Parental Burnout: come prevenirlo

Si parla spesso in questo periodo post-covid di Parental Burnout: vediamo di cosa si tratta nello specifico e di come prevenirlo. La categoria dei genitori è stata parecchio penalizzata in questi lunghi mesi, ha dovuto con le proprie risorse arrangiarsi (in senso letterario del termine) e trovare un modo per gestire i figli a casa e nel contempo lavorare. Questa organizzazione ha portato non poco stress e affaticamento in particolare è ricaduto sulla figura materna che ha sentito il peso e le pressioni principalmente sulle proprie spalle come confermano le ricerche di quest’ultimo periodo. Quando però non si tratta solo di forte stanchezza e stress ma si fa fatica a delegare e condividere le scelte, si percepisce un senso di insoddisfazione e insofferenza, si perde la voglia e il piacere di costruire la relazione con i figli, ci si sente distaccati da quest’ultima, allora qualcosa non va ed è importante saper chiedere aiuto.

  • Riconoscere di essere in una zona delicata e fragile è il primo passo fondamentale da fare per contenere la situazione
  • Accettare l’aiuto di una figura esperta è il secondo passo decisivo: in grado di sostenere e condividere il senso di inadeguatezza e il peso che ci accompagna
  • Ritrovare lentamente nel tempo le giuste risorse interne per affrontare al meglio la crescita dei propri figli ristabilendo le varie priorità e facendosi aiutare dal partner e dalla rete amicale/parentale perché ognuno possa dare il suo contributo rappresenta un altro step fondamentale
  • Concedersi ogni tanto ma in modo costante nel tempo dei momenti per ricaricare le energie senza sensi di colpa e fare un’attività in grado di farci stare bene
  • Darsi tempo: ora può trattarsi di un periodo faticoso e negativo ma si può tornare a intravedere la luce; Anche queste fasi sono importanti per conoscere l’altra faccia del nostro sé

 

 

Parola d’ordine: un po’ di riposo per tutti

In questi giorni di fine estate cercate di riposarvi e non pensare troppo alla ripresa, alle incombenze che il mese di Settembre ci riserva e a tutto il resto…questo esercizio andrebbe poi ampliato anche verso i bambini e i ragazzi in generale. Non stressateli troppo anche se non hanno ancora completamente imparato a togliere il pannolino o non hanno terminato i compiti. L’estate serve anche a svuotare la mente e a concentrarsi su nuove scoperte. Se non impariamo a ‘staccare’ finiamo per tornare in città e in ufficio più scarichi e stressati di prima!. Trascorrere del tempo all’aria aperta, giocare senza troppi programmi è un ottimo modo per rilassarsi e stare con i vostri pargoli. Anche se perdono il ritmo è giusto così, a Settembre ci sarà il tempo per ricominciare!

 

Quanti impegni!!

bambino molto impegnatoCon l’inizio del nuovo anno scolastico i genitori sono alle prese con l’organizzazione delle attività extrascolastiche dei loro bambini. Ci si chiede a quale sport sia utile iscriverli, che strumento far suonare loro ecc ecc. Senz’altro le attività proposte ai bambini sono davvero molto numerose e anche fantasiose e creative, ma forse ci dobbiamo anche chiedere se possano andare bene per il nostro bambino. Gli piacerà? E’ un qualcosa che potrebbe stimolarlo? E’ troppo impegnativo? E’ adatto alla sua età?

Inoltre dobbiamo sempre avere in mente che troppi impegni pomeridiani sono nocivi per i bambini di ogni età: l’attività fisica e gli stimoli culturali/relazionali e ricreativi sono importanti, ma sempre alternati a momenti di tranquillità e riposo. Se invece riempiamo le agende dei bambini come fossero dei “baby-manager” rischiamo di farli stressare troppo e otteniamo l’effetto di stancarli e renderli più vulnerabili.

Pronti per il rientro?

bambino in viaggioDa qualche giorno per molte famiglie le vacanze sono finite e il rientro a casa con i bambini che ancora non hanno ricominciato il nido o la scuola può rappresentare un problema. Se non si ha la fortuna di avere i nonni o una baby-sitter disposti a stare con i figli poi il tutto si complica. I bambini inoltre sono molto sensibili alle ansie e allo stress di fine vacanza degli adulti quindi possono mettere in atto, soprattutto se molto piccoli, dei comportamenti anomali. Dunque MammeCheFatica vi suggerisce di non allarmarvi, ma di riflettere sul fatto che anche per i bambini è difficile ricominciare la routine quotidiana e hanno più bisogno di tempo di noi grandi per abituarsi al cambiamento (dalla vacanza a casa). Iniziate anche a parlare loro con calma ed entusiasmo del rientro a scuola o del primo giorno di scuola se si tratta di una novità. Spiegate con parole semplici che sarà un bella novità che li farà sentire grandi.

Non ci resta che augurarvi un buon rientro!

Weekend fuori porta con i bambini…

gita in famigliaPer i bambini che vivono in città un weekend ogni tanto “fuori porta” può rappresentare davvero un modo per distrarsi e respirare aria buona. La stessa cosa naturalmente è valida per i grandi, ma per i figli può essere anche un momento speciale per stare con la famiglia, imparare qualcosa di nuovo, esplorare il paese, le campagne, il mare, i monti ecc e arricchire il proporio bagaglio culturale. Se vogliamo infatti che i nostri bambini diventino da grandi “cittadini del mondo” dobbiamo far loro amare il pianeta fin da piccoli! Infine allontanarsi dal rumore della città, dall’inquinamento e dallo stress significa beneficiarne in salute. Quindi, anche senza partire per chissà dove (poichè tutti sentiamo la crisi!), una piccola gita a pochi passi da casa può essere un bel regalo da fare a tutta la famiglia!

Mio figlio sta crescendo bene?

 

Nessuno può dire quando la crescita fisica di un bambino sia “normale” o no, innanzitutto perchè questo è un termine molto arbitrario. Il pediatra utilizza le curve di crescita per capire quanto il piccolo sia nella media della maggior parte dei bambini. La crescita, elemento di forte ansia per ogni genitore, in particolare per la madre, è il risultato di molto interazioni fra alimentazione, fattori genetici, fattori ambientali, influenze ormonali, benessere psicologico ecc..Non è da sottovalutare infatti che alcune situazioni stressanti di infelicità, solitudine, ansia e paura che insorgono, ad esempio, in seguito a tensioni familiari, possono influenzare negativamente anche la crescita corporea. Per comprendere se questi elementi di stress siano responsabili di un rallentamento della crescita si deve tuttavia attendere il momento in cui la crescita stessa recupera dopo aver superato la difficoltà in questione.

Come convincere il mio bambino a vestirsi senza fare i capricci?

Alcuni bambini dell’età della scuola d’infanzia fanno dei capricci infiniti tutte le mattine rifiutando di vestirsi. MammeCheFatica consiglia ai genitori, come sempre, di armarsi di ‘Santa Pazienza’ per evitare dei conflitti stressanti e ripetitivi. Piuttosto sarebbe utile inventare un rituale giocoso o, se il bambino è più grande, responsabilizzarlo facendo scegliere direttamente a lui i vestiti da mettere. Anche l’idea di cronometrare il tempo impiegato cercando di superare il record personale potrebbe distrarre il bambino dai capricci. Attenzione però a non mettere fretta ai figli specialmente al mattino: loro hanno tempi diversi dai nostri.
Infine ricordiamoci che anche i capricci vanno ascoltati. Cosa vuol dirci il nostro bambino se ogni mattina mette in scena un melodramma? Fa fatica a separarsi da noi? Non si trova bene alla scuola materna o ricerca solo la nostra attenzione?

Come fare a rassicurare il mio bambino senza angosciarlo…

 

Come fare a rassicurare il mio bambino senza angosciarlo ulteriormente?  Talvolta noi adulti siamo veramente incredibili…non ci rendiamo conto che la continua rassicurazione rivolta al nostro piccolo è in fondo rivolta a noi stessi. Perchè la maggior parte delle volte siamo noi adulti a doverci ‘preparare’ nelle situazioni…

Quindi parliamo ai bambini, spieghiamo loro cosa accadrà, raccontiamo loro le novità che ci attendono evitando però di ‘stressarli’ troppo…altrimenti contribuiamo solo ad aumentare timori e dubbi inutili.

Per i più piccoli: è sempre utile e funzionale spiegare mediante il gioco imitativo. Prendete due animaletti o due bambole, quello che avete, e inventate un breve dialogo su ciò che deve accadere…coinvolgete anche il vostro bambino che sicuramente parteciperà al gioco!

Mindfullness: un vero nutrimento per l’anima

 

Care Mamme,
Cari Genitori,
ieri mattina abbiamo avuto l’opportunità di incontrare presso l’Associazione Bau…sette i portavoce della Mindfullness in Italia. Gli esperti ci hanno spiegato in cosa consista questa pratica antica e i suoi benifici per adulti e bambini. Mindfullness è “consapevolezza del momento presente in modo non giudicante”. Ciò implica una messa in atto di un processo di osservazione di quello che accade dentro di noi che porta ad una maggiore consapevolezza. Mindfullness significa anche arrivare a creare “uno spazio logico” attraverso il quale poter osservare i propri pensieri e poter sperimentare un approccio diverso a livello emotivo e relazionale in quanto si sviluppa anche una maggiore attenzione verso gli altri. Con questa tecnica si può gestire meglio la rabbia e lo stress che, come sappiamo, è molto alto fin dall’età prescolare. Infatti i bambini, spiegano gli esperti, devono adattarsi continuamente ai cambiamenti che l’ambiente impone e devono adattarsi alle richieste degli adulti, ma hanno meno possibilità di scaricare lo stress. Infine si tratta di una pratica che viene trasmessa ai bambni e ai loro genitori per:
– avere delle relazioni più intense
– creare quello spazio di ascolto che molte volte tralasciamo (perchè sopraffatti dagli impegni quotidiani)
– insegna all’adulto ad osservare il proprio bambino così com’è, senza porre giudizio

p.s. Alla fine dell’incontro siamo uscite veramente rilassate e appagate!