Alleanza genitori-insegnanti: è crisi

Ancora un nuovo episodio di violenza contro un insegnante da parte di un genitore. Ancora una volta l’alleanza genitori-insegnanti è fallita in pieno. Se un tempo ciò che diceva l’insegnante era oro colato e i genitori lo sostenevano indirettamente, ora invece se l’insegnante si permette di rimproverare l’alunno rischia anche di essere aggredito dall’alunno stesso o dai genitori. Allora qui ci chiediamo: dove è finito il senso educativo della scuola come istituzione? Perchè così tanta violenza gratuita? Che messaggio stiamo restituendo agli adolescenti di oggi? Non è forse giunto il momento di pensare ad una scuola come luogo aperto, di crescita e di confronto, evitando e riducendo al minimo l’aspetto competitivo? Occorre un coinvolgimento emotivo delle famiglie alle attivita’ scolastiche, per conquistarsi quel senso di fiducia che purtroppo ora non vi è più. Occorre un continuo dialogo anche laddove non vi è partecipazione. I genitori invece devono essere sostenuti e aiutati, nel difficile processo di crescita dei loro figli, in modo incisivo ma non giudicante. Devono essere capiti e rispettati in primis i vari ruoli. Va speso molto tempo per cercare di tornare ad un nuovo equilibrio dove le varie parti possano collaborare e condividere anziché addossarsi colpe su colpe senza poi affrontare il vero problema alla base.

Ci interessa il vostro punto di vista: da genitori,insegnanti ed educatori. 


 

Lasciamo che i bambini facciano i bambini!

Cosa intendiamo dire con questo titolo? Che troppo spesso notiamo come gli adulti inconsapevolemnte spingano i bambini ad essere molto più grandi dell’età anagrafica che hanno vestendoli da ragazzini, considerandoli alla pari o ancora affidando loro responsabilità che non dovrebbero avere. Ogni cosa a suo tempo, diciamo  spesso. E’ chiaro che se trattattiamo i nostri bambini come se fossero già adolescenti o giovani adulti che non possono fare certi errori, loro poi manifesteranno in qualche modo un certo disagio e noi faremo fatica a gestirli. Dunque i cosiddetti capricci sono assolutamenti normali, i pianti di notte per venire da noi nel lettone anche, le ginocchia sporche e sbucciate dopo un pomeriggio di giochi idem. Perchè invece delle volte pretendiamo che i bambini siano dei robottini perfetti, che superino le tappe evolutive senza fatiche e che, anzi, siano già in grado di capire temi da adulti quando gli facciamo delle ramanzine inutili e troppo complesse? Forse siamo noi che abbiamo fretta che crescano, abbiamo troppe aspettative su di loro perchè se sono precoci possiamo esserne orgogliosi come genitori? Riflettiamoci bene, ne va del loro benessere futuro.

Cyberbullismo: prevenzione e formazione

cyberbullingSempre più spesso sentiamo dalle famiglie che si rivolgono a noi per delle consulenze racconti di episodi più o meno gravi di cyberbullismo. Ma cosa significa esattamente questa parola ormai così diffusa? Si tratta di un fenomeno tipico della nostra epoca storica: sono forme di bullismo messe in atto attraverso Internet e i Social Network, molto pericolose perchè umiliano le “vittime” in modo ancora più in modo plateale.

Domani, 27 Ottobre 2014, a Milano è stata organizzata da Milano Film Network una Giornata Formativa “STOP AL CYBERBULLISMO! Progetto di formazione attraverso il cinema e i linguaggi audiovisivi”. Presso l’Istituto Tecnico “Gino Zappa” in Viale Marche, 71, dalle ore 9.15 alle ore 16.30 si terrà questo incontro rivolto a Docenti, Genitori, Educatori e tutti coloro che lavorano con i ragazzi.

Perchè andarci? Perchè è importante essere formati, conoscere le dinamiche di questi fenomeni così radicati e potenzialmente nocivi per uno sviluppo armonioso dei nostri preadolescenti e adolescenti.

e ora facciamo pace…

 

Mammechefatica invita i genitori di figli piccoli e non a prendere l’iniziativa di ‘fare pace’  dopo aver attraversato un momento di discussione con i propri figli. A maggior ragione se si tratta di figli pre o adolescenti ci sembra un atteggiamento saggio da tenere. E’ importante che anche i figli si rendano conto e abbiano l’occasione di vedere un genitore che dopo lo scontro aperto è pronto a tendere la mano. E’ un gesto forte, non significa rassegnarsi o menchemeno assecondare le richieste del figlio, piuttosto cercare di vedere lo scontro da altri punti di vista e provare insieme a trovare un compromesso qualsiasi sia il problema. I figli devono capire i limiti posti dai genitori, ma devono comunque sentirsi protetti e rassicurati, indipendentemente dal motivo di disappunto.

Quindi discutete e litigate ma con cognizione di causa….Ricordatevi che la riparazione è più importante della sincronia affettiva (E. Tronick).