Spronarli all’autonomia..

Il raggiungimento dell’autonomia e dell’indipendenza del proprio figlio è uno degli obiettivi principali che ogni genitore si pone nel corso della vita. Spronarli all’autonomia non significa lasciar fare ai figli tutto ciò che vogliono, bensì occuparsi di loro e offrire loro gli strumenti per acquistare una maggiore maturita’ e autonomia a seconda dell’età. Tante volte, per comodità, per la fretta, sono i genitori,quindi gli adulti a risolvere i piccoli intoppi o problemi quotidiani.  Per i bambini invece è fondamentale poter fare delle esperienze, quindi vanno potenziate e valorizzate le situazioni in cui i piccoli stanno compiendo delle piccole azioni quotidiane come allacciarsi le scarpe, fare il letto, preparare la tavola, buttare la pattumiera, bagnare le piante, aiutare un altro bambino etc. Non sono mai troppo piccoli, con loro si può fare tutto! anzi se abituati fin dalla Prima Infanzia i bambini diventeranno adulti maturi e responsabili e saranno potenzialmente in grado di ottenere soluzioni di problem solving perché abituati a gestire anche le difficoltà.

 

Come aiutare i bambini ad essere sempre più autonomi?

Come diciamo sempre non esiste un “manuale di istruzioni” per i genitori, né delle regole rigide uguali per tutti. I bambini sono tutti diversi (con le loro storie, famiglie, personalità..), così come i loro genitori e dunque ognuno deve trovare la modalità che è giusta per lui/lei in quel dato momento. Noi possiamo solo dare qualche suggerimento da provare:

-spronatelo a fare da solo compiti in cui è in grado

-valorizzate le sue risorse

-non sostituitevi a lui/lei, nemmeno se avete fretta

-non fate confronti con altri bambini: ognuno ha il suo tempo

-non pretendete comportamenti troppo adultizzati che non sono in linea con la sua fase evolutiva

Essere autonomi significa essere nella situazione di dire “Ce l’ho fatta!” e i genitori devono favorire queste piccole/grandi acquisizioni che permettono di crescere e maturare. Forza Mamme e papà, crediamo in voi e nelle vostre capacità educative!

“Forza, vestiti: è tardi!”

“Quante volte vi sentiamo pronunciare queste frasi la mattina presto! Siamo d’accordo, anzi d’accordissimo, sul fatto di aiutare i bambini a fare da soli (seguendo il motto montessoriano) ma questo è valido nel momento in cui predisponiamo per tempo tutto il necessario e li prepariamo a svolgere in autonomia le prime mansioni. Non possiamo pretendere che si vestano in due minuti e che scelgano dall’armadio i vestiti (altrimenti qualcuno sceglierebbe il costume da bagno o il tutù da ballerina anche in pieno inverno!). Vi consigliamo di preparare con loro i vestiti la sera prima per iniziare a responsabilizzarli e far capire loro dove posizionarli. (se i bambini sono piccoli è bene utilizzare una cesta o un contenitore sistemato vicino al letto in modo che possano prendere i vestiti scelti da soli). L’ esperienza del vestirsi da soli fin da piccoli è una delle prime conquiste. Aiuta a gestire la frustrazione e migliora il senso pratico e organizzativo. È ovvio che se li vastissimo noi faremmo prima, ma crediamo sia giusto lasciar loro uno spazio d’autonomia fin dai 15-24 mesi per far capire loro come si fa e poter imitare nel tempo.

Forzaaa che è tardi!

 

Le prime vacanze in autonomia…

bambino e valigiaLe prime vacanze in autonomia sono un’ esperienza fondamentale per il bambino. Non vi e’ un’ eta’ precisa l’importante e’ affrontare senza rancori o sensi di colpa il distacco dalle figure genitoriali in particolare dalla madre.

Come tutte le nuove esperienze ha bisogno di tempo per essere metabolizzata nella mente del piccolo. Se si sta avvicinando il giorno della partenza invitiamo mamme e papa’ a:

–  contenere il livello di ansia senza esagerare!

– preparare insieme la borsa con tutto l’ occorrente per rendere partecipe e consapevole il bambino dei propri effetti personali

– preparare gli oggetti tradizionali (orsacchiotti o bambole che in questi casi assumono un significato ancora piu’ simbolico)

– dare al bambino un quaderno o un album in cui scrivere i pensieri delle giornate o poter fare dei disegni

– preparare un piccolo calendario hand- made con disegni o immagini per aiutare il bambino a capire e gestire meglio la dimensione temporale

– last but not least: mai chiedergli: “ti sei divertito”? Piuttosto lasciargli il tempo per tirar fuori i ricordi e raccontarli con piacere.

-rassicurarlo in caso di nostalgia. Sappiate essere forti e incisivi. In quei momenti di debolezza i bambini hanno bisogno di adulti rassicuranti in grado di infondere fiducia e valorizzare la loro autonomia.

Bon Voyage!

Mamma ti aiuto io!!!….

bambini che aiutano in casaPer avere dei bambini disponibili a interagire nelle faccende di casa dobbiamo coinvolgerli fin da piccoli. Ogni pretesto diventa un alleato prezioso per renderli partecipi alle dinamiche di casa. Un esempio? Ci viene in mente l’ attività’ del riordino. Come a scuola e all’ asilo anche a casa i bambini devono contribuire al riordino della cameretta. Anche solo mettere i giochi negli appositi cesti rappresenta dal nostro punto di vista un gesto importante ed educativo. Ma non fermiamoci qui, possono anche aiutarci ad apparecchiare la tavola o a distinguere la plastica dalla carta oppure passarci il bucato prima di stenderlo. E’ vero molto spesso siamo di fretta e tendiamo ad anticipare i gesti e i movimenti per ottimizzare il tempo pero’ in un momento di tranquillita’ e’ bene trasmettere loro fin da piccoli l’ importanza di aiutare e fare in modo che non sia mai tutto dovuto…proprio per sentirsi dire: “Mamma ti aiuto io!!!” ci sembra un passo significativo verso la lunga strada dell’ autonomia…parola magica?! “Responsabilizzarli” quando e’ possibile e la situazione lo consente.

 

 

Nanna e non solo..

nannaMammeCheFatica scrive oggi qualche suggerimento per chi non è riuscito a partecipare agli incontri sulla Nanna tra Milano e Roma in questi giorni.

-Innanzitutto dobbiamo riuscire a trasmettere ai bambini (di conseguenza a noi) un senso di serenità e far capire loro che non si tratta di un problema. Quindi andare a nanna non deve essere concepito come una sfida e una lotta ogni sera. Andare a nanna deve essere vissuto come un piacere, come ad esempio giocare o mangiare.

-Imparare col tempo, senza fretta a tollerare il pianto del proprio bambino. Diciamo senza fretta, poiché si tratta di un esercizio e di un percorso lungo e difficile, ve lo garantiamo, ma necessario per permettere al piccolo di crescere e tollerare il senso di frustrazione.

– Non accorriamo subito in caso di pianto,offriamo loro uno spazio e un tempo per ‘cavarsela’ da soli.

– I bambini, anche se piccoli, percepiscono le nostre ansie e le nostre debolezze e  spesso se ne approfittano.

Proviamo a ragionarci su e vediamo cosa succede…aspettiamo racconti,impressioni, tattiche e critiche!

Buona Notte!!!! perché stiamo scrivendo il post alle 23.15!!!! e… grazie a tutti per aver partecipato ed esservi messi in discussione.

 

Summer Time…del tempo per…

 

Eccoci, ora che l’estate è arrivata, MammeCheFatica consiglia di godersi (o quantomeno iniziare ad assaporare) le vacanze..e perché no, sfruttare questo periodo per responsabilizzare i propri figli, anche se piccoli, con piccole commissioni o mansioni quotidiane. I bambini sono già in vacanza, o quasi tutti…(e anche se frequentassero ancora gli asili o le scuole, comunque respirano già aria di festa e di Summer Camp..).

A seconda dell’età, dategli un compito, che diventa col passare dei giorni un rituale quotidiano. – sparecchiare/apparecchiare

– scaricare la lavastoviglie

– annaffiare le piante/ o anche solo una piantina simbolica

– sistemare un determinato oggetto in casa

– lavare i propri giochini al ritorno dal mare…etc

– sperimentare le prime forme di autonomia: comprare il gelato o il latte da soli e tornare dalla missione soddisfatti e realizzati!

Di cose da fare, ce ne sono a volontà e per tutte le età..l’importante è coinvolgerli sempre, farli sentire attivi e partecipi anche in vacanza!

Viaggiare coi bambini? faticoso ma gratificante…..

 

Viaggiare coi bambini,specie se piccoli o piccolissimi è sempre faticoso.

Però è un’esperienza fondamentale, non solo per i genitori stessi, ma soprattutto per i vostri figli. State offrendo loro un dono molto importante che utilizzeranno da grandi,nel corso della vita.

Un detto canadese dice: “un genitore deve saper offrire un nido sicuro per crescere e le ali per viaggiare e volare libero”.

Di figli di genitori sempre in viaggio ne conosciamo tanti, ognuno con la sua personalità, le sue doti, i suoi difetti, ma tutti con un unico denominatore comune: un grande spirito di addattamento. Ricordiamo di bambini giapponesi o arrivati dall’Australia, e inseriti nella vita del nido come se niente fosse. Sicuramente lo spirito di adattamento s’impara dal Viaggio e dalle sue mitiche disavventure così come una maggiore autonomia e capacità di gestire gli imprevisti…

 

Fratellino o sorellina…

 

Fratellino o sorellina… ma sarà il momento giusto?

Tante mamme si interrogano su questa tematica scottante..

Possiamo dire che il momento giusto dipende da tanti fattori, in primis come stanno i genitori, come sta il primogenito, che tipo di equilibrio si è instaurato tra di voi…il fattore gelosia (quando si progetta il secondo figlio) è una dinamica INEVITABILE,  sana e naturale e porterà il primogenito a manifestare scatti di rabbia e forti capricci in determinati momenti nei quali rivendicherà il suo primo posto nel reame.
Cosa fare concretamente in quei momenti? Rassicurare il piccolo (nonostante sia il primo è pur sempre piccolo rispetto a certe emozioni), dedicargli spazio e tempo ponendo l’accento su ciò che si sta facendo insieme. Ricordare sempre i momenti trascorsi insieme a tutti i componenti della famiglia. E’ naturale che il bambino si arrabbi un po’ con la sua mamma, specie se la vede alle prese con il nuovo nato. Si tratta di un cambiamento e come tale deve avere il giusto tempo per essere metabolizzato.
Pian piano i due fratellini impareranno a ‘convivere’ accettandosi e la gelosia si farà meno forte.
Col tempo il più grande acquisirà nuove capacità e strumenti per giocare ed essere più autonomo e di conseguenza anche l’invidia e la gelosia svaniranno.

Litigare è un diritto dei bambini

 

MammeCheFatica ha letto per voi il libro di Daniele Novara “Litigare per crescere. Proposte per la prima infanzia.” (ed. Erickson) sul litigio infantile.
L’autore racconta in modo molto chiaro come i bisticci fra bambini spesso scatenano in noi adulti reazioni complesse, attivando emozioni forti e inconsapevoli che ci fanno intervenire alla ricerca di una soluzione. In realtà il litigio è un’ottima occasione per esercitare la propria libertà e autonomia, ma anche per imparare a relazionarsi con gli altri riconoscendo i propri limiti.
Daniele Novara, pedagogista del Centro Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei conflitti (CPP) di Piacenza, afferma che i bambini sono “competenti nell’affrontare le proprie difficoltà e problematiche, e che il compito dell’adulto è aiutarli a fare da soli”. Assolutamente consigliato agli educatori!!