.
  • Fidatevi e date tempo a tutti: alle nuove maestre, al vostro piccolo e a voi stessi. Lentamente e insieme alla ricerca di un nuovo equilibrio.

 

 

 

Inserimento: cinque da cose da sapere prima di iniziarlo

E’ tempo di inserimenti al nido e alla scuola d’infanzia e sappiamo bene le emozioni che può scatenare questo periodo. Dunque abbiamo deciso di darvi 5 informazioni che noi riteniamo basilari per affrontare al meglio questo momento.

  1. Il distacco dalle figure genitoriali è un momento importante, delicato e molto soggettivo quindi non lasciatevi influenzare dai commenti degli altri. Voi e il vostro bambino siete diversi da tutti gli altri e potreste avere reazioni diverse: è inutile fare confronti (anche tra fratelli!).
  2. Alla base di tutto ci dev’essere fiducia nel servizio, nelle educatrici, in chi lo coordina, ma anche nelle risorse del vostro piccolo: se ci credete davvero, ce la farà!
  3. Fate tutte le domande possibili a chi si prende cura del vostro bambino: meglio non trattenere nulla ed essere confortate, se necessario.
  4. Non abbiate fretta, ci vuole tempo. Meglio seguire i suggerimenti delle educatrici, rispettando i tempi del bambino per evitare che dopo mesi si debba tornare al punto di partenza.
  5. Il pianto del bambino al momento del distacco è una reazione assolutamente sana che spiega un normale legame di attaccamento.

In bocca al lupo!!!!

Inserimenti al nido a Gennaio..

Se il vostro bambino inizia il nido a Gennaio,in questo periodo affronterete il fatidico inserimento o ambientamento. Di che cosa si tratta di preciso e a cosa serve? Il momento dell’inserimento rappresenta l’ingresso al nido ufficiale del bambino e della sua famiglia (mamma,papà in particolare) i quali inizieranno a conoscere l’ambiente, le figure di riferimento e i vari rituali che scandiscono le giornate. Il bambino all’inizio può sembrare entusiasta e felice del nuovo contesto,ma col passare dei giorni potrebbe manifestare segni di tristezza e disperazione non appena si rende conto che la mamma o il papà non saranno presenti. MammeCheFatica vi invita a preparare il bambino (e di conseguenza voi stessi) a gestire i primi distacchi accettando il loro pianto e rassicurando in modo chiaro e deciso il piccolo che in quell’istante ha bisogno di confini chiari e ben delineati. Vi assicuriamo che è molto difficile gestire tutta quell’emotività data dal pianto del vostro bambino che non vuole staccarsi..in quell’istante vi verrà anche solo per un secondo in mente:” ma perchè devo fare tutto questo” poi il supporto delle educatrici e della struttura e il passare del tempo vi faranno cambiare idea! Per questo motivo,anche se iniziate a Gennaio, e la maggior parte dei bambini sono inseriti non sottovalutate i primi momenti al nido che vi permettono di osservare i bambini anche da altri punti di vista. Tutti i bambini che vedrete giocare disinvolti e divertiti hanno a loro volta pianto e metabolizzato il distacco così come lo farà il vostro bambino ma considerate sempre che si è inserito da poco e occorre del tempo per ambientarsi e accettare serenamente il distacco dai propri riferimenti affettivi . 

Bon Courage!

Salutatevi. Sempre.

saluti“Se gioca non lo saluto perché poi piange”. Mammechefatica dice “No!”. È importante invece salutarsi e salutare prima di andare via il propria bambino, anche se piccolo. Deve capire che la mamma/il papà torneranno dopo qualche ora. Altrimenti si sentirebbe tradito. ” Perché non mi hanno avvisato?” Penserebbe lui. Sulle dinamiche del saluto e del distacco vi sono diversi stili di pensiero molto soggettivi e personali. Possiamo garantire per esperienza, che un bambino salutato è un bambino in grado di interiorizzare il distacco e farlo proprio col passare del tempo e con l’aiuto delle figure adulte pronte a sostenere la sua mancanza e la sua tristezza. Non abbiate paura e non temete il suo pianto. Incoraggiatelo  e spronatelo al gioco, affinché possa riprodurre la medesima situazione in chiave ludica.

Quando il bambino ritroverà la figura di riferimento desiderata (mamma o papà) verbalizzate insieme il piacere di ritrovarsi. Sottolineando il fatto che “ci si rivede” sempre. Imparate a raccontarvi come è andata la giornata, senza aver paura delle emozioni anche negative. 

Ciao, Ciao! A più tardi! 😉

 

 

 

 

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Cosa fare se piange tanto in asilo..

inserimento-nidoMammechefatica vorrebbe sapere come vanno i nuovi inserimenti che abbiamo seguito finora…come stanno i vostri bambini a distanza di un mese circa. Sappiamo bene che c’e’ qualcuno che probabilmente fa ancora un po’ di fatica, ma giustamente l’ambientamento al nido o alla Scuola Materna segue fasi e tempi differenti. Un aspetto molto importante è rappresentato dal distacco all’ingresso della struttura: l’adulto che accompagna deve essere in grado di “reggere” emotivamente il pianto (anche disperato talvolta) del proprio bambino e infondergli fiducia e ottimismo verso la giornata, i compagni e l’educatrice che lo accoglie. (Questo tipo di atteggiamento incoraggiante è fondamentale affinchè il piccolo associ la nuova struttura ad una situazione piacevole, non ad un posto negativo da vivere in attesa della mamma, piuttosto come un luogo di esperienze ludiche e non solo). La figura educativa invece deve rassicurare il bambino e la sua mamma o il suo papà che saranno doppiamente mortificati e angosciati nel lasciarsi in questo modo, trovando lo spazio per affrontare e condividere anche i momenti negativi e dolorosi senza dare nulla per scontato.

Il bambino, in modo lento e progressivo, inizierà a tranquillizzarsi e a trovare piacere nel poter condividere una nuova interazione sociale con i suoi pari. Come tutti i cambiamenti occorre tempo e pazienza e una grande capacità nel guardare lontano..senza sensi di colpa, senza troppi timori tutti ma proprio tutti i bambini troveranno una loro dimensione.