Scuola Materna: il grande salto..

scuola-materna-distaccoConosciamo molti bambini che quest’ anno hanno fatto il grande salto verso la Scuola dell’ Infanzia (Scuola Materna ci piace di più). Sappiamo bene che rappresenta un forte cambiamento per loro e per i genitori (che perdono quel rapporto esclusivo con le Educatrici). A distanza di più di un mese la maggior parte di loro avrà accettato il nuovo ambiente e inizierà ad instaurare amicizie con il gruppo dei pari.

Forse la difficoltà maggiore potrebbe essere il Distacco mattutino dalle figure genitoriali. Entrare in Asilo e non voler lasciare la mamma o il papà non è facile da affrontare nemmeno per i genitori stessi. In caso di crisi o di pianti:

– rassicurate il vostro bambino in modo chiaro ed efficace.

– evitate di sostare all’ingresso per troppo tempo

– evitate di fare promesse tipo il regalino o la merendina: andare a scuola deve essere un piacere non una minaccia! Aiutiamo quindi i bambini a modificare col tempo la tristezza in una accezione positiva, accettando e superando la mancanza dei genitori senza illudere o tradire la loro fiducia. 

– i genitori tornano a fine giornata e sara’ bello raccontarsi a vicenda la propria routine! (Prima iniziano gli adulti, poi i piccoli, prendendo spunto,vi seguiranno!)

Nuove avventure educative…

bambino che piange al nidoAnche se sono iniziate da poco la Scuola materna o il nido, gia’ danno qualche problemino o difficoltà. Le mamme lo sanno, avevano preventivato tutto, ma comunque il colpo lo si avverte lo stesso,perche’ vedere il tuo bambino piangere e disperarsi all’ ingresso della Scuola è sempre una scena difficile e delicata da gestire e soprattutto non priva di sensi di colpa che ci si porta dietro la scrivania in ufficio.

Come fare se il mio bambino piange e non vuole entrare all’ asilo?

  • Provate ad accompagnarlo senza appesantire il distacco con le classiche frasi: “dopo la mamma ti compra un giochino”. Altrimenti sembra che stare a scuola rappresenta un’ azione negativa.
  • Salutate sempre il vostro bambino, rassicuratelo in modo deciso dicendogli che ” la mamma torna sempre” e che a scuola ci sono tanti giochi e attività da scoprire insieme.
  • Lasciatevi guidare dai tempi della vostra educatrice o maestra (rispettare i tempi significa aiutarla nel rapporto con il vostro bambino)
  • Cercate di non mostrarvi troppo ansiose poiché il vostro bambino percepisce  l’ansia da distacco fin da subito anche se molto piccolo
  • Non stressatevi troppo per i pianti e i distacchi disperati. Col tempo, la quotidianità e la costruzione di un buon rapporto di fiducia anche il vostro bambino apprezzerà la Scuola come momento di socializzazione.
  • Valorizzate sempre il lavoro che si svolge a scuola: è importante conoscere e sapere cosa fanno i bambini e riportarlo a casa. Il nido costituisce un ottimo strumento di crescita e condivisione anche per i genitori.

Distacchi, inserimenti e sensi di colpa

bambino salutaE’ passato circa un mese dai primi inserimenti all’asilo, ma, per molte famiglie, è ancora un tema attualissimo e che dà non poche preoccupazioni. L’inserimento fa paura, crea dubbi e timori perchè rappresenta il primo vero distacco del bambino dalle figure che erano solite prendersi cura di lui e i distacchi, non sono sempre facili. Anzi, non lo sono mai, perchè implicano un saluto, che talvolta può essere vissuto come abbandono (anche se termporaneo). Tuttavia i distacchi servono anche per crescere, arricchirsi e apririsi al mondo.

Ci piace sempre ricordare questo detto: “I genitori hanno il compito di fornire ai figli delle radici, ma anche delle ali per volare” e dunque, rimbocchiamoci le maniche, respingiamo le lacrime indietro e riflettiamo sul fatto che stiamo facendo il loro bene. I sensi di colpa sono inutili: mamma e papà stanno offrendo al proprio figlio la meravigliosa opportunità di imparare a stare al mondo, di condividere esperienze particolari e allacciare nuovi rapporti con coetanei e altre figure educative.

Continuate così e, se avete difficoltà, ricordatevi che non siete soli, contattateci ( è sempre meglio parlarne e sfogarsi, piuttosto che tenerselo per sè!).

A proposito di Distacchi…

Continuiamo a parlare del tema del saluto e del distacco, in particolare dalla figura primaria, ossia quella materna.

Per ogni bambino, lasciare la propria mamma è sempre un’impresa difficile.Ma noi, di Mammechefatica, aggiungiamo anche che per ogni mamma è difficile lasciare il proporio piccolo, specie se, come al nido o all’asilo, vi sono delle regole e dei tempi scanditi da rispettare. Metabolizzare questi cambiamenti può essere difficile, anche se poi nel tempo saranno d’aiuto. Alle mamme che ci scrivono, e ci chiedono consigli e pareri diciamo loro di aspettare e darsi Tempo. I cambiamenti non sono mai immediati. Col tempo, non solo i vostri bambini, ma anche voi riuscirete a staccarvi bene,senza promettere giocattoli, pizzette e altri premi e soprattutto senza sensi di colpa. Abituarsi ai distacchi significa anche abituarsi a crescere, a sperimentare l’autonomia e gestire un po’ la sofferenza che ne deriva.

Ci vengono in mente le belle parole della psicoterapeuta G.Schelotto che in “Distacchi e altri addii” (ed. Oscar Mondadori) scrive: ” Ogni distacco, però, comporta una sorta di movimento sismico che scombina emozioni, affetti e sofferenze; Non ci si libera facilmente dall’idea di aver lasciato indietro qualcosa o qualcuno. Si ha l’impressione di essere colpevoli, di aver tradito. Così alla sofferenza del distacco si aggiunge il senso di colpa”.

 

 

Come fare a gestire i distacchi e le separazioni…

 

Come fare a gestire e vivere serenamente (o quantomeno tentarci) i distacchi e le separazioni? Già, sembra facile ma non lo è per niente invece nella vita quotidiana..complici mille fattori e condizionamenti esterni…e poi tutto il ‘materiale emotivo’ che ognuno di noi si porta con sè…

Detto questo però quando si tratta di dover salutare o lasciare per qualche ora o giorno (o per un periodo più lungo) il proprio bambino, vi è un’esigenza da parte nostra: Lasciarsi Bene.

Perchè si sa, dover andar via e sentire il pianto del nostro bambino ci riempe di sensi di colpa e ci fa sentire piccoli piccoli…

– E’ sempre importante però prepararsi e preparare (di conseguenza) il proprio bambino, come per tutte le cose.

– fare in modo che la persona che subentra nella cura del piccolo sia in grado di consolarlo e spiegargli in modo fermo e deciso che (la mamma o il papà tornerà, e nel frattempo gli prepareranno insieme qualcosa da mostrare..)

– Mai illudere o peggio tradire le aspettative del piccolo. I bambini capiscono sempre e afferrano le cose, anche se piccoli e non parlano ancora.

Anzichè distrarre il piccolo, Mammechefatica propone di coivolgere il bambino in un’ attività o una lettura o una canzoncina…accettando il suo pianto e la sua tristezza. (non è una missione facile..ci vuole impegno e lavoro su sè stessi..ma essrene consapevoli aiuta..)

Imparare a separarsi…i distacchi..

 

Mammechefatica oggi affronta una tematica molto delicata ma anche affascinante: i distacchi. Questi ultimi sono alla base delle relazioni umane. Ci si separa, ci si saluta e poi ci si ritrova. Fin dalla nascita, in fondo, si parla di vera e propria separazione dal ventre uterino materno.

“L’esperienza del separarsi – come scrive la psicoterapeuta A.Marcoli – è una delle costanti nella vita di ogni persona; in partcolare noi che ci occupiamo di relazioni tra genitori e figli ci troviamo spesso a dover porre una cura particolare a certi passaggi e agli effetti che producono”.

Non possiamo non pensare al significato di questo concetto così ricorrente nella vita di tutti noi, e a come sono stati i nostri distacchi quando eravamo piccoli…poichè sicuramente questo termine rievoca alla memoria ricordi e momenti legati alla separazione, al lutto, alla sensazione abbandonica che abbiamo vissuto durante la nostra infanzia.

Vivere i distacchi con un certo ‘occhio critico’ talvolta può aiutarci a ‘prendere un po’ le distanze’ e osservare la situazione da altri punti di vista…anche se sicuramente la separazione e il distacco madre- figlio/a è sempre uno dei più dolorosi e difficili da gestire a livello emotivo..

Nei prossimi post vedremo come affrontare alcune situazioni…

Distacco, sensi di colpa, i capricci e i No c/o Arci Ohibò

 

Carissimi genitori,

MammeCheFatica vi aspetta il 5 e il 17 Dicembre alle 17,15 presso l’Arci Ohibò

in Via Benaco, 1- 20139 Milano

per parlare rspettivamente di:

– Il distacco coi bimbi piccoli e il relativo senso di colpa

– I maledetti capricci e il Signor No

Ingresso con tessera Arci, è gradito un contributo volontario

Clicca qui per aprire il pdf del volantino

Come fare a consolare le mamme che piangono…

 

Come fare a consolare le mamme che piangono per i loro pargoli che fanno fatica ad inserirsi al nido o alla scuola materna? perchè, secondo voi, gli adulti vanno subito in crisi  e si angosciano per il pianto del loro piccolo?

Cosa scatena dentro ognuno di noi, il pianto dei bambini?

Esserne consapevoli significa già essere a metà strada…porsi delle domande, ipotizzare delle risposte, andare a cercare con la nostra mente i ricordi infantili e i distacchi con la figura materna, sono esercizi utili e fondamentali per affrontare i distacchi da un punto di vista nuovo e affrontare il delicato passaggio da figlia a madre.

Riuscire a tollerare il pianto del nostro piccolo nel doverlo ‘lasciare’ è un’arte davvero dura, che tormenta e sconvolge tutti.

E’ una prova di forza quasi necessaria. Però poi col tempo potrete osservare le conquiste fatte dai vostri bambini e solo allora direte ‘ne è valsa la pena’.

S’impara da tutto e tanto anche dal pianto….

Come scrive bene Judith Viorst in  “Distacchi” (ed. Frassinelli)  “Analizzare la perdita significa accorgersi di quanto essa sia inestricabilmente legata alla crescita. E cominciare a rendersi conto di come le risposte alla perdita abbiano forgiato la nostra vita può essere l’inizio della saggezza e di un cambiamento ricco di promesse.”