Libri per affrontare i distacchi

 

Siete in tanti a chiederci dei suggerimenti in merito a dei possibili libri da leggere con i bambini in grado di rappresentare con immagini chiare e semplici il distacco che stanno sperimentando con la frequenza al nido o alla scuola materna. Certo è ovvio che il libro di per sé non è la soluzione, ma rappresenta un potente strumento per consolidare la relazione e apportare la fiducia che vanno cercando trovandosi in un nuovo spazio con persone nuove. Leggere un libro insieme a casa,che affronta questi temi, con voce calma e rassicurante aiuta il piccolo ad elaborare il vissuto quotidiano e a non sentirsi abbandonato o tradito. Talvolta gli stessi libri si trovano anche negli asili e per il bambino è importante poter  ritrovare le stesse storie e accettare di condividerle con persone diverse (mamma/papà/educatrice). Un libro molto apprezzato dai bambini è “A più tardi” ed. Babalibri che affronta il delicato tema del distacco con parole e immagini semplici nelle quali ognuno si ritrova. Un altro libro utile è “Mattia va all’asilo” ed.Clavis dove si spiegano le varie azioni e gesti necessari per prepararsi alla giornata di asilo. Ai bambini piace anche molto fare un collage casalingo che rappresenta la routine: un’idea semplice a costo zero che aiuta anche gli spiriti più ribelli ad accettare lentamente la nuova realtà educativa.  

Mi leggi una storia?!

 

“Mi leggi una storia?!” e’ la classica domanda dei più piccoli, che nei momenti a volte più improbabili, hanno voglia di sentirsi raccontare una storia e sfogliare un libro. Leggere, lo ricordiamo,non significa solo poter arricchire il proprio lessico e imparare parole o concetti nuovi, ma e’ fondamentale sul piano relazionale, poiché aumenta e rafforza il rapporto umano adulto-bambino. All’interno dello scambio comunicativo  il bambino ascolta, apprende e rielabora a modo suo la storia. Leggere diventa un’occasione preziosa da coltivare e mantenere viva anche da adulti. (“Un bambino che legge è un adulto che pensa”). In commercio vi sono tantissimi libri per ogni fascia di età ed esigenza specifica. Spesso li consigliamo e utilizziamo anche con i più piccoli per affrontare le difficoltà legate alle tappe della crescita (il distacco,la nanna,il No,i capricci,il pannolino,la scuola materna,la gelosia..). Possono essere uno strumento importante per far capire al bambino che anche altri (personaggi o animali) possono avere proprio le stesse difficoltà. É iniziato,tra l’altro, il countdown per il grande appuntamento internazionale a proposito di libri e letteratura per l’infanzia..si avvicina la settimana della Children’s Book Fair di Bologna. Se siete appassionati,curiosi,o addetti ai lavori merita sempre! Per la vivacità culturale e internazionale che si respira e per tutte le novità che l’editoria per l’infanzia ci regala ogni anno.

Parlare con i bambini in modo efficace

La comunicazione con i bambini, qualsiasi sia la loro età, è sempre fondamentale. Apparentemente sembrano piccoli per capire, ma non è così: se anche non conoscono alcuni termini, senz’altro colgono il senso e il tono affettivo usato dall’adulto. Come parlare quindi con loro in modo efficace?

 

  • Attirare la loro attenzione, assicurandosi il contatto visivo e abbassandoci alla loro altezza
  • Usare parole semplici, concrete
  • Evitare discorsi troppo lunghi e contorti
  • Il tono deve essere calmo, ma anche autorevole, se necessario
  • Non utilizzare minacce o ricatti affettivi (“Se continui così non ti vogliamo più bene” oppure “..me ne vado” perché fanno presa sulle angosce infantili peggiori)
  • Verbalizzare tutte le emozioni, anche quelle negative (rabbia, delusione, tristezza..)
  • Non ingannarli, né prenderli in giro
  • Se facciamo una promessa, va mantenuta!

Siete d’accordo con queste indicazioni?

Conta la quantità o la qualità?

Quanti genitori incontriamo in difficoltà rispetto a ciò che si sentono dire da altri (amici, colleghi, parenti..) su come stanno con i loro bambini. Il giudizio degli altri, anche se in buona fede, è in grado di ferire molto i genitori più fragili. Ci teniamo a ribadire che il senso di colpa dei genitori che lavorano tanto nei confronti dei loro bambini non aiuta il legame con loro, anzi, rischia di fare qualche danno. Certo, più ore si trascorrono insieme, più la relazione si rafforza, ma se anche il tempo fosse poco, è importante che sia di qualità. Con questo termine intendiamo dire che non bastano tante ore per dire di aver creato un buon legame o di essere un buon genitore, ma dipende tanto da cosa si fa insieme, da come si sta. Passare le ore davanti ad una Tv o un tablet è ben diverso dal fare un gioco insieme, leggere una storia, fare una passeggiata o la pasta per la pizza. Senza pretendere di fare grandi cose, né di spendere soldi, un piccolo gioco condiviso in cui anche l’adulto davvero si diverte e torna un po’ bambino è un gran regalo che potete fare a vostro figlio e a voi stessi!

Su Repubblica si parla di..

Interessante l’articolo di ieri in Prima Pagina su Repubblica. Si parla di Genitori..e della difficolta’ di crescere i figli oggi giorno.

“Freud dava due notizie ai genitori. La prima, piuttosto disarmante, e’ che si tratta di un mestiere impossibile. La seconda che forse ci puo’ rincuorare,e’ che i migliori tra loro sono quelli consapevoli di questa impossibilità. Ma perché il mestiere del genitore sarebbe impossibile? Perché, come mostra l’ esperienza, non si può esercitare questa funzione se non in modo sempre piu’ o meno, insufficiente, incerto. Nessuno può infatti possedere la risposta infallibile su qual è il senso della vita, del bene e del male, del giusto e dell’ingiusto. Tutti noi ci barcameniamo alla meno peggio navigando a vista e rinunciando alla favola della mano sicura che guida la vita dei figli. Questo spiega anche perche’ i peggiori genitori sono invece quelli che pensano di essere dei buoni genitori o, peggio, di incarnare il loro modello ideale.” (Massimo Recalcati, Repubblica pag. 33 venerdì 29 Gennaio).

Buona riflessione e buon week end a tutti i Genitori che si sentono tali.

Che regali faccio a Natale?!

lettera a Babbo Natale“Che tipo di regali potrei fare per Natale?!” …scatta la domanda fatidica…

MammeCheFatica invita voi genitori a pensare a dei regali che possano piacere ai vostri bambini (cosa c’e’ di piu’ bello che vedere un bambino che scarta il suo pacco di Natale?!) ma che abbiano sempre un senso educativo. Cogliamo l’ occasione per regalare un’ esperienza, una gita, una possibile avventura oppure un gioco che a seconda dell’ eta’ possa contribuire a stimolare la creativita’ e la fantasia del bambino. L’ ideale dal nostro punto di vista psicopedagogico?! Un gioco e un libro da abbinare per i piu’ piccoli e un’ esperienza da compiere ( un corso,uno spettacolo,un laboratorio di teatro o di cucina da fare insieme a degli amici) e dei libri. I regali sono un simbolo. Sono importanti ma non sono tutto.

Cio’ che conta veramente e quel che ci sta dietro…quindi investiamo piuttosto sul tempo da trascorrere insieme a loro..parleremo di tutto questo Venerdì Mattina alle ore 11.00 su Radio Cusano Campus (Roma) all’interno della trasmissione “Genitori si diventa“.

Restate sintonizzati!

I capricci perchè…

capricciDedicato ai genitori che ieri sera si sono persi l’Incontro Formativo sui  Capricci presso l’asilo Nido Il Grillo Parlante di via Chopin a Milano. Intanto ringraziamo tutti i partecipanti che sono riusciti a ritagliarsi questo piccolo spazio per confrontarsi su questa tematica sempre attuale e non facile da gestire. Lo diciamo spesso – in educazione non vi è mai la “ricetta perfetta” dipende sempre da molteplici fattori, ma, in ogni caso, dipende anche molto da come noi affrontiamo e reagiamo di fronte alle varie problematiche o difficoltà che la crescita dei nostri figli ci impone.

Perché i bambini fanno i capricci? Cosa esprimono mediante il pianto? Come ci sentiamo noi in questi momenti? Perché tante volte noi adulti non riusciamo a porre il giusto contenimento ma preferiamo spostare l’attenzione altrove?

Sono tutte domande lecite e doverose che ci fanno riflettere sulla complessità della Relazione Educativa tra adulti e bambini, non solo in ambito familiare ma anche in ambito squisitamente educativo come l’asilo nido o la scuola materna. Certo sono problemi scomodi, difficili talvolta da spiegare, poiché ci coinvolgono direttamente; ma i bambini percepiscono e assorbono le nostre frustrazioni o indecisioni..e in questo caso più noi adulti mostriamo fragilità o ambivalenza più loro se ne approfitteranno! Poche regole, ma sempre spiegate in modo chiaro e coerente. Una parola a noi tanto cara.

Provate col tempo e senza fretta a dare dei limiti ai vostri bambini, a dire di No senza sensi di colpa se necessario e se la situazione lo richiede. E’ necessario avere e dare delle piccole regole per fare in modo che la relazione tra adulto e bambino possa svilupparsi nel corso del tempo.

Ne riparleremo certamente…vi aspettiamo!

Intanto vi consigliamo due libri molto easy ma sempre attuali..come ad esempio:

– I No che aiutano a crescere di A. Phillips, (Ed.Feltrinelli, euro 6,80)

– Dalla Parte dei Genitori (Ed. Franco Angeli euro 18) del nostro apprezzatissimo Daniele Novara, pedagogista del Centro Psicopedagogico e la Gestione dei Conflitti di Piacenza.

Ma quanto giocate?!…

Quanto giocate con i vostri figli?Leggendo varie statistiche i dati ci indicano che i genitori con bambini dai 2 anni ai 7 anni giocano poco in casa e preferiscono delegare per mancanza di tempo..sarà vero? A noi di MammeCheFatica, interessa piuttosto che si trovi il tempo necessario per mantenere viva la relazione tra genitore e figli e fare in modo che il legame tra le due generazioni diventi sempre più forte nonostante le difficoltà o piccole tensioni tipiche di ogni fase di crescita. Quindi è vero che i genitori dopo una lunga giornata di lavoro sono stanchi, ma è anche vero che per ‘ricaricarsi’ reciprocamente fanno bene a dedicare ai propri bambini un po’ di tempo dedicato al gioco. Una costruzione, dei puzzle, preparare la pappa con i pentolini, mettere a dormire le bambole, un collage,un disegno..una storia..sono gesti fondamentali per trasmettere al bambino fiducia e serenità.

Ai bambini piace molto giocare e condividere anche con gli adulti questi momenti speciali. Fate in modo di creare un rituale di gioco che scandisca i vari momenti per aiutare il piccolo a gestire meglio il  tempo..per fare in modo che non si disperi se il papà o la mamma dicono che è ora di fare un’altra cosa però..per iniziare quindi fate sempre lo stesso gioco per un po’ di volte..(ai piccoli piace molto la ripetizione poichè li fa sentire più sicuri) poi col passare dei giorni inserite piccole novità che serviranno a rendere il gioco sempre più strutturato e completo.

Giocate e Giocate sempre! sarà un modo per ritrovare un po’ del vostro bambino che siete stati e trascorrere dei momenti piacevoli con I vostri pargoli…e come diceva Winnicott “un bambino creativo è un bambino sereno”.

Vorrei una Tata perfetta!

corso-baby-sitterQuesto è il desiderio di ogni Mamma e Papà, pensando al proprio figlio. Spesso incontriamo giovani ragazze o signore in gamba, capaci di creare una buona relazione con il bambino di cui si occupano. Ma la predisposizione personale è sufficiente per fare un buon lavoro? Come si acquisisce una vera professionalità? Una buona formazione è fondamentale per poter lavorare in modo consapevole e responsabile: oltre alle questioni pratiche è importante anche affrontare la teoria, perchè non ci si può improvvisare quando si ha a che fare con dei bambini!

Dunque se avete la passione, ma vi manca una “base formativa” consigliamo la partecipazione al Corso Psico-pedagogico “La Tata perfetta” che MammeCheFatica propone in collaborazione con Mamma&Lavoro, Sabato 20/09 dalle 9,30 alle 13- presso il Cobaby di Piano C, (in Via Simone D’Orsenigo, 18 a Milano).

L’obiettivo principale del corso è quello di offrire una formazione psicopedagogica esperienziale, breve, ma facilmente spendibile nel mondo del lavoro. Il corso si propone di:

  • Promuovere e favorire la relazione interpersonale con i bambini in carico
  • Aiutare a svolgere il ruolo delicato di trait d’union tra le figure genitoriali e il piccolo
  • Ampliare le proprie competenze sviluppando una maggior capacità critica

Per info ed iscrizioni: formazione@mammaelavoro.it